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Crozza straccia il programma… di Porta a Porta

Per fortuna che in Italia abbiamo almeno i comici. Non quelli in parlamento, quelli di professione: Crozza, la Cortellesi, la Guzzanti… La chicca di Crozza l’altra sera a Ballarò, che strappa il programma di Porta a Porta è di una bellezza rara (al punto che fà sorridere persino Fini). Ed è solo l’inizio di un intervento di satira d’alta scuola: a tratti seria, pungente, acuta, divertente.

Ci restano almeno loro…

Dove finisce la satira?

DANIELE LUTTAZZI - Dialoghi platonici Certamente tutti saprete che lo show di Daniele Luttazzi, il “Decameron”, in onda fino a ieri sera su La7 una volta a settimana, è stato sospeso a seguito di alcune offese che il comico avrebbe lanciato a Giuliano Ferrara, collaboratore di La7, che non l’avrebbe presa esattamente bene: sentendo le parole di Luttazzi dalle registrazioni, posso capire il perché.

Ora, premettendo che mi piace molto il Luttazzi comico, e pur capendo che abbia voluto andare fuori dalle righe per motivi di show, mi chiedo se fosse davvero necessario essere cosi “forti” con Ferrara. La satira non dovrebbe essere offensiva, dovrebbe essere… beh… satira! Non è detto che tutto debba essere consentito in quanto “satira”…

Pur non condividendo la “censura” che La7 applica ora allo show di Luttazzi (è stato sospeso a tempo indeterminato), perché la libertà di espressione è uno dei valori fondamentali (a mio avviso) della democrazia, mi trovo a chiedermi dove finisca la libertà di parola; si potrebbe forse adattare a questo caso una nota frase di Kant, “la libertà di ciascuno termina dove questa intacca la libertà altrui”, includendo anche al libertà d’espressione.

A Luttazzi era stata garantita la più ampia libertà creativa, nel contratto firmato con La7, ed avendo visto alcune puntate della sua trasmissione (particolarmente divertenti ed incisive) devo dire che gli era stata garantita. Concordo però con l’emittente televisiva che di questa libertà ne andava fatto un uso responsabile, indipendentemente che il soggetto fosse interno o esterno a La7 (non concordo sul fatto che non debbano essere attaccati i propri colleghi di lavoro: non devono essere insultate le persone, a prescindere).

Ora bisognerà vedere se lo strappo tra Luttazzi (un po’ fuori dalle righe) e La7 (che si è lasciata prendere la mano) si ricucirà o se avremo l’ennesimo caso di “censura mediatica”, più o meno legittimata.

Uso criminoso della tv

Daniele Luttazzi (L1010983) L’editto bulgaro di Silvio Berlusconi (nonostante questi l’abbia spudoratamente negato quando Biagi, pace all’anima sua, non era più in grado di replicare) è ormai entrato a far parte della storia della satira televisiva italiana. Sicuramente al Cavaliere dava fastidio il comportamento di Santoro, Biagi e Luttazzi che a suo modo di vedere lo bersagliavano sistematicamente con la loro satira.

La cosa divertente è che scopro da un post di Sapetti che anche Bagnasco, poco tempo fà, ha parlato di “uso criminoso dei mass media nei confronti della Chiesa”.
Per analogia, è evidente che alla Chiesa comincia a dar fastidio che i mass media si interessino ai suoi affari: sia per quel che riguarda la satira (Luciana Litizzetto, Luttazzi, Fiorello e Crozza non si fanno problemi a parlare anche della Chiesa) sia per quel che riguarda alcune inchieste giornalistiche, in particolare quella di Repubblica sui loro costi e privilegi (di cui ho parlato recentemente anche da queste pagine).

L’informazione (anche se a volte fatta male) è un qualcosa di cui si deve aver paura (cosi pare almeno), soprattutto per alcuni. Curioso notare ancora una volta come spesso quelli che danno più fastidio siano “i comici”, dalla Litizzetto a Luttazzi, passando per Grillo.

Curioso, davvero curioso.

Neri Marcorè – Una vita da prodiano

Questo tormentone dell’ultimora non è solo una divertente satira… rispecchia purtroppo una realtà di una rara crudeltà per coloro che, infondo, ci credevano…

Una vita da prodiano
sempre a prendere schiaffoni
a tenere tutti buoni
circondato da coglioni

Una vita da prodiano
a dar retta anche a Parisi
tutti vogliono poltrone
o minacciano la crisi

Sempre lì, maggioranza
fin che ce n’hai stai lì stai lì

Una vita da prodiano
di chi sa che dura poco
con l’Unione che ormai dorme
e non fanno le riforme

Una vita da prodiano
uno strilla l’altro inciucia
con i senatori a vita dacci dentro di fiducia

Sempre lì, conto un cazzo
ma se ce n’è sto lì sto lì

Sempre lì, conti un cazzo
ma se ce n’è stai lì stai lì
sempre lì, lì nel mucchio
tra compagni ed ex DC

Vaticano e terrorismo

E cosi, alla fine, ci siamo arrivati. Il Vaticano, tramite il suo quotidiano, “L’Osservatore Romano”, ha fatto sapere di non gradire e anzi, considerare terrorismo, le critiche. Si, perchè non è tutta e solamente satira quella fatta ieri da Rivera. Non può passare per semplice satira. Erano critiche. Alcune delle quali le condivido pienamente, tra l’altro, ma in ogni caso, critiche. E le critiche fanno parte della libertà d’espressione. Non ci piove, non si può transigere.

Spieghiamo magari qualcosa di piu: ieri sera, al concerto del primo maggio, uno dei conduttori, Andrea Rivera, ha espresso alcune opinioni riguardo a Chiesa e Vaticano, applaudito e sostenuto dal pubblico. Tra queste critiche/battute, troviamo anche la condanna della decisione di non concedere i funerali cattolici a Piergiorgio Welby (mentre è stato concesso a Franco, a Pinochet ed a membri della banda della Magliana), e l’accusa di non volersi evolvere, dopo aver negato di credere nell’evoluzionismo.

Certo, oggi il termine “terrorismo” si usa per qualsiasi occasione, per qualsiasi ambito- E’ una buzzword della politica, proprio come “nuove tecnologie”, come “web2.0” e come “pirateria”. Ma questo non significa che perda il suo peso e che si debba smetterla di usare i termini a “pene di segugio”.

Allora mi riconosco in pieno nelle parole di Boselli, dello SDI: “o la Chiesa vuole anzare i toni dello scontro, oppure vuole il ripristino della censura. In entrambi i casi, è la strada sbagliata”.
L’alternativa sono le buste con dentro i proiettili, purtroppo, e monsignor Bagnasco ha già ricevuto questo trattamento, che ci tengo a condannare anche personalmente. D’altra parte, tentando di alzare i toni dello “scontro”, è proprio a questo che si arriva, e anche la valanga di applausi che ieri hanno dato forza alle parole di Rivera, sono il frutto della continua ingerenza dell’apparato della Chiesa nella politica italiana, che una parte di elettorato non vuole/può più sopportare.

Ovviamente, visto che il nostro panorama politico è di quelli che una volta cascate, le braccia, cominciano a fuggire di corsa, lo spunto è stato ripreso dalla destra che ha cominciato ad attaccare il governo. Non si sono evidentemente ancora resi conto che la campagna elettorale è finita ma continuano a cercare, in un modo o nell’altro, un appiglio qualsiasi per far sembrare in difficoltà il governo e la sua coalizione.