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Standard OpenXML?

Punto-Informatico da oggi notizia che sembrerebbe esserci stato un primo passo, da parte della ISO, verso la standardizzazione ufficiale di OpenXML.
Ci tengo a ribadire, prima ancora di cominciare il discorso, che non ho nessuna particolare antipatia nei confronti ne di Microsoft, ne dell’ISO, ne tantomeno di OpenXML in se per se (visto che poi qualcuno cercherà comunque di mettermi in bocca questi concetti, vedo di essere chiaro sin da buon principio).
Le mie obiezioni in materia sono diverse, non ultimo, il fatto che esiste già uno standard documentale funzionante e standardizzato (si chiama ODF) per cui non vedo la necessità di averne un secondo. E’ sufficiente che Microsoft integri (esiste già, lo ha commissionato lei stessa) il convertitore ODF-OpenXML nelle proprie suite per l’ufficio, ed il gioco sarebbe risolto.
Invece no. Si spinge uno “standard” composto da 6000 pagine, in un orribile balletto “politico” che mi ricorda un po troppo da vicino il discorso fatto con i brevetti software.
Ha senso uno standard i 6000 pagine? Lo si può definire standard? Uno standard dovrebbe avere come fine ultimo la garanzia dell’interoperabilità, la costituzione di un’interfaccia chiara ed implementabile per tutti gli operatori che vogliono usare quello standard. 6000 pagine sono “chiare ed implementabili”? Che bisogno c’è di 6000 pagine di testo, quando lo standard ODF ne prevede forse un centesimo?
Soprattutto, che senso ha portare avanti uno standard bacato ancora in fase di progettazione (qualcuno quelle 6000 pagine se le è lette ed ha scoperto che il calendario gregoriano è gestito in modo scorretto)?
Microsoft è davvero intenzionata a lasciar usare lo “standard” royalty-free oppure (come capitato con i .doc) comincerà a pretendere un balzello per ogni documento esportato in quel formato?
Se poi intendono implementare il loro stesso standard come hanno fatto con gli altri standard “de jure” o “de facto” che siano (HTML? CSS? Javascript?), penso che aggiungeremo un ulteriore livello di incompatibilità tra i vari applicativi per l’ufficio, come se non ce ne fossero già a sufficienza…

Mi chiedo se capiranno mai…

La notizia riportata questa mattina da Punto Informatico non è certo una di quelle che destano scalpore, per coloro che seguono con un minimo di continuità le vicende legate al software in ambito europeo. La Commissione Europea si è piu volte pronunciata in materia di concorrenza nei confronti di Microsoft, e questo non è che l’ultimo (in ordine temporale, non in assoluto) step di un lungo cammino che è cominciato nell’ormai lontano 2004.

Stavolta a Microsoft viene contestato il non aver rispettato le indicazioni già date dalla Comunità Europea, secondo le quali i protocolli che Microsoft sottopone (negli USA) a brevetto e per l’uso dei quali richiede il pagamento di una licenza, non sono sufficientemente innovativi da poter prevedere questo genere di retribuzione.

La risposta di Microsoft, già allora, fu la presentazione di una documentazione di 1500 pagine. Questo mi ricorda da vicino la richiesta di standardizzazione del formato OpenXML (Open per modo di dire), della modesta dimensione di 6000 pagine (come riportatoci da Leon Shiman, consulente del governo del Massachusetts, nell’ambito dell’incontro “Milano chiama Boston“. Sembra diventare un’abitudine standard da parte di Microsoft, quella di proporre una voluminosa documentazione all’ultimo minuto. Anche io, nel mio piccolo, mi sono imbattuto in questo atteggiamento del “braccio politico” di Redmond. Ora la mia domanda è: perchè? Pensano forse che nessuno si prenda la briga di leggere il malloppo, e tralasci, avvallando? Forse non si sono resi conto che i tempi sono cambiati…

Colgo inoltre l’occasione di questo post, per esporre un ulteriore considerazione. Ho acquistato il numero di Marzo della rivista “PcWorld” in quanto vi ci trovo il primo articolo da me scritto a nome di OpenLabs (il tema è quello di Drupal-5.0) nell’ambito di una collaborazione tra l’Associazione e la rivista, e ci ho trovato la solita campagna pubblicitaria “Get the Facts” (che ormai da tempo ci assilla) in cui Microsoft annuncia come la Borsa di Londra abbia scelto Windows 2003 Server per i propri sistemi. Niente da ridire sulla scelta, comprendo perfettamente le ragioni esposte dal responsabile nell’articolo riportato dalla pubblicità, ma mi chiedo quanto Microsoft abbia taciuto del reale rapporto di cui lo stralcio viene riportato. Novell ha infatti mostrato come la pubblicità citata sia di fatto ingannevole. Perchè non interviene qualcuno? Non chiedo che Microsoft non faccia pubblicità ai propri prodotti, ci mancherebbe altro. Ma quantomeno bisogna essere leali.

D’altra parte, il fatto che la Commissione stessa annunci che è di fatto la prima volta che si trova di fronte ad un’azienda che non rispetta le decisioni dell’AntiTrust europeo, la dice lunga in merito.