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Ciao Dingo…

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Alla fine, il tuo momento è arrivato. Sapevo che sarebbe successo, sapevo che era solo questione di tempo, ma lo stesso, non ero pronto.

Da oggi, le tue zampe non correranno piu in giro per casa, ma il tuo ricordo resterà nei cuori di tutti noi, e nulla colmerà questo vuoto.

Ciao micio…

Edit, il giorno dopo: le lacrime sono un’esternazione di egoismo da un lato, d’amore dall’altro. Ne ho versate parecchie, in queste ultime ore, pensando a diverse cose. A quello che è stato e non sarà mai più, al fatto che non mi sia stato possibile stargli vicino negli ultimi momenti, al fatto che quando l’ho salutato l’ultima volta, con la prospettiva dell’operazione ai dentini, temevo sinceramente che non l’avrei più visto, e avevo purtroppo avuto ragione. Ma soprattutto, ho versato lacrime per rincuorare me stesso. Dingo ora ha smesso di soffrire, non potrebbe che essere felice di questo. E vorrebbe vederci felici come lui. Ma io non riesco ad essere felice, e questo groppo che si forma nella gola non aiuta certo. Ormai però il momento delle lacrime è passato, ed è venuto il momento del ricordo, quello che non svanirà.

Che spavento…

dingo.jpgIeri sera, verso le 2:00, al mio gattone ha cominciato a sanguinare il naso.  In realtà, avevo già trovato, nel tardo pomeriggio rientrando dal lavoro, alcune goccie di sangue in giro per la casa, e infatti gli avevo controllato le zampe per verificare che non si fosse fatto del male.

Lasciato in secondo piano il discorso,  anche perchè Dingo non presentava alcuna ferita evidente, me ne sono dimenticato. Quando poi sono sces, in tarda serata, prima di andare a letto, me lo sono trovato con tutto il musetto sporco di sangue che visibilmente era colato dalla narice destra, sporcando muso, zampe, divano, cappotto che ha recentemente eletto a “sua dimora”, e via dicendo.

Dingo però non dava segni di star male. Anzi, era piuttosto arzillo (per quel che arzillo può essere un gatto di 21 anni ben portati), è pure salito sul bidè da solo, senza bisogno di aiuti (che spesso, fetente, chiede con occhi languidi giusto per il gusto di non far fatica).

Piuttosto spaventato dall’accaduto, e temendo il peggio (a quest’età, purtroppo…), ho passato le successive due ore sveglio, con gli occhi sbarrati nel letto, chiedendomi se era il caso o no di tirare giu dalle brande il povero veterinario di turno.

Quando poi alle 4:00 sono sceso a controllare, l’ho trovato che passeggiava allegramente verso ciotola e bagno, senza ulteriori perdite di sangue. Stessa scena alle 6:00 (nel frattempo avevo dormito un paio d’ore). Alle 8:00 (uscendo di casa), nessuna nuova, alle 10:00 (sono uscito apposta dal lavoro qualche minuto), niente di niente, mentre alle 13:30, prima di andare a mangiare, ho trovato il divano nuovamente sporco di sangue, con l’evidente disposizione da “starnuto”. A quel punto, ho chiesto a Giovanni e Marina (che erano con me) di chiamare il loro veterinario (quello di Dingo è in Belgio, veniva un po’ scomodo), che ci ha gentilmente dato appuntamento per le 17:00 (e io mi sono ovviamente presentato alle 16:35).

Il risultato finale è assolutamente rincuorante. Mi è stato fatto notare che se si fosse trattato di un’emorragia interna (l’unica cosa davvero grave che potesse portare ad epistassi) il sangue sarebbe uscito dalle due narici, quindi non si può che concludere che si tratti di un problema locale (ovviamente la certezza non c’è mai finchè non si fanno analisi adeguate). Inoltre Dingo presenta una infiammazione alla gengiva destra, intorno al canino, proprio sotto la narice, e non è impossibile che le due cose siano in qualche modo legate. Ne abbiamo nel frattempo approfittato per fare un controllo generale (che al micio ovviamente non è piaciuto granchè) e la deduzione è che lo stato di salute è generalmente buono, posto che artrite, leggeri problemi renali e agli occhi non sono una novità. E’ per di piu emerso che non è completamente sordo (come invece avevo inizialmente pensato) e che alcuni rumori li sente: ad esempio sente se stesso, altrimenti miagolerebbe molto piu forte.

A questo punto, gli è stata fatta una bella punturina di antibiotici e cortisone, che per 48 ore dovrebbero rendere il tutto piu semplice, e prescritta una bella cura a base di antibiotici in modo da capire con piu precisione quale possa essere il problema che porta all’epistassi (il veterinario ha avanzato una serie di ipotesi che si possono controllare tenendo monitorate le reazioni ai diversi dosaggi degli antibiotici previsti per i prossimi giorni).

Che paura che mi hai fatto prendere micio mio… 🙂