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Sale ancora il prezzo della benzina

Benzina, PetrolioSempre più caro il carburante. Il petrolio ben oltre i 120 dollari al barile, i consumi dissennati, ormai la situazione è divenuta insopportabile, per noi e per il nostro povero pianeta, che più che lanciarci devastanti segnali, non può fare. Eppure, di cercare seriamente una soluzione, neppure l’intenzione.

I nostri politici sono molto più concentrati a discutere del loro ombelico, del fatto che sia o meno di destra, piuttosto che occuparsi degli scandali che costantemente coinvolgono il paese: criminali in Parlamento, spesa pubblica alle stelle, servizi inesistenti, grandi e piccole opere alla deriva da decenni, ingiustizia sociale, soprusi, elusione dei diritti umani, fame nel mondo, emergenza clima, e via dicendo.

L’altro ieri il diesel ha raggiunto (ad alcune pompe) il prezzo della benzina, a quota 1,486 euro, una vera e propria follia. La cosa che poi lascia maggiormente perplessi, è il vertiginoso aumento questi ultimi giorni: 24 centesimi in una settimana non è uno scherzo, ma un vero salto di qualità nel trend di crescita… Guardare lo storico dei costi, dal 1998 ad oggi, è semplicemente disarmante e fa porre parecchie domande sul nostro futuro.

Che stiano cercando di fare in modo che la gente non abbia più nemmeno i soldi per cospargersi di “verde” e darsi fuoco dalla disperazione?

Gli sconti al fai-da-te comprano l’antitrust

Lonely petrol pumps C’era stato tanto scalpore quando l’Antitrust aprì l’indagine sul cartello dei distributori di carburante, tanto quanta è oggi l’indignazione (mia) per la chiusura anticipata della stessa, nel quasi totale silenzio dei mezzi d’informazione.

Le compagnie petrolifere “si impegnano” a prendere provvedimenti a favore della concorrenza ed annunciano uno sconto (da subito) sui prezzi del “Fai da te”, e l’antitrust chiude l’indagine.

Fu cosi che il lupo cattivo smise di mangirsi i porcellini, e il cacciatore se ne tornò rapidamente nel villaggio, lasciando i porcellini incustoditi.

Ma come si fa delegare ad un ente l’applicazione della concorrenza a proprio svantaggio? Che credibilità può avere un’uscita del genere? Perché, con tutto il rumore che si sta facendo relativamente ai prezzi del carburante, questi “provvedimenti” non sono stati individuati, e non sono state affidati alle autorità preposte i necessari controlli?

Concorrenza? Basterebbe non consentire di cambiare i prezzi su base giornaliera ma mensile, ad esempio), ed uniformarli a livello di “compagnia petrolifera”: già questo sarebbe sufficiente per scatenare una lotta al ribasso dei prezzi, tornando ad un regime sano ed onesto di concorrenza…

Perchè mi ronza la parola “lobby” nell’orecchio?

Disagi e scioperi: perchè?

dscf1015.jpg Il blocco delle aziende di autotrasporti non è certo una novità: ne hanno parlato le radio ed i giornali, le televisioni ed i blog, un po’ tutti insomma. Tutti parlano delle conseguenze, del fatto che manchino la benzina alle pompe (ieri ho fatto un’ora piena di coda all’ultimo distributore di Cinisello ancora provvisto di carburante, per un totale di 800 litri quando ho fatto il pieno io) ed alcuni generi alimentari (i prodotti freschi in particolare), o del fatto che è stato chiesto ai benzinai di tenere “da parte” una certa quantità di carburante per i veicoli di soccorso (polizia, ambulanze, pompieri…), o ancora delle auto della polizia costrette a scortare le autopompe fino ai distributori per evitare che la follia di ieri si ripeta accentuata nelle prossime ore.
Nessuno o quasi però ha capito i motivi che portano a questo sciopero, e non è certo una novità: ogni volta che in Italia viene annunciato uno sciopero, nessuno capisce mai esattamente a cosa serva, da cosa sia causato.
In realtà i mass media accennano alle cause dello sciopero, spesso e volentieri all’interno degli stessi servizi, ma come logico dedicano maggiore attenzione alle conseguenze che questo provoca, alle ripercussioni sulla vita dei cittadini, perché è questo che fa notizia. Ad esempio: dopodomani ci sarà il nuovo sciopero dei dipendenti dell’ATM. Qualcuno mi sa dire, su due piedi, perchè scioperano? E’ comprensibile che sia cosi, e non biasimo il comportamento dei mass media, almeno in questo frangente.

Questo mette però in discussione l’utilità stessa di questo genere di scioperi. Se si intende mettere a conoscenza, di sensibilizzare la cittadinanza del problema che causa lo sciopero, questo obiettivo fallisce miseramente ogni volta: i cittadini notano i disagi, qualcuno si informerà pure, ma la stragrande maggioranza si limita a bestemmiare e proseguire indifferente il suo cammino. Anzi, maggiori sono gli effetti percepibili di uno sciopero (la serrata dei benzinai di qualche tempo fa o quella delle aziende di autotrasporti di questi giorni), maggiore è la preoccupazione, minore è l’attenzione che viene dedicata alle cause dello sciopero. Questo non fa che causare antipatia nei confronti delle categorie scioperanti in forma tanto più forte quanti più disagi vengono arrecati alla cittadinanza.

Inoltre c’è il problema della scelta delle date: la gente comincia a chiedersi com’è che gli scioperi vengano fatti sempre al venerdì. Posso comprendere che sia un modo per limitare proprio i danni alla cittadinanza (che potrà cosi restarsene a casa ed “allungarsi” il weekend), ma l’impressione di molti è che ci si marci, cogliendo l’occasione per allungare il proprio, di weekend. Potrà sembrare un ragionamento stupido, ma l’ho sentito fare diverse volte e sicuramente non contribuisce all’efficacia dello sciopero.

Sulla serrata in atto (non è uno sciopero, in quanto sono le aziende autotrasportatrici che chiudono i battenti, non i camionisti in se), infine, ci sarebbe da discutere: legittimo chiedere una regolamentazione del mercato degli autotrasporti , visto che le tariffe vanno al ribasso a causa di gente che si improvvisa autotrasportatore per un tozzo di pane, abbassando la qualità media del servizio (ed i prezzi con essa), ma non varrebbe forse lo stesso per tutte le categorie? Anche il mondo dell’informatica non è regolamentato, e c’è sempre il “cuggino-che-tanto-me-lo-fa-a-gratisse” e poi tocca ai professionisti cavare le castagne dal fuoco, in fretta e furia per un tozzo e mezzo di pane…

Legittimo anche dichiarare di volere sovvenzioni dalla finanziaria, ma chi non le vorrebbe? I ricercatori, gli ospedali, la polizia, i tassisti, i panettieri… a tutti piacerebbe avere sovvenzioni, ma le risorse sono quelle che sono, e mettere in ginocchio il Paese per reclamare i propri (presunti) diritti non aiuterà certo a migliorare la situazione.