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Quante armi…

armsflow.pngRimango stupito ogni volta che trovo qualche cifra sul traffico d’armi nel mondo. Trovo che l’esistenza stessa delle armi non possa che stare ad indicare una minaccia per tutti, ma comprendo che finché esisteranno, proprio la loro (relativa) diffusione sarà necessaria per garantire un minimo di protezione proprio contro quelli che delle armi abusano.

D’altra parte, il volume che assume il traffico d’armi al giorno d’oggi è ben maggiore di qualsiasi giustificazione di questo genere. Semplicemente le armi consentono di uccidere, e per questo si comprano, per questo valgono, per questo si pagano, per questo si vendono. Punto, stop. Solo denaro, denaro e morte.
Tra l’altro, dopo una riduzione di volume attorno all’anno 2000, negli ultimi anni la vendita di armi tra paesi sta riprendendo vigore, e non credo che tutto sia da imputare ad Al-Quaeda.

Giusta la moratoria sulla pena di morte, giusti gli appelli affinchè le guerre cessino, e via dicendo. Ma se si smettesse (per davvero) di esportare armi, e si mobilitassero tutte le “forze rimanenti” nel controllo del traffico illegale, non otterremmo rapidamente molto di più? Non c’è proprio modo di essere più incisivi? Oppure semplicemente questi soldi, macchiati di sangue, sono graditi?

Sono sempre più convinto che ad uccidere, in fin dei conti, sia il denaro…

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Binetti: il braccio armato della Chiesa

La fine dello Stato laico?Mi ero ripromesso (silentemente) di non parlarne per un po’, perché finisco sempre con il dire le stesse cose e non mi piace ripetermi, ma la Binetti davvero me le tira fuori dalla bocca…

E’ il braccio armato della Chiesa quella donna. E’ incredibile. Non voglio dire che la Chiesa abbia intenzione di interferire con la politica italiana (lo fà già, anche se involontariamente, con gli appelli che ogni tanto lancia), non gli serve! Basta che qualche esponente della Chiesa, a qualsiasi livello, dica qualcosa, faccia un appello, ed ecco che il giorno dopo la Binetti è pronta a dar seguito alla questione in Senato. Come si fà a parlare di laicità dello Stato, con della gente del genere?

Questa volta ce l’hanno con l’aborto. Un’altra volta, l’ennesima volta. Forse stavolta pensano di riuscire a far passare la condanna dell’aborto grazie alla debolezza istituzionale dell’attuale governo, anche perché la Binetti parla di una “maggioranza trasversale”, raccogliendo la proposta di mozione che Bondi ha lanciato proprio ieri, dopo che Ruini aveva chiesto una moratoria sull’aborto.

Non voglio soffermarmi sulla questione in sé (trovo che nessuna Paola Binetti e nessun prete, di nessuna confessione, possa avere l’onniscenza per decidere che un aborto è male di per sé, senza prendere in considerazione le condizioni a contorno che accompagnano il certo doloro evento): trovo semplicemente disgustoso questo servilismo nei confronti della Chiesa (e non sarebbe diverso, badate bene, se fosse fatto nei confronti di altre realtà, religiose o meno che siano) da parte di un senatore eletto dagli italiani.

Poi parla di “libero arbitrio” e “coscienza”… ma di coscienza, secondo le, esiste solo al sua?

E’ fatta!

ONUE’ fatta. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato a favore della moratoria sulla pena di morte. Si tratta di un risultato di portata storica, di cui gli italiani possono andare (almeno un po’) fieri: sebbene infatti la proposta sia stata presentata da Nuova Zelanda e Brasile, è stata fortemente voluta ed appoggiata dal nostro governo, dalla Francia e dall’Unione Europea.

Sorprendente la larghissima maggioranza ottenuta: 104 voti contro 54, con soli 29 astenuti. Naturalmente il documento votato non è vincolante, ma chiede una moratoria sulle esecuzioni in vista dell’abolizione, sulla quale bisognerà da subito cominciare a lavorare.

Il risultato è grande grazie anche all’impegno di numere organizzazioni ed associazioni, come Nessuno tocchi Caino che da anni si battono per raggiungere questo risultato.

E’ un grande giorno, un passo importante , ma sarà importantissimo cominciare sin da subito a vigilare sull’applicazione della risoluzione, affinchè non cada nel vuoto come tante (troppe) altre hanno già fatto.

Moratoria pena di morte: comincia l’iter

lettino.jpgCon 99 voti favorevoli su 184 (52 contrari e 33 astenuti), quindi con 2 volti di scarto rispetto alla maggioranza minima richiesta, la terza commissione dell’ONU ha approvato questa sera la risuluzione sula moratoria della pena di morte proposta da Nuova Zelanda e Brasile e fortemente voluta e promossa dall’Italia.

Nel pomeriggio, sono state respinte anche una serie di emendamenti volti a renderla più “dolce”: l’Egitto ad esempio aveva cercato di far richiamare all’interno della risoluzione L29 la “domestic jurisdiction”, secondo la quale nessuna disposizione della Carta può interferire sulle disposizione giuridiche dei paesi membri; la bocciatura di questo emendamento in particolare, rafforza notevolmente il senso politico del risultato ottenuto ai voti, la cui trasversalità fa ben sperare per il proseguo dell’iter burocratico.

Si tratta di una prima importantissima vittoria, in vista della sessione plenaria dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in programma per metà dicembre: i precedenti tentativi, datati 1994, 1999 e 2003 erano infatti miseramente falliti.

Al Governo italiano ed al ministro degli esteri Massimo D’Alema vanno i miei complimenti per l’ottimo lavoro svolto, per il coraggio di averci messo la faccia.