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La sentenza della Cassazione sui Rom

Campo rom Casilino 900 Lunedi mattina gli istinti razzisti di alcuni esponenti della destra e della Lega erano accarezzati dalla sentenza della Corte di Cassazione, che diceva, secondo i titoli dei giornali, “se ladri, legittimo discriminarli“, “se sono criminali non è razzismo“, e via dicendo.
Si fa riferimento, per coloro che non ne fossero al corrente, alla sentenza di cassazione relativa al processo per “razzismo” del sindaco in carica di Verona, Flavio Tosi (Lega Nord), a ieri condannato in primo e secondo grado per via di una campagna definita razzista durante la quale fu affermato, dallo stesso Tosi, allora membro leghista del consiglio regionale veneto, che “gli zingari devono essere mandati via perché dove arrivano ci sono furti”. Ora la Corte di Cassazione annulla tutto

Conoscendo il ruolo della Corte di Cassazione in materia giuridica (dall’articolo 65 dell’ordinamento giudiziario):

La corte suprema di cassazione assicura l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni; regola i conflitti di competenza e di attribuzioni ed adempie gli altri compiti ad essa conferiti dalla legge

si capisce piuttosto bene quale sia il senso delle parole allegate alla sentenza (tra l’altro correttamente riportato da diversi giornali): la Cassazione ha rilevato un errore nell’interpretazione e ha voluto sottolineare la differenza tra una discriminazione razziale (basata cioè sul concetto di superiorità di razza) e la discriminazione legata al comportamento di un soggetto. Ad ulteriore dimostrazione della non volontà di assolvere Tosi, il rinvio a giudizio conseguente alla sentenza della Corte di Cassazione, che chiede che vengano rivisti i processi (alla luce, ovviamente, della precisazione fatta).
Si può essere o meno d’accordo con la sottolineatura della sentenza (dal canto mio, posso dire che discriminare un soggetto per il suo comportamento è lecito, discriminare un popolo per il comportamento di alcuni suoi componenti, no), ma non si dica che Tosi è stato assolto dalla Cassazione, o che la Cassazione va dicendo che è ciò che Tosi ha fatto é legittimo…

Per altro, la sentenza arriva in un momento di particolare fermento sul piano della discriminazione razziale: il ministro dell’interno Maroni, degno compagno di Flavio Tosi, ha deciso di schedare tramite rilevamento di impronte digitali e analisi mediche i bambini che vivono nei campi rom ed ha convocato domenica in Viminale i prefetti di Roma, Milano e Napoli per “far pressione” su di loro affinché questi voleri vengano effettivamente attuati (in particolare il prefetto di Roma si era detto perplesso).
Maroni afferma che non si tratta di una discriminazione razziale, in quanto “il popolo” (padano?) vuole solo sapere chi vive nei campi rom e se ha il diritto o meno di restare. Ha perfettamente ragione e, per analogia, chiedo che il controllo venga esteso a tutti i bambini italiani (di cui i rom fanno parte) in quanto voglio sapere quali si loro hanno i pidocchi, di quale padre sono figli (le adulterine sono una delle grandi piaghe sociali di questa razza), possibilmente a quali malattie sono esposti coloro che dovessero disgraziatamente avvicinarli.

Si pregano i gentili appartenenti alla “razza italica” di prendere posto in coda all’ospedale per le analisi, muniti di numerino progressivo…

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A Penati avevo dato il mio voto!

[Fonte: Con la scusa del popolo – Repubblica.it ]
Proclama Filippo Penati, presidente di centrosinistra della Provincia di Milano: “I rom non devono essere ‘ripartiti’, bisogna farli semplicemente ripartire”. E accusa Prodi di non aver capito l’andazzo, di non aver fatto lui quel che promettono i suoi successori. Nel 2006 fu Penati, insieme al sindaco Moratti, a chiedere al comune di Opera di ospitare provvisoriamente 73 rom (di cui 35 bambini). Dopo l’assedio e l’incendio di quel piccolo campo, adesso è stato eletto sindaco di Opera il leghista rinviato a giudizio per la spedizione punitiva. Mentre si è provveduto al trasferimento del parroco solidale con quegli estranei pericolosi.

E pensare che avevo anche votato questo signore…

Io sono straniero in patria.

Nazitalia

ArdereNel solito assordante silenzio della Politica “mainstream” e dei mass media si sta consumando il grande salto di qualità del razzismo in Italia. Dopo aver insultato e urlato contro “i diversi” (indipendentemente che questi siano i gay, gli atei, gli extracomunitari o i rom, italiani e non), ora è giunto il momento dei pogrom, delle persecuzioni, della pulizia etnica. Napoli ha cominciato dando il buon esempio: quattro campi rom dati alle fiamme in due giorni e dalla politica nulla, se non qualche flebile condanna.

Era nell’aria, lo si attendeva. Il razzismo latente che in tanti continuiamo a denunciare da parecchio tempo, fomentato da una destra verdano-nazista, ha trovato finalmente tempi e modi dello sfogo, grazie al potere conquistato alle ultime elezioni. Lampante esempio è Opera: cittadina alla periferia sud di Milano, sede fino a non molto tempo fà di uno campi rom più importanti della città, ha eletto a suo sindaco il leghista che, torce alla mano, appiccò il fuoco alle tende della Protezione Civile, per impedire loro di prestare servizio presso “i diversi” del posto.

Proprio come gli ebrei (e gli stessi rom) nella Germania di Adolf Hitler, i rom italiani sono stati prima criminalizzati dai mass media e poi costretti a fuggire di fronte alle fiamme della pulizia etnica, che i nostri politici devono aver così bene appreso sul campo di battaglia della ex-Jugoslavia, tra una stretta di mano e l’altra di Bossi e Milosevic.

Ora che non possiamo aspettarci nulla dal Governo (perché anzi potrebbe sostenere i piromani), ora che non possiamo aspettarci nulla dall’opposizione (perché non si oppone a nulla), cosa dobbiamo aspettarci? A quando il varo delle leggi razziali? Pare ancora pochi giorni, tempo del primo Consiglio dei Ministri…

NazioneIndiana: il triangolo nero

Rom Avevo letto con particolare piacere un bellissimo post di Gianni Biondillo sulla “questione rumena”, pubblicato qualche giorno fa su NazioneIndiana.

Oggi mi trovo a dovermi togliere letteralmente il cappello di fronte al manifesto che gli scrittori dietro NazioneIndiana pubblicano questa mattina, facendosi promotori di una raccolta firme di adesione al manifesto stesso. Un atto di coraggio, un’uscita a testa alta dal buio di cui troppo spesso gli intellettuali (e non solo loro) si macchiano.

I miei complimenti vanno ai promotori: Alessandro Bertante, Gianni Biondillo, Girolamo De Michele, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Helena Janeczek, Loredana Lipperini, Monica Mazzitelli, Marco Philopat, Marco Rovelli, Stefania Scateni, Antonio Scurati, Beppe Sebaste, Lello Voce, Wu Ming.

La mia firma, naturalmente, è in fondo (666°) all’elenco dei tantissimi coloro che già hanno aderito.

Civilissima Italia…

Proprio ieri scrivevo di razzismo, di immigrazione, di Rumeni, di provvedimenti dello stato dopo la morte della povera Giovanna Reggiani. Ne riparlavo oggi, a pranzo, con Laura (che ha posizioni alquanto differenti dalle mie, su questo aspetto).

La mia paura principale, ieri, oggi, era il linciaggio mediatico/politico che è stato montato nei confronti della comunità rumena in Italia. Scrivevo ieri, relativamente alle affermazioni di Veltroni (ma vale anche per quelle di Prodi e degli altri politici che più o meno indistintamente si sono espressi sulla vicenda) che

poco valgono, nell’orgia mediatica, le precisazioni da lui fatte relativamente ai tanti rumeni che invece vivono e lavorano civilmente nel nostro paese.

Ed evidentemente era una paura giustificata, visto che una decina di ignorantissimi razzisti (italianilidl-torbellamonaca-rom.jpg), per di più vigliacchi (hanno agito a volto coperto), hanno aggredito nel tardo pomeriggio 4 rumeni nel parcheggio di un centro commerciale di Tor Bella Monaca, con pugni, bastoni, spranghe e coltelli, spedendone tre all’ospedale, uno dei quali in fin di vita.

Ora, io questa reazione me l’aspettavo. Conosco i miei connazionali, era nell’aria. Era nell’aria da tempo, non solo dopo le parole dei politici di ieri. E’ nell’aria da anni, con la Destra e la Lega costantemente impegnate a fomentare l’odio razziale, a promuovere fiaccolate “contro l’Islam”, leggi discriminatorie e via dicendo. Ma certo le parole di ieri hanno un peso importante su quanto avvenuto oggi pomeriggio.

E allora mi chiedo: Veltroni, oltre al condannare il gesto di oggi (ci mancherebbe altro), al voler precisare (in ritardo ed inutilmente perchè il messaggio non passa) che si appella “ai valori della convivenza civile e non della vendetta”, non si sente un po’ colpevole di quello che è successo? Non è il caso di pensare più a lungo, a come proporre delle iniziative, prima di mettere in mezzo qualche innocente? Perchè c’era modo di dirlo diversamente… bastava riflettere e non agire d’impulso… qualcosa che mi aspetto che un Politico del Suo calibro sappia fare…

E lo stesso vale per tutti gli altri politici che ieri ed oggi si sono espressi duramente contro una comunità nel suo complesso, relegando le doverose precisazioni ai margini se non addirittura tra le righe delle proprie affermazioni… l’abolizione del meccanismo della “vendetta” è stata una delle più grandi conquiste dell’umanità negli ultimi secoli, eppure oggi stiamo rapidamente regredendo allo stato dei nomadi arabi del deserto che la praticavano come forma di giustizia privata.

A quando il ripristino della pena capitale in Italia? Quanti italiani sarebbero pronti a votarlo?

Questa nostra (xeno)fobia diffusa…

are we so different?Stiamo attraversando un periodo storico difficile; un periodo storico che vede il mescolarsi delle culture, l’apertura delle frontiere (non solo quelle fisiche), un mondo che evidentemente ci spaventa, fa aumentare quella naturale paura del “diverso” che tutti noi abbiamo. Se a questo aggiungiamo l’abitudine della mente umana a trarre conclusioni dal particolare visibile ignorando il generale noto, il pasticcio è fatto.

Il razzismo xenofobico, in Italia, ha raggiunto livelli che non mi sarei mai aspettato, coinvolgendo anche persone sulle quali avrei fatto, un tempo, affidamento.
Avendo vissuto parecchi anni all’esterno, ho ben presente il significato di essere “il diverso”, “lo straniero” e come tale essere giudicato, valutato, considerato. E’ forse un’esperienza che dovrebbero fare molti dei miei connazionali, e che purtroppo viene loro preclusa dalla vita (occasioni perse, ignoranza, povertà…).

Solo di ieri, l’ultimo caso: una donna, a Roma, è stata seviziata e ridotta in fin di vita (apparentemente) da un ragazzo ventiquattrenne di origine rumena. Si tratta senza dubbio di un atto incivile, di qualcosa di illegale, e come tale, nel momento in cui verrà provata la colpevolezza dell’accusato, punito. Ma questo, a prescindere dalla nazionalità dell’accusato!
Invece Walter Veltroni, sindaco di Roma, si è ieri scagliato “contro i rumeni”, visto che a poco valgono, nell’orgia mediatica, le precisazioni da lui fatte relativamente ai tanti rumeni che invece vivono e lavorano civilmente nel nostro paese.

E naturalmente (come poteva non essere cosi) oggi è la Destra a ribadire il concetto, chiedendo (ancora) nella persona del lidear di AN Gianfranco Fini (che ha oggi sfruttato ampiamente, mediaticamente parlando, quanto successo ieri) che vengano espulsi non solo i cittadini rumeni autori di delitti, ma anche coloro che non hanno un reddito e mezzi certi di sostentamento.

E gli italiani senza reddito e mezzi di sostentamento certi? Sono forse meno pericolosi? Fini si illude forse che cacciando dall’Italia tutti gli stranieri avremo un’Italia migliore? Cercare di risolvere i problemi coprendosi gli occhi e accusando la persona più lontana di essere l’artefice di tutti i nostri mali, addossando di riflesso alla sua comunità tutto il peso delle nostre paure, tutto l’odio represso dei nostri concittadini, non aiuterà questo disperato paese…