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La fine di internet

...Please Report To Cyberspace To Collect It. Ogni tanto parte la notizia stupida che fa il giro di milioni di bocche, e naturalmente finisce sulle testate dei giornali. L’ultima è certamente quella secondo la quale “internet finirà entro il 2010” a causa dell’eccessivo aumento del traffico generato soprattutto da traffico peer-to-peer e stream multimediali. Sempre secondo gli studiosi che hanno lanciato l’allarme, l’unico modo per “salvare la rete” sta nelle mani dei provider, che dovranno investire oltre il doppio in infrastrutture e/o ricercare nuove tecnologie per consentire alla rete di reggere il crescente carico.

A questi “studiosi” ed ai giornalisti che riprendono la notizia, vorrei porre una domanda: “Dieci anni fa, secondo voi, gli investimenti dei provider erano gli stessi rispetto ad oggi?”. Non è forse vero che se si investisse la stessa cifra che dieci anni fa, nelle stesse tecnologie (modem dial-up), oggi la rete collasserebbe? E allora dove sta la novità?

La crescita di internet è esponenziale, e come tale comporta investimenti maggiori di anno in anno. Non è una novità, è un qualcosa che i provider conoscono bene. E’ fondamentalmente anche il motivo per cui le tariffe non possono scendere sotto certe soglie, se si vuole avere un minimo di garanzie sulla qualità della rete (9.90 euro/mese possono essere allettanti, ma non aspettatevi 1mbit di banda minima garantita). Lo sviluppo di nuove tecnologie non è forse un fattore costante dello sviluppo di internet? Non siamo forse passati dal modem a manovella, al 56k, alle ISDN, alle adsl 512, alle 2Mbit, alle 10? Wifi, bitstream, wimax, non sono forse parole che cominciano a sentirsi?

E allora, perchè non la finite di lanciare falsi allarmismi e vi documentate un po’, prima di scrivere? Boh…

ps: la foto è stata volutamente scelta perchè è quello che i giornalisti immaginano quando parlano di internet…

Traffico e grandi città

Magnificent 50 Ho scritto diverse volte di traffico, su questi schermi. Ho scritto di traffico a Milano, soprattutto; ho pesantemente criticato la scelta dei cantieri attualmente in essere nella zona nord della metropoli, cercando di fare un minimo di analisi critica sulla situazione. Il problema del traffico però non riguarda solo Milano, naturalmente, ed è una statistica di KeepMoving a dare una quantificazione numerica al problema del traffico nelle grandi città. La statistica in questione riporta la velocità media delle automobili nelle principali città d’europa, elencando le 30 più congestionate. Paradossalmente, la Milano che ho pesantemente criticato si piazza addirittura al 22° posto, a pari merito con Torino: un risultato che potrebbe far sorridere molti politici della nostra amministrazione pubblica, che potrebbero cominciare ad allargare la coda da pavone. Beh, mettiamo subito le cose in chiaro: il fatto che ci sia chi sta peggio di noi non significa che Milano non sia una città iper-congestionata: il taffico milanese è troppo a prescindere da chi sta peggio, ed i nuovi cantieri (cosi come il tanto odiato “ticket d’ingresso/uscita”) non aiutano in alcun modo a risolvere il problema, che andrebbe quantomeno messo in evidenza.

Ma tornando alla statistica, della quale sono venuto a conoscenza grazie al sempre ottimo lavoro di 02Blog,  possiamo osservare che Milano abbia una velocità media di 51 km/h, a parimerito, dicevamo, con Torino e Madrid. A Bruxelles le cose sembrerebbero andare appena appena meglio (56 km/h) e posso confermare per esperienza personale che anche la capitale belga è assolutamente vittima di un traffico intenso quasi permanente, anche se le dimensioni di Bruxelles sono quasi la metà di quelle di Milano. Sicuramente le cose vanno molto meglio ad Amburgo, in Germania, dove la velocità media sfiora gli 85 chilometri orari (corrono i tedeschi, eh? :P)

La cosa interessante da notare è che l’Inghilterra (di cui troviamo le 10 principali città nei primi 20 posti della classifica) ed in particolare Londra (indiscutibilimente in prima posizione, con una velocità media inferiore ai 20 chilometri orari, manco andassero tutti a piedi) vengono puntualmente prese ad esempio per l’elaborazione di modelli di traffico, o come spunto per idee geniali come il ticket d’ingresso. A volte mi chiedo se ci fanno o …

Ancora su traffico e Milano

dscf0966.jpg Negli ultimi giorni ho avuto la tentazione di scrivere di essermi sbagliato con il post sulla chiusura al traffico di Viale Fulvio Testi. In effetti, essendoci passato sempre ad orari “strani”, mi pareva che il traffico fosse smaltito decentemente, grazie anche all’intervento costante di alcune pattuglie di polizia. Su Viale Suzzani il traffico è sempre lo stesso, e perfino Viale Monza sembrava intasarsi solo nel tardo pomeriggio.
Cosi oggi, tornando da un workshop in AICA, ho deciso di provare a vedere cosa fosse Viale Sarca alle 18:00, e non ho più alcuna intenzione di ricredermi.

Viale Sarca è un unico, lunghissimo serpentone di automobili, su due file, tutte completamente ferme, da Via Tamarelli fino a Sesto San Giovanni, e persino lo spazio per passare in moto è risicato. Ci ho messo (in moto) quasi mezz’ora a tornare a casa, quando stamattina ci avevo messo meno di 20 minuti (salvo poi perderne 15 per svestirmi e mettermi in giacca e cravatta :P).

Assolutamente un delirio. E se penso che sarà cosi per tre anni…

PS: la foto è puramente indicativa, e non si riferisce a Viale Sarca (è infatti Viale Monza)