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Si può essere più stupidi?

minicicciolo.jpgVivo in uno dei comuni dell’hinterland milanese, Cinisello Balsamo, in un condominio di villette a schiera molto carino e ordinato, un posto da “gente agiata” (la casa è stata acquistata tanti anni fà, e per fortuna all’ora costava molto meno). La villetta che occupo è una delle 8 villette d’angolo, con il giardino a lato della casa (gli altri ce l’hanno solo dietro) e specificamente una delle 4 centrali, per cui a fianco al mio giardino ho quello di un altro dei fortunati possessori di una villetta d’angolo.  I miei vicini di casa sono persone rispettabili, non particolarmente socievoli ma non certo fastidiosi: andando a memoria, lui dovrebbe essere architetto. Li conosco da quasi 15 anni, da quando cioè sono stati terminati i lavori di costruzione delle case e abbiamo cominciato ad abitare “fianco a fianco”.

Certo, i rapporti con loro non sono mai stati idilliaci, perchè avendo io vissuto all’estero per 10 dei 15 anni, ed essendo stato a casa poco o niente negli ultimi 5, non c’è stata mai occasione di stringere un rapporto degno di questo nome, ma mi sento rispettato da loro e porgo loro il rispetto che si deve a chiunque.

La loro sfortuna, è quella di avere un figlio particolarmente imbecille. Non che lo manifesti esteriormente in qualche modo particolare, ma semplicemente lo è alla prova dei fatti. Riporto un fatto accaduto questo pomeriggio.

Tornato a casa da impegni di lavoro alle 16:57 (guardato l’orologio prima di scendere dall’auto), entro in casa e mi metto a smaltire un po’ della posta elettronica che si accumula durante la giornata. La mia bella gatta, Turquoise, coglie l’occasione per andarsi a fare un giretto di ricognizione. Machia invece non può ancora uscire, non essendo stato ancora sterilizzato, e quindi è costretto a sorbirsi le mie torture quotidiane (in questo momento pisola sulle mie spalle). Passano pochi minuti, e comincio a sentire botti provenire dall’esterno. Mi affaccio un paio di volte al balcone, ma nulla. Poichè non è la prima volta che accade, ho già in mente chi possa essere il responsabile (e scommetto che l’avete capito anche voi). Alla quarta volta che esco, mentre comincio a sentire distintamente l’odore di zolfo, fingo solamente di rientrare e mi posiziono in modo che la parete laterale del balcone mi copra in gran parte, lasciando visibile, dalla casa dei vicini, solo la testa e parte del maglione (nero): praticamente invisibile, salvo che ad un occhio attento (e, oserei dire, vispo), nella penombra. Passano pochi secondi, e vedo un petardi partire dalla mansarda dei vicini ed atterrare in giardino, esplodendo pochi istanti dopo.

Con calma e flemma, mi dirigo di fronte all’abitazione dei vicini e mi attacco al campanello finchè lei non esce e mi identifica. A quel punto, fatto presente quel che accade, chiedo se sia possibile che abbia fine, anche perchè la gatta è in giro e potrebbe spaventarsi (in effetti non è ancora tornata). Mi allontano mentre la vicina balbetta qualcosa come “sentivo i botti ma non pensavo fosse lui…” e torno in casa. Dopo una ventina di secondi, ecco nuovamente piovere un paio di botti in giardino. A quel punto le minacce si sono fatte pesanti e rivolte direttamente al figliol prodigo, che ha prontamente cessato il bombardamento.

Ma è mai possibile doversi rivolgere minacciosamente a qualcuno per fargli recuperare il buon senso? E’ mai possibile che un ragazzino di 15 anni (o forse di più?) non riesca ancora a capire dove finisca il divertimento e dove cominci l’importunare gli altri? Boh…