Archivi tag: nokia

Quali strategie per i big dell’informatica?

iPhone Ogni tanto mi piace fare considerazioni completamente infondate sulla situazione dei grandi colossi dell’informatica, cercando di immaginare la situazione in cui si trovano e come potrebbero strategicamente muoversi in un prossimo futuro, anche alla luce degli avvenimenti che quotidianamente “sconvolgono” il mondo dell’informatica. Ecco i risultati delle mie elucubrazioni più recenti:

  • Microsoft: non si potrebbe non cominciare l’analisi del panorama informatico mondiale se non partendo dal colosso di dimensione maggiore, Microsoft. Con un monopolio de facto per le mani, il più grande problema di Microsoft è quello di continuare a guadagnare abbastanza da mantenere in vita il gigante che rappresenta, con l’enorme difficoltà dell’essere fin troppo dipendente dal mercato: un’azienda infatti che rappresenta di per sé il 90% del mondo dell’informatica, non può non risentire anche della benché minima flessione del mercato. I consumi calano del 2%? Microsoft sta perdendo milioni di dollari. Ecco allora che diviene necessario adottare non solo le vecchie care strategia legate all’obsolescenza programmata (nella quale rientra per altro anche la questione OpenXML), ma anche attaccare frontalmente nuovi mercati (come ad esempio quello del web), già che quello dei sistemi operativi è saturo o in saturazione, dal punto di vista di Microsoft, e le vendite di Vista pesano come macigni.
    Così si spiega quindi l’idea di acquistare Yahoo!: sfruttare una realtà già esistente (benché pagata profumatamente) per acquisire d’un colpo struttura, prestigio, pubblicità e competenze, alla quale aggiungere poi miliardi di investimenti per fare una reale concorrenza al verò protagonista del mondo del web: Google.
  • Google: è il colosso in maggior espansione. Il mondo dell’informatica va sempre più rivolgendosi infatti verso il web, verso l’integrazione tra servizi e device più o meno mobili (il fenomeno del così detto “web2.0” ne è un esempio lampante) ed a Mountain View, da questo punto di vista, non possono che fare scuola: i servizi che Google offre si integrano perfettamente tra di loro (almeno in larga parte) e si continua ad investire pesantemente nell’acquisto di nuove promettenti piattaforme. Per quanto li riguarda, il periodo di espansione non è ancora terminato, e anzi i guadagni aumenteranno nei prossimi anni, con la sempre maggior incidenza della pubblicità online, la possibilità di offire personalizzazioni ai servizi già offerti gratuitamente al grande pubblico e via dicendo.
    Unica nuvola nel serenissimo cielo di Google è l’accordo tra Microsoft e Yahoo!, che potrebbe dare fastidio (non metterli in crisi, giusto una punturina d’insetto). Probabilmente anche per questo motivo Google ha osteggiato in diversi modi la trattativa, senza per altro poter realmente mettere il becco nell’affare: l’antitrust americana infatti non gli perdonerebbe una simile concentrazione di potere. Nel caso in cui la piattaforma Microsoft-Yahoo! dovesse realmente concretizzarsi, Google avrà bisogno di spingere decisamente verso una piattaforma analoga che includa il supporto di un sistema operativo completo: visto l’importante impegno di Google nel supporto e la promozione dell’opensource, viene naturale pensare a Linux (e nella fattispecie ad Ubuntu e Canonical).
  • Yahoo!: da parecchio tempo ormai nell’occhio del ciclone, il grande problema di Yahoo! si chiama indubbiamente Google. Combattere lo strapotere del colosso di Montain View sul campo dei servizi integrati, della ricerca sul web con una piattaforma analoga (seppure costantemente in lieve ritardo tecnologico) è una battaglia persa in partenza, e le cifre parlano chiaro. Tornata sulla bocca di tutti in seguito alla proposta di acquisto da parte di Microsoft (che avrebbe per altro potuto tranquillamente tentare un’OPA ostile), Yahoo! aveva in realtà già ottenuto un significativo risultato stringendo stretti legami di sinergia con un’altro importante player, Apple. Il servizio di push imap suggerito da Apple per l’iPhone 1.0 infatti era quello di Yahoo!, la sincronizzazione della rubrica tra l’iPod Touch e il web si può fare solo tramite il servizio di rubrica di Yahoo!, e in prospettiva altre strade di integrazione simile si vanno profilando (sempre che Apple non decida di mandare tutto a carte quarantotto chiudendo la piattaoforma MobileMe, cosa piuttosto improbabile).
    Indubbiamente grande valore a Yahoo! l’ha dato l’acquisto di Flickr, che le sta dando respiro, ma al situazione non potrà continuare in questo modo a lungo: se vuole sopravvivere, Yahoo! deve essere venduta (o fusa con un’altra realtà di pari prestigio) e sulla scia di questa operazione, si deve pesantemente investire, sia sulla piattaforma pubblicitaria sia sull’innovazione e l’integrazione dei servizi (il calendario di Yahoo! non esporta automaticamente gli eventi “pubblici” verso upcoming.com, vi sembra possibile?).
    Non è da escludere che Google stessa decida di sovvenzionare Yahoo! per scongiurare questa eventualità, magari proponendo semplicemente una sinergia tra le due piattaforme pubblicitarie, che compongono un mercato ancora troppo piccolo per essere oggetto delle attenzioni dell’antitrust…
    Nell’ipotesi invece che la vendita a Microsoft vada alla fine in porto (pare addirittura che da Redmond vengano pressioni affinché ci sia un cambio di cda e si prosegua la trattativa con interlocutori più accondiscedenti), il vero investimento dovrebbe essere quello di una forte (fortissima) integrazione tra il portale online di Yahoo! e il sistema operativo Windows, senza allo stesso tempo bruciare i rapporti esistenti con Apple: solo una piattaforma integrata di queste dimensioni infatti potrebbe seriamente infastidire Google.
  • Apple: è forse uno dei colossi dell’informatica che più mutamenti sta subendo. Da produttrice di computer dotati di sistema operativo, negli ultimi anni si sta trasformando in fornitrice di integrazione, soprattutto grazie ad iTunes e l’avvento del mito dell’iPod prima, dell’iPhone poi. Oggi tenta il colpaccio con l’introduzione della piattaforma MobileMe, che punta proprio ad ottimizzare e rendere concreta l’integrazione tra device mobili, pc e portatili. La strada è quella giusta, le pecche sono dovute essenzialmente all’ignorare piattaforme alternative che invece potrebbero garantire ulteriore successo proprio ad Apple (Linux su tutte) e con la scarsa (per non dire nulla) sinergia con Google, che invece potrebbe svincolare Apple dal rapporto avviato con Yahoo! che potrebbe tentare di monopolizzare questo ambito per tentare una via d’uscita dalla crisi in cui si trova.
  • Nokia: di quelle citate, è indubbiamente l’azienda che ha maggior esperienza per quel che riguarda le device mobili. Famosa per i cellulari, ha recentemente fatto importanti acquisti sul panorama del software libero (acquistando ad esempio Trolltech, o acquistando e proponendosi di rilasciare Symbian), una mossa accorta nel momento in cui il mercato delle device mobili si espande e cambia come non mai. Probabilmente l’iPhone fa paura: le possibilità che offre grazie alla stretta integrazione con il web e con il pc, l’interfaccia ben studiata e concepita, il design accattivante, sono tutti aspetti che i produttori di cellulari (e palmari) non hanno mai saputo accorpare in un unico prodotto, nonostante i vari tentativi, e che invece Apple ha saputo imbroccare al primo serio tentativo. Ora la voragine aperta va riempita: lo spazio c’è ma bisogna muoversi ad occupare gli spazi e Nokia è il candidato ideale per integrarsi insieme a Google e Linux in una piattaforma da contrapporre a quella che potrebbe vedere riunite Apple, Microsoft e Yahoo!

L’obiettivo di questo post, come potete immagianare, è proprio quello di scatenare discussione. Le congetture del tutto infondate riportate qui sopra sono il mero frutto della mia mente malata, ma potrebbero incastrarsi in un ipotetico puzzle, a disposizione di coloro che volessero cogliere qualche spunto per proporre una propria visione…

Annunci

Symbian è ora completamente di Nokia

Questa mattina è arrivata una notizia che in molti attendevano da tempo: Nokia, che tra i produttori di cellulari è indubbiamente uno di quelli che fà il più ampio uso di Symbian per i propri prodotti, ha deciso di acquistare il 52% della società che produce il noto sistema operativo, con il benestare di Sony Ericsson, Siemens, Panasonic ed in attesa di quello definitivo  di Samsung, portando al 100% la propria quota azionaria.

Dopo l’acquisto ad inizio anno di Trolltech (e quindi delle librerie Qt da essa sviluppate) e con l’arrivo imminente di Android nel mondo dei cellulari (almeno questo promettono a Mountain View quei simpaticoni di Google), senza dimenticare lo sconquasso che l’iPhone (il vecchio ed il nuovo) stanno portando, il panorama dei cellulari sta cambiando ad una velocità impressionante e Nokia sta guidando, almeno in parte, questo cambiamento. L’introduzione del wifi poi, sta portando anche ad una concreta possibilità di usare il VoIP in ambito business, aspetto sul quale sto investendo personalmente tempo e risorse (e Windows Mobile 6, da questo punto di vista, è indietro un paio di spanne).

Solo le tariffe non cambiano, lasciando l’Italia in uno stato da “terzo mondo” per quel che riguarda la pervasione della Rete sulle device portatili. Provate a cercare un’offerta hsdpa flat…

Nokia vuole comprare Trolltech

Nokia N95 8GB 5M Carl Zeiss Tessa OpticsLa notizia è di quelle “bomba” per il mondo dell’opensource, e infatti il tam tam si sta rapidamente allargando: Nokia si è accordata con Trolltech, azienda che sviluppa e rilascia le librerie QT sulle quali è basato l’intero ambiente desktop KDE, il più usato dagli utenti Linux europei, per fare un’offerta amichevole di pubblico acquisto, che la porterà a detenere una quota di maggioranza dell’azienda norvegese.

Le motivazioni che spingono Nokia a questa mossa sono piuttosto difficili da comprendere, di primo acchito: disponendo infatti di una propria versione del sistema operativo per telefoni cellulari Symbian, utilizzando già le librerie GTK e un ambiente derivante da Gnome per i suoi tablet pc, Nokia potrebbe essere stata attratta da QTopia, il software di interfaccia per palmari di Trolltech, sviluppato anch’esso a partire dalle librerie QT.

Tenendo presente che le librerie QT4 sono state recentemente rilasciate sotto licenza GPLv3 (il che mette gli utilizzatori in una vera botte di ferro, se non bastasse la lettera aperta di Trolltech in questo senso), direi che una simile m ossa di un player così importante come Nokia nel mercato dell’opensource (Nokia non è certo nuova nel giro) non può che essere un (ennesimo) segnale positivo…

L’assenza di DRM ferma Theora

missing-plugin.pngTheora, il formato video predefinito della famiglia Ogg Vorbis, era in corsa per essere il formato video standard nelle specifiche HTMLv5, la nuova versione di HTML che vedrà la luce tra qualche tempo. Il grande vantaggio di Theora rispetto ad altri formati è l’ottima qualità per bitrate, l’apertura del formato (che ne garantisce quindi la massima interoperabilità possibile); il grande vantaggio di indicare un singolo formato come standard per HTMLv5, è quello di evitare tutte le “seghe mentali” che si devono fare oggi per rendere “multimediale” il formato HTML: il pullulare di formati rende necessaria l’installazione di una certa quantità di plugins da parte degli utenti (che non sempre sono in grado di farlo), di fatto consegnando nelle mani dei grandi produttori si software (Microsoft per i wma-wmv, Adobe per i flash, e via dicendo) il controllo della multimedialità su Internet, arrivando anche ad escludere intere “fette della rete” dai contenuti multimediali, nel caso in cui un plugin per quel determinato formato non fosse disponibile su una specifica piattaforma (è il caso di alcune versioni di QuickTime).

L’introduzione di Theora in HTMLv5, quindi, sarebbe stata una interessante ed auspicabile innovazione, parificazione del campo, rendendo più uniforme la produzione di dati multimediali in internet. Purtroppo Theora (essendo ispirato da una ideologia di apertura) non prevede l’introduzione di un sistema di DRM, che invece molte major ancora richiedono (non si sono ancora rese conto di quanto sia fallimentare), e cosi la sua introduzione soccombe sotto i dicktat delle major stesse, che tramite Nokia hanno fatto presente quando la possibilità di introdurre misure di questo genere sia assolutamente fondamentale per il mercato.

La conseguenza è la sostituzione della citazione a Theora all’interno del nuovo formato con la possibilità di supportare qualsiasi formato, con l’evidente risultato di vanificare l’uniformazione dei formati di cui prima si parlava. C’era la possibilità di fare un passo avanti, e ancora una volta il DRM e le major hanno preferito restare a guardare, intontite, l’acqua che scorre via dal loro bicchiere bucato. Pazienza…