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La “coda lunga” di OpenXML

Poteva sembrare che le questioni legate ad OpenXML fossero sospese dal giorno della votazione da parte dell’ISO, in attesa che, a febbraio, si dia luogo al tanto discusso “ballot”; ed infatti, per quel che riguarda strettamente il formato OpenXML proposto da ECMA sotto la spinta di Microsoft, il lavoro è ora relegato dietro le quinte, nel tentativo di “aggiustare” un formato nato storto, ma questa è un’altra questione.

Purtroppo però, la questione di OpenXML sta avendo uno strascico tutt’altro che glorioso, sulle attività del comitato SC34 all’interno dell’ISO/IEC JTC1 (quello che si occupa, per l’appunto, della valutazione dei formati documentali). Questo comitato infatti, è completamente bloccato dal giorno della votazione su OpenXML, in quanto non è più riuscito a raggiungere il quorum (50%) necessario alle varie votazioni che nel silenzio mediatico si susseguono di giorni in giorno. Perchè? Semplice, banale.

Durante la indecente battaglia condotta per “comprare” lo standard OpenXML, una numerosa serie di aziende si sono iscritte (oltre ai vari National Bodies) al comitato SC34 come osservatori (O-Members), mentre altre aziende, membri osservatori del comitato da più tempo, hanno modificato la propria iscrizione, diventando Principal Members (P-Members), in modo da avere maggior influenza sul risultato finale della votazione. E fin qui, nulla di nuovo.
Il problema nasce nel momento in cui tutti questi nuovi membri (in particolar modo i nuovi P-Members) non danno seguito al proprio obbligo di voto/astensione nelle altre votazioni, quelle che non riguardano OpenXML, impedendo il raggiungimento del quorum, e bloccando, di fatto, il lavoro del comitato SC34.

A queste aziende vanno i miei complimenti per la serietà dimostrata (mi piacerebbe che fossero resi pubblici i nomi…), e mi auguro che questa situazione faccia riflettere tutti, Microsoft compresa, sulle conseguenze delle proprie azioni…

[Fonte: http://www.consortiuminfo.org/standardsblog/article.php?story=20071016092352827

De nazioni e voti…

Parlando scrivendo del risultato della prima votazione del FastTrack di OpenXML, avevo sollevato il dubbio sul rapporto tra tipo di nazioni e voto espresso. In particolare, volevo far presente come le nazioni che hanno espresso un voto positivo al formato proposto come standard da Microsoft, fossero tutte (o quasi tutte) nazioni piuttosto povere, o comunque poco rilevanti sul panorama informatico internazionale. Si trattava di un pensiero venuto di getto, probabilmente mal posto e mal espresso, ma trova conferma in una breve ricerca svolta dalla EFFI, che ha trovato il modo di mettere efficacemente in relazione dati oggettivi per verificare il pensiero che anche io avevo avuto: hanno correlato il CPI (Corruption Perceptions Index) del 2006 con il voto espresso il 2 settembre.
Ecco il risultato:

cpi-vs-vote.png

Probabilmente avere dei dati in percentuale avrebbe aiutato di più, graficamente parlando, anche perchè indici di CPI molto bassi (alto tasso di corruzione) sono più numerosi di quelli con indici più alti (poca corruzione), ma tantè, quello è il grafico a disposizione. Quoto direttamente dal sito dell’analisi, per quanto riguarda il commento dei risultati (se mai ce ne fosse bisogno):

The median of the CPI index of the above mentioned 70 countries is 3.95. Of the most corrupted half (CPI index less than 3.95) 23 or 77% voted for approval (approval or approval with comments) and 7 or 23% for disapproval; 5 abstained. Of the least corrupted half (CPI index more than 3.95) 13 or 54% voted for approval and 11 or 46% voted for disapproval; 11 abstained – see the table below. This statistics supports with a P value of 0.073 the hypothesis that the corrupted countries were more likely to vote for approval (one-tailed Fisher’s Exact Test; two-tailed test would give a P value of 0.092). In other words: if the probability of an approval vote would be independent of the corruption level of the country, the probability of a positive correlation of at least the observed magnitude would be about 7%.

Credo che non ci sia altro da dire…

“Un si preliminare”

Mi sto sentendo male dalle risate… un sì preliminare…

(ANSA) – NEW YORK, 4 SET – Microsoft segna un punto a proprio favore nei confronti di Ibm e ottiene il via libera preliminare al suo Office Open Xml come modello di creazione e archiviazione di documenti nel formato elettronico.

Eh si, proprio un punto a suo favore. Puntavano al FastTrack e gliel’hanno bocciato. Proprio proprio a suo favore non lo direi. A meno che non si guardi ai sistemi operativi che cercano di vendere, e allora potremmo pensare al masochismo….

L’Organizzazione Internazionale per la Standardizzazione (Iso) ha rilasciato i dati del voto degli enti associati sulla ratifica di ISO/IEC DIS 29500 (formati file Ecma 376 Office Open XML) in base ai quali 51 componenti, pari al 74% dei legittimati a esprimere un parere, hanno formulato un sostegno senza riserve allo standard promosso dal gruppo di Redmond.

Già. 74% di voti. Guarda un po’ è stata la votazione più numerosa della storia. Guarda un po’ hanno votato “si senza riserve” tutti o quasi quegli Stati più o meno del terzo mondo dove l’informatica praticamente non esiste. Guarda un po’ le pressioni di Microsoft sugli enti di normazione nazionali per influenzarne il voto sono ormai di dominio pubblico… però è una bella cosa! 74%!

L’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (Uni), che è l’associazione coinvolta nel procedimento per quanto riguarda l’Italia e che ha messo in piedi un’apposita commissione composta da 85 esperti, ha espresso per il momento un giudizio di astensione.

85 esperti. Prima delle votazioni su questo standard, quanti erano? Ve lo siete chiesti? Pochi, pochissimi… ma guarda un po’!

Microsoft, che si sta da tempo misurando con Ibm che spinge in difesa del proprio formato OpenDocument

OpenDocument un formato IBM? Ah si? Pensavo fosse standard ISO! Ma tu guarda un po’ che idee balenghe che mi faccio…

accede alla terza fase del complesso processo durante la quale, considerando i rilievi tecnici avanzati per migliorare il modello oggetto d’esame, tutte le associazioni dei singoli paesi dovranno riunirsi e discutere la questione in una riunione convocata per il 25 febbraio 2008.

Non c’era nessun vincolo di accesso. Il primo passaggio del FastTrack è stato semplicemente bocciato, dovranno ritentare dopo aver messo le mani in quello che definivano “un ottimo formato”.

Si tratta di un ‘ballot resolution’, secondo la terminologia Iso, che richiederà “un po’ di tempo”, spiega Andrea Valboni, responsabile tecnologico di Microsoft Italia. E’ un passaggio che potrà richiedere tutto il 2008 per le discussioni e gli approfondimenti del caso prima di una decisione finale.
“Il parere preliminare è importante – aggiunge – perché registra un’adesione rilevante”. Da un punto di vista pratico, l’approvazione definitiva Iso su Office Open Xml significa che Microsoft “rinuncia alla proprietà del prodotto, accettando la condivisione e spostando la propria attenzione sui servizi”, cioé sui software che possono essere di supporto allo standard di creazione e archiviazione di documenti nel formato elettronico. (ANSA)

Mi pare di aver già sentito queste parole in altri ambiti… opensource? Peccato che Microsoft cerchi di fare suo un concetto comune, stravolgendolo e cercando di comprare a suon di dollari quello che non può ottenere forzando la mano da monopolista…

OpenXML: fallisce il primo round del FastTrack

ooxmlspec.pngE’ ufficiale. L’ISO ha bocciato il Fast Track di approvazione di OpenXML.

Sembra che alla fine la ragione abbia vinto sul denaro e sulle manovre più o meno alla luce del sole, volte a portare a casa uno standard che tale non è. Sull’argomento si è discusso diverse volte, la comunità opensouce si è mossa con particolare vigore (anche se, come al solito, solo in parte). Probabilmente, buona parte del lavoro fatto Microsoft se l’è giocato con i recenti scandali venuti a galla, relativi alle pressioni che BigM avrebbe esercitato su molti degli enti di normazione nazionali (qualche informazione aggiuntiva la potete trovare sul sito http://www.noooxml.org).

Proprio per questo motivo, mi unisco accoratamente all’appello di Mimmo Cosenza affinchè vengano riviste e ripensate le regole che determinano la partecipazione ai voti dell’ente di normazione italiano: speriamo che cose del genere non possano più capitare, quanto meno che non possano farlo in Italia.

Ora, esattamente come successe dopo il rifiuto della brevettabilità sul software da parte del Parlamento Europeo, ci sarà da capire come reagirà Microsoft, quali pedine muoverà ed in che direzione. Non credo che a Redmond decidano di lasciar semplicemente perdere. Microsoft in questa campagna ha dimostrato di sapersi muovere dietro le quinte con efficacia (anche se in parte lo si sapeva già), e bisognerà che l’intera comunità del software libero tenga gli occhi bene aperti sotto questo profilo.

In ogni caso, i miei più sentiti complimenti per il coraggio espresso nel voto (negativo), andranno alle seguenti nazioni (i dati non sono ufficiali, perchè non sono pubblici, ma derivano da quelli pubblicati da noooxml.org): Brasile, Canada, Cina, Daniimarca, Repubblica Ceca, Ecuador, Francia, India, Iran, Irlanda, Giappone, Corea, Nuova Zelanda, Norvegia, Filippine, Sud Africa, Tailandia, Gran Bretagna.

La stessa lista, tra l’altro, solleva un ulteriore problema, che sicuramente si riproporrà sovente negli anni a venire: guardate un po’ l’elenco dei paesi che hanno votato ‘Si’ allo standard OpenXML (sempre secondo le indiscrezioni prima citate):

YES: Armenia, Azerbaijan, Bangladesh, Barbados, Belarus, Bosnia and Herzegovina, Congo, Costa Rica, Côte-d’Ivoire, Croatia, Cuba, Cyprus, Egypt, Fiji, Jamaica, Jordan, Kazakhstan, Lebanon, Morocco, Kuwait, Nigeria, Pakistan, Panama, Qatar, Romania, Russia, Saudi Arabia, Serbia, Sri Lanka, Syria, Tanzania, Ukraine, United Arab Emirates, Uzbekistan

YES with comments: Austria, Bulgaria, Colombia, Germany, Ghana, Greece, Kenya, Malta, Poland, Portugal, Singapore, Switzerland, Tunisia, Turkey, Uruguay, USA, Venezuela

A parte un pugno di stati (tra cui USA, Germani, Austria, Svizzera e Russia), sono tutti paesi piuttosto poveri, soprattutto poco rilevanti nel campo dell’informatica. Questi stati sicuramente possono essere manovrati facilmente, e saranno un osso duro da tener presente alle prossime occasioni, in particolare nelle votazioni di ballottaggio che si terranno una volta che i “comments” fatti presente a Microsoft verranno “risolti: previsione, febbraio-marzo 2008.

Ma nel frattempo, una serata di baldoria ci vuole. Viva la libertà. Festa!