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Fregati dal DRM

Catena Verrebbe quasi da ridere, se non fossimo sul fondo del barile intenti a raschiarlo con tutte le nostre forze. Con il pretesto di lottare contro la “pirateria musicale”, le major discografiche ed i grandi distributori di musica “legale” online ne hanno inventate di tutti i colori. Il loro vero obiettivo è quello di fare più soldi possibile, indipendentemente da ciò che fosse realmente il bene degli acquirenti, del mercato, dei musicisti, di tutti fuorché il loro.

Naturalmente questo atteggiamento è sempre stato negato ed i distributori si sono sempre erti a paladini della difesa del copyright: ora che si cominciano a vedere le prime (grosse) crepe nel sistema messo in piedi, voglio proprio vedere cosa si inventeranno. La notizia è di quelle che fanno scalpore: Microsoft ha annunciato agli ex clienti di MSN Music che spegnerà  il 31 agosto 2008 i server che forniscono le autorizzazioni necessarie alla riproduzione della musica acquistata tramite questo servizio, rendendo di fatto impossibile la fruizione del contenuto acquistato.

L’ennesima dimostrazione che il DRM è un buco con il sistema anticopia intorno, e che il buco non sta (solo) nell’implementazione tecnica ma nell’idea stessa che ci sta dietro. Mi auguro che gli utenti truffati facciano causa a MSN Music e che questa sia condannata a risarcirli: tutti!

La musica “degradata”

16gb ipod touch Mi fa sorridere l’articolo di Repubblica di qualche giorno fa’ (si, lo so, sono sempre più in ritardo, che ci devo fare…) che riporta le dichiarazioni dell’avvocato Monti il quale fa notare come la “nuova legge sul diritto d’autore” prenda una cantonata (rispetto a quella precedente quantomeno) che fa dubitare addirittura che il provvedimento sia voluto:

È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro

L’articolo fa presente come, essendo un mp3 (ma vale anche per i jpeg, ad esempio) un file compresso (in quanto taglia ad esempio le frequenze non o difficilmente udibili dall’orecchio umano) e quindi degradato, questo rientri a tutti gli effetti nei limiti della legge, che attende solo un decreto attuativo per essere applicata. Inutile dire che ci si precipiterà a modificare questo passaggio della legge, soprattutto se al governo dovesse (malauguratamente) finirci il nostro buon Silvio Berlusconi (ma questa è un’altra storia).

Tenendo ben presente che si tratta solo di uno stralcio (e quindi maggiori informazioni potrebbero essere disponibili nelle righe precedenti o successive, che non ne competenze ne voglia ne tempo di leggere) c’è un aspetto che proprio non mi convince: questo stralcio di legge vieta di fatto ai possessori di un’opera coperta da copyright (e quindi qualsiasi opera), di pubblicare il proprio materiale, a titolo gratuito, sul web? Quindi niente Creative Commons (che proprio sui diritti garantiti dal diritto d’autore si basano), niente “pubblicità via mp3 e guadagno con i concerti”? Leggo molti gioire per questo “errore del legislatore”, a me sembra un’altro esempio (ovviamente estrapolando da queste due righe, quindi sicuramente mi sbaglierò) di una legge pensata male e scritta peggio

Inoltre, siamo d’accordo che la libera diffusione delle opere dell’ingegno sia fondamentale per la crescita culturale dell’essere umano. Il mio dubbio però, è sull’attribuzione: se io faccio un lavoro, spendo fatica (un esempio banale: le slides disponibili su questo blog), questa legge consente a chiunque di prenderle e mandarle in giro, senza necessariamente citare la fonte (nonostante sia esplicitamente richiesto dalla licenza Creative Commons ivi applicata). Siamo così convinti che la “libera diffusione”, nel senso di “svincolata da qualsiasi regola” sia un bene, per l’umanità e gli esseri umani? La meritocrazia va quindi a farsi benedire?

D’accordo quanto volete contro i brevetti (di qualsiasi genere siano), ma sul copyright bisogna fare molta attenzione…