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Valori selettivi

le elezioni viste dai cuccioliUna delle cose che mi fa maggiormente irritare, dei miei connazionali ma non solo, sono i “valori selettivi”: quando riguarda me, ho diritto ad una serie di cose, quando invece riguarda qualcun’altro, allora i diritti non ci sono più.
Non ho casa? La casa è un diritto, dovrebbero passarmela, o almeno darmi incenviti per acquistarla.
Mohammed non ha casa, nonostante sia cittadino italiano e lavori in Italia da oltre 10 anni? Beh, poteva starsene al suo paese, che ci porta pure via il lavoro.
Non riesco a sbarcare il lunario? Mi dovrebbero dare sussidi perché ho bambini, perché mi muovo in auto (ecologica o meno), sul motorino, un sussidio per le ferie, per il mutuo. Tasse? Manco a parlarne!

E’ sempre così: quando qualcosa ci tocca direttamente, ci indignamo e ci incazziamo. Non appena l’iniziativa piove un metro più in la del nostro bel culo pulito, non ci riguarda più e anzi, più violente sono le misure applicate, meglio è.
Ora che a Milano si è deciso che i figli degli immigrati clandestini non hanno diritto all’istruzione (Ma sono extracomunitari! Ci mangiano i bambini!), non ci sono state manifestazioni di piazza, sommosso popolari. E questo capita puntualmente: vogliamo ripensare al provvedimento razzista contro i rumeni?
Ma si, tanto poi a Natale si fa una bella donazione (addirittura 20 euro!) all’Unicef, ed il senso di colpa passa, vero?

Sarebbe ora che gli italiani cominciassero a spogliarsi di questo continuo “non mi tocca, non mi interessa”, se vogliamo che questo paese riprenda ad essere un posto vivibile…

Joe R. Lansdale – Mucho Mojo

Immagine di Mucho mojoL’avevo cominciato spulciandolo da amici diverso tempo fa (ad agosto) e solo recentemente l’ho davvero preso in mano e cominciato a leggerlo nel vero senso della parola. Mi aveva incuriosito, prima ancora che la trama, lo strano modo narrativo, una prima persona, molto naif (il narratore è Hap Collins, l’unico “bianco” del giro), e con un velato senso dell’umorismo che Lansdale non smette fino all’ultima pagina.

Il risultato è un romanzo davvero molto bello, un noir da manuale, in cui una trama violenta e crudele trova spazio tra le considerazioni e le riflessioni che il lettore fa su una società razzista e classista, sul degrado sociale e sull’assenza di speranza che Lansdale dipinge.

Commento su Anobii.com:

Un bellissimo romanzo “noir”, di quelli da manuale. La trama non è particolarmente brillante, pur riuscendo a celare sorprese fino alle ultime pagine, ma il dipinto che Lansdale riesce a fare del razzismo nella società americana (a vari livelli) è assolutamente un capolavoro.

Living Library: parlare con i libri

Books to be returned...Ieri, mentre andavo da un cliente, ascoltavo Radio Popolare, dove era in corso la trasmissione Jalla! Jalla!, dedicata a costume e società. Uno degli interventi mi ha particolarmente colpito per la bellezza dell’idea alla base (e per il fatto che c’entra con i libri :P), la Biblioteca vivente.

L’idea è quella di assimilare alcune persone (anonime tra l’altro), che possono vantare esperienze particolari, a dei libri. I visitatori della Biblioteca Vivente possono “prendere in prestito” un libro per mezz’ora, e questi gli racconterà la propria esperienza di vita. Un’occasione per poter incontrare un “rom”, o uno “studente fuori corso”, una “lesbica”, un “disabile” (o di grande attualità, un “tifoso di calcio”, “poliziotto che sparò sulla folla colpendo un ragazzo”), e poter ascoltare la sua storia di vita, la sua esperienza vissuta in prima persona, poter capire una realtà guardandola da dentro e non dalla sua “copertina”, trovo che sia un’esperienza dal valore incommensurabile.

L’idea è proposta e sostanuta dal comitato per la campagna Tutti uguali tutti diversi di Torino, città dove si è svolta la prima edizione italiana della manifestazione, inizialmente proposta da una ONG danese. L’esperienza è stata poi ripetuta in forma più ampia durante il Melting Box, sempre a Torino, poco meno di un mese fa (22-24 ottobre).
Il prossimo appuntamento sarà a Bologna, il 10 dicembre.

Civilissima Italia…

Proprio ieri scrivevo di razzismo, di immigrazione, di Rumeni, di provvedimenti dello stato dopo la morte della povera Giovanna Reggiani. Ne riparlavo oggi, a pranzo, con Laura (che ha posizioni alquanto differenti dalle mie, su questo aspetto).

La mia paura principale, ieri, oggi, era il linciaggio mediatico/politico che è stato montato nei confronti della comunità rumena in Italia. Scrivevo ieri, relativamente alle affermazioni di Veltroni (ma vale anche per quelle di Prodi e degli altri politici che più o meno indistintamente si sono espressi sulla vicenda) che

poco valgono, nell’orgia mediatica, le precisazioni da lui fatte relativamente ai tanti rumeni che invece vivono e lavorano civilmente nel nostro paese.

Ed evidentemente era una paura giustificata, visto che una decina di ignorantissimi razzisti (italianilidl-torbellamonaca-rom.jpg), per di più vigliacchi (hanno agito a volto coperto), hanno aggredito nel tardo pomeriggio 4 rumeni nel parcheggio di un centro commerciale di Tor Bella Monaca, con pugni, bastoni, spranghe e coltelli, spedendone tre all’ospedale, uno dei quali in fin di vita.

Ora, io questa reazione me l’aspettavo. Conosco i miei connazionali, era nell’aria. Era nell’aria da tempo, non solo dopo le parole dei politici di ieri. E’ nell’aria da anni, con la Destra e la Lega costantemente impegnate a fomentare l’odio razziale, a promuovere fiaccolate “contro l’Islam”, leggi discriminatorie e via dicendo. Ma certo le parole di ieri hanno un peso importante su quanto avvenuto oggi pomeriggio.

E allora mi chiedo: Veltroni, oltre al condannare il gesto di oggi (ci mancherebbe altro), al voler precisare (in ritardo ed inutilmente perchè il messaggio non passa) che si appella “ai valori della convivenza civile e non della vendetta”, non si sente un po’ colpevole di quello che è successo? Non è il caso di pensare più a lungo, a come proporre delle iniziative, prima di mettere in mezzo qualche innocente? Perchè c’era modo di dirlo diversamente… bastava riflettere e non agire d’impulso… qualcosa che mi aspetto che un Politico del Suo calibro sappia fare…

E lo stesso vale per tutti gli altri politici che ieri ed oggi si sono espressi duramente contro una comunità nel suo complesso, relegando le doverose precisazioni ai margini se non addirittura tra le righe delle proprie affermazioni… l’abolizione del meccanismo della “vendetta” è stata una delle più grandi conquiste dell’umanità negli ultimi secoli, eppure oggi stiamo rapidamente regredendo allo stato dei nomadi arabi del deserto che la praticavano come forma di giustizia privata.

A quando il ripristino della pena capitale in Italia? Quanti italiani sarebbero pronti a votarlo?

Questa nostra (xeno)fobia diffusa…

are we so different?Stiamo attraversando un periodo storico difficile; un periodo storico che vede il mescolarsi delle culture, l’apertura delle frontiere (non solo quelle fisiche), un mondo che evidentemente ci spaventa, fa aumentare quella naturale paura del “diverso” che tutti noi abbiamo. Se a questo aggiungiamo l’abitudine della mente umana a trarre conclusioni dal particolare visibile ignorando il generale noto, il pasticcio è fatto.

Il razzismo xenofobico, in Italia, ha raggiunto livelli che non mi sarei mai aspettato, coinvolgendo anche persone sulle quali avrei fatto, un tempo, affidamento.
Avendo vissuto parecchi anni all’esterno, ho ben presente il significato di essere “il diverso”, “lo straniero” e come tale essere giudicato, valutato, considerato. E’ forse un’esperienza che dovrebbero fare molti dei miei connazionali, e che purtroppo viene loro preclusa dalla vita (occasioni perse, ignoranza, povertà…).

Solo di ieri, l’ultimo caso: una donna, a Roma, è stata seviziata e ridotta in fin di vita (apparentemente) da un ragazzo ventiquattrenne di origine rumena. Si tratta senza dubbio di un atto incivile, di qualcosa di illegale, e come tale, nel momento in cui verrà provata la colpevolezza dell’accusato, punito. Ma questo, a prescindere dalla nazionalità dell’accusato!
Invece Walter Veltroni, sindaco di Roma, si è ieri scagliato “contro i rumeni”, visto che a poco valgono, nell’orgia mediatica, le precisazioni da lui fatte relativamente ai tanti rumeni che invece vivono e lavorano civilmente nel nostro paese.

E naturalmente (come poteva non essere cosi) oggi è la Destra a ribadire il concetto, chiedendo (ancora) nella persona del lidear di AN Gianfranco Fini (che ha oggi sfruttato ampiamente, mediaticamente parlando, quanto successo ieri) che vengano espulsi non solo i cittadini rumeni autori di delitti, ma anche coloro che non hanno un reddito e mezzi certi di sostentamento.

E gli italiani senza reddito e mezzi di sostentamento certi? Sono forse meno pericolosi? Fini si illude forse che cacciando dall’Italia tutti gli stranieri avremo un’Italia migliore? Cercare di risolvere i problemi coprendosi gli occhi e accusando la persona più lontana di essere l’artefice di tutti i nostri mali, addossando di riflesso alla sua comunità tutto il peso delle nostre paure, tutto l’odio represso dei nostri concittadini, non aiuterà questo disperato paese…

A casa tutti sti italiani!!!

Fonte: [Sparatoria dopo una lite, muore bimba – Corriere della Sera]
Una bambina polacca di 5 anni, Carolina, è stata uccisa accidentalmente con un colpo alla testa sparato da un uomo che, in precedenza, aveva litigato con il padre della piccola. Il fatto è accaduto la
scorsa notte a San Paolo Belsito, un piccolo centro del Nolano, in provincia di Napoli. L’assassino in nottata si è costituito ai carabinieri.

Adesso basta! Non se ne può piu! Tutti sti italiani di m***a che stanno a casa nostra ad ammazzare la nostra gente! Mandateli tutti a casa o bruciateli vivi nelle case, non se ne può piu!
Che poi puzzano pure!!

(In alternativa, posso fornire una versione in cui si accusano gli immigrati di non lasciarsi uccidere con sufficiente silenzio. Preferivate, razzisti $@½&7Qdfed# ?)