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Giocando con F-Spot, DBus and Gnome-Screensaver

Lavoro duro su F-Spot. Non il solito, banale, “noioso” lavoro si bug-fixing, che in comunque nasconde non poche difficoltà per coloro che, come me, non conoscono a fondo ne il C# ne il codice di F-Spot.

Il gran lavoro di questi giorni è legato al tentativo di fix del bug #427478, che può apparire estremamente semplice a prima vista, ma nasconde una serie di insidie da non sottovalutare.
Scovare il punto del codice di F-Spot dove andare a mettere le mani e lanciare messaggi di “inibizione” e “deinibizione”, è stato piuttosto semplice. Il codice è ben scritto, e con un po’ di ricerche si trova tutto.
Il problema si è posto nel tentativo di comprendere come si potesse parlare con DBus, da Mono. L’unica implementazione di cui ho notizia, è DBus-sharp a cui si fa riferimento anche come “managed D-Bus” in quanto si tratta di una completa riscrittura della libreria, che mal si adattava all’interazione con Mono.

Innanzi tutto sembra che non esistano esempi comprensibili a disposizione. Pullula di casi di test, ma un pezzo di codice d’esempio che faccia la classica cosa stupidissima, non c’è verso di trovarlo. Ci ho bestemmiato dietro per 2 giorni, finché il buon Stephane Delcroix non se n’è uscito con questo sample:

using NDesk.DBus;
using System;

public class ScreenSaver {

        [Interface ("org.gnome.ScreenSaver")]
        public interface IScreenSaver {
                uint Inhibit (string appname, string reason);
                void Lock ();
        }

        public static void Main () {
                IScreenSaver screensaver = Bus.Session.GetObject<IScreenSaver>("org.gnome.ScreenSaver", new ObjectPath ("/org/gnome/ScreenSaver"));
                screensaver.Lock ();
        }
}

da compilare tramite il comando gmcs ScreenSaver.cs -r:NDesk.DBus.dll per ottenere uno stupidissimo programmino che richiede, tramite DBus, l’attivazione dello screensaver di Gnome. Era davvero cosi difficile da ottenere? :/

Una volta capito il meccanismo, inviare la chiamata di inhibit e dehinibit allo screensaver è stato piuttosto semplice, con l’unica difficoltà di dover suddividere il codice in due files, e doverli quindi mettere insieme, inserendo in entrambi tutte le condizioni a contorno per il relativo funzionamento.

Al lavoro su f-spot

Dopo aver giocato a fare lo sviluppatore patchando f-spot, l’altro giorno, mi sono reso conto che ci sta lavorando praticamente il solo Stephane Delcroix. Cosi ho deciso di dargli una mano, cominciando con il fixare qualche bug che le mie competenze sul codice in questione (zero) mi consentono di fare.

code

Nel frattempo ho scoperto che la mia patch relativa a Flickr, è servita a Lor enzo Milesi a sistemare un bug analogo anche per PicasaWeb. Ottimo 🙂

F-Spot, flickr e patch

F-Spot mi piace molto. Funziona bene, mi consente di gestire le foto, di importarle dalla scheda SD o dalla macchina fotografica, di esportarle su Flickr, di taggarle, riordinarle, modificarle… insomma, un bel prodotto, ben fatto.
Peccato che abbia, da tempo immemore ormai, un bug: inverte l’ordine delle foto durante l’upload su Flickr. In realtà lo fà solo se è non è impostato il “Reverse Order” del menu. Il workaround sarebbe semplice, quindi: si abilita il “Reverse Order”, si fà l’upload, e si ripristina l’ordine precedente.

Ma perchè rassegnarsi ad un malfunzionamento? Cosi questa mattina mi sono pescato il codice dell’SVN di sviluppo su Gnome, trovato il punto incriminato, modificato, testato, scritto la patch e l’ho attaccata al bug in questione. Già che c’ero, ho anche segnalato la cosa al team di ArchLinux, in modo che (magari) patchino il pacchetto della distro, in attesa di una nuova release di F-Spot che (spero) integri la patch e corregga il problema.

Il fatto positivo? Avviare la versione SVN di F-Spot modifica la struttura del database delle foto, che è cosi incompatibile con la versione “normale” (0.4.0). Mi sono dovuto pacchettizzare la SVN e lavorare con quella. Pazienz…

Edit: poche ore dopo, la patch viene accettata, integrata, il bug fixato. Ottimo.

Index: f-spot/ChangeLog
===================================================================
— f-spot/ChangeLog (revision 3355)
+++ f-spot/ChangeLog (revision 3356)
@@ -1,5 +1,10 @@
2007-09-10 Stephane Delcroix <stephane@delcroix.org>

+ * src/FlickrExport.cs: ensure correct upload order. Patch from Giacomo
+ Rizzo. Fixes bgo #345864.
+
+2007-09-10 Stephane Delcroix <stephane@delcroix.org>
+
* src/PhotoStore.cs: Creates versions with the same extension as the
default version, not original.

Samba si schiera “in gpl3”

Quando ieri Microsoft ha cominciato ad alzare gli scudi relativamente alla GPLv3, modificando unilateralmente i tanto discussi “patents agreement” stipulati con diverse realtà del mondo dell’opensource, facendo in modo di non trovarsi a distribuire codice coperto da GPLv3, questa era una delle mosse che mi sarei augurato.

Samba passa in GPLv3 (a partire dalla versione 3.2.0), contribuendo attivamente alla lotta contro le pretese, in termini di “proprietà intellettuale”, di Redmond. Infatti dal momento in cui Samba sarà rilasciato con questa nuova licenza, non sarà più possibile distribuirne le nuove versioni ed allo stesso tempo avanzare (dubbie) richieste relativamente a brevetti e proprietà intellettuale.
A giudicare, tra l’altro, dai dati resi pubblici da palamida, Samba è il primo progetto di una certa entità ad adottare la nuova licenza.

Che questa sia la volta buona che Microsoft debba dire addio ad una “propensione verso l’interoperabilità” di facciata (con il sottotitolo “è standard quello che diciamo noi”), e cominci a darsi da fare per l’interoperabilità reale, quella che ha proposto Red Hat e che loro hanno sdegnosamente rifiutato?

LIFOS – Laboratorio Informatico Free Open Source

lifos.jpgAll’attenzione di tutti gli interessati al mondo dell’attivismo del software libero e dell’open source.

A partire dalle importanti esperienze nel panorama dell’associazionismo del software libero in ambito locale e nazionale maturate negli ultimi anni dai soci fondatori, e con una forte volontà di rinnovamento e progresso, nasce in questi giorni, il

LIFOS, Laboratorio Informatico Free Open Source

un’associazione culturale ed un laboratorio sperimentale che mira alla diffusione ed alla promozione del software open source e dei formati e protocolli aperti, basandosi sui principi dell’etica hacker.

Vuole proporsi come realtà importante nel mondo dell’associazionismo del software libero milanese (ed agire come spinta e fonte di slancio), tramite la collaborazione stretta e continuativa con le altre realtà, costituite e non, già presenti e radicate sul territorio.

Anche se la neonata Associazione ha sede a Cinisello Balsamo, essa si ripromette di operare in tutto il panorama della Provincia di Milano, tramite proprie iniziative o tramite sinergie di rete con le altre associazioni già presenti ed attive sul territorio.

Tenendo presente che una prima serata di “presentazione e benvenuto” si terrà questo giovedi, a partire dalle ore 21:00, presso il Laboratorio Innovazione Breda, a Sesto San Giovanni, vi invitiamo a visitare il sito http://www.lifos.org, o a scrivere a info@lifos.org, per ottenere maggiori informazioni.

Troppo feed porta all’indigestione

Molti (tutti) di voi sapranno che Firefox gestisce i Feed RSS al suo interno, presentandoli comodamente tra i bookmarks. Splendida funzionalità, utilissima. Al punto che io ho una bellissima cartellina “blogs” tra i bookmarks (subito sotto il link ai quotidiani online per intenderci) che mi consente di tenermi aggiornato sui post che giungono dai blog delle svariate persone che seguo. Come? “Svariate quante”? Uhm… 28 blogger, ai quali si aggiungono 5 blog tecnici (da Blogo.it) e altri 6 feeds di testate di informazione specialistica, 3 di ciclismo, 8 di progetti free-software dei quali seguo lo sviluppo, e quello della comunità HANC. Totale, 51 feeds rss.

E proprio la quantità di feeds che dovrei controllare (un paio di volte al giorno, considerando la frequenza con cui alcuni bloggatori hanno tempo/voglia di postare) mi ha spinto alla necessità di trovare una soluzione. La difficoltà piu grande che ho incontrato infatti, da quando il numero di feeds ha cominciato a crescere a dismisura (soprattutto quello dei blogger), è stato ricordare quale fosse l’ultimo post da me letto/verificato, in modo da capire se ce ne fossero o meno di nuovi.

Ho cercato per diversi giorni un’estensione di firefox che mi consentisse di visualizzare, direttamente tra i bookmarks, un feed aggregato, ordinato temporalmente. Pare non ci sia nulla di simile e l’idea di scrivermela non mi stuzzicava troppo (ora proprio non ho il tempo di farlo, ci sono 9 email importanti, quindi già scremate dalla massa di spam, communiy, mailing-lists, risposte-da-2-minuti, che mi attendono).

La soluzione allora mi è venuta da Gregarius. Installato sul server, aggiunti i link ai feeds, messo su un job di cron che lo tenga aggiornato, ho il mio bel feed aggregato tra i bookmarks. Bello, splendido, nuovo, lucente. Sono proprio contento 🙂 Per ora sono aggregati solo i feeds dei blogger, ma non è detto che non scelga di aggregarmi anche 4 o 5 quotidiani online, i vari progetti OpenSource… o addirittura i feeds di Blogo.it 🙂

Dal Festival dell’Innovazione

Eccoci qua, dopo una giornata persa ad attendere che il montaggio del gazzebo in plexiglass fosse terminato, ed una mattinata di configurazione, ho finalmente modo e tempo di postare qualcosa.

Mi trovo a Roma, proprio di fronte al monumento “Ara Pacis Augustae”, dove sto partecipando (come azienda) al Festival dell’Innovazione, che inizia oggi e terminerà domenica 10 giugno, in serata (io però domani notte me ne torno a Milano :P). Per conto dell’azienda, ho partecipato alla realizzazione di un live-cd e di un sistema di crittografia che dovrebbe consentire, idealmente, di comunicare implementando out-of-the-box una crittografia end-to-end su IM (jabber), posta elettronica (POP3 ed SMTP), web (HTTP) e VoIP (Jabbin).

Questa soluzione va a far parte, in questa occasione, di un sistema piu complesso che aggiunge un sistema di “controllo democratico” in modo da garantire l’integrità del sistema descritto. L’installazione dimostrativa prevede uno splendido gazebo in plexiglass (idealmente rappresenta un cubo di vetrocemento) al quale dovrebbero avere accesso 4 persone alla volta, ognuna delle quali in grado di sbloccare uno solo dei 4 lucchetti elettronici che ne proteggono l’apertura (nel nostro caso sono 4 calcolatrici e la porta è aperta :P) e quindi l’accesso al server ivi contenuto. La trasparenza delle pareti consente inoltre un controllo democratico anche dall’esterno della struttura stessa.

L’esperienza si è rivelata molto interessante, sotto diversi punti di vista (soprattutto come esperienza e possibilità di lavorare fianco a fianco con persone di alto livello di questo campo). Tra l’altro, al Festival è presente anche una impressionante esposizione di Retrocomputing, davvero molto molto interessante. Ho fatto qualche milione di foto con il cellulare: vedrò di metterle in giro quando avrò tempo e voglia di tirarle fuori 😛

Questa sera sono a cena niente meno che con Richard M. Stallman e Bruce Parens. Già questo potrebbe valere tutto il lavoro fatto 🙂

Giro anche una copia del volantino che ho scritto questa mattina per presentare l’iniziativa (ideata e progettata dal Progetto WinstonSmith e da Telematics Freedom Foundation).

= Telematica Trasparente =

Dal 7 al 10 giugno 2007, presso il Festival dell’Innovazione a Roma, sarà presente l’installazione “Telematica Trasparente”, riconoscibile per il gazebo trasparente.

== Incipit ==
=== Chi ===
==== Progetto Winston Smith ====
Il Progetto Winston Smith raccoglie un gruppo di persone che hanno deciso di portare avanti gli scopi del progetto in forma anonima e collettiva.
La scelta del nome del protagonista di “1984” di George Orwell vuole riassumere sia i pericoli del tecnocontrollo telematico e della censura e manipolazione dell’informazione, che la necessità di agire per contrastare le spinte che poteri economici e politici hanno sempre esercitato.
Le persone che operano nel progetto hanno deciso di farlo in forma il più possibile anonima, utilizzando gli stessi strumenti che si vuole diffondere; questo non perchè il Progetto stesso tema di essere illegale, o perchè le persone che lo compongono vogliano necessariamente nascondere la loro identità , ma per ampliare e completare le conoscenze di tutti i partecipanti.

==== Telematics Freedom Foundation ====
Nata a Roma nel marzo 2007, la Telematics Freedom Foundation si pone come obiettivo la promozione della democrazia, tramite la promozione di soluzioni telematiche, istituzioni e proposte legislative che puntino ad migliorare ed estendere i diritti di comunicazione e politica partecipativa di tutti.

== Premessa ==
=== Trasparenza del software ===

Il software si può considerare diviso in due grandi categorie: il software proprietario ed il software libero. Quello piu noto è senza dubbio il software proprietario, che, di proprietà della relativa specifica azienda produttrice, viene distribuito (la maggior parte delle volte venduto) in forma binaria, eseguibile. Questa categoria di software, di proprietà esclusiva dell’azienda produttrice, viene concesso in licenza agli utilizzatori finali, ai quali non viene consentito altro che l’uso del software, escludendo cosi la sua ulteriore distribuzione ma soprattutto la possibilità di analizzarlo, verificando le operazioni che esso realmente compie. E’ cosi possibile che un software proprietario esegua “di nascosto” alcune operazioni non volute (ad esempio invii copia delle comunicazioni degli utenti ad un’autorità centrale).
Il software libero, al contrario, viene distribuito (anche) in forma sorgente. Il sorgente è un insieme di files testuali, leggibili e modificabili da qualunquie persona ne abbia le competenze, a partire dai quali è poi possibile generare la forma binaria tramite l’uso di un’applicazione detta “compilatore”, che fornisce cosi il formato eseguibile. Proprio la disponibilità del formato sorgente, può consentire agli utenti il controllo di tutte le operazioni che il software eseguirà , garantendone cosi la completa trasparenza.

=== Trasparenza del hardware ===
Proprio come per il software, esiste dell’hardware affidabile e hardware non affidabile. Da qualche anno infatti, i piu grandi produttori di hardware al mondo si sono uniti in un gruppo (il Trusted Computing Group), il quale ha progettato e cominciato ad inserire nei dispositivi informatici (dai telefonini ai personal computer) alcuni chip di “controllo” (detti Fritz Chip) il cui formato interno e le cui funzionalità non sono state rese pubbliche. I dispositivi che contengono questo genere di chip (di piu in piu diffusi ormai) integrano quindi la possibilità che l’hardware stesso del sistema esegua alcune operazioni non controllate, arrivando anche a violare la privacy degli utenti del sistema.

=== Trasparenza della comunicazione ===
Anche una volta che il software e l’hardware sono stati controllati (usando software libero e hardware privo del chip fritz), la privacy degli utenti non è garantita. La maggior parte dei protocolli di comunicazione che gli utenti utilizzano su internet, sono “in chiaro”, praticamente leggibili a tutte le entità che si pongono nel mezzo della comunicazione (quali ad esempio i server dei provider di connettività ).
Per evitare ciò accasa, è possibile utilizzare insieme a tutti i protocolli piu diffusi (sia quelli per la visualizzazione di pagine web, sia quelli della posta elettronica, sia quelli di messaggeria instantanea e fonia su IP) e con discreta semplicità forme di crittografia che proteggono il contenuto delle comunicazioni lungo tutto il viaggio dall’utente mittente al destinatario della comunicazione, garantendo cosi la privacy della comunicazione.

== L’installazione ==

Per dimostrare e sensibilizzare i visitatori del Festival dell’Innovazione, è stato realizzato ed installato un gazebo trasparente che implementa e consente di dimostrare l’efficacia delle tecnologie sopra descritte.

=== Parti coinvolte ===

La struttura si compone di 3 diverse entità : un server (che fornisce tutti i servizi di comunicazione), i client (tramite i quali gli utenti possono usufruire di queste funzionalità ) ed una parte procedurale di “controllo democratico” che consente la verifica dell’integrità di tutta la struttura.

==== Il server ====

Realizzato interamente con software libero, questo server implementa un server di messaggeria instantaneo il cui protocollo è noto e ben documentato (Jabber) che consente anche l’uso di fonia su IP, un server di posta elettronica completo (sia in ricezione che in invio) ed un server web.
L’accesso al server avviene sempre tramite autenticazione basata su certificati digitali, in modo da evitare l’uso di password, che potrebbero essere “intercettate” durante l’invio al server stesso. Il server non memorizza inoltre alcun dato al proprio interno, ma si limita a inoltrare le comunicazioni ai destinatari richiesti. In questo modo, anche qualora il server cadesse in mani “non fidate”, non ci sarebbe la possibilità di ricostruire ne le comunicazioni avvenute o in corso, ne lo storico delle stesse.

==== I client ====

Realizzati anch’essi con l’uso di sole tecnologie opensource (software libero), i client basano il loro funzionamento su delle distribuzioni GNU/Linux “live-cd” in forma di cdrom. Questi cdrom contentono l’intero sistema operativo, il quale viene avviato all’accensione del pc senza dover essere installato. Durante il processo di avvio, all’utente viene richiesto l’inserimento di una password di sblocco, che consentirà solo a lui l’utilizzo di tutte le chiavi crittografiche necessarie alla cifratura dei dati da trasmettere.
Una volta avviato il sistema, l’utente potrà avviare i vari programmi di gestione della fonia, browser internet e di posta elettronica e, trovandoli già configurati, potrà utilizzarli avvalendosi della sicurezza e riservatezza derivanti dall’uso della crittografia. Al termine della sessione di lavoro, all’utente sarà sufficiente spegnere il computer ed estrarre il cdrom per avere nuovamente accesso al sistema operativo installato sul proprio pc, senza che questo sia stato modificato.

==== Il controllo democratico ====

Per fare in modo che il cuore del sistema (il server che fornisce i servizi) non possa essere manomesso da malintenzionati, l’accesso allo stesso viene consentito solo in presenza di almeno 4 eletti, i quali accompagnano l’eventuale tecnico autorizzato allo svolgimento delle operazioni previste sul sistema. Questi eletti garantiscono un occhio vigile e testimoniano della correttezza delle procedure.
Anche l’assegnazione dei sistemi crittografici che gli utenti useranno saranno regolamentate da procedure analoghe, basate sul principio del “controllo democratico”.

== Interessati? ==
=== Links ===
Progetto Winston Smith – http://www.winstonsmith.info
Telematics Freedom Foundation – http://www.telematicsfreedom.org

=== Unisciti a noi ===
Se sei interessato ad approfondire gli argomenti qui trattati, unisciti a noi! Chiedi maggiori informazioni al banchetto, o scrivi a info@winstonsmith.info.

Articolo di Maggio

Da qualche mese scrivo su PcWorld, rivista specializzata in informatica che mi ha contattato con l’intento di portare avanti una serie di articoli dedicati a Linux ed al software libero. L’obiettivo, da parte mia, era quello di consentire ad OpenLabs di avere una vetrina in edicola, tramite la quale dar risalto alle manifestazioni, agli eventi, ai corsi, al gruppo. Ai primi articoli, prettamente tecnici (uno dedicato a “Drupal-5.0” e uno a “Firefox e le sue estensioni”) che hanno comunque ottenuto un discreto successo (ho scovato un paio di notizie dedicate all’argomento su internet), ne è seguito uno, pubblicato sul mese di maggio, più teorico: “10 buoni motivi per passare a Linux”.

Sinceramente pensavo di aver scritto cose piuttosto scontate, anche se l’articolo era venuto bello corposo (ha preso, dopo essere stato tagliato, 6 pagine della rivista). E invece negli ultimi giorni ho ricevuto un paio di email di complimenti da parte di lettori dell’articolo. In particolare, oggi pomeriggio mi hanno scritto i ragazzi del GlugTo che ne hanno persino fatto oggetto della riunione mensile del gruppo.

Sono emozionato, spaesato da questi complimenti. L’intenzione è di cominciare a pubblicare, quanto prima, gli articoli sotto Creative Commons, ma pensavo di farlo solo per “storico”, non per dar loro “maggiore diffusione”, come invece qualcuno mi ha chiesto 🙂

FLOSS nella Pubblica amministrazione? Qualcuno si lamenta…

Negli ultimi mesi, per conto dell’Associazione Culturale OpenLabs, sono stato impegnato nelle discussioni del “Tavolo di lavoro sulla politica del software“, in Regione Lombardia. Obiettivo del gruppo di lavoro la produzione di un progetto di legge (ispirato ad alcuni già esistenti, inutile inventare la ruota ogni due per tre) che consentisse il libero mercato nel mondo del software per la pubblica amministrazione.

Questo significa essenzialmente far presente, tramite un PDL, la necessità di utilizzare formati aperti e di segnalare alcuni aspetti interessanti (soprattutto nella pubblica amministrazione) del software libero che non si presentano invece nel mondo del software proprietario. Non una legge “per il software libero”, anche se vista l’attuale situazione della politica del software in Italia, potremmo anche definirla “legge pro software libero” in quanto gli riconosce gli stessi diritti del software proprietario.

A questo tavolo di lavoro erano presenti numerose aziende, grandi (molto grandi) e piccole, c’erano aziende che facevano lobby (Microsoft, ad esempio), c’erano liberi professionisti, rappresentanti di realtà associative come OpenLabs, il PLIO o la Free Software Foundation.

Il lavoro del gruppo, in questa prima fase, è praticamente terminato (si concluderà ufficialmente martedi 22 maggio, alle ore 11:00 con la conferenza stampa in Via Fabio Filzi, Milano), ma proprio l’altro ieri leggevo su Punto Informatico un articolo che riporta dichiarazioni davvero poco edificanti per le imprese IT del Bel Paese.

Pare che le imprese italiane dell’ICT comincino a sentirsi “sotto pressione” per via di questo martellamento mediatico sull’opensource (strano, io invece dico che non se ne parli a sufficienza…). In una nota, Aitech-Assinform fa presente come il FLOSS sia solo una delle tante possibilità delle quali la Pubblica Amministrazione si può avvalere nel campo del software, e del come essa debba scegliere in base a considerazioni di tipo tecnico, applicativo e strategico, e non facendosi influenzare da scelte ideologiche.

Evidentemente Aitech-Assinform non ha letto le proposte di legge, altrimenti si renderebbe conto della castroneria dichiarata, ed evidentemente si fa carico di una paura diffusa (si dice “cacarsi sotto”) delle aziende produttrici di software proprietario (scrivo una volta e poi vendo per l’eternità, facendo lock-in sul cliente) nei confronti di software di qualità, disponibile spesso a costi inferiori, e soprattutto liberamente distribuibile.

Che prezzo “non idiologico” ha la scelta di una pubblica amministrazione che dice “distribuisco i miei documenti nell’unico attuale formato documentale standard ISO e se per caso i miei cittadini non fossero in possesso di un software per leggerli, regalo loro un’intera suite per l’ufficio, completamente localizzata in italiano ed interoperabile con gli altri formati”? O che risparmia un milione di euro di licenze software nell’ambito della scuola, preziosa risorsa da investire per migliorare in altri aspetti?

Aitech-Assinform ha deciso di ribadire quello che chiedono le aziende ed associazioni contro le quali vorrebbe scagliarsi, ma ancora non lo sa. Qualcuno glielo faccia notare…

Software libero a Cernusco

Questo pomeriggio (il 15 maggio in realtà, ormai le mie giornate durano più di 24 ore…) ero a Cernusco sul Naviglio, presso la Biblioteca Comunale, in compagnia di Lele Rozza, nell’ambito di una “conferenza elettorale” dedicata al sofware libero e la pubblica amministrazione.

Ci siamo purtroppo trovati davanti ad un “buco” non da ridere: delle 20-30 persone attese, si sono presentati solo una decina di “militanti”, ai quali abbiamo comunque provveduto a raccontare quattro cose (intavolando anche una interessante discussione su alcuni aspetti) e sono rimasti degnamente soddisfatti. Al sottoscritto (che per inciso ha parlato molto brevemente al termine della manifestazione, sul filo dei secondi perchè il tempo era ormai terminato), particolare piacere hanno fatto i complimenti di Lele 🙂

Potrebbe esserci, secondo me, “tessuto” per far nascere un gruppetto di lavoro sul FLOSS, in quella Biblioteca. Devo verificare se rientra nel discorso del CSBNO