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Aumenta la sicurezza degli access point

Qualche tempo fà, durante una serata dell’associazione dedicata alla sicurezza delle reti wireless, siamo andati in giro a “dare un’occhiata” a quello che le onde radio ci mettono a disposizione per Cinisello Balsamo. Nessuna violazione, naturalmente, ma i dati raccolti si sono rivelati particolarmente interessanti.

Aggregati e verificati, ho generato il grafico che potete vedere qui sulla destra: il primo dato che salta all’occhio, almeno agli addetti ai lavori, è l’enorme percentuale di access points “protetti” da crittografia, che sono più dell’80%. Inoltre, dato ancora più interessante, gli access point coperti da “crittografia debole” (e facilmente violabile) come il WEP, sono sul totale meno del 18%.

L’importante inversione di rotta è certamente dovuta al fatto che Telecom (Alice) e Fastweb hanno cominciato a distribuire i loro router wireless già cifrati con WPA: a questo punto mi chiedo: ci voleva poi tanto??

Questo deve far riconsiderare, almeno sotto alcuni aspetti, l’idea che la sicurezza e la semplicità d’uso debbano necessariamente essere in conflitto tra di loro. Mi spiego: è naturalmente vero che spingere sulla sicurezza richiede una riduzione della semplicità d’uso, ma è poi così difficile far accettare agli utenti una banalissima procedura di generazione delle chiavi al momento del primo avvio di un apparato di rete?

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Anche Report ogni tanto inciampa

antenne Report è una delle strasmissioni che stimo maggiormente: giornalismo serio, approfondimenti, inchiesta, domande a bruciapelo quando necessario. Periodicamente però incappano nella ritrasmissione di servizi di altre emittenti, magari molto contestati, che non mancano di sollevare pesanti discussioni anche in Italia. Quando poi si rivelano fuorvianti, la figura che Report incassa è di quelle da far tremare le ginocchia.

Accadde così in occasione del video sull’11 settembre (quello dei complottisti), accade ora con la questione wifi sollevata durante la puntata di questa domenica: il (breve) servizio in questione, uno dei vari mandati in onda durante la serata, è stato realizzato dalla BBC e fa riferimento alla situazione inglese.

La messa in onda del servizio ha sollevato pesanti preoccupazioni relativamente all’uso delle tecnologie di trasmissione radio dei dati per mezzo di onde elettromagnetiche, che sotto certi aspetti (e parlo da tecnico) sono ingiustificate e anzi, rischiano di divenire piuttosto pericolose, ingenerando inutili fobie nella popolazione.

I problemi maggiori del “pezzo” in sé sono piuttosto lampanti: innanzi tutto si finisce con il fare molta confusione tra le varie tipologie di radiazioni elettromagnetiche che pervadono costantemente l’etere (la Terra stessa, per intenderci, ha un suo campo elettromagnetico): c’è una notevole differenza tra le radiazioni emesse da un hot-spot Wifi e da un ripetitore gsm, o umts. L’altro problema è quello legato alla parzialità con cui nel servizio vengono presentati gli “esperti” (uno dei quali vanta il titolo di “disinformatore dell’anno“), che ha costretto la BBC a rivedere le proprie posizioni e fare una puntata correttiva.
Già il tono un po’ troppo allarmistico del servizio avrebbe dovuto far drizzare le orecchie e mettere sull’attenti i telespettatori più pronti, soprattutto se comparato agli altri “pezzi” della giornata, decisamente più pacati e coerenti: il fatto che “non si escludano possibili problemi” si trasforma rapidamente in un “ci sono problemi”, con un passaggio semplicistico che non mi sarei aspettato venisse ripreso in modo così forte da una trasmissione come Report.

Nel merito della questione “onde elettromagnetiche”, un paio di dati oggettivi dovrebbero essere sufficienti a “sminare” il terreno. L’articolo di Paolo Attivissimo, da questo punto di vista, ha la solita lampante chiarezza.

Le conseguenze di un video come questo, purtroppo, rischiano di essere gravi: in preda al panico, i telespettatori sono andati in giro chiedendo la rimozione degli hot-spot wifi (ad esempio è capitato in alcune biblioteche comunali in tutta Italia), generando tra l’altro un danno economico: non che i soldi siano più importanti della salute, ovviamente, ma le posizioni “radicali” di questo genere non giovano certo alla già precaria situazione della nostra economia e del nostro tenore di vita…

ps: scopro ora che il video della parte di puntata dedicata al wifi è stato tolto dal sito di Report. Dobbiamo aspettarci un chiarimento in diretta dalla Gabanelli, questa domenica?