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Queste benedette schede

Director La questione delle schede elettorali è il “tema rovente” di questi ultimi giorni. Con o senza il simbolo della DC di Pizza, pare che il grande problema siano i simboli vicini, con particolare riferimento a quello di Italia dei Valori e Partito Democratico, e Popolo delle Libertà e Movimento per le Autonomie che, facendo parte della stessa coalizione, si trovano a “condividere” uno dei lati del quadrato che ne racchiude il simbolo: le critiche sono mosse a partire dalla constatazione che questo potrebbe indurre alcuni elettori a segnare la croce su entrambi i simboli anziché sul solo quadrato del partito prescelto.

Di chi sia la responsabilità del disegno della scheda poco importa (la destra accusa, la sinistra replica che è colpa di un decreto legge del governo Berlusconi, il centro va a mangiare la pizza ed i teodem chiedono l’intervento dal papa), ma effettivamente ci voleva tanto a disegnare sta benedetta scheda in un modo anche solo leggermente più intelligente?

Certo il problema non è legato al comprendere il concetto di “simbolo”: grazie anche agli spot elettorali (che si sprecano negli ultimi tempi e che sono per di più disponibili online sul sito del Ministero dell’Interno) sappiamo bene che per votare bisogna mettere la croce sul simbolo del partito prescelto, quindi non sul quadrato della coalizione (sono scelte mutuamente esclusive).
Il problema è semmai dovuto alle “sbavature”: se non viene lasciato un minimo di “margine di tolleranza” può succedere che vengano annullate delle schede a seguito di croci che “sconfinano” leggermente (anche se poi il presidente di seggio dovrebbe convalidare lo stesso i voti “palesi”).
Insomma, seppure sia vero che la scheda elettorale non è un campo da arare, quindi l’elettore potrebbe anche prestare un po’ di attenzione a come traccia i simboli, rendere più semplice il voto non sarebbe stata una cattiva idea.

Purtroppo le direttive del decreto legge che definisce come debbano essere disegnate le schede non lascia molto spazio di manovra

Facendo però un passo in là, mi chiedo: quanti elettori sono così stupidi da non aver ancora compreso il concetto di “simbolo”? Sulle modalità di voto infatti si sprecano da settimane gli spot televisivi e dovrebbe essere già chiaro a tutti che la scheda elettorale non è un campo da arare per cui si dovrà prestare attenzione a sbavature