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L’ennesimo assalto alla Scuola

Foto di "Olga e Zanni" (via Flickr)

In questo momento, mentre scrivo, quattro telegiornali su quattro parlano del caso Alitalia: ci si chiede se oggi sarà la giornata buona, se finalmente questi maledetti sindacati capiranno che è necessario, per il bene dell’Italia, prendere per il culo gli italiani salvare la compagnia di bandiera. Sono settimane che l’attenzione è rivolta al salvataggio della compagnia aerea con più buchi della storia e nel frattempo, sotto il naso, ci sta passando l’ennesimo assalto al sistema scolastico italiano, partendo dalle elementari, l’unica istituzione scolastica che pare fosse ancora utile a qualcosa (addirittura si mormora che fosse presa ad esempio, all’estero), dopo che sono state distrutte università, medie e superiori dalle riforme precedenti.
Naturalmente il tutto non passa solo sotto il nostro naso, anche sotto quello di chi dovrebbe fare opposizione a questo governo, argomento che per il momento tralasceremo (bella soprattutto la richiesta della Gelmini di “smetterla con gli scontri”: ministro, ma che scontri?).

Come alcuni avranno notato infatti, settimana scorsa è stato annunciato dal ministro Gelmini (che si è fatta aiutare da un po’ di collaboratori, naturalmente, visto che di scuola notoriamente non capisce una beata ****) il piano dei tagli che la scuola dovrà subire, al fine di rientrare nei termini stabiliti dalla finanziaria di Tremonti (inutile dire che i 300 milioni di euro da donare ad Alitalia c’erano, quelli per togliere l’ICI ai ricchi pure e via dicendo di questo passo). Già che c’era, la Gelmini ha anche pensato di “modernizzare un po’ la scuola”, reintroducendo il grembiulino per gli studenti (ma come, non li trovate carinissimi?) o introducendo “l’insegnante unico”.

Naturalmente la notizia ha avuto pochissimo risalto: che importanza potrà mai avere, per i mass media, il fatto che in Alitalia ballino 9000 persone (eh già, oltre alle 6000 annunciate ci sono da considerare i 3000 precari di cui a nessuno frega nulla, arrivando a tagliare praticamente il 50% dei dipendenti) mentre la riforma della scuola taglia 90.000 insegnati in tre anni… poco importa che i (già furono “privilegiati”) dipendenti di Alitalia godranno di ammortizzatori sociali realizzati ad-hoc per loro, mentre gli insegnanti verranno banalmente “lasciati a casa”…

Sarà bellissimo dover tornare a formare a 360 gradi i pochi insegnanti rimasti (riducendo conseguentemente l’approfondimento formativo possibile, penserete mica che allunghino i tempi di formazione!), sarà bellissimo non avere le risorse in organico per poter seguire i bambini che presenteranno qualche difficoltà (trasformandole così rapidamente in lacune croniche). Sarà bellissimo, sarà moderno e soprattutto porterà ancora più bambini a frequentare le preziosissime “scuole private”, che da sempre sono oggetto di amorevoli cure da parte di tutte le riforme del sistema scolastico.

Un’altra importante novità sarà la maggior “autonomia” delle scuole: ad esempio mense e doposcuola passeranno a carico dei Comuni, che dovranno quindi stanziare i necessari fondi. Ottimo, soprattutto pensando che il taglio dell’ICI sulle case più grandi (che il precedente Governo aveva lasciato) aiuterà moltissimi Comuni proprio in questo frangente, garantendo un extragettito al quale viene così trovata congrua destinazione.

Inoltre, visto che la riforma così concepita avrebbe potuto lasciare qualche possibilità che i nostri figli imparino qualcosa di utile, ecco che la Gelmini pensa di ridurre l’orario scolastico (dovranno mica studiare sti poveri bambini? E quando imparano a truccarsi!). Cito da Repubblica.it:

Oggi le maestre sono due e assicurano 40 ore a settimana. In sostanza, tutti a casa a mezzogiorno e mezzo. Però con le maestre di ruolo in esubero potrà essere esteso il servizio. Stessa musica per le elementari con qualche variazione sullo spartito. Il principio base è: maestro unico e 24 ore a settimana. Ma se le famiglie lo richiedono alla scuola l’orario potrà essere prolungato a 27 o 30 ore, a condizione però che l’organico lo consenta. Peccato che il numero degli insegnanti venga stabilito sull’orario base, cioè 24 ore.

Tutto questo proprio mentre scopriamo che anche i dati oggettivi indicano come i nostri ragazzi vadano sempre peggio ma sembra che alla Gelmini ed a questo Governo la cosa non interessi: dopotutto, più allocchi ci sono più voti prendono, no?
Sarà bellissimo: se già oggi gli italiano non capiscono dove stia la fregatura sul caso Alitalia (figuriamoci sulla riforma scolastica), immaginate che spettacolo sarà quando non sapranno nemmeno fare le moltiplicazioni…

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Risposta da mamma Rai

Qualche giorno fa’, avevo aderito all’iniziativa promossa da g10co, scrivendo la seguente lettera a “mamma Rai”, riguardo al nuovo servizio RaiTV.

Salve,

ho visitato il nuovo sito http://www.rai.tv. Utilizzo come sistema operativo GNU/Linux e mi è stato impossibile fruire dei contenuti video poichè essi utilizzano la tecnologia ActiveX.

http://www.rai.tv è un servizio pubblico, dovrebbe essere accessibile da chiunque utilizzando qualsiasi sistema operativo. Così come è possibile vedere i programmi televisivi della Rai con qualsiasi televisore, indipendentemente dalla marca o dalle specifiche caratteristiche tecniche.

La scelta di utilizzare ActiveX danneggia il servizio http://www.rai.tv stesso perchè preclude l’accesso non solo agli utenti GNU/Linux, che sono in aumento, ma anche agli utenti Windows che utilizzano il browser Firefox.
Il plugin proposto
(http://www.iol.ie/~locka/mozilla/plugin.htm#download) infatti non è disponibile per le ultime versioni di Firefox, costringendo perciò gli utenti ad utilizzare versioni vecchie, ritenute ormai insicure del browser.

La scelta di utilizzare ActiveX è in contrasto con le direttive di accessibilità promosse dal W3C (http://www.w3.org/TR/WAI-WEBCONTENT/).

In sostanza la scelta di utilizzare ActiveX limita l’accessibilità ad un servizio pubblico, un servizio che tutti contribuiscono a pagare – anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux – e di cui tutti devono poter usufruire – anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux -.

Io Giacomo Rizzo chiedo perciò che tutti i contenuti multimediali presenti su http://www.rai.tv siano resi disponibili attraverso tecnologie e formati accessibili anche con il sistema operativo GNU/Linux e il browser Firefox.

Rivendico il diritto ad usufruire di un servizio pubblico attraverso le tecnologie che ritengo più sicure.

Giacomo Rizzo
Cinisello Balsamo (MI)

Oggi, mi è arrivata la risposta da “mamma RAI”, che non posso che applaudire, felice.

Prendendo spunto dalle segnalazioni e proteste di tutti voi utenti Internet relativamente alla accessibilità dei contenuti audio/video sul portale Rai.Tv , comunichiamo che l’ultima versione di prodotto già disponibile on line all’indirizzo http://www.rai.tv , ha introdotto alcune variazioni tecniche:

1. L’uso di ActiveX viene limitato (tramite riconoscimento di userAgent) alle pagine web presentate agli utenti su piattaforma Windows/Explorer (per i quali non ci risultano problematiche relative alla fruizione)
In tutti gli altri casi la gestione tramite ActiveX è stata eliminata, consentendo la fruizione dei video attraverso i player WindowsMedia, RealOne e FlashVideo.
E’ opportuno segnalare che questa gestione comporterà alcune modeste limitazioni, e cioè:
– le pagine di fruizione dei video utilizzeranno una barra dei comandi non omogenea rispetto ai differenti player
– nelle pagine di fruizione relative ai canali definiti come “WebTv” (Tric&Trac, Zoom, Stracult, ecc.), non viene gestita la riproduzione in sequenza automatica della playlist proposta. Quindi al termine della esecuzione di ogni video, si dovrà selezionare la prossima ‘traccia’ e richiederne il play.

2. Per ridurre la necessità di upgrade del Flash Player, sono stati modificati alcuni programmi ActionScript (flash) in modo da avere una compatibilità del codice con versioni di Flash Player a partire dalla 9.0.28 (precedentemente il sistema richiedeva la 9.0.45) .

3. Rispetto alla disponibilità di contenuti video nei vari formati di codifica, su Rai.Tv sono attualmente pubblicati contenuti digitalizzati in WindowsMedia o RealOne o FlashVideo. Si stanno al momento valutando tutte le opzioni tecnologiche per estendere il numero di possibili fruitori.

Concludiamo dicendo che siamo attentissimi alle segnalazioni di tutti gli utenti web, e che gli interventi descritti rappresentano solo il primo passo di un percorso che vorremmo sempre più condiviso con voi utenti stessi

Cordiali saluti

Vaticano e terrorismo

E cosi, alla fine, ci siamo arrivati. Il Vaticano, tramite il suo quotidiano, “L’Osservatore Romano”, ha fatto sapere di non gradire e anzi, considerare terrorismo, le critiche. Si, perchè non è tutta e solamente satira quella fatta ieri da Rivera. Non può passare per semplice satira. Erano critiche. Alcune delle quali le condivido pienamente, tra l’altro, ma in ogni caso, critiche. E le critiche fanno parte della libertà d’espressione. Non ci piove, non si può transigere.

Spieghiamo magari qualcosa di piu: ieri sera, al concerto del primo maggio, uno dei conduttori, Andrea Rivera, ha espresso alcune opinioni riguardo a Chiesa e Vaticano, applaudito e sostenuto dal pubblico. Tra queste critiche/battute, troviamo anche la condanna della decisione di non concedere i funerali cattolici a Piergiorgio Welby (mentre è stato concesso a Franco, a Pinochet ed a membri della banda della Magliana), e l’accusa di non volersi evolvere, dopo aver negato di credere nell’evoluzionismo.

Certo, oggi il termine “terrorismo” si usa per qualsiasi occasione, per qualsiasi ambito- E’ una buzzword della politica, proprio come “nuove tecnologie”, come “web2.0” e come “pirateria”. Ma questo non significa che perda il suo peso e che si debba smetterla di usare i termini a “pene di segugio”.

Allora mi riconosco in pieno nelle parole di Boselli, dello SDI: “o la Chiesa vuole anzare i toni dello scontro, oppure vuole il ripristino della censura. In entrambi i casi, è la strada sbagliata”.
L’alternativa sono le buste con dentro i proiettili, purtroppo, e monsignor Bagnasco ha già ricevuto questo trattamento, che ci tengo a condannare anche personalmente. D’altra parte, tentando di alzare i toni dello “scontro”, è proprio a questo che si arriva, e anche la valanga di applausi che ieri hanno dato forza alle parole di Rivera, sono il frutto della continua ingerenza dell’apparato della Chiesa nella politica italiana, che una parte di elettorato non vuole/può più sopportare.

Ovviamente, visto che il nostro panorama politico è di quelli che una volta cascate, le braccia, cominciano a fuggire di corsa, lo spunto è stato ripreso dalla destra che ha cominciato ad attaccare il governo. Non si sono evidentemente ancora resi conto che la campagna elettorale è finita ma continuano a cercare, in un modo o nell’altro, un appiglio qualsiasi per far sembrare in difficoltà il governo e la sua coalizione.