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Comincia la tensione in Kosovo

Pavaresia_2914 Erano giorni che se ne parlava, era tutto previsto, tutto preparato, atteso. Ora il Kosovo ha proclamato ufficialmente la sua indipendenza dalla Serbia, e la macchina degli eventi è lanciata e non si potrà più fermare.

Il Kosovo è appoggiato dall’Unione Europea, che ha già annunciato l’invio di un contingente di interposizione ad appoggio di quello già presente (la KFOR, che conta tra gli altri anche 2000 italiani). Anche gli Stati Uniti hanno già da giorni annuciato la propria decisione di appoggiare Pristina, ulteriormente confermata da Bush nelle reazioni a caldo.
La Serbia invece, che ha già dichiarato che non riconoscerà mai il nuovo stato indipendente, ha l’appoggio esplicito della Russia di Putin: USA e Europa contro Russia, convocato il Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Tutti gli esperti di politica internazionale vanno da giorni rincuorando tutti dicendo che non è ipotizzabile uno scenario che preveda il riaccendersi delle tensioni in quella polveriera che sono i balcani. Effettivamente il clima politico mondiale, nonostante la recente ripresa della corsa agli armamenti (che tra Bush e Putin non trova certo qualcuno in grado di tentare di imporre un minimo di calma), non è di quelli che destano particolare preoccupazione, almeno non su questo fronte.

Più preoccupazione invece destano le conseguenze della mossa indipendentista Kosovara tra le altre nazioni europee: dopo un appoggio esplicito dell’Onu e dell’Unione Europea al neonato Kosovo, cosa potrebbe impedire al Belgio di dividersi in due, ai Paesi Baschi di proclamare l’indipendenza dalla Spagna, alla Corsica di tagliare definitivamente i ponti con la Francia, o addirittura alla Lega di tentare seriamente di spingere “la Padania” verso una mossa indipendentista? E anche in Germania, così come in Sardegna, i movimenti indipendentisti sono piuttosto numerosi, e potrebbero vedere nell’autonomia del Kosovo un esempio da seguire…

Naturalmente sul fronte politico (nonostante sia in Italia che in Spagna si sia in piena campagna elettorale) tutto tace: nessun accenno da parte di Zapatero (che dopo aver incassato una brutta figura qualche giorno fà, dopo che negli ultimi mesi ha dato un duro giro di vite contro Eta, facendone persino arrestare l’intero braccio politico), ne tanto meno da parte di Veltroni o di Berlusconi, protagonisti indiscussi della scena politica di questi giorni.

Abbandonati quindi dai “nostri politici”, restiamo ancora una volta nelle mani dell’Unione Europea per far si che in Kosovo (e altrove) si mantenga la necessaria calma, evitando qualsiasi forma di provocazione e reazione violenta.