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Sono d’accordo con il papa!

papa treSembrerà incredibile, ma una volta tanto sono d’accordo con il Papa. Forse lui non la vede come me, ma le parole che ha pronunciato ieri a Roma durante l’Angelus sono assolutamente condivisibili:

Rispettare, tutelare e promuovere la vita umana sia prima della nascita che nella sua fase terminale

Sono pienamente d’accordo con il pontefice: è necessario evitare inutili sofferenze a coloro che non hanno più speranza di vita, così come l’odio di un figlio non voluto agli sfortunati che nascono a seguito di violenze sessuali (ad esempio), o dalle violenze morali ed etiche che ogni giorno subiscono le persone omosessuali. Anche questo è rispetto della vita, papa Ratzinger, o no?

Il pontefice non dimentica neppure le vittime delle odierne violenze in Kenya ed in Iraq, e si unisce poi all’invito dei vescovi italiani “nell’incoraggiare quanti, con fatica ma con gioia, senza clamori e con grande dedizione assistono familiari anziani o disabili, e a coloro che consacrano regolarmente parte del proprio tempo per aiutare quelle persone di ogni età la cui vita è provata da tante e diverse forme di povertà”. Sono gesti di un valore incalcolabile, un messaggio con il quale non si può non sostenere apertamente.

Purtroppo la Chiesa dimentica da troppo tempo di condannare apertamente la pena capitale (non è forse una vita da rispettare anche quella?) e le violenze dei suoi preti, nonché di sostenere efficacemente l’uso del preservativo, che tante vite può salvare e che troppo spesso viene ancora oggi “scoraggiato”, proprio la dove serve maggiormente, dai missionari cattolici .

Ratzinger, cosa ti aspettavi?

La Sapienza  La notizia da cui prendo spunto è che una settantina di scienziati dell’Università “La Sapienza” di Roma hanno inviato una lettera al rettore dell’istituto romano chiedendo che il discorso di Papa Ratzinger, inizialmente previsto al termine della cerimonia di apertura dell’anno accademico, non si tenga. Naturalmente la replica del Vaticano è immediata, e definisce “assurdo contestare il papa”.

Ora, tralasciando il far notare come il papa sia infallibile solo per i credenti, e questo almeno coloro che si occupano di pubbliche relazioni in Vaticano dovrebbero saperlo, la lettera degli esimi scienziati romani non mi stupisce minimamente.
Pur ritenendo infatti che la libertà di parola debba essere garantita a tutti, compreso il santo padre (nonostante le opinioni a me poco gradite che il papa va pronunciando da lungo tempo), e che sotto questo profilo il discorso a cui si fa riferimento nell’articolo sia da confermare, quella degli scienziati romani è la prevedibile reazione alle miopi dichiarazioni che quotidianamente la Santa Romana Chiesa Apostolica rilascia, spesso e volentieri aspre e duramente critiche nei confronti proprio di quella scienza che ora si ribella.

Quando si viene a sapere (dalla lettera in questione) che:

Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella città di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”

ci si può forse aspettare che venga accolto a braccia aperte in Università? Non si tratta di censura (di cui per altro la Chiesa ha una secolare esperienza), ma di una normale reazione alle continue ingerenze ecclesiastiche nel dibattito scientifico (stavolta non parliamo di politica, ma il discorso non è diverso), alle accuse che anche di recente hanno visto protagonista proprio il Santo Padre.

In ogni caso, che il papa si faccia parlare. Non è giusto, come dicevo, impedire a lui di esprimere le sue opinioni, cosi come non fu negata libertà di parola ad altri fautori di teorie anche decisamente meno illuminate. Che la Chiesa non si stupisca però nell’assistere a queste reazioni, perché cominceranno a moltiplicarsi se persevererà con questo atteggiamento da “partito politico” (e non venitemi a dire che non si comporta da tale, quando si piega persino alle più becere manovre a livello di comunicazione, quali attaccare pubblicamente Veltroni salvo poi far ritrattare in sordina dall’ufficio stampa).

Silenzio e riticenza: questi i nostri media

Ormai al silenzio mediatico ci stiamo abituando.

Le persone che mi stanno vicine, non si stupiscono nemmeno piu quando riporto loro l’ennesimo caso di censura mediatica. Il mondo della televisione italiana (praticamente “il media” per oltre 30.000.000 di italiani) è molto peggio di quello della prostituzione. Non solo per denaro, anche per potere o per semplice ricatti, ma alla fine quello che non deve passare non passa.

Il mondo di internet sta cercando, in qualche modo, di cambiare questo stato delle cose, ma l’informazione su internet (e lo stesso accesso alla rete) rimane un privilegio di pochi (pochissimi) eletti. Qui si entrerebbe nel campo del “digital divide”, e non è il caso (stavolta) addentrarvici.

Il mio intento invece è quello di fare “informazione”, nel mio piccolo. Di segnalare un interessantissimo documento della BBC che riguarda Chiesa e pedofilia, coinvolgendo in prima persona anche il cardinale Joseph Ratzinger, noto anche come papa Benedetto XVI, il quale ha avuto un ruolo fondamentale nella vicenda, rinnovando il Crimen Sollicitationis (di cui si parla ampiamente nel video che riporto), documento vaticano che vieta ai cattolici di denunciare e testimoniare reati sessuali da parte di esponenti della Chiesa, pena la scomunica. Un video di una mezz’oretta, davvero interessante, pubblicato non da un pinco pallino qualsiasi, ma dall’autorevolissima BBC, che non ha trovato alcuno spazio sui media nazionali. Strano eh? Beh, trova spazio (anche) qui.

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Altra notizia da dare, è quella della condanna dello Stato Italiano (della quale potete trovare alcuni riferimento in questo articolo di Matteo Flora) per i fatti del G8 di Genova, anche questa passata assolutamente in sordina. Il 4 maggio infatti, il Ministero dell’Interno è stato condannato dal giudice Angela Latella, del tribunale di Genova, in relazione al pestaggio dell’attivista della rete Lilliput Marina Spaccini da parte di due polizziotti, il pomeriggio del 20 luglio 2001, in Via Assarrotti. La Spaccini, pacifista cinquantenne che si trovava tra quelle persone con le mani dipinte di bianco ad urlare “Non violenza!”, non vedrà altro che un misero risarcimento (5000 euro), ma il fatto è di quelli che lasciano il segno; viene infatti condannato il pesante velo di omertà che ha coperto i fatti del G8, vengono condannate le reticenze ed i depistaggi. Un estratto della sentenza:

Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un’iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l’ordine pubblico gravemente messo in pericolo.

E non finisce qui: perché un’altra notizia che è passata in assoluto silenzio (fatta eccezione per alcuni paragrafetti sull’Unità ed il Corriere) è quella della condanna in appello a 2 anni per Marcello Dell’Utri (braccio destro di Berlusconi) e Vincenzo Virga per tentata estorsione. Marco Travaglio, come al solito, non si tira in dietro quando c’è da parlare, ed ecco il suo articolo che spiega sicuramente meglio di quanto non potrei farlo io le implicazioni ed il silenzio che circondano questa condanna.