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Un modello fallimentare

cina-lavoratoriQuesta notte guardavo l’ultima puntata di Report (il tempo è quello che è) . Si tratta della puntata la cui prima parte è dedicata alle “imprese che resistono”, alla concorrenza sleale cinese nel settore dei poltronifici di Forlì. Tema toccante e sentito, naturalmente, ma che scoperchia un vaso di pandora di altri problemi: pressione fiscale troppo elevata (diretta conseguenza della pesante evasione, naturalmente), leggi sui contratti di lavoro pensate per favorire unicamente i datori di lavoro (favorendo così anche le aziende di cinesi che sfruttano e segregano i propri dipendenti, tema centrale del pezzo di Report), controlli sul lavoro inesistenti (complessivamente, a Forlì, 12 nel 2006, ben 5 nel 2007), etc etc…

Il problema più grosso che il pezzo di Report mette in risalto, però, non è quello della concorrenza sleale delle aziende di immigrati sfruttatori, ne tanto meno la crisi che in modo più o meno marcato sta colpendo il nostro (già di suo alquanto disastrato) paese, bensì il problema di un modello economico ormai fallimentare, assolutamente inadatto ai tempi globalizzati che stiamo vivendo. Positiva o meno che sia (e qui si aprirebbe non un altro capitolo, ma un libro intero, nella fattispecie “No Logo”, di Naomi Klein) la globalizzazione selvaggia non è più un’ipotesi ma una realtà concreta, oserei dire un muro di mattoni contro cui si infrangono le speranze di molti degli imprenditori nostrani.

Questa si che è una crisi, ed è una crisi generalizzata, che abbraccia l’insieme dell’industria italiana (ed europea, probabilmente), alla quale però ancora stentiamo a dare una risposta, a reagire. Molto meglio piangersi addosso, chiedere norme protezionistiche che rimandano il problema senza risolverlo. Poi però non si esita ad accoltellare il proprio vicino per qualche spicciolo (sempre con riferimento a quanto detto domenica sera a Report). Invece di puntare sulla qualità, o sull’innovazione, sull’esperienza, inventarsi qualcosa di nuovo, preferiamo scendere nell’arena del più forte a combattere la battaglia già persa della riduzione all’osso dei costi, con danni irreparabili a livello sociale (più disoccupati, meno potere d’acquisti, il circolo vizioso che ne consegue).

D’altra parte per fare un salto di qualità, per rispondere a questa crisi, servirebbero imprenditori coraggiosi e governi competenti, qualità che purtroppo paiono essere poco diffuse nell’occidente “capitalista”…

Domain sera torna Report su Rai3

EOS EyesHo ricevuto da poco la mail che annuncia la prima puntata del nuovo ciclo di Report, la trasmissione di inchiesta di Rai Tre che ha da sempre avuto la capacità di suscitare dibattito. La prima puntata, in onda domani sera dalle 21:30 su Rai Tre, parlerà di Alitalia e di AirOne e promette di essere molto interessante…

Il 1° dicembre 2006 il governo Prodi decide la cessione del controllo di Alitalia. L’azienda e’ in vendita ai privati e chi vuole deve comprarsi dal 30 al 49% di Alitalia. Il titolo vola in borsa e circolano i primi nomi : AF/Klm, Lufthansa e spunta anche l’ipotesi di una cordata italiana.
Cominciano le trattative e si arriva all’esclusiva con Air France. Jean Cyrill Spinetta tratta con l’azienda e coi sindacati. Intanto cade il governo Prodi e, in campagna elettorale, Silvio Berlusconi dice che quella ad Air France e’ una svendita e propone una cordata italiana.
Il 2 aprile Spinetta abbandona il tavolo di trattativa con i sindacati. Dice che le condizioni poste sono inaccettabili. Silvio Berlusconi vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio. Il nuovo governo incarica Banca Intesa di fare un piano, e vengono varati alcuni decreti per andare in deroga alle leggi.
A Luglio nasce il ”Progetto Fenice”, ovvero la nuova partnership con Airone.
A fine Agosto Alitalia e’ commissariata. La nuova cordata si chiama Cai.
Si salva Alitalia, ma soprattutto Air One.
Chi sono i soci, gli amministratori, i valutatori. Una cronologia dei fatti dal prestito ponte fino ad oggi, per capire se per l’interesse nazionale era l’unico affare possibile. Abbiamo intervistato tutti i protagonisti che hanno accettato di parlare con noi. Fra questi il Commissario Fantozzi, che alla domanda ”e’ stato approvato un emendamento che garantisce anche a Lei la manleva” la risposta e’ stata ”no, io non ho nessuna manleva”. Ma leggendo l’emendamento approvato il 2 ottobre al Senato, ci e’ sembrato di capire che, qualora la legge venisse approvata anche alla Camera martedi’ prossimo, una serie di reati non sarebbero configurabili oltre che per Alitalia, anche per tutti gli altri casi di bancarotta. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Cascini ha dichiarato che se questa norma verra’ approvata non saranno perseguibili anche le bancarotte commesse dagli amministratori di altre societa’ per le quali vi e’ stata la dichiarazione di insolvenza non seguita dal fallimento. Come per i crac Cirio e Parmalat. Il risultato e’ la abrogazione dei reati fallimentari commessi da Tanzi e da Cragnotti e dai loro correi. L’anticipazione di questa parte dell’inchiesta di Report da parte de La Repubblica ha suscitato la reazione del Governo. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha detto: ”O va via questo emendamento o va via il ministro” e ne ha assicurato la cancellazione.

Domenica sera non prendete impegni

20070701 - TvReport è una delle trasmissioni più apprezzate del nostro panorama televisivo. Una delle poche trasmissioni, per altro, che ingenerano reazioni nella popolazione (basta vedere quanto accaduto in seguito al servizio sull’ecologia e quello dai discutibili contenuti legato al WiFi).

Detto questo, l’anticipazione della puntata di domenica prossima, che come al solito è stata lanciata sui titoli di coda della puntata di ieri, è particolarmente ghiotta: come si vincono le elezioni? Un viaggio nel mondo della “creazione del consenso”, tramite la scelta di temi, modi e luoghi, anche grazie all’uso della televisione.

La puntata raccoglierà con tutta probabilità una serie di nozioni che sono assolutamente fondamentali per il recupero della democrazia nell’era della rivoluzione mediatica.

Non prendete impegni per domenica: ore 21:00 su Rai Tre, c’è Report.

Anche Report ogni tanto inciampa

antenne Report è una delle strasmissioni che stimo maggiormente: giornalismo serio, approfondimenti, inchiesta, domande a bruciapelo quando necessario. Periodicamente però incappano nella ritrasmissione di servizi di altre emittenti, magari molto contestati, che non mancano di sollevare pesanti discussioni anche in Italia. Quando poi si rivelano fuorvianti, la figura che Report incassa è di quelle da far tremare le ginocchia.

Accadde così in occasione del video sull’11 settembre (quello dei complottisti), accade ora con la questione wifi sollevata durante la puntata di questa domenica: il (breve) servizio in questione, uno dei vari mandati in onda durante la serata, è stato realizzato dalla BBC e fa riferimento alla situazione inglese.

La messa in onda del servizio ha sollevato pesanti preoccupazioni relativamente all’uso delle tecnologie di trasmissione radio dei dati per mezzo di onde elettromagnetiche, che sotto certi aspetti (e parlo da tecnico) sono ingiustificate e anzi, rischiano di divenire piuttosto pericolose, ingenerando inutili fobie nella popolazione.

I problemi maggiori del “pezzo” in sé sono piuttosto lampanti: innanzi tutto si finisce con il fare molta confusione tra le varie tipologie di radiazioni elettromagnetiche che pervadono costantemente l’etere (la Terra stessa, per intenderci, ha un suo campo elettromagnetico): c’è una notevole differenza tra le radiazioni emesse da un hot-spot Wifi e da un ripetitore gsm, o umts. L’altro problema è quello legato alla parzialità con cui nel servizio vengono presentati gli “esperti” (uno dei quali vanta il titolo di “disinformatore dell’anno“), che ha costretto la BBC a rivedere le proprie posizioni e fare una puntata correttiva.
Già il tono un po’ troppo allarmistico del servizio avrebbe dovuto far drizzare le orecchie e mettere sull’attenti i telespettatori più pronti, soprattutto se comparato agli altri “pezzi” della giornata, decisamente più pacati e coerenti: il fatto che “non si escludano possibili problemi” si trasforma rapidamente in un “ci sono problemi”, con un passaggio semplicistico che non mi sarei aspettato venisse ripreso in modo così forte da una trasmissione come Report.

Nel merito della questione “onde elettromagnetiche”, un paio di dati oggettivi dovrebbero essere sufficienti a “sminare” il terreno. L’articolo di Paolo Attivissimo, da questo punto di vista, ha la solita lampante chiarezza.

Le conseguenze di un video come questo, purtroppo, rischiano di essere gravi: in preda al panico, i telespettatori sono andati in giro chiedendo la rimozione degli hot-spot wifi (ad esempio è capitato in alcune biblioteche comunali in tutta Italia), generando tra l’altro un danno economico: non che i soldi siano più importanti della salute, ovviamente, ma le posizioni “radicali” di questo genere non giovano certo alla già precaria situazione della nostra economia e del nostro tenore di vita…

ps: scopro ora che il video della parte di puntata dedicata al wifi è stato tolto dal sito di Report. Dobbiamo aspettarci un chiarimento in diretta dalla Gabanelli, questa domenica?

L’enigma Rai3

elisir.png Pare che stasera, su Rai3, vadano contemporaneamente in onda due trasmissioni diverse: uno speciale di Elisir dedicato alla cura contro il cancro, e la puntata settimanale di Report, dedicata a Milano.

Infatti, mentre sul sito ufficiale di Rai Tre troviamo come articolo centrale l’annuncio della trasmissione giornalistica di Milena Gabanelli, sul sito della Rai viene segnalata la trasmissione condotta da Michele Mirabella.

Dando per scontata l’impossibilità di dividere lo schermo televisivo in due parti (più per scomodità di comprensione che per problemi di fattibilità tecnologici), mi chiedo come gestiranno la cosa… lo scopriremo solo vivendo 🙂

Anche il sito del Televideo riporta la messa in onda della puntata di Elisir, cosi come numerosi altri siti che riportano il palinsesto Rai.report.png

Ora, potrebbero aver “cancellato” la puntata di Report? Nel silenzio più completo? Senza una comunicazione che sia una, neppure sul forum?

Ciliegina sulla torta, la Guida TV del sito Rai, ha per stasera un buco di 2ore, passando direttamente da “Che tempo che fà” (inizio ore 20:10) al Tg3 della notte (inizio ore 23:20).

Che abbiano una gestione “integrata” (come farebbe supporre la diffusione di una specifica versione) che però viene da due fonti diverse? Si potrebbe cosi ipotizzare che “Guida TV” non riporti informazioni in quanto duplicate…

In ogni caso, mancano talmente poche ore che solo stasera potremo avere una risposta. Oggi è la giornata contro il cancro, il che mi fa temere per la messa in onda di Report, ma la serietà dei loro giornalisti mi fà sperare di potermi incazzare (eh si…) anche stasera…

Update: apprendo ora dal forum (che non avevo evidentemente frugato a sufficienza) che la puntata di Report sarebbe slittata alla prossima settimana. Peccato che “Guida TV” non copra che 6 giorni -.- La notizia viene comunque confermata da LoSpettacolo.it. Pazienza…

PD e primarie, qualche considerazione

Le Primarie del PD a Carpi Di Partito Democratico e del risultato delle primarie di ieri, ne stanno parlando un po’ tutti, e per questo mi sarei volentieri astenuto dal commentare ulteriormente (ho ben poco di nuovo ed originale da aggiungere, temo, anche perchè non sono andato a votare), ma visto che avevo gettato il sasso e non sono solito nascondere la mano, qualche considerazione va’ fatta, alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi, e “del risultato”.

Il primo argomento da toccare, è certamente quello dell’affluenza alle urne. Se la vittoria di Veltroni sembrava piuttosto scontata già alla vigilia, un’affluenza di (stima) 3,3 milioni di persone è decisamente qualcosa che andava al di là delle più rosee aspettative, triplicando di fatto il numero di persone attese alle urne. I motivi che hanno portato a questo risultato sono diversi, ma ne voglio citare uno in particolare che mi sembra particolarmente importante: la voglia di cambiare, di partecipare. Indipendentemente che si voglia cambiare anche l’attuale governo, sono convinto che molti degli elettori che ieri si sono recati alle urne delle primarie del Partito Democratico siano stati guidati da una forte volontà di cambiamento, d’innovazione. Sicuramente la costituzione di un nuovo partito, nel quale si vedono facce nuove (ancora poche, ma cominciano ad esserci) e che si pone proprio il rinnovamento della politica e del rapporto con gli elettori come valore importante, è una buona occasione per dimostrare voglia di partecipare. Per questo motivo non c’è alcuna contraddizione nel fatto che molti degli elettori delle primarie di ieri abbiano anche partecipato al V-Day di Beppe Grillo…
Per una volta, tra l’altro, mi trovo a dissentire da quello che afferma Marco Travaglio, che questa mattina scriveva di una differenza di 1 milione di persone tra le primarie che hanno dato a Prodi la leadership dell’attuale maggioranza di governo e le primarie di ieri: alle primarie di due anni fà infatti, si presentarono al voto anche tutti coloro che, militanti o meno, erano interessati a votare l’attuale governo, che invece non venivano interessati dal voto interno al nuovo Partito Democratico.
Piuttosto ci sarebbe da interrogarsi sul valore assoluto dell’interesse degli italiani nella politica: se infatti possiamo dare per assodato che il nuovo Partito Democratico vada ad aggregare almeno un 15% dei 40.000.000 di elettori italiani, ci si chiede che scarso interesse possano avere per la politica i restanti 3 milioni di elettori che questo nuovo partito dovrebbe attrarre a se… La gente chiede di cambiare, di rinnovare, ma non è disposta a muoversi in prima persona, nemmeno quando si tratta di andare ad infilare una scheda in un’urna… Mi auguro per Veltroni e per il Partito Democratico che si tratti di disaffezione alla politica, e non di “fuge” in altre aree politiche (verso sinistra ad esempio, come capita al sottoscritto)…

Ualter Il secondo argomento è relativo al risultato ottenuto da Walter Veltroni. Con questo (annunciato) plebiscito infatti, Veltroni ha reso molto più facile la vita al neonato partito: infatti oltre ad essere una faccia relativamente “nuova” del panorama politico, oltre ad aver (da quel poco che so’) fatto un discreto lavoro come sindaco di Roma, questo largo consenso potrebbe consentirgli di tenere “incollate” tra loro, sotto il suo “controllo”, le diverse aree del partito, guidandole in un processo di avvicinamento che porti al tanto agognato meticciato politico di quest’area del centro sinistra.
Per di più, in un’ottica biecamente utilitaristica, sono contento della scelta di Veltroni, perchè è sufficientemente a sinistra da farmi sperare che riesca a tenere a bada la parte più cristiano-integralista che la Margherita ha portato all’interno del Partito Democratico, assumendo una posizione moderata, al centro del nuovo partito, e non cedendo alle provocazioni che la destra lancia, cercando di costringerlo a schierarsi con l’area di estrema sinistra o con il centro, volte essenzialmente a metterlo in difficoltà all’interno del partito in questa fase cosi delicata.
D’altra parte, non mi dispiaceva neppure la candidatura di Enrico Letta, ed il suo 10% ne fa comunque una voce importante all’interno del partito, il che è un ulteriore segnale positivo sulle posizioni che il nuovo partito assumerà.

I dubbi che mi rimangono, alla luce di quanto accaduto negli ultimi tempi, sono essenzialmente 3:
Logo PSE – L’ingresso o meno nel PSE: ricordiamoci infatti che all’ultima assemblea dei Democratici di Sinistra, quando questo partito si sciolse (perdendo il “correntone” di Mussi) per dar vita al nuovo partito, era presente anche Martin Schulz, uno dei più importanti esponenti del Partito Socialista Europeo, che era la collocazione più naturale per i Democratici di Sinistra, ma non vedeve la Margherita tra i suoi aderenti, la quale al contrario, proprio durante il suo ultimo congresso, aveva fatto dichiarare di non essere intenzionata a consentire che il nuovo Partito Democratico rientrasse in quest’area politica.

DSCN1205.JPG – La posizione riguardo alla laicità della politica (dico, ricerca…): mettere insieme l’area della sinistra progressista con l’onorevole Binetti, che fa un vanto del portare il cilicio e da dei malati agli omossessuali, non è e non sarà mai facile. Quello del rapporto con la Chiesa, con l’etica scientifica, con la ricerca ed i patti sociali saranno gli argomenti più spinosi sui quali dovrà presto confrontarsi il neocostituito partito. Sarà una prova senza appello, e auguro sinceramente a Veltroni di poter passare indenne questa fase. A me stesso invece, auguro che in quella che si preannuncia una dura lotta, la spuntino le aree progressiste…

– Le conseguenze per l’attuale governo di questo plebiscito a Veltroni: Prodi ieri sembrava piuttosto teso, e lo capisco. Veltroni si è comportato con molto tatto, ed in “campagnia elettorale” ha detto più di una volta che è sua intenzione sostenere questo governo. Ma fino a quando gli verrà consentito, dal suo neoacquisito elettorato, di non far pressioni su Prodi? E se e quando capiterà, quali saranno le conseguenze di questo gesto?

HackMeeting 2007 Day #0x02

Eccoci a casa, a raccontare di questo ultimo giorno all’HackMeeting 2007. La nottata è stata un po’ più movimentata delle precedenti, grazie anche alla maggior quantità di alcool ingerito da molti dei partecipanti (d’altra parte si vive una volta sola… e anche quella, è bene bruciarsela subito).
Ho avuto modo di intrattenere un’interessante discussione a proposito della GPLv3 insieme ad un po’ di persone interessanti (di cui si può leggere meglio altrove) subito prima della spaghettata di mezzanotte (piuttosto piccante, pare), e di un ristoratore sonno passato raggomitolato sul sedile posteriore della macchina, con il risultato di un ginocchio dolorante ed una nottataccia da dimenticare (forse è andata meglio a Danilo, che è collassato morto per qualche ora su uno dei tavoli del LanSpace).

L'assemblea finaleDomenica mattina, il LanSpace era già evidentemente meno pieno del giorno prima. Poco prima di mezzogiorno, si è tenuta l’assemblea finale, dalla quale sono emerse alcune cose interessanti, dopodichè noi (io, Danilo, C0rrado, Alessio e Bruno) abbiamo tagliato la corda ed fatto ritorno alle nostre dimore abituali, per una sana doccia (che nonostante tutto era presente anche a Pisa, come le foto possono dimostrare) ed un atteso sonno ristoratore. Da domani si ricomincia il solito tran-tran…

Qualche considerazione sulla manifestazione, la voglio fare in ogni caso, soprattutto paragonando questa esperienza a quella vissuta a Genova nel 2004 e Napoli 2005.
Innanzi tutto, ho apprezzato maggiormente l’atmosfera di questa edizione dell’hackIT; più cordialità, meno musi lunghi, meno “montati”, meno “lameri” (anche se qualcuno c’era, sigh). Forse è semplicemente dovuto al fatto che conosco più gente, quindi ho fatto meno caso agli “altri”, non saprei.

Secondo, una connotazione politico-filosofica molto più marcata rispetto alle edizioni precedenti, forse più dedite all’aspetto tecnico: privacy, controllo e poteri forti hanno tenuto ampiamente banco nei vari talks e nei discorsi dei corridoi, nell’ambito di una comunità che prende sempre maggior coscienza di se.

Tutto sommato, in ogni caso, un bilancio estremamente positivo, anche se non sotto l’aspetto tecnico, per il sottoscritto. Infatti, a causa della pigrizia e di alcune necessità logistiche, non ho avuto l’occasione di prendere parte a nemmeno uno dei talk ai quali mi ero ripromesso di partecipare. Peccato. In positivo, invece, un po’ di sano gioco ad aprire lucchetti…