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Allenamento 10/04

Io davvero non riesco a capirmi. Quando dovrei andare piano (ora, con pochissimi chilometri nelle gambe), vado forte. Quando dovrei andare forte (alla fine della scorsa estate, ad esempio), vado piano da temere un’anemia o una mononucleosi. Ma come cavolo funziono??

Bah. Ad ogni modo, giornata fantastica (metereologicamente parlando) e tutto sommato positiva anche a livello “ciclistico”. Sfruttando il pomeriggio libero da impegni per una serie di motivi (non ultime le ferie pasquali), sono riuscito ad uscire in bici piuttosto presto: alle 15:00 ero già in sella, direzione Carate. La strada, sempre la solita (comincia a stufarmi, dovrò trovare una valida alternativa), ma le gambe giravano davvero bene. Non al punto da non sentire la catena, ma quasi. Se qualcuno di voi (lettori?) non ha presente cosa significhi andare a 30 all’ora e non accorgersene, beh, dovrebbe provare 🙂

Da Carate, ho cominciato a tirare sul serio. Lungo la salitella che porta verso Verano e da li a Giussano, ho tirato a tutta, per cercare di capire se sarei riuscito a rimanere a ruota dei miei compagni di squadra, che proprio li avevo perso l’ultima volta che ci siamo passati. La risposta è: “Probabilmente si. A fatica, ma probabilmente si”.

Una volta in vista di Inverigo (località Robbiano), ho svoltato a destra in direzione Arosio, facendomi quella splendida discesa (e successivo strappo) senza particolari problemi e senza eccessiva fatica (ho per altro sbagliato ad imboccare un incrocio e stavo per lanciarmi a 60 all’ora in autostrada, che non sarebbe stata una grande idea…).

Da Briosco la strada prosegue verso Vergo Zoccorino, da cui ho poi ripreso la solita strada della Renate. Solo a partire da Cremella, incredibilmente, le gambe hanno cominciato a mostrare i primi segni di affaticamento. Fino a quel punto, la media era superiore ai 26 orari, nonostante le varie salitelle affrontate.

A Barzanò ho scoperto che la strada che faccio di solito è interrotta per lavori, ma visto che io sono cocciuto, ho finito con lo scavalcare una siepe, bicicletta in spalla, per non finire dentro la voragine aperta in meno di 3 giorni (ma che sono, Lussemburghesi??). A quel punto la scelta era tra tornare a casa risalendo verso Monticello Brianza, o allungare il giro e scendere la Bevera. Visto il sole e lo splendido tepore che sentivo sulla pelle, non me la sono proprio sentita di tornare a casa, anche perchè ormai gli appuntamenti importanti della stagione si avvicinano, ed io sono ancora troppo indietro con la preparazione. Cosi ho svoltato a sinistra, ed affrontato, a uovo, la Bevera, giu a 60 all’ora. Da Castello Brianza ad Oggiono, le gambe sembravano essersi leggermente riprese, grazie alla pedalata agile, a qualche massaggio, alle barrette ed a tanta, tanta acqua.

Sembravano, appunto. Appena iniziata la salita di Ello infatti, sono diventate due tronchi d’albero, facendomi rapidamente intuire che faticata mi si prospettava per tornare a casa. Riuscire a stare sempre oltre i 10 chilometri orari lungo la salita (per quanto breve) è stata una fatica davvero notevole, ed il risultato finale non è dei piu confortanti. ello-da-oggiono.jpgPartendo infatti dal bivio per Ello anzichè dalla rotonda (dimenticato di premere il pulsante del computer), ho comunque impiegato 1 minuto piu del mio tempo migliore, che è davvero tanto, se consideriamo una salita che in totale si percorre in meno di 10 minuti.
Nonostante tutto però, il fatto di poter sviluppare oltre 160 watt anche quando sono in crisi, è un segnale confortante.

Ello (da Oggiono):

  • Tempo: 9′ 45″
  • Frequenza cardiaca media: 170 bmp
  • Frequenza cardiaca massima: 176 bmp
  • Velocità media: 11.6 km/h
  • Cadenza media: 63 rpm
  • Chilometri percorsi: 1.9 km
  • Pendenza Media: 6.1%
  • Dislivello: 117 m
  • VAM: 720.0 m/h
  • Potenza media: 163.25 watt
  • Watt/Kg medio: 2.5 w/kg

Arrivato a Dolzago, mi si è parato davanti il “muro” della Bevera, ed il calvario che ci ho passato sopra non è degno di essere raccontato. Basteranno i miei ringraziamenti al signore dai capelli bianchi in sella alla Trek che mi ha consentito, mettendomi alla sua ruota, di arrivare a Monticello Brianza senza peggiorare ulteriormente la situazione.

Da Monticello, essendo finite le salite, la strada verso casa è stata piu semplice. In alcuni momenti, tra l’altro, tenere i 30 all’ora in pianura non era nemmeno impresa impossibile, e grazie anche all’aiuto del mio compagno di squadra Luca che mi ha sorpassato a Desio e offerto una locomotiva verso casa (mai scesi sotto i 35 all’ora, compresi gli incroci 8|), sono riuscito a concludere i miei 80 chilometri odierni in poco piu di 3 ore, ad una media di 25 km/h spaccati, che non è proprio una schifezza.

Ora mi ci vorranno 2 o 3 giorni per smaltire tutto l’acido lattico accumulato in 3 ore, ma va bene cosi, è stata una giornata importante in vista degli appuntamenti di maggio.

Uscita:

  • Tempo totale: 3h 17′ 14″
  • Tempo reale: 3h 11′ 30″
  • Tempo in Zone: 2h 05′ 25″
  • Tempo sopra Zone: 1h 06′ 35″
  • Tempo sotto zone: 0h 05′ 14″
  • F.c. media: 157 bmp
  • F.c. massima: 179 bmp
  • OwnZone: 133 – 163
  • KCal consumate: 2627
  • Distanza percorsa: 80.0 km
  • Velocità media: 25.0 km/h
  • Velocità massima: 60.0 km/h
  • Cadenza media: 83 rpm
  • Cadenza massima: 120 rpm

Stagione:

  • Tempo totale: 22h 57′ 43″
  • Tempo reale: 21h 19′ 17″
  • KCal consumate: 16555
  • Chilometri stagione: 523 km
  • Chilometri totali: 3611 km
  • Velocità massima: 60.0 km/h
  • Cadenza massima: 125 rpm

Allenamento 06/04

Finalmente una bella giornata ed il tempo di uscire in bicicletta. Erano praticamente due settimane e mezza che non mi allenavo, e mi immaginavo di avere le gambe ridotte in pappa. E invece, dopo i primi, impegnativi chilometri, durante i quali ho sciolto un po le gambe, ho cominciato ad avvertire le sensazioni dei giorni buoni.

calo-da-carate-brianza.jpgInvece di fare il solito Monticello Brianza, ho svoltato per la Calò (nella foto), il cosi detto spacca-cuore, prima che Elisa ci portasse via il nome. Il tratto impegnativo è brevissimo, non più di 400 metri, ma ad una pendenza del 18%.

A differenza delle altre volte però, stavolta sono riuscito a farla senza dover mettere il piede a terra, cosa (per me) piuttosto inusuale. Ci ho messo in totale 2′ 27″ per coprire lo strappo fino al passaggio a livello, e altri 4′ 43″ (comprensivi di attesa al passaggio a livello) per arrivare a Calò.

Da quel momento però, le gambe hanno cominciato a girare come si deve: la parte piu dura di Monticello Brianza (su cui arriva lo spacca-cuore) li ho percorsi quasi per intero con il 39-18, nonostante non stessi faticando eccessivamente.

Alimentatomi in cima, sono piu sceso dall’altro lato, arrivato a Barzanò, e da li imboccato la strada per Renate, sul cui mangia-e-bevi ho provato a fare qualche scatto, tenendo quasi sempre il 53 davanti (non c’è piu tempo per aspettare, mancano solo 2 mesi alla 9 Colli…).

Giusto qualche crampo sulla via del ritorno, prontamente sedati però dai carboidrati liquidi a rapida assimilazione, che mi hanno di fatto riportato a casa.

Alla rotonda sulla statale per Lecco, mi hanno sorpassato due ciclisti visibilmente più allenati di me (uno dei due, che sarà stato alto 2 metri e qualcosa, aveva dei polpacci che facevano paura). Sono stato nella loro scia per meno di un chilometro, poi hanno smesso di tirare, ed hanno atteso un loro compagno che si era attardato. Io ho proseguito, cercando poi di scavare tra me e loro il distacco più ampio possibile, ben sapendo che in 3 avrebbero potuto inseguirmi con molta facilità.

E cosi è stato: mi hanno preso alla prima rotonda di Desio, quando vedendoli arrivare ho mollato, sperando di potermi a quel punto mettere a ruota tranquillo e farmi portare a casa. Invece hanno svoltato a destra, e io mi sono trovato a dover proseguire da solo. Pazienza.

Uscita:

  • Tempo totale: 2h 34′ 08″
  • Tempo reale: 2h 27′ 27″
  • Tempo in Zone: 2h 07′ 05″
  • Tempo sopra Zone: 0h 11′ 12″
  • Tempo sotto zone: 0h 15′ 51″
  • F.c. media: 148 bmp
  • F.c. massima: 177 bmp
  • OwnZone: 133 – 163
  • KCal consumate: 1864
  • Distanza percorsa: 59.6 km
  • Velocità media: 24.2 km/h
  • Velocità massima: 46.0 km/h
  • Cadenza media: 78 rpm
  • Cadenza massima: 125 rpm

Stagione:

  • Tempo totale: 19h 40′ 29″
  • Tempo reale: 18h 07′ 47″
  • KCal consumate: 11928
  • Chilometri stagione: 443 km
  • Chilometri totali: 3531 km
  • Velocità massima: 55.2 km/h
  • Cadenza massima: 125 rpm

Allenamento 21/03

Uscita inutile. A Nova mi sono reso conto di non aver preso la borraccia, e sono dovuto tornare a casa. A quel punto, di rimettermi sulla strada per Paderno, m’era anche passata la voglia.

Almeno ho verificato che la ruota è stata riparata correttamente.

Uscita:

  • Tempo totale: 0h 27′ 59″
  • Tempo reale: 0h 26′ 12″
  • Tempo in Zone: 0h 14′ 51″
  • Tempo sopra Zone: 0h 04′ 42″
  • Tempo sotto zone: 0h 08′ 26″
  • F.c. media: 143 bmp
  • F.c. massima: 170 bmp
  • OwnZone: 133 – 163
  • KCal consumate: 320
  • Distanza percorsa: 10.4 km
  • Velocità media: 23.8 km/h
  • Velocità massima: 41.8 km/h
  • Cadenza media: 91 rpm
  • Cadenza massima: 116 rpm

Stagione:

  • Tempo totale: 17h 06′ 21″
  • Tempo reale: 15h 40′ 20″
  • KCal consumate: 12064
  • Chilometri stagione: 384 km
  • Chilometri totali: 3471 km
  • Velocità massima: 55.2 km/h
  • Cadenza massima: 117 rpm

“Fai da… me”

sostegno-vicino.jpg

Ieri, munito di trapano ed avvitatore, ho dedicato una mezz’oretta al “fai da te”, attaccando al muro in garage un sostegno per la mia amata bicicletta. Il risultato è migliore di quel che sperassi 😛

In realtà si tratta di falso “Fai da te”, visto che la struttura è stata acquistata all’IKEA da mio padre ormai tempo addietro, ma non essendo mai stata montata, ed avendolo fatto “con le mie zampette”, la cosa mi piace particolarmente.

In assenza di una livella, ho usato un metro per livellare la sbarra di metallo, che ho poi fissato al muro con 8 buchi ed altrettanti fisher.

sostegno-lontano.jpg

Una volta ottenuta la conferma che la sbarra tiene, ho provveduto a fissare i ganci nella posizione desiderata, ed appenderci gli 11 chili della mia Pinarello.

Il risultato è davvero positivo, anche perchè la dimensione di ganci di sostegno sembra essere stata studiata a misura del manubrio della mia specialissima. Spazio ridotto all’osso, ora devo trovare una sistemazione “all’immondizia” che c’era nella zona dove ora sta la bicicletta, anche perchè lo spazio che prima occupava quest’ultima, vorrei usarlo per contenere la mia povera autovettura che nel frattempo ha passato l’inverno esposta alle intemperie.

Dite che buttare via un po della “spazzatura” che ingombra il resto del garage potrebbe essere un’idea? Magari anche parte delle cose che i miei genitori hanno proditoriamente acquistato negli ultimi anni ed ammassato nel mio box? No eh? Uff…

Allenamento 15/03

Altra bellissima giornata di sole, altro proficuo allenamento.

Ancora una volta, sono andato su fino a Monticello Brianza, e sono tornato indietro, perché il tempo era quel che era, ma stavolta non mi sono risparmiato piu di tanto sulla salita. L’ho affrontata andando su “forte” sul primo strappo, ma poi dopo il passaggio a livello mi sono trovato fermo al semaforo, ed ho pasticciato un po con il ciclocomputer, buttando via il tempo che stavo registrando. A posteriori, facendo due calcoli, viene fuori qualcosa come 16′, ma lo riprenderò la prossima volta.

In compenso, le sensazioni erano davvero ottime. Non ho mai messo ne il 22 ne il 23, e ho avuto, per tutta la salita, l’impressione di poter tirare di piu, ma non l’ho fatto per paura di “finirmi”.

Questa condizione cosi buona dopo un lungo periodo di stop mi lascia davvero perplesso, non me l’aspettavo… oggi ho tenuto i 27-28 all’ora di media fino a Carate, ho fatto la salita forte, ho tenuto i 30 all’ora di media tornando a casa, ed ho sempre avuto le gambe piuttosto scattanti. Solo negli ultimi chilometri le gambe hanno cominciato a risentire dello sforzo fatto.

Unica nota stonata, a Paderno Dugnano. Mentre pedalo avvicinandomi ad un semaforo sento:

pffsssssssss…. tutump tutump tutump…
“tutump?” (mi volto verso la ruota posteriore)
tutump tutump tutump
“doh!”

Gomma posteriore bucata, e visto che ero sufficientemente vicino a casa, ci ho pedalato sopra fino al garage. Diego oltretutto è chiuso questa settimana… questo significa che sabato mattina non potrò uscire come previsto… pazienza. Sarà l’occasione per far riposare un po le gambe dopo la “strigliata” di oggi…

Nel complesso, 25 all’ora di media su 2 ore di allenamento sono quasi in linea con le mie aspettative originarie per il mese di marzo, e la cosa mi fa molto piacere. Poter lavorare su una base di forma già decente, potrebbe portarmi davvero a partecipare alla “G.F. 9 Colli”, a fine maggio. L’importante è uscire con costanza, da qui a la…

Uscita:

  • Tempo totale: 1h 56′ 47″
  • Tempo reale: 1h 50′ 30″
  • Tempo in Zone: 1h 23′ 52″
  • Tempo sopra Zone: 0h 26′ 44″
  • Tempo sotto zone: 0h 06′ 11″
  • F.c. media: 155 bmp
  • F.c. massima: 210 bmp
  • OwnZone: 133 – 163
  • KCal consumate: 1516
  • Distanza percorsa: 45.9 km
  • Velocità media: 24.9 km/h
  • Velocità massima: 45.1 km/h
  • Cadenza media: 85 rpm
  • Cadenza massima: 114 rpm

Stagione:

  • Tempo totale: 16h 38′ 22″
  • Tempo reale: 15h 14′ 08″
  • KCal consumate: 11744
  • Chilometri stagione: 373 km
  • Chilometri totali: 3461 km
  • Velocità massima: 55.2 km/h
  • Cadenza massima: 117 rpm

Allenamento 13/03

Due cose essenziali da dire sull’uscita di oggi:

  1. tempo splendido
  2. gambe stranamente brillanti

Sono uscito dopo aver accompagnato Laura al lavoro (quindi saranno state su per giu le 14:30), e visto il tempo, ho deciso di arrischiare l’uscita con il completo estivo. Unica protezione, la maglietta antivento sotto quella estiva. Azzardo riuscito, non ho mai sentito freddo, giusto un po di freschino in discesa, ma l’avrei sentito comunque, come è noto.

In compenso, mi sono reso conto quasi subito che le gambe giravano bene. Certo, non come nei tempi migliori, non si può pretendere piu di tanto da uno che ha poco piu di 300 km nelle gambe, però giravano. Ogni tanto provavo a fare un po di forcing, a tirare un pochino di piu, e il fisico rispondeva piuttosto brillantemente.

Alla fin fine però, ho sempre cercato di non strafare, perchè era la prima uscita “seria” (l’altro giorno ho fatto nemmeno 20 chilometri) dopo parecchio tempo, e esagerare avrebbe tranquillamente potuto significare farsi del male.

L’uscita non poteva essere piu classica. Cinisello – Paderno – Nova – Desio – Seregno – Carate – Monticello e viceversa.

Monticello Brianza da CarateCurioso che attaccando Monticello Brianza mi sia accodato ad un altro ciclista, in evidente sovrappeso, che andava su davvero piano. Ho fatto tutta la prima parte (fino praticamente all’incrocio per Renate) dietro di lui (salivamo forse a 20 all’ora…) poi gli ho dato il cambio ma dopo il passaggio a livello l’ho letteralmente perso. Indeciso sull’aspettarlo o meno, ho tentennato un po, dopodichè sono andato su con il mio passo (e cominciando a fare un po piu di fatica). Sul tratto piu duro, appena prima del distributore di benzina sulla sinistra, mi ha sorpassato un altro ciclista, sicuramente piu in forma sia del sottoscritto che del ciclista “disperso”. Gli sono stato dietro fino al semaforo, poi sull’ultimo strappo lui si è alzato sui pedali e mi ha lasciato li

Alla fontana però, nonostante io non abbia tirato sull’ultima spianata, il suo vantaggio su di me non superava i 30″, e considerando la leggerezza con cui ho affrontato la salita, il fatto di averla completata in meno di 19′ è un segnale confortante, anche perchè non ho quasi mai messo su il 23, nemmeno sugli strappi piu impegnativi (se di strappi impegnativi si può parlare).

Monticello Brianza:

  • Tempo: 18′ 25″
  • Frequenza cardiaca media: 166 bmp
  • Frequenza cardiaca massima: 178 bmp
  • Velocità media: 19.2 km/h
  • Cadenza media: 81 rpm
  • Chilometri percorsi: 5.9 km
  • Pendenza Media: 2.7%
  • Dislivello: 161 m
  • VAM: 524.5 m/h
  • Potenza media: 153.60 watt
  • Watt/Kg medio: 2.3 w/kg

Anche sulla strada del ritorno, le “zampacce” giravano sufficientemente bene. Sono riuscito senza eccessiva difficoltà a tenere una media intorno ai 30 orari, e sono stato spesso tentato di mettere il 53 e lasciare un po di riposo al 39/14, ma non è ancora il momento e quindi non l’ho fatto se non per brevi tratti.

Alla fine, quasi 50 chilometri percorsi ad una media di 24 chilometri orari sono davvero un bel risultato per essere la prima uscita dopo quasi 2 mesi da quelle 3 o 4 uscite di gennaio. Sono contento. Speriamo che sabato mattina si riesca ad uscire nelle stesse condizioni… il 20 maggio si avvicina… :/

Uscita:

  • Tempo totale: 2h 05′ 39″
  • Tempo reale: 2h 00′ 01″
  • Tempo in Zone: 1h 25′ 50″
  • Tempo sopra Zone: 0h 27′ 57″
  • Tempo sotto zone: 0h 11′ 52″
  • F.c. media: 153 bmp
  • F.c. massima: 179 bmp
  • OwnZone: 133 – 163
  • KCal consumate: 1611
  • Distanza percorsa: 48.3 km
  • Velocità media: 24.1 km/h
  • Velocità massima: 47.0 km/h
  • Cadenza media: 80 rpm
  • Cadenza massima: 117 rpm

Stagione:

  • Tempo totale: 14h 41′ 35″
  • Tempo reale: 13h 23′ 38″
  • KCal consumate: 10228
  • Chilometri stagione: 327 km
  • Chilometri totali: 3415 km
  • Velocità massima: 55.2 km/h
  • Cadenza massima: 117 rpm

Allenamento 09/03

Dopo essermi lamentato in varie lingue del fatto che non esco in bicicletta da troppo tempo, oggi pomeriggio ho deciso di dedicare un’oretta a me stesso ed ho inforcato la bicicletta. Già la sensazione di tornare a pedalare vale lo sforzo fatto. Non me lo ricordavo piu… dopo un inverno di rinuncie (per diversi motivi, non ultima, sicuramente, la pigrizia), non ricordavo piu quanto è bello pedalare davvero (nonostante i rulli siano un ottimo compromesso).

Nel merito, devo dire che la media mi ha stupito. E’ vero che ho fatto solo un’ora, quindi tutta pianura (andata e ritorno da Seregno), ma oltre 24 all’ora di media è davvero strano, visto che non pedalavo da piu di un mese… Sarà stata l’orribile prontezza di quando non si è stanchi… :/ Ho fatto troppo poco lavoro sui rulli perchè potessero essere quelli…

Comunque vedremo. Per domenica è previsto bel tempo, e io ho previsto di arrivare almeno in cima a Monticello Brianza, anche se non forzerò…

Si ri-ri-ricomincia la stagione [-.-]…

Uscita:

  • Tempo totale: 1h 02′ 47″
  • Tempo reale: 1h 00′ 20″
  • Tempo in Zone: 0h 55′ 39″
  • Tempo sopra Zone: 0h 03′ 00″
  • Tempo sotto zone: 0h 04′ 08″
  • F.c. media: 147 bmp
  • F.c. massima: 180 bmp
  • OwnZone: 133 – 163
  • KCal consumate: 755
  • Distanza percorsa: 24.6 km
  • Velocità media: 24.5 km/h
  • Velocità massima: 44.5 km/h
  • Cadenza media: 85 rpm
  • Cadenza massima: 111 rpm

Stagione:

  • Tempo totale: 12h 35′ 56″
  • Tempo reale: 11h 23′ 37″
  • KCal consumate: 8617
  • Chilometri stagione: 279 km
  • Chilometri totali: 3366 km
  • Velocità massima: 55.2 km/h
  • Cadenza massima: 116 rpm

Finalmente due minuti…

Finalmente riesco a ricavarmi due minuti per scrivere sul blog… Non che non abbia niente da fare (figuriamoci) ma semplicemente il prossimo “step” può essere rimandato di qualche minuto.
Gli impegni sono soprattutto lavorativi ed associativi, ma si accavallano gli uni sugli altri al punto da non lasciare tregua. Ho passato tutto il tempo libero delle ultime giornata lavorando al bugfix di Geson, lo strumento di gestione integrata dei soci di OpenLabs, che era dismesso ormai da un paio d’anni (da quando è stato scritto praticamente). Ora esegue correttamente le ricerche in base alla tipologia di socio e stampa il formulario di iscrizione/rinnovo direttamente dall’interfaccia. Prima, ho lavorato ad una nuova versione delle slides sul “Man In The Middle”, aggiungendo un paio di informazioni aggiuntive e rivedendo i concetti espressi (malamente devo dire) 2 anni fa (le slides sono qui), ed esposto il tutto lunedi sera in Sede. Martedi sera è stato il turno dell’ultima lezione del corso “Primo livello”, che ripartirà poi il 20 di marzo con un’altra, se non due, nuove sessioni, in parallelo praticamente ad una, se non due, sessioni del corso “Secondo livello” di cui il materiale è tutto da produrre.

In piu c’è tutto il lavoro di preparazione dell’Assemblea dei Soci che si terrà il 12 aprile. Modifiche statutarie, relazioni sugli eventi, corsi e sistemi (di cui sono responsabile io), le convocazioni da fare…

A questo, si aggiungono l’organizzazione dell’uscita sociale del 17 marzo (visita all’Osservatorio Astronomico di Castione della Presolana con cena “locale”), la preparazione di quel che dovò raccontare il 16 al TGIF (che devo preparare, se no…)…

Ovviamente questo per quel che riguarda la sola associazione
Per quel che invece riguarda il lavoro abbiamo: seguire i diversi clienti in giro per la Lombardia (in questo momento mi trovo a fare presidio a Magenta, con 3 macchine infettate da un trojan di cui bisognerà comprendere i meccanismi di funzionamento e rimozione), nuovi e vecchi clienti che reclamano le giuste attenzioni, la sperimentazione sul VoIP… insomma… un casotto.

In piu, c’è il sole fuori, e avrei voglia di andarmene in giro in bicicletta, giusto per far svegliare le zampe che sono sostanzialmente ferme praticamente da fine ottobre…

E per fortuna che non sono ancora cominciati i corsi in Università…

Rulli 21/02/2007

rulli.jpg

Per la seconda volta della stagione, mi trovo a ricominciare da zero con la preparazione. Ai primi di gennaio avevo cominciato il lavoro di preparazione, percorrendo un paio di centineaia di chilometri. Poi è arrivato il freddo, e a me è passata la voglia, complici anche una lunga serie di impegni di varia natura.

Ho saltato le prime 2 gare della stagione, Laigueglia (11 febbraio) e quella di questa domenica, a Cecina. Però è ora di cominciare a lavorare, a sputare sangue, perchè se voglio arrivare con un minimo di gamba (giusto quanto basta per terminare la gara) alla Gran Fondo di La Spezia, l’11 marzo, bisogna che mi dia da fare.

E cosi, ho ritirato in anticipo di 3 giorni il regalo di compleanno di Laura, e fatto una bella mezz’ora sui rulli, tanto per collaudarli e sentire di che pasta fossero fatte le gambe. Dopo quasi 4 mesi di sosta, la pasta frolla è cemento in confronto.

Mi sale una rabbia, solo a pensare a quanto lavoro ho buttato alle ortiche… bah. Ora rulli una sera di e una no, a ritmo crescente, e domenica si esce. Davvero.

“Siamo tutti mafiosi”

Durante un’intervista rilasciata venerdi alla televisione danese, il presidente della Unione Ciclistica Internazionale (UCI), ha usato parole alquanto discutibili per definire la diversa posizione del suo organismo rispetto alle federazioni nazionali, in materia di Doping:

“E’ in corso uno scontro tra due culture, quella anglosassone e quella che potrei chiamare la cultura mafiosa dell’europa dell’ovest, la quale non dico che condoni il doping, ma per via della loro cultura nella vita, per via di tutto quello con cui si devono confrontare nella vita di tutti i giorni, accetta certe pratiche.”

Non trovo nemmeno le parole per commentare queste affermazioni.
Una volta cercavo di non schierarmi, nella querelle tra Grandi Giri e UCI. Ora l’UCI sta facendo un harakiri di quelli spaventosi, e mi sento personalmente offeso, in quanto italiano, dalle parole di McQuaid, parole che ancora meno mi sarei aspettato da una persona che riveste una simile carica.

La cultura mafiosa, che il povero Pat conosce cosi male, è proprio quella che lui sta mettendo in pratica. Una situazione di potere dominante, senza possibilità di appello, e il tentativo di eliminare tutti i nemici che gli si parano davanti (rappresentanti fatti “sparire” e sostituiti con altri piu accondiscendenti, dice nulla?).

Oltretutto nell’articolo linkato, McQuaid appare come “il paladino della lotta al doping” in Europa, che deve lottare contro le federazioni nazionali che (citando in particolare quella italiana relativamente al caso Ivan Basso) rimettono in circolazione ciclisti accusati di pratiche dopanti.
Peccato che le accuse si sono rivelate infondante, ed a deciderlo non è stata ne l’UCI (sia mai!) ne la federazione italiana, ma la procura antidoping del CONI, Comitato Olimpico.
L’UCI si era limitata a far sospendere i corridori dai relativi team (eh no, non li ha sospesi l’UCI…), e poi a chiedere alle federazioni nazionali di condurre le indagini. Quando però il CONI ha archiviato il caso di Basso in quanto “non sussiste”, ecco che l’UCI ha chiesto alla FCI di non riammettere il corridore, in quanto si trovava in disaccordo con la decisione del CONI.
La FCI, anche in relazione alle leggi vigenti in Italia, ha invece provveduto a restituire ad Ivan il diritto di correre ed allenarsi, scatenando, a quanto pare, l’ira della federazione internazionale che per bocca del proprio presidente ha cosi replicato.

Non da meno, va detto che nello scandalo dell’Operation Puerto non ci sono finti solo ciclisti, ma anche rappresentanti di altri sport: tanto per citare qualcuno, sono circolate voci di un coinvolgimento di calciatori di Real Madrid, Barcellona e Valencia.

Mentre i mass media si sono potuti buttare a capofitto contro la carcassa putrida del ciclismo, in cui i team altro non hanno fatto che prendere le distanze e sospendere i propri corridori che parevano coinvolti nello scandalo (salvo poi rivelarsi innocenti, come nel caso di Ivan Basso), da parte delle squadre calcistiche nominate è venuta una corale alzata di scudi, con minacce di querele a chiunque avesse portato accuse non suffragate da adeguate prove.

Cosi si fa, cosi si agisce. Il regolamento antidoping nel ciclismo è probabilmente quello piu avanzato di tutti gli sport, proprio per via della grande diffusione delle pratiche dopanti di qualche anno fa: addirittura si è arrivati, questo inverno, a chiedere per contratto ai corridori la possibilità di effettuare controlli del DNA su di loro (cosa che non mi trova in alcun modo d’accordo). Nonostante questo, il ciclismo continua ad agire con estremo masochismo ogni qual volta si affronti questo argomento, come quanto successo alla vigilia del Tour de France 2006 dimostra ampiamente.
La piaga del doping non riguarda solo il ciclismo, ma tutto lo sport in generale. Peccato che negli altri sport le regole siano un po meno chiare, e lascino quindi maggiori margini di manovra.

“L’approccio anglosassone invece, che dovrebbe esserci qui in Olanda, è quello della Germania, del Regno Unito, della Danimarca, che è diametralmente opposto.
Questi paesi hanno anche un approccio completamente differente alla lotta al doping, e questo viene reso evidente l’approccio che i team (in particolare quelli tedeschi) hanno avuto ai fatti di Luglio, da come si sono mossi, guardando il futuro, da come si sono mossi in avanti nel futuro”

Qui vale la pena dare un piccolo chiarimento, visto che le parole di McQuaid sono piuttosto criptiche: quello a cui il presidente dell’UCI fa riferimento, è il coinvolgimento, nello stesso scandalo dell’Operation Puerto, esploso alla vigilia del Tour de France 2006, nel mese di Luglio, del corridore tedesco Jan Ullrich, uno dei due (insieme a Ivan Basso) grandi favoriti per la conquista della corsa a tappe piu importante d’Europa, in quel momento in forze al team tedesco “T-Mobile”, che ha immediatamente provveduto a sospendelo, ed in seguito a licenziarlo (nonostante alcuna federazione si sia ancora pronunciata in merito alla reale colpevolezza del ragazzone tedesco).

Nessun accenno, tra l’altro, ai ritardi nella consegna del materiale da parte della stessa UCI, che ha reso ancora piu lungo e difficoltoso il già delicato lavoro del CONI in Italia. Ivan Basso però, è già stato scagionato durante l’autunno, ed ha ripreso ad allenarsi con il suo nuovo Team (la Discovery Channel che fu di Lance Armstrong e della quale il corridore americano è ancora parte integrante in veste di dirigente), mentre Jan Ullrich è ancora sospeso in un limbo di incertezze, con l’inizio della nuova stagione che si avvicina rapidamente.

“Ed è importante, penso, è molto importante che alla fine l’approccio anglosassone ne emerga vincitore, perchè in caso contrario, lo sport sarà condannato.”

Con queste parole McQuaid conclude l’intervista. Io con parole simili concludo questo mio sfogo: è importante, penso, molto importante, che le federazioni nazionali riprendano in mano le redini del ciclismo, nel rispetto dei corridori e delle squadre, degli investimenti degli sponsor e nello spirito del ciclismo, non in quello dei denari che l’UCI vorrebbe. Obiettivo dell’UCI è quello di gestire il ciclismo come viene gestita la Formula 1, con l’obiettivo di dare spettacolo, rendendo il ciclismo simile al Wrestling. Questa va assolutamente evitato, e per ottenere questo risultato è importante che i corridori stessi si uniscano in un organo realmente rappresentativo, che possa far valere la loro voce, che i Grandi Giri non mollino la presa (anche se guidati da interessi soprattutto economici), che le Federazioni Nazionali si facciano carico della gestione del ciclismo in se.
Se cosi non sarà, allora si, il ciclismo sarà condannato.