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Urgono ripari…

Machia, con pazienza e testardaggine, è riuscito a distruggere l’albero tiragraffi che ci hanno donato (per provare) Marina e Giovanni. Era un po’ che avevo in programma di comprarne uno nuovo, ma ora, a meno di non gradire una casa piena di pezzi di corda, urge correre ai ripari…

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L’apoteosi

E’ passata una settimana esatta da quando Machia è arrivato a casa nostra. E già, rappresenta più un problema per noi umani che per la bella Turquoise che anzi, pare averlo accettato molto bene. Oggi pomeriggio l’ho beccata che leccava la testa del nuovo arrivato, evidentemente spettinato per i suoi gusti. Sono riuscito a riprendere qualche fotogramma, giusto per documentare l’avvenimento.

Sono giorni che l’arrivo di Machia assorbe molte delle mie energie. Per di più, con le scadenze di lavoro da coprire, un po di commissioni che si erano accumulate e l’attività del LIFOS da seguire, ho avuto poco tempo per bloggare d’altro, ma tant’è. Questa sera, fuori a bere una birra con gli amici, poi domani, magari, un giro in bicicletta.

Ho anche tralasciato la lettura, in questi giorni, complici un po’ di impegni serali. De “I pilastri della terra” ho letto poco più di 10 pagine in una settimana, il che è piuttosto lontano dai ritmi che avevo previsto. Ho comunque un paio d’ore prima di cena per recuperare un po’, in poltrona, lontano dal televisore e vicino al condizionatore, con una bibita ghiacchiata appoggiata accanto.

Miglioramenti

Separati da una... scarpaLa convivenza dei due gatti, negli ultimi giorni, è andata migliorando. Dopo la nottataccia, Machia ha passato un’intera notte insieme a noi ed a Turquoise (anche se la notte successiva è stato nuovamente chiuso nella sua stanza alle 4:00 per “disturbo alla domiciliare quiete”).

Ormai quando io e Laura usciamo di casa, restano entrambi liberi, e le soffiate di Turquoise si fanno di più in più rade e anzi, a volte ne accetta la presenza senza troppe storie.

Machia naturalmente non le lascia un attimo di respiro: le corre dietro, cerca di sfrofinarsi contro di lei, di rincorrerla. Quando metto loro da mangiare, Machia si comporta esattamente come i bambini piccoli, cercando di mangiare la pappa di Turquoise, indipendentemente da quale ciotola venga utilizzata: se dopo essere stata “spodestata”, Turquoise cambia ciotola, Machia vuole mangiare da quest’ultima.

Dopodichè, è noto che a Turquoise l’umido non piaccia particolarmente, mentre a Machia non piacciono i croccantini, e quindi siamo abbastanza sicuri che nessuno dei due muoia di fame (anzi, se Turquoise finisse con il fare un poco di dieta non le farebbe proprio male, vista la pancia che sta mettendo su…)

Questa mattina, Machia e Turquoise si rincorrevano per casa. Le code non erano gonfie, e non emettevano i suoni classici della lotta tra gatti. Ma stavano davvero giocando? A voi l’ardua sentenza 🙂

Che notte…

A correre troppo, si resta zoppi.

Perché non si da’ mai retta alla “saggezza popolare”? Sullo slancio dei buoni risultati ottenuti ieri sera, abbiamo deciso di lasciare Machia libero per la notte (anche perché non appena si cerca di chiuderlo nella sua stanzetta, fa’ il diavolo a quattro per imboccare la porta d’uscita prima che la si possa chiudere).

Ovviamente per tutto il tempo che io ho passato leggendo, non ha smesso un secondo di infastidire Turquoise, che cercava invano di dormire. Quando alla fine si è calmato e messo al suo posto (che ha deciso essere lo spazio tra la porta-finestra e le  persiane), mi ero per qualche minuti illuso che si prospettasse una notte di sonno. Ed ovviamente mi sbagliavo.

Già dopo una mezz’oretta, Machia era già in giro a correre e saltare, cercando di mordere alternativamente i miei piedi, quelli di Laura e Turquoise (in generale). Alle 3:20, Turquoise ha preso la situazione in pugno e spiegato (con i suoi modi più gentili) al nuovo arrivato che la notte è fatta per dormire e che lei gradirebbe poter continuare con questa pratica.

A quel punto ho recuperato Machia che, gonfio come un palloncino, è stato portato nella sua stanzetta dove, dopo qualche minuto di coccole, ha preso la decisione di restarvi, tranquillo.

Io ovviamente ci ho messo quasi un’ora a riaddormentarmi, ma questi sono dettagli che erano stati messi in conto, quando abbiamo deciso di adottare un altro micino… speriamo che capisca presto l’antifona… :/

Altro giorno, altra corsa

Altra giornata pesante messa in saccoccia. Il micio nuovo assorbe la sua quota parte di tempo, il lavoro (mio e non) un’altra (importante parte), il correre dietro ai danni altrui, un’altra ancora.
Mattinata passata tra una visita in banca con Laura per chiudere il conto corrente (malamente richiesto dalla BPM), e poi in ufficio per un breve briefing. Pranzo con la zia e Laura per discutere di opportunità di lavoro congiunte (per Laura), poi dal carrozziere per una stima dei danni rimediati due domeniche fa (700 euro), infine in ufficio a lavorare sull’embedding delle Google Maps in un progetto di lavoro.

dscf0265.jpgStacco alle 19:30, giusto il tempo di imbucare la lettera per l’assicurazione, e tornare a casa per verificare che i due felini fossero ancora tutti interi (nonostante Machia sia chiuso in camera dalla tarda mattinata, non c’è mai troppo da fidarsi). Fortunatamente per me, la casa è ancora intera, e Turquoise sufficientemente rilassata da tentare un esperimento: mangiamo insieme? Due ciotole, un metro di distanza, pappa per entrambi. Machia spazzola. Turquoise nicchia e si sdraia in soggiorno. Esperimento fallito, pazienza. In compenso, Machia rimedia rapidamente una mezz’oretta di punizione, visto che, mentre il sottoscritto prepara il riso per la cena, è riuscito a saltare letteralmente in testa alla padrona di casa più grande, e cosi (anche perché non avrei potuto fare diversamente) mentre io vado a prendere Laura al lavoro, lui viene richiuso nella sua stanza (mentre uscivo di casa lo sentivo tentare di abbattere la porta).

Al ritorno, Machia viene nuovamente liberato, nel tentativo di sfiancarlo con i giochi. Ci vorrà quasi 1 ora di inseguimento di una pallina di carta prima che si accasc, vinto, a terra, ansimante. Nel frattempo, persino Turquoise (attratta evidentemente dal rumore e dal movimento) fa due salti dietro la palla di carta, segno che in fondo comincia ad “apprezzare” (a suon di soffiate e ringhate) il nuovo arrivato.

PS: ho ancora un post su Bruxelles, con un po’ di foto, da scrivere e pubblicare. Quando troverò il tempo (ed allora, ne varrà ancora la pena)?

Il giorno dopo

dscf0250.jpgMamma mia cosa abbiamo fatto. Machiavelli (questo il nome del nuovo micio, abbreviato in “macchia” dalla macchiolina grigia che ha sulla testa) è di un’esuberanza incredibile. Ieri pomeriggio, dopo la fase di ambientazione, ha cominciato ad essere piu socevole e coccolone. In serata, primo vero incontro con Turquoise, che, incazzata nera, ha preferito dormire in soggiorno anzichè in nostra compagnia (questa mattina poi, in giardino, ha incontrato un gatto randagio e si è spaventata, che periodaccio…).

Il piccolo macchia invece, questa mattina ha cominciato a piangere “presto”, verso le 10:00, perchè voleva assolutamente uscire dalla stanza – cosa che farà solo tra qualche giorno, in ogni caso – e appena sono entrato nella sua stanza si è avventato sui miei piedi, leccando e mordicchiando le dita (dolore!). Stesso trattamento è stato riservato a Laura, pochi istanti più tardi. Oltretutto non ha ancora imparato a tenere le unghie “parcheggiate” al loro posto e corre e salta sempre con gli artigli estratti, provocando numerose urla da parte nostra quando per caso ci utilizza come trampolino per raggiungere qualcosa.

Update ore 12:50: Machiavelli aveva fame! Non ha toccato i croccantini per 2 giorni, ma appena gli è stato proposto l’umido, ha letteralmente divorato una scatoletta intera. Bastava dirlo! 😛