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“Macchine indietro tuttaaa!”

And I'm Proud! Ta dah! Colpo di scena dopo colpo di scena, la politica va avanti. Se ieri la rotta era “disfiamo la Casa delle Libertà”, sciogliamo Forza Italia e raccogliamo il cento per cento dei voti degli italiani, ecco che oggi il panorama è completamente diverso. Forza Italia non si scioglie più.

Evidentemente Berlusconi si deve essere reso conto (faccio notare che io l’avevo fatto presente già qualche tempo addietro) che al potere ci potrà tornare solo (e solamente) grazie ai voti di An, Lega ed UDC (ogni volta che penso alla compagine di governo mi viene la pelle d’oca per la quantità di “cime” raccolte in queste formazioni politiche), e che andare in fuga a 1000 giorni dal traguardo non è esattamente assimilabile a quella che viene definita “accortezza tattica”.

E cosi, dopo un braccio di ferro durato alcuni giorni, ecco che il Silvio nazionale inverte la rotta, trasformando il neonato (e già defunto) “Partito delPopolo delle Libertà” in un “partito network”, aperto ad associazioni, movimenti, circoli (delle libertà) ed altre formazioni politiche, che non vogliono però snaturare le proprie identità (alcuni esempi a caso, non citati: AN, Lega, UDC).

Io non avevo mai detto che avrei sciolto Forza Italia. Me l’avevano chiesto e avevo risposto “forse”

ha detto Berlusconi al termine della conferenza stampa in cui annunciava la “road-map” del nuovo partito.
Poco importa che fosse il sito ufficiale di Forza Italia stesso a dare l’annuncio.

Visto che noi cittadini siamo dei babbei, che non riusciamo a ricordare quello che un politico dice da una settimana all’altra (si parlava di Editto Bulgaro negato no?), deve sembrare facile al sign. Berlusconi prenderci per i fondelli… peccato che nell’era di internet, cancellare l’informazione è più difficile che togliere i link in homepage…

E ora che faranno Bossi, Fini e Casini?

italian election Che Berlusconi non sia uno sprovveduto, lo avevamo già ampiamente capito tempo addietro. Si possono esprimere dubbi sulla sua integrità morale e/o politica, se vogliamo, ma sulla sua intelligenza politica (e non solo) ci possiamo davvero mettere la mano sul fuoco. Con la mossa di teatro di ieri sera, con l’annuncio della nascita del partito del popolo delle libertà, con l’inverosimile annuncio dei 7 milioni di firme contro Prodi, Berlusconi ha disperatamente tentato di sottrarsi ad una situazione che cominciava a farsi davvero pesante, tanto sul fronte nazionale, quanto all’interno della maggioranza stessa.

Perché un annuncio disperato?

Quando fu annunciata la nascita di Forza Italia, nel 1994, si trattò di una vera e propria svolta nel mondo della politica. In un panorama politico sconquassato da Tangentopoli (che provocò sostanzialmente la fine della DC) ed in piena crisi di consenso elettorale, lo scendere in campo di un personaggio come Berlusconi non poteva far altro che catalizzare una certa quantità di voti, risollevando le sorti di un centro-destra ormai dato per spacciato, arrivando persino a vincere le elezioni di quell’anno (grazie anche all’incapacità di organizzarsi in una coalizione del centro-sinistra).
La mossa di ieri invece, appare decisamente più azzardata da parte di Berlusconi: già il nome scelto per il nuovo partito “Partito del Popolo delle Libertà” è meno brillante dell’ormai noto Forza Italia ed il risibile ricorso a cifre da campagna elettorale, quei 7 milioni di firme che sarebbero state raccolte, fanno sentire in sottofondo lo stridere degli specchi. Negli ultimi giorni Berlusconi era stato attaccato persino dai propri alleati, che cercavano di guadagnare consenso ringalluzziti dalle “bastonate” raccolte dal leader della coalizione d’opposizione che continua (inutilmente) a far ostruzionismo politico ed a parlare di caduta imminente di un Governo che invece oggi pare più forte che mai (soprattutto se paragonato alla compattezza dell’opposizione). Proprio questa perdita di consenso anche tra i suoi “intimi” deve aver fatto prendere a Berlusconi la decisione del “colpo di teatro” a cui abbiamo assistito ieri e del quale non tarderemo a vedere le conseguenze.

Ed adesso che succederà?

La proposta di Berlusconi ha ricevuto sulle prime un univoco coro di bocciature: sia da parte del centro-sinistra (che questa mattina parla di “ammissione di una sconfitta” per bocca di Walter Veltroni), sia soprattutto da parte dei suoi alleati, con le reazioni di An, UDC e Lega che addirittura parla per bocca del suo leader, Umberto Bossi, di “un favore a Prodi”.
Ma finita la battaglia, viene il momento di contare morti e feriti: senza l’aiuto catalizza-voti di Berlusconi, il centro-destra è fisiologicamente incapace di andare nuovamente al governo. Alle ultime elezioni politiche (di maggior successo per i partiti “alternativi” della Casa delle Libertà), la somma dei voti dei tre partiti “dissidenti”, fatica a raggiungere un misero 23% (esattamente il peso di Forza Italia all’interno della coalizione) senza poter contare su ulteriori reali fonti di elettori a destra; a sinistra, Casini potrebbe provare a far razzia dell’UDEUR e dei fuoriusciti della Margherita scontenti del neonato Partito Democratico, ma senza trovare numeri sufficienti (l’UDEUR non ha raccolto più del 1.3% dei voti alle elezioni 2006).

Assisteremo quindi ad un ennesimo balletto di avvicinamento alla linea politica di Berlusconi, o Fini e Casini ritengono di poter tentare il colpaccio? La seconda possibilità mi sembra piuttosto improbabile, conoscendo l’intelligenza politica di entrambi i leader.
La Lega nel frattempo ha già annunciato colloqui con l’Unione sulle riforme (per favore tenete fuori quei razzisti dal Governo e da qualsiasi proposta elettorale futura!!), tanto per chiarire il proprio interesse nella nuova formazione politica (che comunque scarso interesse susciterebbe sul medio elettorale del carroccio)