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Andrea non c’è più

sunset in black and red

Le parole non bastano a descrivere quello che si prova di fronte alla morte di una persona che stimi. Probabilmente non servono neppure.

Ciao Andrea

Quante armi…

armsflow.pngRimango stupito ogni volta che trovo qualche cifra sul traffico d’armi nel mondo. Trovo che l’esistenza stessa delle armi non possa che stare ad indicare una minaccia per tutti, ma comprendo che finché esisteranno, proprio la loro (relativa) diffusione sarà necessaria per garantire un minimo di protezione proprio contro quelli che delle armi abusano.

D’altra parte, il volume che assume il traffico d’armi al giorno d’oggi è ben maggiore di qualsiasi giustificazione di questo genere. Semplicemente le armi consentono di uccidere, e per questo si comprano, per questo valgono, per questo si pagano, per questo si vendono. Punto, stop. Solo denaro, denaro e morte.
Tra l’altro, dopo una riduzione di volume attorno all’anno 2000, negli ultimi anni la vendita di armi tra paesi sta riprendendo vigore, e non credo che tutto sia da imputare ad Al-Quaeda.

Giusta la moratoria sulla pena di morte, giusti gli appelli affinchè le guerre cessino, e via dicendo. Ma se si smettesse (per davvero) di esportare armi, e si mobilitassero tutte le “forze rimanenti” nel controllo del traffico illegale, non otterremmo rapidamente molto di più? Non c’è proprio modo di essere più incisivi? Oppure semplicemente questi soldi, macchiati di sangue, sono graditi?

Sono sempre più convinto che ad uccidere, in fin dei conti, sia il denaro…

Ciao Dingo…

dingo.jpg

Alla fine, il tuo momento è arrivato. Sapevo che sarebbe successo, sapevo che era solo questione di tempo, ma lo stesso, non ero pronto.

Da oggi, le tue zampe non correranno piu in giro per casa, ma il tuo ricordo resterà nei cuori di tutti noi, e nulla colmerà questo vuoto.

Ciao micio…

Edit, il giorno dopo: le lacrime sono un’esternazione di egoismo da un lato, d’amore dall’altro. Ne ho versate parecchie, in queste ultime ore, pensando a diverse cose. A quello che è stato e non sarà mai più, al fatto che non mi sia stato possibile stargli vicino negli ultimi momenti, al fatto che quando l’ho salutato l’ultima volta, con la prospettiva dell’operazione ai dentini, temevo sinceramente che non l’avrei più visto, e avevo purtroppo avuto ragione. Ma soprattutto, ho versato lacrime per rincuorare me stesso. Dingo ora ha smesso di soffrire, non potrebbe che essere felice di questo. E vorrebbe vederci felici come lui. Ma io non riesco ad essere felice, e questo groppo che si forma nella gola non aiuta certo. Ormai però il momento delle lacrime è passato, ed è venuto il momento del ricordo, quello che non svanirà.

Un’altra Columbine, 8 anni dopo

norris_hall.jpg33 morti (compreso il killer) ufficialmente. 15 feriti, ufficialmente. In realtà a morire o a restare gravemente feriti, ieri mattina presso il campus universitario di Blacksburg, sono gli Stati Uniti d’America stessi.

La strage di del 1999 aveva lasciato tutti sotto chock, con quei 13 morti per mano di alcuni loro compagni. Aveva soprattutto stupito l’inutilità di quegli omicidi: mancanza di integrazione sociale (si, non si riferisce solo agli extracomunitari come vorrebbero far credere in Italia), situazioni lasciate marcire, odio, bisogno di sfogo. Si era aperto un dibattito, sull’uso delle armi, che negli USA si possono acquistare praticamente al supermercato. Dibattito lungo ed intenso, che aveva persino portato il famoso regista Michel Moore a realizzare un film sull’argomento, “Bowling for Columbine”. Dibattito, eppure, inutile, perchè ieri un ragazzo di 20 anni ha potuto prendere le sue due armi semiautomatiche, e andaresene in giro per il campus della Virginia per praticamente 2 ore, sparando ai passanti ed organizzando vere e proprie esecuzioni sommarie, con tanto di “prigionieri” allineati contro i muri e “giustiziati”.

C’è anche spazio per le recriminazioni. Dopo i primi 2 omicidi, sono passate quasi 2 ore prima che il killer riprendesse la mattanza. Due ore durante le quali è sfuggito alla polizia (ormai sul luogo del delitto), spostandosi da un capo all’altro del campus. Due ore durante le quali si sarebbe potuto evaquare il campus, per salvare delle vite. Invece, un duplice omicidio in un dormitorio, deve essere una cosa normale negli USA, al punto che si pensa ad un “caso isolato” e quindi ad intervenire su un unico edificio.

Oggi, il giorno dopo, a mente fredda, il presidente degli USA Geroge W. Bush dichiara che è necessario ribadire il “diritto di possedere armi”, pur nei limiti previsti dalla legge. A questo punto io mi chiedo cos’abbia imparato l’America (gli USA) da Columbine, e cosa imparerà da Blacksbourg (che diventerà inevitabilmente famosa e ricordata per anni per questo drammatico episodio). E la risposta, purtroppo, è li, ben visibile, quasi palese: nulla.

Il diritto alle armi. Il diritto di uccidere. Il diritto di esportare la democrazia. Il diritto alla giustizia sommaria. La pena di morte. Il diritto alla violenza.

La Linea

linea.jpgQuesto è un tributo, anche se in notevole ritardo, ad Osvaldo Cavandoli, deceduto il 3 marzo, all’età di 87 anni, nel piu completo silenzio mediatico. Con lui se ne va il suo personaggio, “La Linea”, che lo farà vivere in eterno.

Grazie Osvaldo.

Alcuni episodi del celebre cartone, forse troppo legato, in Italia, al mondo della pubblicità (aveva sponsorizzato Lagostina nel Carosello) per poter ricevere la merita celebrità che ha invece trovato all’estero, sono disponibili sul sito di TV5, televisione francese, all’indirizzo http://www.tv5.org/TV5Site/la_linea/index.php?numero=1