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RANT: Cara Vodafone

Mi sono sempre considerato un consumatore fedele. Ho (ovviamente) sempre pagato le mie bollette per tempo, accettato di buon grado alcuni compromessi, speso una discreta quantità di denaro (visto che per lavoro facevo sistematicamente oltre 200 euro a bimestre di traffico telefonico), persino fatto la mia quota parte di pubblicità gratuita (il così detto “passa parola”) elogiando a più riprese l’ottimo livello del Servizio Clienti (business e non). Ho sottoscritto un abbonamento per l’adsl domestica senza nemmeno lamentarmi esageratamente della (francamente inaccettabile) Vodafone Station, dei disguidi e delle peripezie affrontate in fase di attivazione (e durate quasi 3 mesi).

Ora che mi trasferisco in Irlanda (e per tanto chiudo partita IVA, e per tanto il mio abbonamento business sottoscritto oltre 30 mesi fa deve essere dismesso e/o sostituito con qualcos’altro dedicato ai privati e dai costi ovviamente più contenuti), mi sono organizzato per tempo ed ho chiamato il Servizio Clienti già da metà novembre, chiedendo modalità, costi e penali legate all’operazione; mi veniva risposto (sia dal Servizio Clienti che dal Punto Vodafone, interrogato successivamente per le modalità operative) che poiché il contratto aveva superato i 24 mesi ed in più visto che avrei lasciato il mio numero in Vodafone, non ci sarebbero state penali di sorta. Al momento della richiesta di passaggio ad una ricaricabile (pare non fosse possibile passare direttamente ad un abbonamento privati), mi veniva richiesto di firmare un documento di accettazione di “eventuali addebiti e/o penali”, per prassi mi veniva detto.

Ieri trovo nella mia casella della posta l’ultima fattura relativa all’abbonamento business, che tra le altre voci riporta circa 300 euro di penali per “rescissione anticipata del contratto”. Chiamo naturalmente il mio amato Servizio Clienti dove una gentilissima operatrice mi spiega che visto che avevo rinnovato l’abbonamento 6 mesi fa (cambiando contestualmente le tariffe applicate), si doveva riprendere a contare i 24 mesi da quel dì.

Inutile ovviamente contestare la cosa: sarà scritto in qualche contratto firmato dal sottoscritto, in una delle migliaia di righe scritte in carattere 2, che questo è quello su cui ci siamo accordati con Vodafone. Posso però definirmi un consumatore “tradito”, sicuramente insoddisfatto del modo in cui vado a chiudere questo contratto.

Avevo pensando di restare con Vodafone, per l’abbonamento Irlandese. Credo che sceglierò qualcosa di diverso… e naturalmente lo stesso vale per la linea nuova linea di casa.

Update 28/12/2011: a seguito della pubblicazione di questo post su Twitter, sono stato contattato da Vodafone. E’ stato possibile eliminare una parte delle penali (pare erroneamente addebitate in quanto relative al precedente contratto), sebbene la penale per “rescissione anticipata” resta. Inoltre Vodafone mi ha omaggiato di 10 euro al mese per 10 mesi di telefonate dal mio cellulare verso numeri Vodafone e di rete fissa. Non me ne farò granché, essendo io in Irlanda, ma il gesto è apprezzabile e conferma la mia complessiva valutazione positiva del servizio clienti.

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Telefonini usati? Vodafone propone la raccolta…

campagna-vodafone-riciclo.pngHo appena ricevuto un invito a partecipare ad una campagna di ZZUB (non è il primo), e per la prima volta ho deciso di accettare, perché mi sembra una buona occasione, ed una bella iniziativa.

Vodafone segnala, affidandosi al passaparola del social networking, che è da diversi anni impegnata con un progetto di riciclo dei telefonini usati, che comprende anche le batterie esaurite ed eventuali altri accessori non utilizzati, progettato e seguito nell’ambito di un protocollo siglato con Legambiente.
Come tutte le apparecchiature elettroniche, infatti, i telefonini sono altamente inquinanti, qualora non vengano smaltiti nel modo corretto (o naturalmente, finchè possibile, riutilizzati).
Quello del riciclo di materiale tecnologico, è un problema decisamente serio, che riguarda da molto vicino anche il mondo dell’informatica e sul quale numerose associazioni e enti non governativi si stanno battendo da tempo (la campagna Green My Apple di Greenpeace ne è un esempio lampante).

Da questo punto di vista, la disponibilità di Vodafone è davvero lodevole: da 7 anni, riporta la brochure della campagna, è possibile consegnare il proprio cellulare usato, la batteria esaurita o altri prodotti correlati presso i negozi Vodafone One o i punti di assistenza plurimarca. Nonostante a mio avviso la campagnia sia stata fino ad oggi piuttosto nell’ombra (io non ne avevo mai sentito parlare, molto onestamente), sono state raccolte oltre 25 tonnellate di materiale, che non sono esattamente poche.

Il destino di questo materiale è presto chiarito: dopo essere stato controllato da un’azienda specializzata (dai volantini si evince sia Fonebak), il materiale funzionante ed in buono stato, viene destinato ai paesi “emergenti” (Europa orientale, Africa ed Asia, essenzialmente), dopo essere stato adeguatamente rigenerato (ci sarebbe che dati interessanti rimangano in ogni caso nelle memorie flash dei cellulari, ma questo è un altro discorso). Per quel che invece riguarda gli apparecchi che sono ormai andati a farsi un giro per “verdi campi elettromagnetici”, diventano fonte di vari materiali (soprattutto metalli, quali oro, rame, palladio, argento e platino, ma anche la plastica non và persa, ne il Nikel o il Cadmio presenti in abbondanza nelle batterie).

Per incentivare ulteriormente i cittadini italiani, notoriamente piuttosto pigri, Vodafone ha pensato anche ad una soluzione “a premi”: per ogni cellulare consegnato durante la campagna “Vodafone Recycling Tour” (che si sta svolgendo, durante tutto il mese di novembre, nelle piazze di alcune grandi città, tra cui Bologna, Bari, Salerno e Firenze)  verrà regalata una ricarica di 4 euro di traffico telefonico (la campagna è aperta agli utilizzatori di tutti gli operatori telefonici, anche se non è chiaro come funzioni per la ricarica, in questo caso). A fronte della consegna di 3 cellulari, inoltre, si può concorrere all’assegnazione di una Smart Forwto CDI, la versione ecologica della nota piccolissima cittadina. Milano è naturalmente esclusa dalla gara a premi, ma consegnando durante il weekend il proprio cellulare inutilizzato, si potrà almeno concorrere alla vincita della Smart.

Se avete un telefonino vecchio ed inutilizzato a casa (ed in Italia ne vengono sostituiti oltre 16 milioni l’anno, il che la dice lunga sull’economia degli italiani), mi sembra una buona occasione da sfruttare, per smettere di parlare di ecologia e di inquinamento, e cominciare a fare qualcosa di propositivo.