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Un caso di eccellenza scolastica

RoveretoGiovedi sono stato a Rovereto (Trento) a tenere, per conto di AICA, una lezione sul modulo 2 della certificazione IT Administrator. Sovvenzionato dalla Provincia, il corso è rivolto ad un gruppi di professori di alcuni istituti (soprattutto tecnici) della zona, analogamente a quanto era già stato fatto in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto, e via discorrendo.

Ho così avuto modo non solo di farmi una “scampagnata” pagata in Trentino Alto Adige, con un panorama mozzafiato di monti innevati e aria buona (rispetto a quella di Milano, effettivamente, anche Bombai potrebbe avere “aria buona”), ma anche di toccare con mano la realtà dell’ITIS Marconi di Rovereto (dove si è tenuto il corso).

Grande parcheggio all’interno della scuola, curato e in  ordine, a disposizione di studenti ed insegnanti (tutti parcheggiati correttamente tra le righe).
Accesso wireless protetto da WPA Enterprise (la versione a certificati, per intendersi), sistema informatico dell’istituto in grado di dirmi che lezione sta svolgendo al momento un certo professore e in che aula dovrei trovarlo.
Il laboratorio dove si è tenuto il corso prevede una ventina di macchine nuove (con Windows a bordo, ma questo era prevedibile e non ho indagato sulla presenza di un dual boot), con un bel monitor lcd di buona qualità, passacavi ben ancorato ai banchi, prese dedicate per ogni computer, e via discorrendo.

La cosa che mi ha lasciato più favorevolmente colpito, soprattutto memore di quanto accaduto in diversi altri corsi simili, è che per i professori quello che ho presentato in un pomeriggio (sistemi operativi Linux lato client) era effettivamente un ripasso di nozioni già note (molti di loro avevano linux sul proprio portatile), al punto che ho potuto divagare su argomenti un po’ più tecnici (e divertenti). Insomma, una realtà davvero notevole, in un panorama scolastico che normalmente lascia “un po’” a desiderare, anche in altre regioni “a statuto speciale”…

Ci muoviamo?

Il progetto di legge sulla Politica del Software in Regione Lombardia langue ignorato ormai da lungo tempo sul tavolo di qualche politico più o meno influente in Via Fabio Filzi a Milano.

I motivi del suo languire sono molti (e molti è meglio che siano taciuti, per non incorrere in denunce), ma in parte era previsto. Ora però, è venuto il momento di cercare di dare una smossa alla questione, e la prima mossa viene proprio dai partecipanti al tavolo: ci siamo trovati settimana scorsa e concordato il testo dell’appello, che ora invitiamo i cittadini lombardi sensibili all’argomento del software opensource, dei formati aperti e degli standard, a firmare.

Il progetto di legge presentato, non vuole accordare un privilegio al software opensource nella Pubblica Amministrazione lombarda, ma chiedere che sia equiparato al software proprietario, ponendo un accento importante su accessibilità, apertura dei formati e rispetto degli standard.

E’ importante che ci sia della mobilitazione su questo argomento, quindi forza. Cliccare, bloggare, spammare! 😛

http://www.marcellosaponaro.it/appelli/index.php?ade_id_app=4

Nokia vuole comprare Trolltech

Nokia N95 8GB 5M Carl Zeiss Tessa OpticsLa notizia è di quelle “bomba” per il mondo dell’opensource, e infatti il tam tam si sta rapidamente allargando: Nokia si è accordata con Trolltech, azienda che sviluppa e rilascia le librerie QT sulle quali è basato l’intero ambiente desktop KDE, il più usato dagli utenti Linux europei, per fare un’offerta amichevole di pubblico acquisto, che la porterà a detenere una quota di maggioranza dell’azienda norvegese.

Le motivazioni che spingono Nokia a questa mossa sono piuttosto difficili da comprendere, di primo acchito: disponendo infatti di una propria versione del sistema operativo per telefoni cellulari Symbian, utilizzando già le librerie GTK e un ambiente derivante da Gnome per i suoi tablet pc, Nokia potrebbe essere stata attratta da QTopia, il software di interfaccia per palmari di Trolltech, sviluppato anch’esso a partire dalle librerie QT.

Tenendo presente che le librerie QT4 sono state recentemente rilasciate sotto licenza GPLv3 (il che mette gli utilizzatori in una vera botte di ferro, se non bastasse la lettera aperta di Trolltech in questo senso), direi che una simile m ossa di un player così importante come Nokia nel mercato dell’opensource (Nokia non è certo nuova nel giro) non può che essere un (ennesimo) segnale positivo…

Firefox riprende a correre

La fine dello scorso anno non era stata ricca di soddisfazioni per la Mozilla Foundation: dopo il “balzo in avanti” della prima metà dell’anno, in cui le “quote di mercato” (relative all’Europa) di Firefox erano passate dal 23% al 27,4% di giugno, la percentuale di adozione del browser libero per eccellenza si erano stabilizzate, facendo marcare 27% ad ottobre (con un calo di 0,7% rispetto a settembre che fece levare non pochi mormorii).

Novembre e dicembre hanno invece fatto segnare un nuovo incremento sostanzioso della diffusione di Firefox, tanto che la cifra che Xiti Monitor indica per dicembre è del 28%, con un incremento di 0,7% rispetto a novembre. Tutto questo nonostante il (prevedibile) languire di “new features releases”, dato che la venuta di Firefox-3 è sempre più vicina.

Le quote guadagnate da Firefox sono sostanzialmente state perse da Internet Explorer, che nell’ultimo mese del 2007 ha fatto segnare un pesante -0.9%, assestandosi sul 66,1% delle visite raccolte da Xiti Monitor (un campione di 112018 siti web): il restante 0.2% è andato ad ingrassare il 3,3% del terzo browser per diffusione, Opera.

Come sempre, le cifre che Xiti Monitor fornise sono ben circostanziate e documentate. Particolarmente interessante è il grafico che riporta le diverse percentuali di diffusione di Firefox nelle varie nazioni europee e nei vari continenti del mondo.
Si (ri)scopre così che in Finlandia la diffusione di Firefox sfonda la soglia del 45%, che in Slovenia la manca per pochi decimali, in Polonia tocca quota 42,4%, in Slovacchia il 41,2%, Ungheria 40,3%, e via a seguire Estonia, Repubblica Ceca, Grecia, Germania, Romania. Solo 22a l’Italia con il suo modesto 21,7%.
Mi viene naturale chiedermi le motivazioni di questa distribuzione così ampiamente differente tra i vari paesi. Non si può neppure far ricorso alla classica esterofilia nordica che vorrebbe essere più tecnologicamente avanzati i paesi nordici rispetto a quelli latini, visto che Svezia (26%), Norvegia (19,7%) ed Inghilterra (17,2%), non brillano certo da questo punto di vista.

Altro dato particolarmente curioso riguarda la versione di Firefox e Internet Explorer rilevate: mentre l’adozione di Firefox-2 sul totale sfiora il 93%, solamente il 46% degli utenti di Internet Explorer utilizza l’ultima (e decisamente più sicura) versione, la 7, nonostante questa venga automaticamente installata in fase di aggiornamento da parte di Microsoft Windows (unico sistema operativo su cui d’altra parte gira IE6). Viene da chiedersi, a questo punto, se il restante 54% di utenti che ancora utilizzano Internet Explorer 6 siano semplicemente coloro che fanno un utilizzo “incoscente” di internet (e talmente sprovveduti da non aver aggiornato il sistema operativo da tempo immemore) mentre gli utilizzatori di Mozilla Firefox, costretti ad una scelta chiara e coscente nell’installazione di Firefox, abbiano poi maggior cura nel tenerne aggiornate le funzionalità.