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Sun: un milione per l’opensource (sua)

Sun Microsystems Pare che l’opensource stia fruttando davvero parecchio a Sun. Dopo tanto aver tentennato prima di rilasciare Java e Solaris sotto licenze completamente free (as in freedom), ora a Santa Clara sembrano essere davvero lanciati sulla nuova strada. E’ notizia di ieri infatti il lancio del Open Source Community Innovation Awards Program, che premierà i programmatori volontari più attivi e volenterosi sui progetto opensource di Sun (che oltre a OpenOffice, Java e Solaris vedono anche NetBeans, OpenSparc e GlassFish), spartendo tra loro la modica cifra di un milione di dollari. E se Sun può permettersi di “cacciare” una cifra simile, significa che l’opensource di dané ne sta portando davvero tanti, nella Silicon Valley…

A decidere la destinazione dei premi e le modalità di assengazione, paradossalmente, non sarà Sun stessa, ma le comunità di sviluppo avranno la possibilità di adattare al proprio modello di sviluppo il contributo che Sun assegnerà loro.

Naturalmente nella mente di tutti si è fatto il paragone tra l’iniziativa lanciata da Sun e quella che, ormai da alcuni anni, porta avanti Googl, il Summer of Code, che però ha un target leggermente diverso, essendo essenzialmente mirato alla promozione della diffusione della programmazione opensource tra i giovani.

Chissà quanta parte di questo milione di dollari finirà nel nostro paese, dove diversi programmatori conribuiscono attivamente allo sviluppo di OpenOffice.org…

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LIFOS – Laboratorio Informatico Free Open Source

lifos.jpgAll’attenzione di tutti gli interessati al mondo dell’attivismo del software libero e dell’open source.

A partire dalle importanti esperienze nel panorama dell’associazionismo del software libero in ambito locale e nazionale maturate negli ultimi anni dai soci fondatori, e con una forte volontà di rinnovamento e progresso, nasce in questi giorni, il

LIFOS, Laboratorio Informatico Free Open Source

un’associazione culturale ed un laboratorio sperimentale che mira alla diffusione ed alla promozione del software open source e dei formati e protocolli aperti, basandosi sui principi dell’etica hacker.

Vuole proporsi come realtà importante nel mondo dell’associazionismo del software libero milanese (ed agire come spinta e fonte di slancio), tramite la collaborazione stretta e continuativa con le altre realtà, costituite e non, già presenti e radicate sul territorio.

Anche se la neonata Associazione ha sede a Cinisello Balsamo, essa si ripromette di operare in tutto il panorama della Provincia di Milano, tramite proprie iniziative o tramite sinergie di rete con le altre associazioni già presenti ed attive sul territorio.

Tenendo presente che una prima serata di “presentazione e benvenuto” si terrà questo giovedi, a partire dalle ore 21:00, presso il Laboratorio Innovazione Breda, a Sesto San Giovanni, vi invitiamo a visitare il sito http://www.lifos.org, o a scrivere a info@lifos.org, per ottenere maggiori informazioni.

Risposta da mamma Rai

Qualche giorno fa’, avevo aderito all’iniziativa promossa da g10co, scrivendo la seguente lettera a “mamma Rai”, riguardo al nuovo servizio RaiTV.

Salve,

ho visitato il nuovo sito http://www.rai.tv. Utilizzo come sistema operativo GNU/Linux e mi è stato impossibile fruire dei contenuti video poichè essi utilizzano la tecnologia ActiveX.

http://www.rai.tv è un servizio pubblico, dovrebbe essere accessibile da chiunque utilizzando qualsiasi sistema operativo. Così come è possibile vedere i programmi televisivi della Rai con qualsiasi televisore, indipendentemente dalla marca o dalle specifiche caratteristiche tecniche.

La scelta di utilizzare ActiveX danneggia il servizio http://www.rai.tv stesso perchè preclude l’accesso non solo agli utenti GNU/Linux, che sono in aumento, ma anche agli utenti Windows che utilizzano il browser Firefox.
Il plugin proposto
(http://www.iol.ie/~locka/mozilla/plugin.htm#download) infatti non è disponibile per le ultime versioni di Firefox, costringendo perciò gli utenti ad utilizzare versioni vecchie, ritenute ormai insicure del browser.

La scelta di utilizzare ActiveX è in contrasto con le direttive di accessibilità promosse dal W3C (http://www.w3.org/TR/WAI-WEBCONTENT/).

In sostanza la scelta di utilizzare ActiveX limita l’accessibilità ad un servizio pubblico, un servizio che tutti contribuiscono a pagare – anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux – e di cui tutti devono poter usufruire – anche chi utilizza il sistema operativo GNU/Linux -.

Io Giacomo Rizzo chiedo perciò che tutti i contenuti multimediali presenti su http://www.rai.tv siano resi disponibili attraverso tecnologie e formati accessibili anche con il sistema operativo GNU/Linux e il browser Firefox.

Rivendico il diritto ad usufruire di un servizio pubblico attraverso le tecnologie che ritengo più sicure.

Giacomo Rizzo
Cinisello Balsamo (MI)

Oggi, mi è arrivata la risposta da “mamma RAI”, che non posso che applaudire, felice.

Prendendo spunto dalle segnalazioni e proteste di tutti voi utenti Internet relativamente alla accessibilità dei contenuti audio/video sul portale Rai.Tv , comunichiamo che l’ultima versione di prodotto già disponibile on line all’indirizzo http://www.rai.tv , ha introdotto alcune variazioni tecniche:

1. L’uso di ActiveX viene limitato (tramite riconoscimento di userAgent) alle pagine web presentate agli utenti su piattaforma Windows/Explorer (per i quali non ci risultano problematiche relative alla fruizione)
In tutti gli altri casi la gestione tramite ActiveX è stata eliminata, consentendo la fruizione dei video attraverso i player WindowsMedia, RealOne e FlashVideo.
E’ opportuno segnalare che questa gestione comporterà alcune modeste limitazioni, e cioè:
– le pagine di fruizione dei video utilizzeranno una barra dei comandi non omogenea rispetto ai differenti player
– nelle pagine di fruizione relative ai canali definiti come “WebTv” (Tric&Trac, Zoom, Stracult, ecc.), non viene gestita la riproduzione in sequenza automatica della playlist proposta. Quindi al termine della esecuzione di ogni video, si dovrà selezionare la prossima ‘traccia’ e richiederne il play.

2. Per ridurre la necessità di upgrade del Flash Player, sono stati modificati alcuni programmi ActionScript (flash) in modo da avere una compatibilità del codice con versioni di Flash Player a partire dalla 9.0.28 (precedentemente il sistema richiedeva la 9.0.45) .

3. Rispetto alla disponibilità di contenuti video nei vari formati di codifica, su Rai.Tv sono attualmente pubblicati contenuti digitalizzati in WindowsMedia o RealOne o FlashVideo. Si stanno al momento valutando tutte le opzioni tecnologiche per estendere il numero di possibili fruitori.

Concludiamo dicendo che siamo attentissimi alle segnalazioni di tutti gli utenti web, e che gli interventi descritti rappresentano solo il primo passo di un percorso che vorremmo sempre più condiviso con voi utenti stessi

Cordiali saluti

Proposte per il 22 giugno

Il 22 giugno, presso lo IULM di Milano, si terrà una manifestazione dal titolo “Condividi la Conoscenza“, che si vuole proporre come punto di partenza e riflessione sull’impatto dei “nuovi media” sulla nostra vita, sulla politica e sull’industria.

Chiamato alle armi dal buon Fiorello Cortiana, ho provveduto questa sera a proporre 3 diversi “nodi di riflessione” a mio avviso particolarmente importanti, e sui quali invito tutti a discutere e confrontarsi. Li riporto anche qui, per dare ulteriore risalto alla lodevole iniziativa.

Quantificazione del valore virtuale
Parlando con un caro amico, non molto tempo fa, mi faceva notare quanto fosse difficile investire in “innovazione” e “nuove tecnologie” in Italia, senza avere adeguati fondi alle spalle.

Questo perchè le banche e le società di venture e capitali, nel nostro paese, misurano ancora la bontà di una proposta di investimento in base alle immobilizzazioni materiali che il richiedente può portare. Questo aspetto è stato ulteriormente evidenziato quest’oggi durante un incontro presso il Politecnico di Milano, al quel ho partecipato.

Nel campo della cultura, quali immobilizzazioni possono essere “spese” per ottenere un investimento? Praticamente solo brevetti e diritti d’autore o di “proprietà intellettuale” (detesto questo termine, perdonatemi), che a mio avviso sono solo briglie e freni all’innovazione, alla produzione di cultura ed alla sua diffusione.

E’ assolutamente necessario che si faccia una seria riflessione, e si trovino delle proposte applicabili ed efficaci, per consentire una quantificazione oggettiva della bontà di un investimento in un ambito come quello della cultura, o dell’industria del software, dove le immobilizzazioni materiali non hanno praticamente necessità di esistere.

Pubblico dominio materiale
Quando si parla di “proprietà pubblica”, si pensa sempre ad aquedotti, autostrade, ferrovie. E quando queste proprietà vengono in qualche modo intaccate dalle privatizzazioni, si sentono salire urla di protesta. Tutto corretto, tutto assolutamente condivisibile, ma tutto, strettamente, materiale.

La privatizzazione delle infrastrutture di comunicazione, tanto importanti per la produzione e la diffusione della conoscenza, non arreca forse un danno paragonabile, se non superiore, alla privatizzazione di acquedotti, autostrade e ferrovie?

Come può una rete di larga banda (ma anche una rete di fonia, o la semplice proprietà ed efficienza di una emittente televisiva statale di qualità) che si confronta con mere logiche di profitto, senza tener conto di quelle che sono le esigenze culturali dei cittadini?

Bisogna che si prenda coscenza che l’infrastruttura di rete e (tele)comuncazione del nostro paese è un bene primario per la stessa economia italiana, e come tale, va difesa e rigidamente controllata.
La rete internet italiana non può essere in mano ad un monopolista (in palese conflitto di interessi, tra l’altro) come Telecom, i cui disservizi sono ormai divenuti barzellette fuori dai confini del nostro paese.

Riduzione del Digital Divide
Il termine “digital divide” purtroppo viene usato in modo piuttosto variegato, quindi la riduzione dello stesso è qualcosa di poco tangibile.
In questo caso, per “digital divide” intendo il divario culturale che impedisce a tutti i cittadini di fruire liberamente dell’innovazione (altro termine abusato, a mio avviso), di fatto creando cittadini di serie A e cittadini di serie B, e contribuendo quotidianamente ad ingigantire questo divario.

A mio avviso sarebbe necessario riflettere su quali ragionevoli proposte possano essere avanzate per combattere efficacemente questo problema.

Un punto da tenere presente è che piu che stimolare un’offerta (formativa?) che già per altro esiste, anche in maniera alquanto diffusa, e prima ancora di trovare i criteri economico/fiscali atti a spingere questa “riduzione”, è importante comprendere che va stimolata la richiesta stessa, rendere i cittadini stessi partecipi di questo processo, perchè nessun tipo di forzatura, nel campo della conoscenza, è in grado di portare benefici a medio/lungo termine.

Digg e il DRM: avanti cosi!

Molti di voi conosceranno già Digg.com un servizio del cosi detto “web2.0” dedicato alla raccolta e catalogazione di links, non molto differentemente da quello che succede anche con del.icio.us.

Negli scorsi giorni però proprio questo sito web si è trovato a fare i conti con “la forza della community”, e la piega che i fatti hanno preso è sicuramente importante ed istruttiva.

L’altro giorno infatti, era stato inserito da parte di un utente il link ad una delle chiavi di decifrazione dei nuovi HD-DVD. Lo staff di Digg.com aveva quindi ricevuto da parte di una delle aziende interessate la notifica che secondo loro anche la semplice pubblicazione della chiave di decifratura potesse costituire una violazione della loro “proprietà intellettuale” (ogni volta mi si accappona la pelle, dannazione). A quel punto, lo staff di Digg.com aveva provveduto a rimuovere quei link, forte del “Terms of use” del servizio, ed avvisato tramite un post gli utenti della decisione presa.

Agli utenti di Digg.com però, la cosa non è sembrata corretta, e nel giro di pochissime ore, centinaia di post relativi allo stesso argomento hanno reso vani i tentativi dello staff di arginare il problema. A quel punto, lo staff ha preso atto del volere della community che sta dietro a Digg.com ed ha modificato la propria decisione, scegliendo di “resistere o morire“.

Sono molto contento che Digg.com si unisca agli utenti in questa lotta contro l’abuso della proprietà intellettuale ed il DRM. Quanto successo in queste ore è il segno che la gente non ne può più di essere presa in giro.

Ah! E ovviamente 09-f9-11-02-9d-74-e3-5b-d8-41-56-c5-63-56-88-c0 🙂

Fa La Cosa Giusta!

E cosi è finita anche la IV edizione di Fa La Cosa Giusta!. Ovviamente il sottoscritto era presente, essendo questo uno dei due più importanti appuntamenti annuali dell’associazione (l’altro è il Linux Day), sia come socio di OpenLabs, sia come dipendente di MG Engineering, che era presente con un banchetto.

Che dire. Davvero bello. Vediamo di mettere insieme qualche idea:

flcg.jpg1. Grande successo per OpenLabs: siamo riuscit, tra le vendite di CD di Ubuntu, Xubuntu ed eduKnoppix (costo 1 euro), di adesivi, magliette e gadget vari, a rientrare completamente delle spese sostenute per la partecipazione alla fiera (oltre 600 euro) ed a incassare persino qualche spicciolo per le spese ordinarie che l’associazione deve sostenere. Ma cosa piu importante di tutte, siamo stati presenti, ci siamo fatti vedere come un’associazione viva e dinamica, abbiamo catturato l’attenzione, suscitato interesse, avvicinato qualcuno al mondo del software libero. Un grazie, da questo punto di vista, va a tutti i ragazzi di OpenLabs che sono stati presenti sui 3 giorni al banchetto, anche a costo di saltare pranzi e cene, o farli senza pane perchè già terminato, in piedi per 10 ore filate, a ripetere le stesse cose, rispondere alle stesse domande, sempre con il sorriso sulle labbra. Bravi ragazzi.

2. Tanta gente: alla vigilia, gli organizzatori prevedevano un afflusso di circa 30.000 persone. Secondo me, alla fin fine, sono state di piu. Soprattutto nella giornata di sabato e domenica, la gente arrivava al banchetto ad ondate, prendendolo letteralmente d’assedio, facendo perfino la fila per porre la propria domanda, o donare il proprio euro in cambio del cd da provare. Nei prossimi giorni, cercherò di contattatare i ragazzi dell’organizzazione per tirare le somme, capire cosa è andato bene e cosa si potrà migliorare (noi abbiamo gestito/fornito la connettività wireless per gli espositori) in vista dell’edizione 2008, alla quale parteciperemo senza ombra di dubbio.

3. Tanta solidarietà, tanti sorrisi: è bello vedere la gente sorridere. E’ bello vedere la tranquillità e la voglia di stare bene, in pace, sui volti delle persone. Al punto che quando capitava di scontrarsi correndo per i corridoi, si assisteva a uno scambio di scuse e sorrisi che a Milano sembra quasi una rarità. Ho visto persone fermarsi a chiacchierare con i venditori ambulanti (io stesso ho acquistato due copie del PappaMondo da un ragazzo di colore che poi è venuto al nostro banchetto a farsi spiegare la filosofia dell’OpenSource e del software libero). Ho visto persone portare in dono da un banchetto all’altro biscotti e dolci. Ho visto fiducia, ho visto voglia di vivere e di reagire ad una situazione difficile, in Italia e nel mondo. Ho ripreso un po della fiducia che era andata svanendo negli ultimi mesi. Una importante ricarica.

4. Tanti amici: con un certosino lavoro, negli ultimi mesi avevo contattato i gruppi di WikiMedia Italia e di Mozilla Italia per invitarli a partecipare. Erano presenti con i propri banchetti, e per 3 giorni ci siamo scambiati sostegno e battute, scambiati cibo e gadgets, supportati e consigliati. Erano in tanti, dentro e fuori da OpenLabs. Questi sono gli eventi che cementano le amicizie. A tutti quelli che leggeranno questo post e si sentiranno tirati in ballo, un abbraccio sentito 🙂
5. Timore: per portare i visitatori della fiera presso la sede di Openlabs, il gruppo organizzatore ha ideato una serata di “introduzione a Linux” per giovedi prossimo (19), alle ore 21. Visto quanti bigliettini d’invito sono andati via in 3 giorni di fiera, e visto che la sala dove pensavo di tenere la presentazione è di dimensioni piuttosto modeste (20-30 persone al massimo) ho qualche timore sull’affluenza. Cercherò di inventarmi qualcosa domani sera per capire come gestire il tutto… speriamo bene…

PS: Sono pure finito su Flickr. Che faccia -.-. Stavo parlando e mi sono trovato fotografato da quelli di Mozilla Italia. Potevo star serio? 😀

Riunione dei gruppi di Milano

Venerdi sera, presso la sede dell’Associazione, si è svolto un primo informale incontro tra esponenti di tutti i gruppi della provincia di Milano che si occupano di diffusione e promozione di GNU/Linux e del Software Libero ed OpenSource (ne ho contati 9, che sono quelli che avevo interpellato, se me ne sono perso qualcuno me lo si faccia presente! :P)

Purtroppo alcuni gruppi non si sono presentati, ma credo proprio che sia stato il poco preavviso (una settimana o poco piu) e il fatto di aver scritto direttamente alle persone anzichè formalmente ai gruppi stessi.  Mi auguro sinceramente che ai prossimi incontri ci possano essere tutti, in modo da allargare al massimo il consenso delle decisioni prese.

Le proposte che sono emerse da questa prima riunione sono essenzialmente tre, e vanno dalla rimessa in opera di milano.linux.it, all’organizzazione di un evento su DRM, Trusted Computing e Privacy, alla stesura condivisa di una riflessione sulla GPLv3 da portare poi come tavolo di lavoro alla LUG Conference di Cosenza.

I gruppi presenti (SemLUG, OpenLabs, POuL e LUG Bocconi) erano particolarmente entusiasti di lavorare insieme, e proprio questa bella atmosfera mi fa ben sperare. Vediamo un po cosa ne viene fuori 🙂