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Clive Cussler – Vento Nero

Immagine di Vento nero

Dopo un libro come “La Casta”, non potevo prendere in mano un altro libro impegnativo. L’ulcera non avrebbe sopportato. Così ho optato per un libro “più facile”, leggero, di un autore quantomeno a me noto.

“Vento Nero” è il primo libro scritto a due mani da Cussler insieme al figlio (guarda caso di nome Dirk) che promettono decisamente meglio di quanto non fosse vero delle collaborazioni che aveva precedentemente intavolato il celebre autore americano (mi avevano particolarmente deluso i personaggi dei libri scritti insieme a Paul Kemprecos).

La trama di “Vento Nero” è fin troppo realistica ed attuale: il terrorismo biologico è uno degli spauracchi a cui sempre più ci troviamo esposti ed il realismo con cui Cussler ne narra mette letteralmente i brividi. Unica nota stonata, sotto questo profilo, l’ipotesi piuttosto irrealistica utilizzata per l’attacco bioterroristico agli Stati Uniti, assolutamente inverosimile: vengono in mente al lettore almeno tre o quattro diverse metodologie di diffusione che sarebbero state decisamente più ardue da contrastare. D’altra parte è pur sempre un romanzo…

I personaggi chiamati a fare le veci degli ormai “anziani” Pitt e Giordino, sono una volta tanto azzeccati: il figlio dello storico Dirk Pitt (in questo libro direttore della Numa al posto di Sandecker, divenuto vicepresidente degli Stati Uniti), Dirk Pitt junior e la sorella Summer si rivelano degni dell’eredità di cotanto padre, ricalcandone in realtà per filo e per segno i tratti salienti. L’intervento poi di Giordino e Pitt senior in diverse occasioni rende “meno traumatico” il passaggio di consegne (memorabili un paio di irriverenti battute di Giordino che da sole valgono la lettura del pur corposo romanzo).

Bizzarra nota di colore: in un certo momento del romanzo, quando i due protagonisti si trovano in una situazione assolutamente priva di possibili vie d’uscita, vengono tratti in salvo niente meno che da Clive Cussler in persona, che li raccoglie a bordo di una vecchia imbarcazione tipica cinese; se da un lato può sembrare una comoda via d’uscita da una situazione complicata, dall’altra a me ha ricordato un grande regista…

Commento su Anobii.com:

Nel complesso un bel libro. Personaggi azzeccati (era ora), trama magnetica e realistica (salvo qualche “dettaglio” piuttosto discutibile), tema spaventoso e di grande attualità.
Un buon primo passo per il figlio di Cussler, Dirk, che spero si saprà confermare nei prossimi libri.

Clive Cussler e Paul Kemprecos – Il serpente dei Maya

Immagine di Il serpente dei Maya

Venti giorni per leggere un libro non sono certo la mia media. Non quando il libro è un piccolo tomo da meno di 500 pagine. Purtroppo non posso dire che sia solamente la mancanza di tempo ad avermi condotto a questo risultato: il libro in oggetto, “Il serpente dei Maya”, la prima collaborazione (data del 2002) tra Clive Cussler e PaulKemprecos, non ce ne mette proprio del suo a tenere il lettore incollato alle sue pagine (spesso e volentieri, dopo due o tre pagine, finivo con l’addormentarmi).

Le maggiori note distintive del romanzo, sono purtroppo negative: i due protagonisti, Kurt Austin e Joe Zavala, sono solamente la brutta copia dei più noti Dirk Pitt ed Alberto Giordino, che da sempre animano anche i più commerciali dei romanzi di Cussler. Chi conosce i due protagonisti storici, si renderà conto sin dalle primissime pagine che Austin ricalca esattamente il personaggio di Pitt, con una serie di “pecette”: invece che collezionare auto colleziona “altro”, anzichè vivere in un hangar vive in “altro” (dove “altro” potrebbe essere qualunque cosa, non sarebbe diverso), ma il personaggio è lo stesso, pur senza avere la brillantezza di Pitt (che ha dalla sua anche l’originalità del personaggio, naturalmente). Per Zavala e Giordino, non va diversamente: addirittura sono accomunati dall’origine: se Giordino è italiano, Zavala ha radici spagnole. Perfino il momento dell’incontro, nella sede della NUMA, tra le due coppie di amici, lascia in bocca un senso di amarognolo: l’incontro è artificioso, lento, irrealistico, artefatto.

La trama purtroppo, non sopperisce alla mancanza dei due protagonisti storici: nonostante presenti idee interessanti, diviene presto lenta e molto “americana” alla fine del libro: il cattivo che vuole conquistare il mondo/l’America/la città/il quartiere/casa sua/la sua cameretta ed “i nostri eroi” che si mettono in mezzo e con sagacia e sangue freddo sventano il tutto. Prevedibile, lento, non magnetico.

Non ci siamo.

Commento su Anobii.com:

La prima avventura scritta insieme a Paul Kemprecos (data del 2002) non brilla certo di originalità. I due protagonisti, Kurt Austin e Joe Zavala non sono altro che la brutta copia dei più noti Dirk Pitt e Alberto Giordino. Persino il momento del loro incontro, all’inizio del libro, è artificioso, innaturale.
La trama purtroppo, non sopperisce alla mancanza dei due protagonisti storici: nonostante presenti idee interessanti, diviene presto lenta e molto “americana” alla fine del libro.

Clive Cussler – Dragon

Immagine di Dragon

Ho finito di leggere “Dragon”, di Clive Cussler.

Non é certo il migliore dei suoi romanzi…
Risulta anzi particolarmente “lungo” (forse per via dei numerosi capitoli – ce ne sono 76 – mediamente piuttosto brevi) e poco “scorrevole”, con una trama fantasiosa al limite della fantascienza (il Big Jhon in particolare).
D’altra parte Cussler racconta i suoi personaggi, situazioni ed eventi con una nitidezza, una passione, un’accuratezza che l’insieme del libro diviene gradevole.

Voto: ***/5

Non sapersi trattenere…

Io non mi so trattenere. In diverse occasioni. Ormai lo so, ne riconosco persino i sintomi. “Quindi stai lontano dai rischi” (direte voi). E invece no. Mi faccio trascinare, come calamitato. Uno dei posti che mi fanno questo effetto sono le librerie. Ho a casa una “pila dei libri da leggere”, eppure ogni volta che entro in libreria fatico ad uscirne a mani vuote. La lista dei desideri di Anobii si allunga a vista d’occhio, ho già comprato da IBS una certa quantità di libri, di recente, eppure davanti alla promozione di una serie di libri di Cussler che mi mancavano a 5.90 euro, non ho resistito. Già che c’ero poi (mi passava proprio sotto gli occhi…) ho tirato su anche un altro libro di Biondillo. Risultato, 41 euro di libri. Sigh.


Immagine di Vento nero
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