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Informazione dal basso? “Usare con cautela”

Anni '70 La bozza di questo post ha ormai una certa età: diciamo alcuni mesi. In tutto questo tempo l’ho aperta spesso, l’ho riletta, riscritta, stravolta, ripensata, ogni volta tentennando sul pubblicarla o meno. Stavolta ci provo, lo pubblico.

L’argomento è delicato: la sempre maggior diffusione di Internet nella case dei nostri concittadini (ma il discorso vale analogamente allargato al mondo intero, in qualche modo), l’incremento di notorietà ed uso di strumenti quali social network e blogs stanno portando alla luce una nuova fonte di informazione, costruita dal basso stavolta, ma pur sempre “media”. Non voglio entrare nel merito, stavolta, della difficoltà di districare da questa immensa matassa le informazioni di qualità (aspetto per altro che ho già avuto modo di toccare in diverse occasioni), ma puntare piuttosto il dito sulla responsabilità che questa parola (“media”) comporta e di quanto spesso si fatichi a prenderne coscienza.
Il sogno (utopia?) di un’informazione realmente partecipata, imparziale, umana si trova oggi di fronte alla necessità di fare un “salto di qualità” al fine di poter acquisire lo status di “media”: si tratta proprio della presa di coscenza della responsabilità, del potere che l’informazione ha nella nostra società.

La chiamiamo “Era dell’Informazione” non a caso: al giorno d’oggi l’informazione ha ripercussioni incredibili e dirette sulla società. Pensiamo semplicemente ai rifiuti di Napoli: c’è stato, appena prima delle elezioni, un battage insistente e violento sulla questione. Poi il Governo Berlusconi è stato eletto, ha dichiarato di aver risolto la questione e la copertura mediatica si è praticamente azzerata. Nelle menti di tutti c’è la sensazione che, in un modo o nell’altro, tra scontri e imposizoni, la questione sia risolta nel suo complesso. Basta però fare una telefonata ai nostri conoscenti nella zona, magari in periferia, o semplicemente fare qualche ricerca su Google News, per scoprire che la realtà è un’altra, che la spazzatura è ancora la (tranne nel centro storico). Lo stesso discorso vale per il problema “sicurezza”, tema sul quale l’attuale Governo ha (stra)vinto le elezioni e che oggi passa in secondo piano, apparentemente risolto, senza che vi sia stato, in realtà, alcun apprezzabile miglioramento.

Questo è il potere dell’Informazione ed è importante che chi, nel mondo dei blog ma non solo, ha velleità di fare informazione ne prenda profondamente (e rapidamente) coscienza. Le fonti da cui attingere sono tante, tantissime, ma il problema è sempre li: verificare, usare la testa, cercare conferme, essere prudenti.

La linea che divide il Giornalismo e la Demagogia è sottilissima. E’ importante imparare a comprenderla e individuarla; solo allora potremo sperare di dare al nostro Paese un’informazione impariziale e partecipata. Prima, non proviamoci nemmeno.

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