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Linux: un tabù per Apple?

Apple iPod Touch 32GB - Macro shot Avete mai notato che Apple non cita mai Linux? Non solo non lo supporta (non esiste una versione di iTunes per Linux, ad esempio), pur essendo Linux probabilmente più semplice da supportare venendo da un sistema *nix come Mac Os X, ma sembra proprio non volerne pronunciare il nome durante i vari KeyNote, così come sul sito di Apple non ci sono riferimenti al sistema operativo libero per eccellenza. Insomma, un silenzio piuttosto curioso, da parte di Apple…

Da proprietario di un iPod Touch, mi devo oltretutto scontare con l’impossibilità di sincronizzare la device con una piattaforma Linux: la porta usb dell’iPod infatti è cifrata (a differenza di quella degli altri iPod) e l’unico modo per ottenere una sincronizzazione (almeno dei brani musicali) con Linux è l’uso di jailbrake, openssh ed sshfs, cosa che naturalmente fa decadere la garanzia (fatta eccezione per la possibilità di ripristinare il sistema operativo della device).

Per non parlare della problematica di sincronizzare contatti e calendario: il supporto di Apple non solo riguarda solo Mac e Windows, ma anche su questa piattaforma il supporto è limitato a Outlook, cosa che ne impedisce l’utilizzo a tutti coloro che non usano intensivamente Microsoft Windows come sistema operativo: con Linux sono infatti riuscito a sincronizzare senza traumi il calendario tra Evolutione e Google Calendar (in attesa che opensync supporti i contatti di Gmail), ma con l’iPod non si può fare, nemmeno passando per Windows e iTunes, bisogna fare un passaggio ulteriore, sincronizzando Outlook con Google.

Mi domando come possa Apple non rendersi conto della complicazione che questo porta: sono dei maestri dell’integrazione (la vera differenza tra un iPod e gli altri mp3 player sta nell’incredibile spettacolare integrazione con iTunes), nella semplicità, e poi si perdono in queste cose? Pensano forse che il non supportare Linux gli garantirà maggiori fette di mercato nel mondo pc? Personalmente ho forti dubbi, secondo me si tratta di una strategia fallimentare, in un mondo che va sempre di più verso l’integrazione (pensate semplicemente al concetto di web-2.0)…