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Miglioramenti

Separati da una... scarpaLa convivenza dei due gatti, negli ultimi giorni, è andata migliorando. Dopo la nottataccia, Machia ha passato un’intera notte insieme a noi ed a Turquoise (anche se la notte successiva è stato nuovamente chiuso nella sua stanza alle 4:00 per “disturbo alla domiciliare quiete”).

Ormai quando io e Laura usciamo di casa, restano entrambi liberi, e le soffiate di Turquoise si fanno di più in più rade e anzi, a volte ne accetta la presenza senza troppe storie.

Machia naturalmente non le lascia un attimo di respiro: le corre dietro, cerca di sfrofinarsi contro di lei, di rincorrerla. Quando metto loro da mangiare, Machia si comporta esattamente come i bambini piccoli, cercando di mangiare la pappa di Turquoise, indipendentemente da quale ciotola venga utilizzata: se dopo essere stata “spodestata”, Turquoise cambia ciotola, Machia vuole mangiare da quest’ultima.

Dopodichè, è noto che a Turquoise l’umido non piaccia particolarmente, mentre a Machia non piacciono i croccantini, e quindi siamo abbastanza sicuri che nessuno dei due muoia di fame (anzi, se Turquoise finisse con il fare un poco di dieta non le farebbe proprio male, vista la pancia che sta mettendo su…)

Questa mattina, Machia e Turquoise si rincorrevano per casa. Le code non erano gonfie, e non emettevano i suoni classici della lotta tra gatti. Ma stavano davvero giocando? A voi l’ardua sentenza 🙂

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Che notte…

A correre troppo, si resta zoppi.

Perché non si da’ mai retta alla “saggezza popolare”? Sullo slancio dei buoni risultati ottenuti ieri sera, abbiamo deciso di lasciare Machia libero per la notte (anche perché non appena si cerca di chiuderlo nella sua stanzetta, fa’ il diavolo a quattro per imboccare la porta d’uscita prima che la si possa chiudere).

Ovviamente per tutto il tempo che io ho passato leggendo, non ha smesso un secondo di infastidire Turquoise, che cercava invano di dormire. Quando alla fine si è calmato e messo al suo posto (che ha deciso essere lo spazio tra la porta-finestra e le  persiane), mi ero per qualche minuti illuso che si prospettasse una notte di sonno. Ed ovviamente mi sbagliavo.

Già dopo una mezz’oretta, Machia era già in giro a correre e saltare, cercando di mordere alternativamente i miei piedi, quelli di Laura e Turquoise (in generale). Alle 3:20, Turquoise ha preso la situazione in pugno e spiegato (con i suoi modi più gentili) al nuovo arrivato che la notte è fatta per dormire e che lei gradirebbe poter continuare con questa pratica.

A quel punto ho recuperato Machia che, gonfio come un palloncino, è stato portato nella sua stanzetta dove, dopo qualche minuto di coccole, ha preso la decisione di restarvi, tranquillo.

Io ovviamente ci ho messo quasi un’ora a riaddormentarmi, ma questi sono dettagli che erano stati messi in conto, quando abbiamo deciso di adottare un altro micino… speriamo che capisca presto l’antifona… :/

Altro giorno, altra corsa

Altra giornata pesante messa in saccoccia. Il micio nuovo assorbe la sua quota parte di tempo, il lavoro (mio e non) un’altra (importante parte), il correre dietro ai danni altrui, un’altra ancora.
Mattinata passata tra una visita in banca con Laura per chiudere il conto corrente (malamente richiesto dalla BPM), e poi in ufficio per un breve briefing. Pranzo con la zia e Laura per discutere di opportunità di lavoro congiunte (per Laura), poi dal carrozziere per una stima dei danni rimediati due domeniche fa (700 euro), infine in ufficio a lavorare sull’embedding delle Google Maps in un progetto di lavoro.

dscf0265.jpgStacco alle 19:30, giusto il tempo di imbucare la lettera per l’assicurazione, e tornare a casa per verificare che i due felini fossero ancora tutti interi (nonostante Machia sia chiuso in camera dalla tarda mattinata, non c’è mai troppo da fidarsi). Fortunatamente per me, la casa è ancora intera, e Turquoise sufficientemente rilassata da tentare un esperimento: mangiamo insieme? Due ciotole, un metro di distanza, pappa per entrambi. Machia spazzola. Turquoise nicchia e si sdraia in soggiorno. Esperimento fallito, pazienza. In compenso, Machia rimedia rapidamente una mezz’oretta di punizione, visto che, mentre il sottoscritto prepara il riso per la cena, è riuscito a saltare letteralmente in testa alla padrona di casa più grande, e cosi (anche perché non avrei potuto fare diversamente) mentre io vado a prendere Laura al lavoro, lui viene richiuso nella sua stanza (mentre uscivo di casa lo sentivo tentare di abbattere la porta).

Al ritorno, Machia viene nuovamente liberato, nel tentativo di sfiancarlo con i giochi. Ci vorrà quasi 1 ora di inseguimento di una pallina di carta prima che si accasc, vinto, a terra, ansimante. Nel frattempo, persino Turquoise (attratta evidentemente dal rumore e dal movimento) fa due salti dietro la palla di carta, segno che in fondo comincia ad “apprezzare” (a suon di soffiate e ringhate) il nuovo arrivato.

PS: ho ancora un post su Bruxelles, con un po’ di foto, da scrivere e pubblicare. Quando troverò il tempo (ed allora, ne varrà ancora la pena)?

Il giorno dopo

dscf0250.jpgMamma mia cosa abbiamo fatto. Machiavelli (questo il nome del nuovo micio, abbreviato in “macchia” dalla macchiolina grigia che ha sulla testa) è di un’esuberanza incredibile. Ieri pomeriggio, dopo la fase di ambientazione, ha cominciato ad essere piu socevole e coccolone. In serata, primo vero incontro con Turquoise, che, incazzata nera, ha preferito dormire in soggiorno anzichè in nostra compagnia (questa mattina poi, in giardino, ha incontrato un gatto randagio e si è spaventata, che periodaccio…).

Il piccolo macchia invece, questa mattina ha cominciato a piangere “presto”, verso le 10:00, perchè voleva assolutamente uscire dalla stanza – cosa che farà solo tra qualche giorno, in ogni caso – e appena sono entrato nella sua stanza si è avventato sui miei piedi, leccando e mordicchiando le dita (dolore!). Stesso trattamento è stato riservato a Laura, pochi istanti più tardi. Oltretutto non ha ancora imparato a tenere le unghie “parcheggiate” al loro posto e corre e salta sempre con gli artigli estratti, provocando numerose urla da parte nostra quando per caso ci utilizza come trampolino per raggiungere qualcosa.

Update ore 12:50: Machiavelli aveva fame! Non ha toccato i croccantini per 2 giorni, ma appena gli è stato proposto l’umido, ha letteralmente divorato una scatoletta intera. Bastava dirlo! 😛

Ciao Dingo…

dingo.jpg

Alla fine, il tuo momento è arrivato. Sapevo che sarebbe successo, sapevo che era solo questione di tempo, ma lo stesso, non ero pronto.

Da oggi, le tue zampe non correranno piu in giro per casa, ma il tuo ricordo resterà nei cuori di tutti noi, e nulla colmerà questo vuoto.

Ciao micio…

Edit, il giorno dopo: le lacrime sono un’esternazione di egoismo da un lato, d’amore dall’altro. Ne ho versate parecchie, in queste ultime ore, pensando a diverse cose. A quello che è stato e non sarà mai più, al fatto che non mi sia stato possibile stargli vicino negli ultimi momenti, al fatto che quando l’ho salutato l’ultima volta, con la prospettiva dell’operazione ai dentini, temevo sinceramente che non l’avrei più visto, e avevo purtroppo avuto ragione. Ma soprattutto, ho versato lacrime per rincuorare me stesso. Dingo ora ha smesso di soffrire, non potrebbe che essere felice di questo. E vorrebbe vederci felici come lui. Ma io non riesco ad essere felice, e questo groppo che si forma nella gola non aiuta certo. Ormai però il momento delle lacrime è passato, ed è venuto il momento del ricordo, quello che non svanirà.

Che spavento…

dingo.jpgIeri sera, verso le 2:00, al mio gattone ha cominciato a sanguinare il naso.  In realtà, avevo già trovato, nel tardo pomeriggio rientrando dal lavoro, alcune goccie di sangue in giro per la casa, e infatti gli avevo controllato le zampe per verificare che non si fosse fatto del male.

Lasciato in secondo piano il discorso,  anche perchè Dingo non presentava alcuna ferita evidente, me ne sono dimenticato. Quando poi sono sces, in tarda serata, prima di andare a letto, me lo sono trovato con tutto il musetto sporco di sangue che visibilmente era colato dalla narice destra, sporcando muso, zampe, divano, cappotto che ha recentemente eletto a “sua dimora”, e via dicendo.

Dingo però non dava segni di star male. Anzi, era piuttosto arzillo (per quel che arzillo può essere un gatto di 21 anni ben portati), è pure salito sul bidè da solo, senza bisogno di aiuti (che spesso, fetente, chiede con occhi languidi giusto per il gusto di non far fatica).

Piuttosto spaventato dall’accaduto, e temendo il peggio (a quest’età, purtroppo…), ho passato le successive due ore sveglio, con gli occhi sbarrati nel letto, chiedendomi se era il caso o no di tirare giu dalle brande il povero veterinario di turno.

Quando poi alle 4:00 sono sceso a controllare, l’ho trovato che passeggiava allegramente verso ciotola e bagno, senza ulteriori perdite di sangue. Stessa scena alle 6:00 (nel frattempo avevo dormito un paio d’ore). Alle 8:00 (uscendo di casa), nessuna nuova, alle 10:00 (sono uscito apposta dal lavoro qualche minuto), niente di niente, mentre alle 13:30, prima di andare a mangiare, ho trovato il divano nuovamente sporco di sangue, con l’evidente disposizione da “starnuto”. A quel punto, ho chiesto a Giovanni e Marina (che erano con me) di chiamare il loro veterinario (quello di Dingo è in Belgio, veniva un po’ scomodo), che ci ha gentilmente dato appuntamento per le 17:00 (e io mi sono ovviamente presentato alle 16:35).

Il risultato finale è assolutamente rincuorante. Mi è stato fatto notare che se si fosse trattato di un’emorragia interna (l’unica cosa davvero grave che potesse portare ad epistassi) il sangue sarebbe uscito dalle due narici, quindi non si può che concludere che si tratti di un problema locale (ovviamente la certezza non c’è mai finchè non si fanno analisi adeguate). Inoltre Dingo presenta una infiammazione alla gengiva destra, intorno al canino, proprio sotto la narice, e non è impossibile che le due cose siano in qualche modo legate. Ne abbiamo nel frattempo approfittato per fare un controllo generale (che al micio ovviamente non è piaciuto granchè) e la deduzione è che lo stato di salute è generalmente buono, posto che artrite, leggeri problemi renali e agli occhi non sono una novità. E’ per di piu emerso che non è completamente sordo (come invece avevo inizialmente pensato) e che alcuni rumori li sente: ad esempio sente se stesso, altrimenti miagolerebbe molto piu forte.

A questo punto, gli è stata fatta una bella punturina di antibiotici e cortisone, che per 48 ore dovrebbero rendere il tutto piu semplice, e prescritta una bella cura a base di antibiotici in modo da capire con piu precisione quale possa essere il problema che porta all’epistassi (il veterinario ha avanzato una serie di ipotesi che si possono controllare tenendo monitorate le reazioni ai diversi dosaggi degli antibiotici previsti per i prossimi giorni).

Che paura che mi hai fatto prendere micio mio… 🙂