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Non solo negli USA…

Flickr Fan Art Pool L’ignoranza in fatto di informatica dei “non addetti ai lavori” è assolutamente disarmante. Non arriva nemmeno alla soglia di decenza che è richiesta per effettuare tutte le altre comuni attività della “vita quotidiana”, eppure la gente da per assunto di saperne a sufficienza per poter aprire bocca.

Scopro da Punto Informatico di oggi della “simpatica” vicenda di un ragazzo americano che si è visto “punire” per aver usato “Foxfire.exe” (Mozilla Firefox) sul pc della scuola, al posto dell’unico browser esistente sulla faccia della terra, “Internet Explorer” (si chiama “Internet” no? Quindi solo lui può accedere ad internet! E’ naturale!). Si è poi scoperto che in realtà la notizia è falsa e tendenziosa (in se per se), ma è talmente verosimile da essere stata ripresa a destra e a manca in giro per la rete.

Purtroppo posso portare un esempio di cui sono stato in qualche modo testimone (anche se per interposta persona) quando una delegazione del gruppo studentesco è andata a colloquio con coloro che si occupano della gestione dell’infrastruttura informatica dell’ateneo, e quando è stato comunicato che un rappresentante studentesco aveva sostituito, sul pc che gli era stato affidato, Windows con una Ubuntu, “qualcuno” dei presenti se n’è uscito con la frase “avete installato del software craccato sul pc!”.

Ora, non pretendo che ogni essere umano del pianeta conosca Ubuntu, figuriamoci. Ma che di fronte ad un qualcosa che non conosce (ed assume essere software, a ragione), si informi prima di blaterare si!

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La fine di internet

...Please Report To Cyberspace To Collect It. Ogni tanto parte la notizia stupida che fa il giro di milioni di bocche, e naturalmente finisce sulle testate dei giornali. L’ultima è certamente quella secondo la quale “internet finirà entro il 2010” a causa dell’eccessivo aumento del traffico generato soprattutto da traffico peer-to-peer e stream multimediali. Sempre secondo gli studiosi che hanno lanciato l’allarme, l’unico modo per “salvare la rete” sta nelle mani dei provider, che dovranno investire oltre il doppio in infrastrutture e/o ricercare nuove tecnologie per consentire alla rete di reggere il crescente carico.

A questi “studiosi” ed ai giornalisti che riprendono la notizia, vorrei porre una domanda: “Dieci anni fa, secondo voi, gli investimenti dei provider erano gli stessi rispetto ad oggi?”. Non è forse vero che se si investisse la stessa cifra che dieci anni fa, nelle stesse tecnologie (modem dial-up), oggi la rete collasserebbe? E allora dove sta la novità?

La crescita di internet è esponenziale, e come tale comporta investimenti maggiori di anno in anno. Non è una novità, è un qualcosa che i provider conoscono bene. E’ fondamentalmente anche il motivo per cui le tariffe non possono scendere sotto certe soglie, se si vuole avere un minimo di garanzie sulla qualità della rete (9.90 euro/mese possono essere allettanti, ma non aspettatevi 1mbit di banda minima garantita). Lo sviluppo di nuove tecnologie non è forse un fattore costante dello sviluppo di internet? Non siamo forse passati dal modem a manovella, al 56k, alle ISDN, alle adsl 512, alle 2Mbit, alle 10? Wifi, bitstream, wimax, non sono forse parole che cominciano a sentirsi?

E allora, perchè non la finite di lanciare falsi allarmismi e vi documentate un po’, prima di scrivere? Boh…

ps: la foto è stata volutamente scelta perchè è quello che i giornalisti immaginano quando parlano di internet…

I giornalisti italiani…

Su segnalazione di uno dei partecipanti all’HackIT, ho appena acquistato una copia de “La Nazione”, noto quotidiano a diffusione nazionale. A pagina 26, sezione “Esteri”, possiamo leggere (riporto parte dell’articolo, a firma “Federico Cortesi”, per coloro che non volessero regalare 1 euro a questi …):

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Gli hacker: “il regime ha bloccato Internet diffondendo un virus inattaccabile”

[…]
Un hacker di 25 anni, che si fa chiamare ‘Faust’, abbiamo chiesto cosa sta succedendo nell’ex-Birmania.
“In questo momento storico stiamo subendo degli attacchi ai diritti umani in rete, ma la minaccia si pone in maniera assai differente da come si era posta nel passato, quando Internet era semplicemente controllato dallo Stato. Ora non è piu lo Stato ad avere il potere del controllo, sono i grandi privati, le telco e i produttori di software ad avere questo potere: Microsoft e Google in primis”
Si parla di nuovi e micidiali virus. Cosa sono e come funzionano?
“Dopo il 2006 è sorta una nuova generazione di attacchi: i virus hoax. Si tratta di virus in grado di non essere bloccati dagli anti-virus, sviluppati con delle tecnologie private. Cho li possiede ha l’equivalente di un’arma digitale. Il regime del Myanmar sta utilizzando uno di questi virus per impedire il funzionamento del computer a chi si interessa delle sue faccende. Insomma, il regime birmano ha capito che non poteva piu contenere la fuga di informazioni. E quindi ha reagito colpendo i computer di chi si interessa alle loro vicende. Censura attiva sarebbe il suo nome.”
Al momento attuale ci possono trovare dei rimedi?
“Oggi no, purtroppo. Questi virus fanno si che ora la Birmania è come se fosse all’epicentro di un’epidemia devastante: chi la “tocca” ne rimane infettato, informaticamente parlando. ‘Lulz’ è il nome che gli danno gli hacker: la minaccia dei prossimi anni”

Ora, io capisco tutto, le necessità dei giornalisti, l’ignoranza in questo campo, tutto quello che volete. Ma cercare “hoax” e “lulz” su Google (dico, Google) prima di mandare in stampa un giornale a diffusione nazionale è una cosa cosi inconcepibile? Il controllo delle fonti? Suvvia, un po’ di serietà…