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Volevano colpire i kebap…

Ambrosiana Pictures via Flickr

Ambrosiana Pictures via Flickr

La proposta di legge era stata chiarissima: contrastare la vendita di prodotti “non padani” in giro per Milano, con particolare riferimento ai “maledettissimi” kebap, forma di circonvenzione popolare araba (pare che ci mettano dentro pure la dinamite liquida per trasformarci tutti in “camicazzi”!).

Invece, visto che sarebbe stata una legge palesemente discriminatoria, finirà con il colpire tutti: a subire gli effetti della legge non saranno solo i venditori di kebap, ma tutte le “imprese artigiane di prodotti alimentari di propria produzione per il consumo immediato nei locali dell’azienda“: pizzerie al trancio, gelaterie, venditori di panini e brioches (Luini?), McDonald’s  e chi più ne ha più ne metta.
Migliaia di attività commerciali si troveranno improvvisamente tenuti a “costringere i propri avventori a consumare quanto acquistato all’interno del locale” (sequestro di persona?), specialmente in questi prossimi mesi caldi; vendere solo bibite prodotte artigianalmente (ottima idea per promuovere la produzione di birra artigianale, per altro!) e “coprifuoco” all’una di notte.

Naturalmente bisognerà capire “quanto lontano” dal locale ci si debba spingere, per poter consumare in santa pace un prodotto… Bambini, attenti a non consumare brioches davanti ai centri commerciali (!)…

In questi minuti (dalle ore 12:30) alcuni esponenti dell’opposizione terranno un presidio in via Borsieri 28 (quartiere Isola) per protestare contro la legge di cui sopra. Mi spiace non averlo saputo prima, magari un salto l’avrei fatto…

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Una Milano fuori legge soffoca nello smog

Smog Meno di 2 mesi sono bastati alla “Milano dotata di ecopass” per esaurire i 35 giorni “bonus” di sforamenti dei livelli massimi di pm10 nell’aria concessi dall’Unione Europea. Sebbene la prima città italiana a passare le soglie sia stata Torino già alcuni giorni fa, Milano è da considerarsi, a partire da questa settimana, ufficialmente fuori legge.

Il bilancio dell’introduzione dell’ecopass, tanto criticato dal sottoscritto sin dai primi giorni, a due mesi di distanza dalla sua entrata in “produzione”, non può che prendere atto dei fatti: non serve a nulla.
Anzi, un’indagine dell’Osservatorio di Milano, che di inquinamento si occupa scientificamente, mette in luce come proprio l’iniziativa promossa dalla giunta Moratti si sia rivelata controproducente: a fronte di una riduzione del circolante all’interno della zona ecopass infatti, l’Osservatorio ha registrato un ancora maggiore aumento del traffico (sia nel numero di auto, sia nella lunghezza del percorso effettuato) nelle zone periferiche. Oltre al danno, i cittadini milanesi si beccano così pure la beffa: l’inquinamento aumenta, il parcheggio a ridosso dei capolinea della metropolitana e della zona ecopass si riduce, paghiamo l’iniqua tassa voluta dal sindaco e ci becchiamo pure l’aumento dell’inquinamento, visto che è tutto qui in periferia dove notoriamente vivono le classi meno abbienti.

Le proposte non mancano sin da buon principio: se si vuole incidere seriamente sul livello di inquinamento a Milano è necessario prima di tutto ridurre le fonti di inquinamento: caldaie a carbonella, impianti obsoleti, camion, e via dicendo: dopodiché è necessario agire con incisività in tutta la zona interessata dal problema, vale a dire la Regione intera (visto che la brianza ed il bresciano sono anche loro prossime allo sforamento dei limiti UE).

Purtroppo a volte il potere impone decisioni scomode per la propria notorietà. La Moratti pensava evidentemente, introducendo l’ecopass, di prendersi i demagogici meriti di aver “salvato Milano dalla morsa dell’inquinamento” con un provvedimento che non facesse infuriare i cittadini. Purtroppo, come ben insegna la questione tasse del governo Prodi, far del bene al Paese non aumenta la popolarità, e per aumentare la popolarità senza intaccare gli stili di vita scellerati non porta giovamento apprezzabile ai fini perseguiti.

Riflettano i milanesi su che schieramento politico votare alle prossime politiche anche alla luce di questi fatti…

Ci muoviamo?

Il progetto di legge sulla Politica del Software in Regione Lombardia langue ignorato ormai da lungo tempo sul tavolo di qualche politico più o meno influente in Via Fabio Filzi a Milano.

I motivi del suo languire sono molti (e molti è meglio che siano taciuti, per non incorrere in denunce), ma in parte era previsto. Ora però, è venuto il momento di cercare di dare una smossa alla questione, e la prima mossa viene proprio dai partecipanti al tavolo: ci siamo trovati settimana scorsa e concordato il testo dell’appello, che ora invitiamo i cittadini lombardi sensibili all’argomento del software opensource, dei formati aperti e degli standard, a firmare.

Il progetto di legge presentato, non vuole accordare un privilegio al software opensource nella Pubblica Amministrazione lombarda, ma chiedere che sia equiparato al software proprietario, ponendo un accento importante su accessibilità, apertura dei formati e rispetto degli standard.

E’ importante che ci sia della mobilitazione su questo argomento, quindi forza. Cliccare, bloggare, spammare! 😛

http://www.marcellosaponaro.it/appelli/index.php?ade_id_app=4

Sono colpito…

termovalorizzatore di Brescia lungo l'autostrada A4 Sono rimasto colpito dall’egoismo dei miei conterranei (i lombardi in senso allargato, ma il discorso vale anche per altri appartenenti alla mitica Razza Ariana del Nord Italia Indipendente Forte Economico Lavoratore e Soprattutto Padano Anche Quando Non Sono Poi Tanto Vicini al Po Tipo I Friulani).

Non sono rimasto poi tanto a bocca aperta davanti al rifiuto della Regione Lombadia di dare la propria disponibilità a collaborare, insieme alle altre regioni d’Italia allo smaltimento dell’emergenza rifiuti in Campania, in modo da dare la possibilità ai Campani di risolvere il problema più pressante e ripartire da una situazione un po’ più semplice: abbiamo i Leghisti in Regione (e anche gli altri… -.-) e c’era da aspettarselo.

Non sono nemmeno rimasto a bocca aperta davanti alle palle raccontate dai politic, che per dare una parvenza di motivazione al rifiuto, nella persona di Massimo Buscemi, affermano:

«Non siamo nelle condizioni di ricevere rifiuti dall’esterno perché il nostro sistema funziona come un orologio svizzero, ma la sua capacità è già al completo. Inoltre, i rifiuti campani non sono differenziati come i nostri e non possono essere bruciati nei nostri termovalorizzatori. La Campania in questi anni ha avuto due miliardi di euro per costruirli: dove sono finiti? Solo se questi rifiuti arrivassero già trattati potrebbe scattare la nostra solidarietà, ma al momento non sono in grado di farlo»

Già, il nostro sistema di smaltimento è (da ieri) talmente a tappo che non possiamo permetterci di smaltire (trattasi le “ecoballe” proprio di rifiuti già differenziati e pronti per lo smaltimento, e per di più Milano non differenzia i rifiuti umidi) 1/21 dei rifiuti in questione, nonostante in Lombardia di termovalorizzatori atti allo scopo ce ne siano non 2, ma undici!
Curioso che poi proprio la principale azienda di smaltimento di rifiuti lombarda, A2A, abbia affermato negli ultimi giorni di volerli quei rifiuti, visto che di spazio, all’inceneritore di Brescia, ce n’è…

Non sono rimasto colpito nemmeno dalle risposte positive di AN, che sebbene ponga come (ovvia) contropartita gli slot a Malpensa (come guadagnare dai disagi altrui) e chiama in causa la Provincia (ma non aveva più alcun valore?), si è detta favorevole ad una soluzione (proprio questa spaccatura nella maggioranza potrebbe portare a Milano 13 mila tonnellate di rifiuti).

Quello che mi ha lasciato maggiormente perplesso, è leggere i commenti ed i risultati del sondaggio della notizia data da 02Blog. Spero proprio che si tratti di un caso…

Lombardia: bollo auto solo online

Verona - In coda Il Consiglio Regionale della Lombardia annuncia che dal gennaio 2008 il bollo auto potrà essere pagato solo tramite internet. Obiettivo della decisione l’eliminazione di sportelli, file ed errori. Il tutto avverrà tramite l’appoggio del sistema bancario online.

Pur essendo io un fervido sostenitore dell’idea che l’informatica possa migliorare la qualità media della vita dei cittadini italiani, non sono convinto che, in questo momento, il completo distacco dalla materialità del mondo reale possa essere di giovamento.

Io non avrò naturalmente alcun problema a pagare il bollo auto via internet (anche perchè avendo un’auto immatricolata in Belgio non lo pago proprio), a patto naturalmente che sia un sistema accessibile anche da altri sistemi operativi che non quelli prodotti nella regione di Redmond, USA.
Mi chiedo però cosa potrebbe fare qualsiasi anziano, che magari non ha nemmeno il computer in casa…

Inoltre, questo potrebbe configurare un’interruzione di pubblico servizio per tutti i downtime dei provider (voluti o meno, leggi “telecom o meno”), in quanto impedisce l’accesso a servizi non accessibili altrimenti.

Mi sembra un po’ azzardato…