Coop promuove una forma di tortura?

Attenzione: questo post contiene informazioni dettagliate di alcune procedure di macellazione e di alcune pratiche di violenza su animali e potrebbe ferire la sensibilità di alcuni lettori. Vi invito a valutare la volontà di proseguire nella lettura.

Mucca al pascolo

Guido Andolfato via Flickr

La notizia mi era sfuggita, ma ci sono finito dritto contro su segnalazione questo pomeriggio: un centro commerciale della catena Coop di Roma ha aperto alla vendita di carne macellata secondo il rituale Halal, che consente alla carne di essere consumata dai musulmani.

Credo che per evitare spiacevoli fraintendimenti e per non venir inutilmente tacciato da “integralista”, vadano precisate due cose: in primis non ho assolutamente nulla contro i musulmani, anzi chi segue queste pagine sa bene quanto mi stia a cuore la questione della deriva razzista italiana. Secondariamente non sono vegetariano o vegano, mangio, e con un certo gusto, la carne più volte a settimana. La mia visione della questione è piuttosto complessa (come destino di tutte le cose lungamente ponderate) e cercherò di spiegarla più approfonditamente in futuro.

Ciò detto, entriamo nel merito della notizia, che a primo acchito (e nell’ignoranza dei termini) sembra innocua al punto da passare senza essere degnata di particolare interesse: la macellazione halal (che in arabo significa “lecito”) è una forma di macellazione rituale che consiste nel recidere la giugulare del bovino oggetto di macellazione affinché muoia dissanguato. Ci si limitasse a questa parte, la questione potrebbe divenire accettabile: d’altra parte anche gli animali uccisi in modo “tradizionale” subiscono una violenza, ma questo viene reso il meno doloroso possibile da una serie di accorgimenti quali lo stordimento tramite scariche elettriche. In alcune forme di macellazione rituale religiosa, invece, si ritiene che l’animale debba giungere cosciente al momento dello sgozzamento, il che non può che significare un’inutile e lunga agonia (nell’ordine di qualche ora), soprattutto nel caso in cui il primo taglio non riuscisse, essendo vietato un secondo “tentativo” (con conseguente allungamento delle sofferenze della bestia). Lo stordimento dell’animale non è di per se vietato dal Corano, ma non essendo esplicitamente concesso, viene purtroppo vietato in molti paesi.

Il fatto che il primo passo sia stata proprio di Coop, che negli ultimi anni è stata pioniera nel proporre prodotti biologici ed etici in vari settori (dall’alimentazione all’abbigliamento, per intenderci), mi lascia quantomeno colpito, soprattutto considerando che proprio l’attenzione della catena verso l’etica e la natura mi avevano spinto alcuni anni fa alla decisione di diventare “socio” (una scelta che generalmente non prendo alla leggera). Nel dubbio, ho scritto all’ufficio stampa di Coop, chiedendo spiegazioni.

Gentile XXXXXX,
sono un socio Coop (e sino ad oggi mi sono sempre ritenuto fiero di esserlo).
Mi ritengo un consumatore critico, acquisto carne preferibilmente di provenienza e macellazione italiana (riduzione della lunghezza della filiera), e frutta e verdura di stagione e possibilmente italiane: ho sempre trovato sotto questo aspetto, notevole conforto nella sensibilità di Coop in tema di ambiente ed ho espresso con i mezzi a mia disposizione il giusto apprezzamento per la nuova campagna verde di Coop, destinata alla promozione di prodotti biologici.
Mi è però recentemente giunta voce (il tam tam in rete è piuttosto veloce) che Coop stia promuovendo la vendita di carne macellata secondo il metodo Halal, che come ben saprete rappresenta per gli animali in questione una vera e propria tortura, costringendoli a lunghe (e soprattutto inutili) agonie prima della morte.

Le chiedo gentilmente di volermi confermare o smentire questa voce, ribadendo sin d’ora che in caso di risposta affermativa, provvederò quanto prima a restituire la mia tessera di socio: sarebbe davvero disdicevole da parte Vostra appoggiare un simile inutile maltrattamento.

Nella speranza che le voci in questione si rivelino infondate, Le porgo i miei più cordiali saluti

Giacomo Rizzo

La risposta della responsabile dell’Ufficio Stampa di Coop è arrivata quantomai veloce e pronta ed ecco cosa mi sono trovato in mailbox solo pochi minuti dopo (talmente pochi da far venire il sospetto che la mail fosse già “pronta”):

Gentile signor Giacomo, legittima la sua posizione ma altrettanto legittimo il comportamento di Coop (che poi lei può decidere evidentemente di apprezzare o meno). Con l’iniziativa lanciata a Roma Coop risponde alle richieste che arrivano da determinate comunità che vivono accanto a noi, mantenendo però la loro identità anche in materia di consumi alimentari.
Le carni in questione rispettano tutti gli standard della filiera Coop – anche in materia di benessere animale – per garantire un alto livello di qualità, controlli e garanzie con la sola aggiunta di una certificazione religiosa.
Per quanto riguarda la corretta procedura di macellazione ovvio che si seguano i dettami di quella particolare comunità, anche se Coop ha preteso e ottenuto che ci si adeguasse alla normativa europea modificando e rendendo meno cruenta la procedura (procedura che è comunque consentita dalla Ue).
Detto questo noi di Coop non ci tiriamo indietro di fronte alle richieste di chi ha stili alimentari di altro genere e siamo i primi a lottare contro qualsiasi forma di sfruttamento minorile, a favore di una filiera equa e rispettosa dell’ambiente. Ben più, me lo lasci dire, di altri nostri competitor. Ricordo solo a titolo di esempio l’adesione a Dolphin safe e Friend of the sea per la pesca sostenibile e la tutela dell’ecosistema marino, no test su animali per ciò che concerne i prodotti cosmetici Coop, la decisione presa di vietare l’utilizzo di pellicce naturali in tutti i prodotti venduti nei propri punti vendita. E ancora il presidio delle filiere critiche in Italia e fuori Italia, la certificazione SA8000 ottenuta fin dal ’98 (prima impresa europea ad averla ottenuta) etc etc

Ed ecco, infine, la mia replica (a cui non ho ricevuto alcuna risposta):

Gentilissima signora XXXXXX,

la ringrazio sentitamente per la celerità della Sua risposta.

Lungi da me mettere in discussione il fatto che Coop si sia distinta (anche nei confronti della sua diretta concorrenza, naturalmente) in quanto a rispetto dei temi ambientali. E’ proprio questo il motivo che mi ha spinto a divenire socio ed a supportare dove possibile l’azione di Coop in questo frangente.
Oltre alle certificazioni da lei citate, ricordo indubbiamente i molti prodotti che Coop vende (o spesso persino “marchia”) che mostrano sulla confezione il logo EcoLabel, certamente certificazione di indubbia qualità e valore.

Trovo però che in questo frangente specifico, Coop si trovi di fronte ad una scelta chiave, una sorta di spartiacque tra l’adesione ai principi dei quali si è fatta notabile promotrice negli ultimi anni ed i dettami del mero business. Comprendo la volontà di andare incontro alle richieste della comunità musulmana, ma ben sapendo che la normativa europea è ancora pesantemente carente in materia di diritti (ed aggiungerei, purtroppo, di controlli) in tema di macellazione ed allevamento, avrei preferito una maggior adesione di Coop (che poi, naturalmente, è legittimata ad ogni scelta commerciale che ritiene praticabile) ai principi che ne avevano spinto fino ad oggi l’azione in questo frangente. Se una comunità locale praticasse il cannibalismo (che concorderemo essere una pratica disdicevole), Coop si porrebbe forse in condizione di assecondarne le volontà? Troppe volte le scelte economiche hanno eroso i valori fondamentali della nostra società, soprattutto in tema di ambiente ed alimentazione.

Anche l’appello alla normativa europea, purtroppo, conta fino ad un certo punto: le galline ovaiole che vivono all’interno del regolamento europeo, con 6 esemplari nello spazio vitale di una coppia di fogli A4, spesso giungono all’auto mutilazione, schiacciate dallo stress di una vita senza dignità. Ai maiali d’allevamento intensivo viene recisa la coda per evitare che, nelle ristrettezze a cui vengono sottoposti per l’allevamento intensivo ed a causa dello svezzamento precoce, si feriscano l’un l’altro cercando di “succhiare latte” dalla coda altrui. A molti polli da carne, viene tolto il becco in quanto finirebbero con l’aggredirsi gli uni con gli altri. I bovini d’allevamento intensivo vengono imbottiti di medicinali in quanto nutriti a cereali (che sono incapaci di digerire) e per via della facilità di epidemie, dato il minuscolo spazio in cui vengono allevati. Tutto questo “nel pieno rispetto” della (a questo punto inadeguata) normativa Europea. Forse si potrebbe fare un passo in più (come d’altra parte Coop ha più volte dimostrato di saper fare)?

Giacomo Rizzo

Credo che vada dato atto a Coop di aver risposto (anche se con una mail forse preformata): numerose esperienze di altri blogger ci mostrano quanto difficile sia contattare (e argomentare) con grandi aziende o (peggio) multinazionali. Ciò detto, l’idea che Coop vada a tradire in qualche modo i valori ai quali ampiamente si è richiamata negli ultimi anni mi resta: l’offerta di carne macellata secondo i dettami dell’halal ma con lo stordimento degli animali sarebbe stata probabilmente una soluzione eticamente accettabile, ma economicamente svantaggiosa.

Il problema chiave credo sia proprio qui, e si tratta di un problema che travalica i confini di questa vicenda e va a toccare da vicino tutta la questione del “biologico”: l’ecologia, l’equilibrio della natura, i valori morali, tutto ciò è profondamente incompatibile con il capitalismo ed il liberismo più sfrenati, con la massimizzazione dei profitti. Non esiste (o almeno non la vedo io) una vera via d’uscita: ad un certo punto è necessario chiedersi se ciò che conta è il rispetto dei propri valori o sempre e soltanto il profitto…

Per concludere, non ho ancora deciso se aderirò al boicottaggio a Coop di cui si comincia a vociferare: ritengo che la catena abbia comunque realizzato passi importanti sul fronte della riduzione del proprio impatto sull’ambiente ed equipararla (o peggio sostituirla) ad altre catene meno impegnate su questo fronte sarebbe un segnale sbagliato. Esistono, è vero, altre soluzioni (che per altro molti attivisti praticano già), ma l’impatto di una sinergia tra il movimento ambientalista/ecologista ed una catena delle dimensioni di Coop rappresenta un valora aggiunto (anche solo in termini di sensibilizzazione) che sarebbe meglio non gettare alle ortiche…

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12 pensieri su “Coop promuove una forma di tortura?

  1. birdack

    Bhe giak,
    Apparte che anche nella nostra cucina tradizionale son previste pratiche di sevizie animali vedi il “sanguinaccio” in cui il maiale deve essere sgozzato perche’ il sangue fuoriesca altrimenti in caso di scossa elettrica coagulerebbe, visto che ricorda quello.

    Ma tradizionalmente anche solo la caccia era una pratica barbara di uccisione… uccidere e’ uccidere non c’e’ un modo giusto per farlo…

    Meno sofferente forse si (non e’ dato saperlo…) ma sicuramente indifferentemente se decidi di farlo soffrire o meno e’ un animale nato solo con il semplice scopo di essere ucciso… e se e’ progettato a tale scopo che senso ha preoccuparsi dei suoi sentimenti?

    (e’ provocatorio per esserlo…io condivido in parte la tua idea…)

    Rispondi
  2. Giovanni

    Giac,
    da una parte mi sembra che farsi guidare da una religione non sia una gran cosa, quindi tendenzialmente non concordo con halal o kosher (fermo restando il fatto che mi ripugna impormi agli altri).
    Ma sullo specifico ho un dubbio: com’è che tra i suicidi “taglliarsi le vene” è considerato meno cruento che, ad esempio, spararsi (si vocifera del fatto che ci si “addormenti” e che l’unico problema sia una sensazione di freddo a cui molti “rimediano” stendendosi in una vasca di acqua calda). Per gli animali è differente ? Confesso la mia ignoranza ma sarebbe da approfondire: non è che si confonda “dolore” con “tempo” ? Provocatoriamente potrei dire che a questo punto la vita è dolorosissima: ci si mette decine d’anni a morire …
    Ultimo punto: lo stordimento con elettricità: fatti descrivere da qualcuno che l’ha passato l’elettroshock, e inorridirai. Anche qui: non è che serva più a intontire e quindi rendere più “gestibili” i morituri?
    In generale è proprio un brutto problema: per risolverlo alla radice dovremmo essere vegetariani (non vegani) …

    Giovanni

    Rispondi
  3. alt-os Autore articolo

    Essere vegetariani non risolve il problema e anzi ne crea di nuovi e più complessi (ci ho riflettuto a lungo recentemente, ma sto preparando un post ad-hoc)…

    Sulla questione in se, il problema è probabilmente nella coscienza di se: gli animali (a differenza dell’uomo) hanno un grande vantaggio, che è quello di non provare auto-commiserazione o aspettative per il loro futuro.
    Ciò che rende invece l’animale uomo “superiore” (?) agli animali, sembrerebbe essere proprio la capacità di applicare una morale alle proprie azioni: ecco allora che la morte veloce e dignitosa di un animale diviene non solo accettabile, ma migliore di quella che probabilmente la natura gli avrebbe inflitto (essere sbranati vivi da un leone non dev’essere certo una gran figata :/)

    Nello specifico, il discorso si concentra (come giustamente sottolinea Giovanni) sulla sofferenza che l’animale può o meno provare prima di morire: se effettivamente si addormenta, perdendo gradualmente coscienza, anche la macellazione halal (per quanto all’apparenza cruenta) potrebbe diventare accettabile. Sicuramente molto più di una vita passati immersi nel proprio letame nutriti artificialmente di antibiotici, proteine animali e cereali…

    Rispondi
  4. erbaviola

    ciao Giacomo, grazie del sostegno! Purtroppo abbiamo constatato che la risposta inviata dall’ “ufficio stampa” di Coop, oltre ad essere piena di strafalcioni sintattici è anche identica per chiunque scriva 😦 Non si distinguono proprio per cura del cliente…

    @birdak: invece ha senso. Il decreto che prevede la macellazione halal per motivi religiosi infatti è un controsenso giuridico visto che in Italia è vietata la vivisezione e questo tipo di macellazione ha tutti i caratteri della vivisezione. Se è possibile uccidere un animale senza causargli sofferenze, per quale motivo bisogna lasciarlo morire in due ore di agonia mentre si dissangua? In pratica facciamo passi indietro invece che passi avanti e come unica giustificazione c’è la religione? E’ vero che esistono anche altri soprusi, ma qui il fatto è che una grande catena di supermercati sta promuovendo questo orrore specifico non altri. Hai idea di che incentivo sia all’impiego di questa pratica barbara se una catena come Coop decide di servirsene? Enorme. Per questo protestiamo.

    @Giovanni: il vegetarismo è senz’altro la scelta migliore ma se non la si condivide, non credo che ci sia bisogno di farli anche soffrire questi animali, no? Per quanto riguarda questo tipo di macellazione, non gli tagliano le vene come farebbe un suicida umano. Gli recidono con un unico colpo solo la giugulare e non c’è nessuno stordimento prima. Non si addormentano, lottano almeno un’ora e mezza, spesso due guardandosi morire dissanguati da un’unica ferita. Ti sembra accettabile solo perché tanto si macellano anche in altri modi? Gli ‘altri modi’ ovvero lo stordimento e il colpo secco che li uccide all’istante io non li condivido perché sono vegana però sono più civili e non cercano la sofferenza dell’animale. mi sento di protestare contro quello che li fa agonizzare in nome di una religione.

    @alt-os: parliamone del problema di essere vegetariani 🙂 Tra gli animali italiani, ce ne sono ben pochi che correrebbero il rischio di venire sbranati da un leone, ma ti faccio un esempio concreto (premesso che io sono vegana, quindi non ne condivido nessuno a parte quello dei predatori naturali) :

    – gallina sbranata dalla volpe: muore in media in 5 minuti o meno, perché la volpe se la mangia e quindi la addenta in più punti. Se non muore prima di arresto cardiaco, succede a molto pollame preso d’assalto da animali di grossa taglia

    – gallina macellata: non sempre è stordita ma è sempre uccisa con un colpo secco. ci mette qualche secondo e probabilmente non se ne accorge

    – gallina con macellazione halal: incisa la giugulare, viene appesa a testa in giù e lasciata dissanguare. all’inizio si contorce e cerca di liberarsi poi non riesce più a muoversi e si passa una bella mezz’oretta ad assistere coscientemente alla propria morte.

    Se leggete tutte le guide alla macellazione halal troverete che è imposto che l’animale deve morire “cosciente e per dissanguamento”, questo prescrive la legge musulmana. In pochi paesi è posto qualche limite, tra questi NON c’è l’Italia. Non so dove arrivi la questione dello stordimento, riguarda solo la normale macellazione italiana.

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      Erbaviola, non ritengo il vegetarismo una soluzione, ma un fuggire il proprio ruolo naturale 🙂 Il mangiare vegetali non implica di per se non far soffrire animali (visto che il processo di raccolta stesso crea danni a diverse specie viventi legate alle piante che raccogliamo, o che incidentalmente si trovano di fronte alla mietitrebbia :/). Inoltre se tutti gli uomini divenissero improvvisamente vegetariani, molte specie che oggi conosciamo (e vorremmo così proteggere) sarebbero rapidamente destinate all’auto-estinzione. Ma ripeto, non è questa la sede, ho in mente un post dedicato alla questione.

      Inoltre, controllando sul Corano, non è impedito lo stordimento dell’animale: infatti in alcuni paesi musulmani (tra cui, ad esempio, la Somalia) questa pratica viene consentita anche in concomitanza con la macellazione halal (ed è quello a cui mi riferivo nel post). Coop non ha specificato nel proprio comunicato in che modo “ha preteso e ottenuto che ci si adeguasse alla normativa europea modificando e rendendo meno cruenta la procedura (procedura che è comunque consentita dalla Ue).”

      Rispondi
  5. Giovanni

    @tutti
    chi mi conosce sa, comunque lo ribadisco:
    non sono d’accordo con “azioni concrete” basate sulla “fede in qualcosa di indimostrabile”
    quindi nemmeno a pretendere di macellare qualcosa in un certo modo perché lo ha detto un certo dio (qualechessia).
    Personalmente penso che, se proprio si deve uccidere, lo si debba fare nel modo più indolore possibile.
    Penso che, da questo pumnto di vista, la soluzione sarebbe il vegetarianesimo, non comunque il veganismo. Bere il latte non provoca, imho, problemi alla mucca. Problemi invece che sono creati dall’industrializzazione dell’allevamento. Fuor di metafora: le mucche che ho visto in giro in montagna, a pascolare, non mi sembra soffrissero per dover dare il latte (che non mancava ai vitelli). Mentre ho visto stalle di produzione industriale in condizioni agghiaccianti. Ed in quanto a certi apparecchi di mungitura, usati in cderti modi, li vedrei bene attaccti ai piselli di certi allevatori, Ma attenti a non fare di ogni erba un fascio.
    Poi, sul concreto: sarebbe bene avere qualche conoscenza in più sulle sofferenze inflitte agli animali e sul come questi muoiano, altrimenti temo finiamo (io per primo) in una discussione da bar sport.

    @giacomo
    attendo con interesse il tuo post sul vegeterianismo, argomento interessante. Non proseguirò quindi qui sull’argomento. Sono interessato: mi spiace che si faccia male agli animali ma comunque sono abituato (mi piace) a mangiar (anche) carne (ma in parte è una faccia del mio problema di dipendenza – dal mangiare)

    Giovanni

    Rispondi
  6. Iron Bishop

    La macellazione industriale in Europa, che sia o meno halal, implica lo stordimento dell’animale. COOP non potrebbe fare altrimenti: le leggi in merito sono decisamente chiare e non credo che COOP voglia chiudere tanto presto.

    L’assurda tesi per cui anche COOP seguirebbe un rito già messo in discussione dai musulmani di tutta Europa (e non solo) serve principalmente a boicottare l’entrata in commercio di una categoria di alimenti che costituisce un giro di soldi impressionante; l’altro motivo è ovviamente fomentare il razzismo, cosa in cui gli italiani sono notoriamente campioni. Non credevo cadessi nel tranello.

    Conosci la festa di Haid-el-kebir? Prevede l’uccisione rituale di un agnello; è un po’ la Pasqua musulmana, per fare un paragone. Viene festeggiata in tutte le case musulmane, ovviamente anche in Italia, e spesso la macellazione viene praticata in casa: SORPRESA! L’animale viene stordito anche in questo caso.

    Lo so, macellare in casa è illegale. Per questo, ma solo a partire dal 2009, i mattatoi italiani offrono i loro “servizi” ai musulmani, che possono portare la loro carne per la macellaziona halal (sempre con stordimento). Meglio tardi che mai!

    Giusto per precisare: no, dal nostro ultimo incontro NON sono diventato musulmano, ho solo viaggiato un po’, conosciuto gente e *guarda un po’* seguito indirettamente un corso universitario di antropologia culturale 🙂

    @Giovanni: You are doing it wrong! (cit.) mettersi nella doccia o nella vasca da bagno NON serve ad evitare il freddo, ma ad evitare la coagulazione del sangue e velocizzare il dissanguamento. Hai mai visto un suicida con una termocoperta? (occavolo, spero di no!)

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      @Iron: grazie per il contributo 🙂 Considerazioni ed informazioni utili. Non conosco i dettagli della normativa EU su questo frangente (paradossalmente conosco maggiormente quella USA -.-), e se è forzato lo stordimento ecco che già la questione cambia (e il beneficio del dubbio a Coop lo avevo comunque lasciato, interpretando in un commento le parole dell’Ufficio Stampa). Purtroppo il comunicato (perché a questo punto quello è) di Coop è davvero povero di informazioni…

      Sulla questione razzismo ho voluto puntualizzare nelle prime righe del post e davo per assodato; lungi da me voler contestare la vendita di carne a chi che sia, il mio punto era solo ed esclusivamente sulle modalità di macellazione e la potenziale sofferenza dell’animale. Trovo che il dettaglio dello stordimento sia la chiave di volta di tutta la faccenda: mi chiedo (ed è una domanda sincera, niente dietrologie) solo perché Coop non abbia fornito maggiori dettagli, risolvendo solo la questione da buon principio…

      Rispondi
  7. Siv

    L’intervento di Iron sicuramente tranquillizza le menti… anche se può sicuramente essere possibile che ci sia in giro qualche macelleria (non Coop) che effettua pratiche erronee, ma in questo caso se non rispetta le norme EU sicuramente basta denunciarla.

    Comunque io non lascerei da parte il discorso razzismo, non ovviamente nei tuoi confronti Giacomo (sulle cui idee non ci sono dubbi 🙂 ma nei confronti di parte di coloro che protestano per la scelta di Coop: non vorrei che più di qualcuno si nascondesse dietro pretesti animalisti per in realtà mostrare idee di altro tipo (sì, sono un tantino influenzato dall’ultimo libro di Stella che sto leggendo…).

    Rispondi
  8. Giovanni

    @iron
    Grazie per la info.
    Non sono uno specialista in suicidi (e non ho problemi di coagulazione dato che sono in terapia anticoagulante – quindi mi sfuggiva il problema)
    Comunque il dubbio rimane: c’è qualcuno che mi sa dare dritte su dove trovare documentazioni sulla dolorisità del dissanguamento?
    Altra obiazione: continuo ad essere dubbioso sullo “stordimento per via elettrica”: nessuno sa indicarmi un paper dove sia descritto? Continuo ad avere il dubbio che serva più ad evitare “imbizzarrimenti” che il dolore …

    Giovanni

    Rispondi
  9. alt-os Autore articolo

    Cito da forumetici, dove Coop ha scritto spiegando più dettagliatamente la propria posizione:


    Caro socio e/o gentile consumatore,
    la preoccupazione per limitare al massimo le sofferenze degli animali in fase di macellazione è anche nostra.
    Infatti la condizione imprescindibile che abbiamo posto per rispondere alle richieste di nostri clienti di fede musulmana è riuscire a conciliare le loro tradizioni con i nostri impegni di maggior rispetto degli animali; in caso contrario non avremmo proceduto con l’inserimento di questi prodotti nei nostri negozi. L’Imam che presiede alla macellazione ha dichiarato conforme al rito islamico la procedura di stordimento preventivo che abbiamo posto come requisito Coop. Va detto che siamo i primi ad aver richiesto questa procedura anche per i grandi animali. L’intera operazione viene comunque supervisionata anche dal servizio veterinario competente, al fine di verificare il rispetto delle normative europee relative alla protezione degli animali durante la macellazione.

    Crediamo in questo modo di rispondere ad una esigenza sempre più diffusa nelle nostre realtà e, al contempo, di proseguire in un impegno di tutela del benessere animale che non ha paragoni in Italia e che si dispiega su vari fronti. A solo titolo di esempio: abbiamo deciso di vendere uova di galline che non fossero allevate in gabbia, fin dagli anni 90 abbiamo inserito regole volontarie (e quindi per noi onerose) sugli spazi e le modalità di alimentazione, allevamento e trasporto dei vitelli, o ancora , primi e unici , abbiamo deciso di aderire con tutti i nostri prodotti della cosmesi alla campagna stop ai test su animali e ancora siamo stati i primi ad aver deciso la completa esclusione delle pellicce naturali e il passaggio a materiali sintetici.

    Inoltre Coop da anni, col supporto del mondo delle Ricerca Pubblica e delle principali associazioni animaliste, sta inserendo regole sul benessere animale nei propri capitolati di produzione, tramite disciplinari, (primi in Italia) valutati e validati dal Centro Nazionale di Referenza per il Benessere degli Animali da reddito.

    Per quanto riguarda i soci e i clienti che hanno deciso di non consumare carni trovano in Coop prodotti provenienti da filiere produttive controllate fin dal campo, il più grande assortimento di prodotti biologici della grande distribuzione italiana, prodotti che sono pensati per avere il minimo impatto ambientale, un impegno alla valorizzazione dei prodotti agricoli tradizionali e un impegno più complessivo per la salvaguardia della biodiversità.

    E siamo sempre disponibili a considerare le richieste di estensione dell’assortimento di prodotti che soddisfino le esigenze di integrazione alimentare dei vegetariani, come già è successo per altre fasce di consumatori con bisogni specifici (come i celiaci).
    Sono questi temi per noi molto importanti e sui quali continueremo a lavorare come abbiamo fin qui fatto.

    Silvia Mastagni
    Responsabile
    Ufficio Stampa COOP

    Rispondi
  10. Davide

    @IronBishop

    leggi questo è dimmi se non è possibile macellare senza strodimento :

    http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/98333dl.htm

    1. I solipedi, i ruminanti, i suini, i conigli e i volatili da cortile, trasportati nei macelli ai fini della macellazione, devono essere:
    a) trasferiti e, se necessario, stabulati conformemente alle indicazioni di cui all’allegato A;
    b) immobilizzati conformemente alle indicazioni di cui all’allegato B; c) storditi prima della macellazione o abbattuti istantaneamente conformemente alle disposizioni di cui all’allegato C;
    d) dissanguati conformemente alle indicazioni di cui all’allegato D.

    2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettera c), non si applicano alle macellazioni che avvengono secondo i riti religiosi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h).

    Davide.

    Rispondi

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