Archivi tag: silvio berlusconi

Campagna elettorale howto: recuperare il pallino

Scrivevo qualche giorno fa che Berlusconi era ignorato da Veltroni in campagna elettorale, che nonostante il Cavaliere tentasse in tutti i modi di alzare i toni, Veltroni faceva (correttamente) orecchie da mercante, proseguendo sul suo cammino, che Veltroni non poteva fare campagna elettorale migliore, alla luce dell’esperienza delle ultime campagne elettorali in cui si è consentito al Cavaliere di guidare le danze portando i p0litici della coalizione di centro-sinistra nelle solite trappole demagogiche che tanto bene riescono a Berlusconi.

Bene, ecco una lezione di politica, di quella con la “p” maiuscola. Ecco come il Cavaliere ha riportato su di se l’attenzione dei media, costretto Veltroni alla replica, recuperato il possesso palla:

Notevole, davvero notevole.

Ad oggi, governerebbe Casini

Casini all'Auditorium Se le elezioni politiche fossero domani, e fidandosi di quello che riporta l’ultimo sondaggio di Sky24 pubblicato su Sondaggi Politico Elettorali, governerebbe in fin dei conti, Casini.

Con da un lato Veltroni che crede nella rimonta, conscio del suo (misero) 38%, e Berlusconi certo della sua “schiacciante vittoria”, altrettanto conscio (dichiarazioni a parte) di essere ben lontano dal tanto agognato 50% anche aprendo le porte a Fini, Bossi ed Mpa l’ago della bilancia sarebbe l’Unione Di Centro guidata da Casini, che con il suo 6-10% finirebbe con il poter fare davvero il bello ed il cattivo tempo (e in quell’area politica non sono nuovi ai “salti di coalizione”, come ben sappiamo), non diversamente da quello che fecero i “partitini” di centro nel recente passato del governo Prodi.
Berlusconi si è oltretutto reso rapidamente conto che potrebbe costargli molto caro lo strappo con Casini, quantomeno in termini di scotto da pagare affinchè, ad elezioni terminate, questi consegni nelle sue mani il governo, e non invece a Veltroni.
Un’alleanza, quella con Casini, che si è tentato di ricucire su più fronti e che ha visto la mobilitazione di numerosi esponenti politici della destra, ma proprio le parole del ormai anziano Cavaliere ne hanno sancito la definitiva rottura. Ora che i numeri danno a sette i senatori di vantaggio della destra al senato, Berlusconi tornerebbe, ancora una volta, volentieri sui suoi passi ma non può.

Portando il fardello di colpe differenti, Veltroni sta al contrario conducendo una invidiabile campagna elettorale. Ha afferrato rapidamente il concetto, Walter, che sfugge da molti anni al centro sinistra: ignorare Berlusconi. Il Cavaliere alza i toni, attacca frontalmente ed indirettamente, gioca le sue carte nella più totale indifferenza di Veltroni, che prosegue imperterrito il suo viaggio per l’Italia alla ricerca di consensi per la rimonta, e impedisce così al leader del Partito del Popolo Delle Libertà di sfruttare a proprio vantaggio anche le uscite mediatiche della sua opposizione.

La campagna elettorale di Casini invece è sorprendentemente sottotono: in televisione non lo si vede, non rilascia dichiarazioni roboanti, non ha tappezzato di manifesti elettorali le città, eppure le sue quotazioni sono in costante crescita, in un lento travaso che le allontana dai due principali schieramenti.

Sottotono è anche la campagna elettorale della Sinistra Arcobaleno che nonostante le quotazioni “in ribasso” degli ultimi giorni non riesce a trovare spazio ed efficacia comunicativa, complice anche un programma non esattamente incisivo ed innovatore (me ne occuperò approfonditamente nei prossimi giorni, tempo permettendo). Manca ancora un mese alle elezioni, spero in cuor mio che Bertinotti ed i suoi si diano una svegliata…

Stupisce finine la campagna elettorale condotta dall’ormai settantunenne Silvio Berlusconi. Sempre più anziano nell’immagine (nonostante i lifting cominciano a vedersi i primi segni dell’età), si trova a competere contro un leader “giovane” come Veltroni, ed agisce di conseguenza: rilascia le solite dichiarazioni alla stampa, ma ha deciso di non mostrare la sua faccia sui cartelloni elettorali del suo partito.

Nel frattempo, mentre Veltroni è sbatacchiato di qua e di la come una barchetta nella tempesta dalle polemiche seguite alla pubblicazione delle liste elettorali (con gli esclusi che tentano, come al solito, di accasarsi nei restanti partiti), Berlusconi tentenna e ritarda, facendo annunci e proclami (a volte malamente smentiti come successo con la Yespica) ma senza ufficializzare pubblicamente le liste elettorali. Il probabile obiettivo di Berlusconi è quello di arrivare alla chiusura delle liste all’ultimo momento utile (mentre il Pd faceva un’infantile corsa a “chi arriva primo”), in modo da impedire agli esclusi di andare a rafforzare proprio quegli avversari, come “La Destra” di Storace, che potrebbero portargli via importanti quote di elettorato.

Berlusconi: “Dal Pd dati fasulli”

[ Berlusconi: «Dal Pd dati fasulli» Corriere della Sera ]

Il Cavaliere si è detto convinto di essere ancora in netto vantaggio sul Pd. «Attenzione ai sondaggi fasulli – ha spiegato Berlusconi – bisogna stare attenti perché‚ si stanno artatamente diffondendo dati fasulli». In particolare il leader del Pdl afferma che «non è vero che il Partito democratico sia al 35% e non è neanche vero che Di Pietro sia al 6%. I sondaggi di cui disponiamo lo danno sotto il 3%». La sinistra, secondo Berlusconi, «diffonde dati che non esistono. Ma noi abbiamo fiducia nel buon senso degli italiani»

Ehi, Veltroni sta riuscendo nell’impresa di invertire i ruoli! Brucia la demagogia spicciola, eh Cavaliere?

Il fatto non è più previsto come reato

The businessman “Ecco cosa mancava! Le leggi vergogna!”: questo avrà pensanto oggi Romano Prodi. La notizia (bomba) è arrivata questa mattina: Berlusconi viene assolto nel troncone restante del processo SME (dopo aver già ottenuto lo stesso risultato nel processo principale, per “insufficienza di prove”) grazie ad una legge che lui stesso ha fatto, la depenalizzazione del falso in bilancio, per un reato commesso in un periodo in cui il falso in bilancio era reato (anche se vista la rapidità con cui si muove la magistratura ai giorni nostri, sarebbero comunque parzialmente caduti in prescrizione).

Quando l’ho letto, questa mattina, mi sono sentito riempire della (solita) voglia di spaccare tutto e allo stesso tempo di non poter fare niente. Il Governo Prodi è stato criticato per tutto, dalle tasse alle missioni militari all’estero, ma cose del genere non le ha mai fatte: in compenso (e questa è forse la colpa più grande) non ha trovato il tempo ne il modo di cancellare quelle leggi, che definire “vergogna” è poco. E non dimentichiamo il conflitto di interessi, l’ordinamento giudiziario (Cirami, legittimo sospetto, trasferimento di processi dice nulla?), i condoni… e il bello è che gli italiani sono pronti a votare nuovamente questo … !

Per cercare di riportare nei binari del principio che “la legge è uguale per tutti”, la magistratura aveva richiesto, non molto tempo fà, l’intervento della Corte di Giustizia Europea, affermando che la legge sul falso in bilancio varata da Berlusconi ed i suoi scagnozzi (ai quali ovviamente sono state fornite poltrone in gran quantità, ed agevolazioni di altro genere) fosse in contrasto con le direttive europee. La Corte di Giustizia preferì però non pronunciarsi in proposito, decidendo di non “mettere becco” nelle legislazioni nazionali e lasciare ai giudici la scelta se seguire le normative europee (molto più drastiche in materia) o quelle italiane modificate dal cavaliere. Naturalmente è stata presa la scelta più corretta, e Berlusconi ed i suoi scagnozzi (quelli coinvolti nella vicenda hanno nomi come Cesare Previti, Attilio Pacifico, Filippo Verde e Renato Squillante) non pagheranno nemmeno in questo caso. Hanno invece pagato (e caro) le migliaia di risparmiatori che si trovano sul lastrico a causa loro.

La legge, in Italia, è uguale per tutti. Ma per alcuni, è un po’ più uguale.

Berlusconi: non tratta più

Berlusconi Ma guarda un po’: dopo tanti incontri, dopo aver proclamato e fatto appello ai più nobili valori della classe politica italiana, dopo essersi fatto desiderare e dopo aver riguadagnato parte del terreno perso nei mesi precedenti, ecco che Berlusconi, quasi fosse una bella donna, si nega all’ultimo momento, facendo saltare il mitico accordo elettorale.

Non che la cosa mi dispiaccia (senza l’accordo con “Forza Italia”, Veltroni difficilmente riuscirà a portare avanti una legge elettorale che toglie voce ai piccoli partiti), ma posso dire “me l’aspettavo” senza essere accusato di parzialità?
Non era forse prevedibile che Berlusconi, in veste di leader di uno dei due principali partiti in Italia, avrebbe cercato di barattare il suo accordo su una legge elettorale (che senza di lui non si può fare) con tutta una serie di emendamenti a proprio favore? Ora parla della Gentiloni, ma una volta ottenuta quella pensate forse che il Cavaliere mollerà la gallina dalle uova d’oro? La mossa di smettere di chiedere la caduta del Governo un cambio dell’accordo sul Mattarellum è servita a portare avanti il machiavellico piano, ma ora la richiesta potrebbe scattare di nuovo, magari con il pretesto di una delle tante incrinature che quotidianamente percorrono la maggioranza (ultimamente s’è proposto insistentemente Dini, soprattutto da quando Berlusconi ha cominciato a parlare di “campagna acquisti”).

Ora che il “grande accordo a destra” di Veltroni è saltato, pensa forse il leader del Partito Democratico che troverà conforto nella “sinistra alternativa”, o cercherà aiuto direttamente in Vaticano, nella speranza che un appello del santo padre dia forza e vigore al suo nuovo progetto per la legge elettorale?

A volte mi viene il dubbio che a sinistra siamo tutti imbecilli. Quando fu il momento di fare la legge elettorale, lo scorso governo la portò avanti a colpi di fiducia (nonostante l’avesse presentata quella cima di Calderoli); noi ci ostiniamo a voler essere onesti, e puntualmente la prendiamo in saccoccia.

Mi pongo delle domande…

Bravo, compra compra…

gsm & umts mobile base station Pare che la recente campagna acquisti di Berlusconi in Parlamento non sia piaciuta molto. Dopo il misero fallimento della tanto agognata “spallata” (che ha poi dato il via ad una serie di avvenimenti che tutti abbiam0 ben presente), tutti avevamo pensato ad un bluff, ad uno “scherzo”, una provocazione.
Poi si scopre che in realtà il tentativo di corruzione ci sarebbe stato veramente da parte del Silvione nazionale! Semplicemente gli è andata male: anche stavolta? Comincia a diventare un’abitudine!

Ora naturalmente non bisogna saltare a conclusioni, ci mancherebbe altro. La presunzione di innocenza vale anche per un pluricondannato come Berlusconi, quindi attenderemo la prescrizione il processo anche in questo caso.

La notizia, secondo la quale le indagini prendono spunto dalle intercettazioni di un telefono di un body-guard di Berlusconi (ma come, non era proibito? Bisognerà includere nel provvedimento anche tutti i parenti prossimi e dipendenti dei politici, perché si sa mai che il loro cellulare termina il credito!), sarebbe quasi comica se non si trattasse di un tentativo di corruzione nell’ambito delle istituzioni.

Larghe intese

a voter E’ il momento della tanto attesa legge elettorale, anche stavolta fatta all’insegna delle “larghe intese”. E’ auspicabile, in effetti, che una legge come quella elettorale, che ha ricadute oggettive su tutte le forze politiche e sulla quale il conflitto di interessi è sempre in agguato (a volte persino inconsciamente), sia il frutto di una discussione condivisa che coinvolga anche l’opposizione.

Quando la porcata della attuale legge elettorale fu varata, in effetti, una delle grandi lamentele che la coalizione di centro-sinistra sollevò era proprio legata al fatto che si trattava di una riforma unilaterale, non condivisa con l’opposizione. Ora si cerca in tutti i modi di non ripetere il brutto gesto, al punto che Walter Veltroni è da settimane impegnato in colloqui con i principali esponenti del centro-destra (in particolare con Berlusconi) per trovare un accordo sulla legge da proporre in parlamento (già soprannominata “il Vassallum“).

Peccato che le tanto agognate “larghe intese” siano larghe solo al centro, o meglio, siano “allargate” a Partito Democratico e Forza Italia, (che da soli, è vero, fanno quasi il 50% dell’elettorato), tagliando di fatto fuori tutti i partiti più o meno piccoli che con questi partiti si trovano in coalizione.

Le denunce più forti arrivano negli ultimi giorni da Gianfranco Fini, ma il problema non riguarda la sola legge elettorale, e un’interessante appunto l’ha fatto Marco Travaglio proprio ieri sera alla Camera del Lavoro di Milano: le larghe intese di oggi sono quelle che “si vedono”, dopo quelle invisibili delle scalate dell’estate 2005, che invece si “annusano” da una serie di altri fatti. Paradossale (o forse no…) come proprio Prodi si opponga a questo tipo di “larghe intese”.

Mi auguro che la discussione sulla legge elettorale venga ampliata, al termine di questi strabenedetti colloqui, anche alle altre forze politiche, che non si cerchi di fare piazza pulita di tutto ciò che “non è allineato” all’insegna del bipolarismo più puro. Già Russeau diceva, tanti anni fa: “tante teste tanti pareri”. Come si può allora pensare che due poli uniformati, ognuno con il 50% dell’elettorato, possa rappresentare efficacemente le “tante teste” di 50.000.000 di italiani?

Devono essersi sbagliati…

cocci anno passato Pare che tutti gli sforzi di Berlusconi per risollevare il capo dopo le aspre critiche lanciate dai suoi “alleati” negli ultimi tempi non siano serviti a molto. Con i sondaggi (quali?) che lo danno “in discesa” sotto il 30% (bum…), il Cavaliere si è trovato costretto a lanciare negli ultimi giorni un appello all’unità del centrodestra ed a invertire la rotta scelta per il suo “nuovo” partito, Forza-Italia-2.0, ma i suoi alleati hanno accolto questa retromarcia con l’euforia di un tronco d’albero…

Per Silvio la situazione pare davvero grigia: i suoi alleati cominciano a rendersi conto che possono cominciare a camminare con le proprie gambe (sicuri?), o semplicemente si sono stufati di fare la “seconda ruota del carro” (a turno).

Ora cosa farà Silvio? Tenterà il colpo di stato di scena, o si limiterà a continuare a tentare di rimettere insieme un’opposizione che pare sempre più in pezzi? Si sarà reso conto di averla fatta grossa? Di aver messo a rischio anni di politica aggressiva in meno di cinque minuti, con un gesto d’impulso?

L’altro giorno, tra l’altro, passavo per la piazza principale di Cinisello, e mi sono trovato di fronte al gazebo locale di Forza Italia 2.0, completamente deserto. Che abbia capito anche la gente? No eh?

D’altra parte, mi torna in mente un proverbio: “chi rompe paga, ed i cocci sono suoi” (quando glieli lasciano)…

“Macchine indietro tuttaaa!”

And I'm Proud! Ta dah! Colpo di scena dopo colpo di scena, la politica va avanti. Se ieri la rotta era “disfiamo la Casa delle Libertà”, sciogliamo Forza Italia e raccogliamo il cento per cento dei voti degli italiani, ecco che oggi il panorama è completamente diverso. Forza Italia non si scioglie più.

Evidentemente Berlusconi si deve essere reso conto (faccio notare che io l’avevo fatto presente già qualche tempo addietro) che al potere ci potrà tornare solo (e solamente) grazie ai voti di An, Lega ed UDC (ogni volta che penso alla compagine di governo mi viene la pelle d’oca per la quantità di “cime” raccolte in queste formazioni politiche), e che andare in fuga a 1000 giorni dal traguardo non è esattamente assimilabile a quella che viene definita “accortezza tattica”.

E cosi, dopo un braccio di ferro durato alcuni giorni, ecco che il Silvio nazionale inverte la rotta, trasformando il neonato (e già defunto) “Partito delPopolo delle Libertà” in un “partito network”, aperto ad associazioni, movimenti, circoli (delle libertà) ed altre formazioni politiche, che non vogliono però snaturare le proprie identità (alcuni esempi a caso, non citati: AN, Lega, UDC).

Io non avevo mai detto che avrei sciolto Forza Italia. Me l’avevano chiesto e avevo risposto “forse”

ha detto Berlusconi al termine della conferenza stampa in cui annunciava la “road-map” del nuovo partito.
Poco importa che fosse il sito ufficiale di Forza Italia stesso a dare l’annuncio.

Visto che noi cittadini siamo dei babbei, che non riusciamo a ricordare quello che un politico dice da una settimana all’altra (si parlava di Editto Bulgaro negato no?), deve sembrare facile al sign. Berlusconi prenderci per i fondelli… peccato che nell’era di internet, cancellare l’informazione è più difficile che togliere i link in homepage…

Uso criminoso della tv

Daniele Luttazzi (L1010983) L’editto bulgaro di Silvio Berlusconi (nonostante questi l’abbia spudoratamente negato quando Biagi, pace all’anima sua, non era più in grado di replicare) è ormai entrato a far parte della storia della satira televisiva italiana. Sicuramente al Cavaliere dava fastidio il comportamento di Santoro, Biagi e Luttazzi che a suo modo di vedere lo bersagliavano sistematicamente con la loro satira.

La cosa divertente è che scopro da un post di Sapetti che anche Bagnasco, poco tempo fà, ha parlato di “uso criminoso dei mass media nei confronti della Chiesa”.
Per analogia, è evidente che alla Chiesa comincia a dar fastidio che i mass media si interessino ai suoi affari: sia per quel che riguarda la satira (Luciana Litizzetto, Luttazzi, Fiorello e Crozza non si fanno problemi a parlare anche della Chiesa) sia per quel che riguarda alcune inchieste giornalistiche, in particolare quella di Repubblica sui loro costi e privilegi (di cui ho parlato recentemente anche da queste pagine).

L’informazione (anche se a volte fatta male) è un qualcosa di cui si deve aver paura (cosi pare almeno), soprattutto per alcuni. Curioso notare ancora una volta come spesso quelli che danno più fastidio siano “i comici”, dalla Litizzetto a Luttazzi, passando per Grillo.

Curioso, davvero curioso.