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Io ho paura…

rogimmi via Flickr

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Non so voi, la questione sta un po’ passando in sordina, ma io ho davvero paura di ciò che potrebbe succedere se realmente la Consulta dovesse sancire l’illegittimità del Lodo Alfano, il prossimo 6 ottobre…
Ho paura perché Berlusconi diventerebbe un animale in gabbia, un uomo braccato, con i giorni contati… e visti i poteri che ha, e il poco rispetto per la legge che ha dimostrato, ho davvero paura di ciò che potrebbe fare per preservare la sua immunità. Ricordate con che rabbia e che ferocia cercò di bloccare l’elezione del Governo Prodi, un paio d’anni fa?
Cosa impedirebbe, realisticamente, a Berlusconi di attaccare con tutta la violenza che può esprimere gli organi della magistratura, per poi passare alle vie dei fatti (leggere: colpo di stato)?

In giro c’è persino che comincia a volteggiare intorno alla futura carcassa: Formigoni (che notoriamente non ha un ottimo rapporto con l’attuale presidente del consiglio) comincia già a farsi avanti come candidato alle prossime primarie del Partito del Popolo delle Libertà, un atteggiamento che certo non contribuirà a calmare i bollenti spiriti dell’attuale premier…

Ho paura soprattutto perché non è Silvio Berlusconi in se, il problema della politica italiana… tolto lui, gli italiani non continuerebbero comunque ad essere dei creduloni razzisti? Ok, avremmo qualche problema mediatico in meno, avremmo una coalizione alla ricerca di un nuovo “sovrano”, ma non credo proprio che i problemi magicamente si risolverebbero…ce li troveremmo solo sparsi su molte più teste…

Mi chiedo se capiranno mai…

La notizia riportata questa mattina da Punto Informatico non è certo una di quelle che destano scalpore, per coloro che seguono con un minimo di continuità le vicende legate al software in ambito europeo. La Commissione Europea si è piu volte pronunciata in materia di concorrenza nei confronti di Microsoft, e questo non è che l’ultimo (in ordine temporale, non in assoluto) step di un lungo cammino che è cominciato nell’ormai lontano 2004.

Stavolta a Microsoft viene contestato il non aver rispettato le indicazioni già date dalla Comunità Europea, secondo le quali i protocolli che Microsoft sottopone (negli USA) a brevetto e per l’uso dei quali richiede il pagamento di una licenza, non sono sufficientemente innovativi da poter prevedere questo genere di retribuzione.

La risposta di Microsoft, già allora, fu la presentazione di una documentazione di 1500 pagine. Questo mi ricorda da vicino la richiesta di standardizzazione del formato OpenXML (Open per modo di dire), della modesta dimensione di 6000 pagine (come riportatoci da Leon Shiman, consulente del governo del Massachusetts, nell’ambito dell’incontro “Milano chiama Boston“. Sembra diventare un’abitudine standard da parte di Microsoft, quella di proporre una voluminosa documentazione all’ultimo minuto. Anche io, nel mio piccolo, mi sono imbattuto in questo atteggiamento del “braccio politico” di Redmond. Ora la mia domanda è: perchè? Pensano forse che nessuno si prenda la briga di leggere il malloppo, e tralasci, avvallando? Forse non si sono resi conto che i tempi sono cambiati…

Colgo inoltre l’occasione di questo post, per esporre un ulteriore considerazione. Ho acquistato il numero di Marzo della rivista “PcWorld” in quanto vi ci trovo il primo articolo da me scritto a nome di OpenLabs (il tema è quello di Drupal-5.0) nell’ambito di una collaborazione tra l’Associazione e la rivista, e ci ho trovato la solita campagna pubblicitaria “Get the Facts” (che ormai da tempo ci assilla) in cui Microsoft annuncia come la Borsa di Londra abbia scelto Windows 2003 Server per i propri sistemi. Niente da ridire sulla scelta, comprendo perfettamente le ragioni esposte dal responsabile nell’articolo riportato dalla pubblicità, ma mi chiedo quanto Microsoft abbia taciuto del reale rapporto di cui lo stralcio viene riportato. Novell ha infatti mostrato come la pubblicità citata sia di fatto ingannevole. Perchè non interviene qualcuno? Non chiedo che Microsoft non faccia pubblicità ai propri prodotti, ci mancherebbe altro. Ma quantomeno bisogna essere leali.

D’altra parte, il fatto che la Commissione stessa annunci che è di fatto la prima volta che si trova di fronte ad un’azienda che non rispetta le decisioni dell’AntiTrust europeo, la dice lunga in merito.