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Del fallimento della domenica senz’auto

Traffico

Tranks via Flickr

Per l’ennesima volta si conferma l’assoluta incapacità di azione dell’amministrazione comunale di Milano nel contrastare l’inquinamento che attanaglia l’intera area sovra-provinciale.
Dopo aver trascorso oltre un terzo dello scorso anno con le soglie degli inquinanti oltre i livelli di allerta (e senza che l’amministrazione comunale abbia fatto alcunché di concreto per porvi rimedio), ecco che con l’inizio del nuovo anno la situazione si mostra già critica: dopo quasi un mese trascorso a cavallo del superamento delle soglie di guardia, si è finalmente resa talmente palese la necessità di un’azione coordinata ed efficace, che persino il restio Comune di Milano ha deciso di “fare qualcosa”. Purtroppo il “qualcosa”, nell’accezione del sindaco Moratti, è sinonimo di “nulla”: ha avuto a mala pena il coraggio di indire una giornata di blocco del traffico (domenica scorsa, nella fattispecie), senza cercare alcun tipo di coordinamento sovra-comunale e per di più infarcendo la sospensione di deroghe (persino per coloro che andavano a vedere la partita a San Siro!).

Inutile dire che il provvedimento è stato assolutamente inutile: non solo gli inquinanti non sono calati a sufficienza, ma non sono calati per niente! Così la Moratti si trova costretta ad un’ulteriore iniziativa, ed ancora una volta la scelta ricade su un’inutile ed isolata domenica di blocco della circolazione, stavolta con ancora più deroghe della scorsa.

L’emergenza smog di Milano assomiglia purtroppo sempre più all’emergenza rifiuti di cui sono purtroppo oggetto diverse città italiane (nel Lazio, in Campania, in Sicilia…): una situazione cronica, dovuta non a congiunture astrali (quali ridotte precipitazioni, o poco vento vento, o babbi natale e babau mancanti) ma all’assoluta assenza di una politica di contrasto non dico efficace, ma quantomeno ragionata.
I milanesi sono costretti a muoversi si muovo principalmente in automobile (i mezzi pubblici raggiungono a malapena i confini comunali quando la stragrande maggioranza dei lavoratori milanesi abita in periferia) e si spostano da soli, perché non c’è ne alcuna forma di educazione alla riduzione dell’impronta ecologica, perché non c’è alcun incentivo al car-sharing, perché mancano gli incentivi (ed disincentivi efficaci) tanto quanto le interconnessioni con le altre vie di accesso alla metropoli.
Curioso notare come questa sia la stessa giunta comunale che ha varato l’Ecopass, più e più volte sbandierato come “la soluzione definitiva” (per dirla all’inglese) e più e più volte criticato dal sottoscritto, dimostratosi a più riprese assolutamente inefficace (come era prevedibile, viste le premesse) ed iniquo, oltre che assolutamente isolato dalle norme di incentivo che avrebbero (persino nell’iniziale disegno del Comune) dovuto accompagnarlo per renderlo minimamente efficace.

A questo punto, con le elezioni comunali ormai alle porte, vale la pena considerare il punto “inquinamento” dei programmi dei vari candidati: ho già notato più volte un interesse da parte del candidato sindaco del centro sinistra Pisapia sul tema del contrasto all’inquinamento; l’alternativa del centro destra (già in carica) annaspa sempre più; gli altri candidati sindaci non hanno proprio niente da dire?

Quel terzo mondo che è Milano

Pieter Musterd via Flickr

Pieter Musterd via Flickr

Milano deve essere una città del terzo mondo. Non può che essere così: in quale altro paese tecnologicamente avanzato si può restare bloccati da quattro fiocchi di neve d’inverno (avevamo finito il sale, il sale!!!) e da due gocce d’acqua, come questa mattina? In una città per di più che alla normale dotazione di forze dell’ordine aggrega anche un sostanzioso contingente di militari in servizio d’ordine pubblico (la sicurezza…).

Eppure questa mattina in giro non ne ho visto neppure uno: due ore (secche) per percorrere poco più di 20 chilometri, di cui un’ora e quaranta solo per passare l’uscita di Palmanova della tangenziale est (dopo la quale era sostanzialmente scorrevole), a meno di 10 chilometri dalla partenza. Poi uscite chiuse (un metro e mezzo d’acqua a Mecenate…), alberi caduti, metropolitana bloccata (Famagosta allagata), semafori spenti e non un vigile, uno, per strada.

Mi piacerebbe che Provincia (per quanto appena insediata) e Comune rendessero conto alla cittadinanza sulla manutenzione delle strade, sulla destinazione delle forze dell’ordine. Non è concepibile che la città che si vanta di ospitare l’Expo 2015 si trovi paralizzata da poco più di un acquazzone estivo…

“Quanto basta”

Alitalia “Nebbia in abbondanza, due pugni di ritardi, Alitalia quanto basta”: questa è la ricetta che pare aver adottato la Destra italiana per quel che riguarda la difesa del “principale aeroporto del nord”, Malpensa. Controllato da SEA infatti (che controlla per altro anche Linate), da quanto si dice, si trova ad attraversare una grave crisi: colpa naturalmente del passato governo, che aveva deciso di svenderla ad acquirenti esteri (AirFrance) quando fiorivano e pullulavano le offerte nazionali, su tutte quella chiarissima dell’attuale premier “in pectore” il Cavalier Silvio Berlusconi.

Ora che le elezioni sono state vinte, Alitalia non serve più; così la “cordata italiana” è svanita nel nulla, e si prendono accordi con la Russia per vendere loro la compagnia, e il Comune di Milano ha deciso di fregarsene delle potenziali cattive acque in cui versano SEA (di cui è azionista) e Malpensa, chiedendo di incassare 25 milioni di euro dei dividendi dell’azienda per rimpinguare le casse comunali (distrutte dal poco accurato investimento in “derivati”), lasciando agli altri azionisti le briciole (9 milioni di euro).

Un “boccalone d’oro” a chi è cascato nel “prolungato” pesce d’aprile…

Bimbi drogati a Milano

so real so good!!!! Il problema dei minorenni dediti all’uso di sostanse stupefacenti a Milano è davvero serio. Al punto da costringere il Comune ad acquistare 5.000 test anti-droga (per una spesa totale di oltre 15.000 euro) e distribuirli alle famiglie con figli tra i 13 ed i 16 anni, che possono già da ieri (con due giorni di ritardo sul “piano di battaglia”) ritirarli nelle farmacie, presentando il coupon che gli sarà arrivato per posta (e che è stato ovviamente spedito prima che i kit fossero disponibili nelle 360 farmacie abilitate). Purtroppo in Comune hanno affrontato il problema dal lato sbagliato (come era prevedibile), puntando come al solito a dare un segno tangibile, a prescindere dalla bontà del “segno” in sè: praticamente “una bastonata sui denti è meglio che nulla”.

Le implicazioni infatti della distribuzione del kit ant-droga non sono da sottovalutare:

  • Innanzi tutto è statisticamente dimostrata l’inefficacia di una misura come questa. Kit anti-droga infatti vengono distribuiti da anni nelle scuole statunitensi, con il modesto risultato di un incremento (incremento!) dell’uso di sostanze stupefacenti dal 36 al 37%.
  • I 15.000 euro spesi per l’acquisto dei kit avrebbero consentito una campagna informativa di discreta qualità, che secondo esponenti di molte associazioni attive nel campo, avrebbero sortito effetti decisamente migliori
  • Esistono modelli del kit anti-droga che utilizzano la saliva per effettuare il test di positività da sostanze stupefacenti. Il modello distribuito dal Comune invece, è di quelli che necessitano l’uso dell’urina, decisamente più difficile da raccogliere “all’insaputa” del minore oggetto del controllo…
  • Il problema principale però è indubbiamente quello del rapporto tra genitori e figli, che viene messo a rischio dalla drasticità di un test come questo: il dialogo, sul quale si fonda il più semplice ed efficace deterrente nei confronti dei rischi della vita, viene compromesso da un risultato come quello che un test simile da, che non conosce valori intermedi (ne potrebbe naturalmente) tra “positivo” e “negativo” e pone il drammatico problema del “dopo positività”. Il problema non è risolto, il dialogo è interrotto, i genitori non sono seguiti in questa difficile fase.

Ancora una volta, purtroppo, un’iniziativa demagogica e populista rischia di portare più danni che benefici nel campo su cui va ad agire. Purtroppo il metodo che la destra cerca di portare avanti per la lotta al consumo di droga (battaglia in sé assolutamente corretta ed importante) è quello della “tolleranza zero”, dell’aumento delle sanzioni, della “radicalizzazione del conflitto” (tutti metodi che hanno già ampiamente dimostrato il loro insuccesso) anziché affidarsi a metodologie che hanno già sperimentalmente dato i loro frutti (pensiamo semplicemente all’Olanda…).

Ecopass: ora cominciano a preoccuparsi

Traffico Avevo cominciato a sbraitare contro l’Ecopass il giorno della sua entrata in vigore. Avevo continuato facendo notare che non stava servendo a niente, dati alla mano. Ora, pare che se ne siano accorti anche in Comune, con Forza Italia preoccupata perché “l’obiettivo non è stato centrato”. L’assessore alla Mobilità Croci parla di un “assestamento previsto”, ma mi domando se sia intelligente spendere una barcata di soldi per ottenere, al netto dell’assestamento dichiarato dell’assessore Croci, una riduzione del traffico del 17% (l’8% appena fuori dai bastioni) e 19% del pm10 in meno (posto che comunque siamo abbondantemente fuori dalle norme imposte dell’Unione Europea) rispetto al periodo “pre-ecopass”, ma con un bell’incremento tra il 9 e l’11% rispetto a gennaio (facendo due conti, da qui a maggio siamo punto e a capo).

Tutto questo considerando che le multe “staccate” dall’entrata in vigore dell’Ecopass sono oltre 160 mila, 5000 al giorno (di cui pare una certa quantità da rivedere, perchè il sistema non distingue una “C” da una “G”, ma ora siamo in campagna elettorale…) e che tutti questi bei dati rincuoranti per i cittadini interessati ai propri polmoni si riferiscono a meno del 5% del territorio (comunale!) e che noi simpatici abitanti delle periferie abbiamo ottenuto solo e semplicemente aumento dello smog, del traffico e dei costi.

Ovviamente Croci ha subito trovato un capro espiatorio: «ormai oltre il 50% delle emissioni è causato dagli Euro 4 diesel, oggi esenti».  E ci mancava altro: le caldaie degli abitanti non emettono pm10! Non si poteva mica stanziare il totale del costo del progetto Ecopass per cambiarle tutte (a gratis probabilmente), e guadagnare anche in consumi energetici, vero?

Ad ogni buon conto, la sperimentazione (perché alla fine della fiera, di questo si tratta) si concluderà molto probabilmente entro giugno, visto che a maggio il Tar discuterà del ricorso presentato da oltre 1000 persone tra milanesi ed abitanti della provincia, che ne chiede proprio la sospensione. A quel punto voglio proprio vedere chi rimborserà i milanesi…

Una Milano fuori legge soffoca nello smog

Smog Meno di 2 mesi sono bastati alla “Milano dotata di ecopass” per esaurire i 35 giorni “bonus” di sforamenti dei livelli massimi di pm10 nell’aria concessi dall’Unione Europea. Sebbene la prima città italiana a passare le soglie sia stata Torino già alcuni giorni fa, Milano è da considerarsi, a partire da questa settimana, ufficialmente fuori legge.

Il bilancio dell’introduzione dell’ecopass, tanto criticato dal sottoscritto sin dai primi giorni, a due mesi di distanza dalla sua entrata in “produzione”, non può che prendere atto dei fatti: non serve a nulla.
Anzi, un’indagine dell’Osservatorio di Milano, che di inquinamento si occupa scientificamente, mette in luce come proprio l’iniziativa promossa dalla giunta Moratti si sia rivelata controproducente: a fronte di una riduzione del circolante all’interno della zona ecopass infatti, l’Osservatorio ha registrato un ancora maggiore aumento del traffico (sia nel numero di auto, sia nella lunghezza del percorso effettuato) nelle zone periferiche. Oltre al danno, i cittadini milanesi si beccano così pure la beffa: l’inquinamento aumenta, il parcheggio a ridosso dei capolinea della metropolitana e della zona ecopass si riduce, paghiamo l’iniqua tassa voluta dal sindaco e ci becchiamo pure l’aumento dell’inquinamento, visto che è tutto qui in periferia dove notoriamente vivono le classi meno abbienti.

Le proposte non mancano sin da buon principio: se si vuole incidere seriamente sul livello di inquinamento a Milano è necessario prima di tutto ridurre le fonti di inquinamento: caldaie a carbonella, impianti obsoleti, camion, e via dicendo: dopodiché è necessario agire con incisività in tutta la zona interessata dal problema, vale a dire la Regione intera (visto che la brianza ed il bresciano sono anche loro prossime allo sforamento dei limiti UE).

Purtroppo a volte il potere impone decisioni scomode per la propria notorietà. La Moratti pensava evidentemente, introducendo l’ecopass, di prendersi i demagogici meriti di aver “salvato Milano dalla morsa dell’inquinamento” con un provvedimento che non facesse infuriare i cittadini. Purtroppo, come ben insegna la questione tasse del governo Prodi, far del bene al Paese non aumenta la popolarità, e per aumentare la popolarità senza intaccare gli stili di vita scellerati non porta giovamento apprezzabile ai fini perseguiti.

Riflettano i milanesi su che schieramento politico votare alle prossime politiche anche alla luce di questi fatti…

Un altro colpo di LK

Lastknight playing.... Matteo Flora, aka LastKnight, non è certo ignoto a chi bazzica nel mondo della sicurezza informatica italiana. Non è nuovo neppure allo scoprire falle (di vario genere), anche in siti web piuttosto noti, o delicati.
L’ultimo colpo, di cui si è avuta notizia da Punto-Informatico questa notte, è di quelle che mettono i brividi: “cross site scripting” con accesso ai dati di Comune di Milano, Rosso Alice e (nientepopodimenoche) Camera dei Deputati.

Interessante la replica di Alessandro Musumeci (direttore dei Servizi Informativi del Comune di Milano), che si trova coinvolto nell’ennesima rogna (dopo quelle dei sistemi ballerini dei primi giorni dell’Ecopass, ad esempio), che parla di “più fondi” e di “riprogettazioni in corso”. Tutto sicuramente vero, ma (aggiungo io nella mia ignoranza), un passo fondamentale è progettare da buon principio i servizi in modo che tengano in mente il problema della sicurezza, e farlo per il dovere di farlo, non per far bella figura all’Expo 2015.

Tornando a Matteo, però, una piccola anticipazione la voglio lanciare (visto che mi ha dato il permesso di farlo, ieri sera :P): da lunedì, proprio Matteo terrà una rubrica su Punto Informatico dedicata alla (in)sicurezza informatica, andando ad aggiungere ulteriore prestigio alla squadra di “stelle” che scrivono per il noto portale di informazione diretto da Paolo De Andreis, tra i quali troviamo già gente del calibro di Marco Calamari.

E le novità, da quel poco che posso capire, non sono finite. Stay tuned… 😛