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Rifletto.tv: a volte ritornano

Mi ero occupato di Riflettotv qualche tempo addietro. Non tanto per il motivo per cui se ne erano occupati altri (il fatto che mettessero gratuitamente a disposizione video anche di pregevole qualità), ma per un loro curioso atteggiamento nella difesa della propria posizione etica e morale. Arrivarono ad attaccare piuttosto pesantemente alcuni blogger che avevano avuto modo di pubblicare articoli su di loro, in alcuni casi arrivando alla cancellazione degli stessi (come nel caso di Shannon.it). Avevo scritto stigmatizzando questa forma di “censura” (che in realtà poi vera e propria censura non è, assomiglia più all’intimidazione) ed avevo in seguito avuto modo di scambiare quattro chiacchiere al telefono con il direttore di Rifletto.tv (che si era poi dimostrata persona intelligente e comprensiva).
Il messaggio che doveva passare, però, era chiaro: il modello di business sul quale si poggia Rifletto.tv non doveva essenzialmente interessare i blogger. La cosa mi trovò poco d’accordo (all’epoca come oggi), e gli sviluppi delle ultime ore sembrano darmi una certa ragione: il sito di Rifletto.tv infatti è stato oscurato lunedi dalla Guardia di Finanza, in seguito ad una violazione del comma 1 dell’articolo 171 della legge 633/41.

Si tratta di una sanzione di lieve entità, roba che si risolve con una piccola ammenda e che non metterebbe quindi in discussione il modello di business di cui sopra. Trovo però curioso il fatto che ci si preoccupi tanto dell’opinione dei blogger, arrivando ad iniziative personali, chiedendo di cancellare post e commenti poco favorevoli e poi ci si dimentichi banalmente di assolvere agli obblighi di legge…

Inutile dire che non ho nulla di personale contro Rifletto.tv, alla cui redazione auguro invece di poter tornare a “trasmettere” quanto prima: l’aspetto tecnologico di questa emittente infatti è piuttosto interessante…

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Di Ferrariana demagogia

Giuliano Ferrara Già tre giorni fa avevo scritto della vicenda che vede coinvolta quella donna di Napoli che si è vista piombare in camera sette agenti di polizia in seguito ad una minaccia “anonima” (ovviamente l’anonimo è già stato identificato) relativamente ad un aborto terapeutico alla ventunesima settimana di gravidanza.
Sarebbe stato per altro più che sufficiente (anche per rispetto al dolore che un simile evento porta) non fosse che Ferrara ha annunciato di volersi sottoporre al test della sindrome di Klinefelter, la stessa che era stata diagnosticata al feto della donna in questione.

Il test in sé è naturalmente più che legittimo: non spetta certo a me sindacare sulla dimensione dei testicoli del direttore del Foglio (che onestamente non ritengo meritevoli di cotanta pubblica attenzione). Quello che però suscita dubbi, è il risalto mediatico che Ferrara vuole dare a questa sua paura: personalmente non vado ad annunciare all’ansa che mi sottoporrò alle analisi del sangue o al test dell’influenza. Non è importante, non è rilevante, non frega a nessuno.

Il dubbio che sorge, naturalmente, è che Ferrara cerchi con questa mossa di raggiungere un duplice obiettivo: da un lato attirare l’attenzione pubblica su di se e sulla sua lista civica recentemente sottoposti ad un fitto fuoco incrociato di critiche piuttosto pesanti (non voglio scendere nel merito, ma consiglio a tutti, come sempre, di informarsi su chi sono i protagonisti della scena politica italica) nel tentativo di risollevarne le fila, dall’altro quello di sollevare ulteriori dubbi sulla legittimità dell’aborto della donna napoletana, dopo aver rifuggito il confronto televisivo con Pannella (adducendo inefficaci scuse).

Quello che non è chiaro a Ferrara (e lo dimostra ampiamente, per altro, l’articolo apparso sul suo giornale alcuni giorni fà), ma che sembra sfuggire anche ai numerosi “colleghi blogger” che stanno scrivendo in questi giorni sulla notizia, è il fatto che di fianco alla parola “aborto”, troviamo la parola “terapeutico”, che non è li per bellezza ma per arricchire di significato la parola precedente, proprio come fosse un aggettivo qualificativo.

Cerco di spiegarmi: ad essere stato sottoposto a “terapia”, in questo caso, non è il feto, ma la madre! La sindrome di Klinefelter infatti, per quanto terribile, non avrebbe di per sé costretto la madre ad abortire: la decisione in questo senso è stata presa di comune accordo tra i medici (ginecologi e psicologi) e la madre, a seguito di un’analisi medica della reazione psicologica della donna alla nascita di un figlio affetto da questa sindrome. Secondo i medici, la reazione avrebbe potuto essere talmente dannosa da ritenere più opportuno procedere ad un aborto (terapeutico per l’appunto) entro i termini previsti dalla legge 194.
Inutile da questo punto di vista fare dietrologia: non conosciamo la situazione psicologica della donna in questione, del suo vissuto, delle sue esperienze. Possiamo solamente fidarci dell’analisi di medici esperti (visto che esercitano, sono quantomeno muniti di una laurea) che nell’atto del proprio mestiere hanno optato (naturalmente di comune accordo con la madre) per una scelta tanto difficile.

L’uscita di Ferrara, oltre che di dubbio gusto, ma questo è già ampiamente stato fatto notare, si dimostra così portatrice della solita demagogia che le campagne come la sua portano insite nel proprio codice genetico: per far presa sulla gente, bisogna scandalizzarla, spaventarla, farla sentire minacciata. E possibilmente tacere il proprio comportamento poco coerente (il Ferrara che denuncia il milione di aborti in 40 anni come una cosa indecente, si dimentica di fare pubblica ammenda per i morti della guerra in Iraq, che lui in prima persona ha fortemente sostenuto).

La cosa più brutta, è l’indifferenza di Ferrara nei confronti delle sofferenze altrui. A lui basta pulire la propria coscienza.

Solidarietà ad Alessandro Ronchi

censoredAlessandro Ronchi, attivista dei verdi e blogger, ha recentemente fatto presente uno sgradevole fatto (che guarda un po’, per l’ennesima volta vede coinvolta la Lega Nord): a seguito di un commento (apparentemente contenente “minacce di morte”) lasciato ad un suo post nel quale Ronchi denunciava la natalizia campagna razzista di Pini, sarebbe stato (non v’è certezza al momento) denunciato alla Postale.

Ora, al di la del fatto che “la responsabilità penale è personale” (ma si sà, non si può pretendere più di tanto…), quella dei commenti è una questione piuttosto “in voga”, sfruttata soprattutto da coloro che cercano di “vendicarsi” di un post poco positivo nei loro confronti, o semplicemente tentano di imbavagliare un blogger.
E’ importante che si faccia finalmente chiarezza su questo aspetto, costringendo se necessario i blogger alla cancellazione dei commenti incriminati, ma mettendo chiaramente in luce il fatto che un cittadino non può essere ritenuto responsabile di quello che viene detto (o scritto in questo caso) da terzi.

Se qualcuno arrivasse a casa vostra, e sui muri esterni scrivesse con lo spray qualche “minaccia di morte”, sareste forse ritenuti responsabili per la scritta? O per non averla “cancellata mentre non eravate presenti”? Cito un passaggio del post di Ronchi, che trovo particolarmente divertente:

Mi aspetto però che per coerenza Pini proceda a denunciare tutti i gestori di autogrill, tutti i parroci e tutte le amministrazioni che hanno panchine nei parchi pubblici, che a differenza di me non rimuovono quotidianamente le scritte offensive.

Dubito che questo porterà una maggiore sicurezza nel nostro paese, ma certamente garantirà una maggiore pulizia degli spazi pubblici. Forse così Pini avrà ottenuto almeno un risultato.

Ad Alessandro Ronchi va naturalmente tutta la mia solidarietà in questo momento, che tenderei però a non drammatizzare: qualunque italiano può sporgere denuncia quando vuole e per quel che vuole: ma un conto è denunciare, un conto è che la polizia dia seguito alla denuncia, un ulteriore conto è che si arrivi alla conclusione che il denunciante si aspettava…

Thinking Blogger Award (meme)

Di solito i meme mi lasciano piuttosto indifferente, li trovo piuttosto inutili e solitamente poco interessanti. Questa volta però a coinvolgermi è stato il buon Ramsesoriginal (che ringrazio per la stima che dichiara), e l’idea proposta è buona, quindi ho deciso di fare uno strappo alla regola e proporre anche io i miei 5 blogger, naturalmente pescando dal mio rss reader. So già che farò un torto a qualcuno, avendo un feed-reader che aggrega qualcosa come 100 feeds, ma d’altra parte è la vita 😛

  • Delymyth.net: Elena è certamente una fonte inesauribile di informazioni, oltre che una gran persona. E’ sempre un piacere leggere quello che scrive.
  • Aprile è il mese più crudele: il blog di Susan, dolce e graffiante, sempre molto acuto. Mi piace.
  • Alfonso Fuggetta: indipendentemente dal suo ruolo istituzionale, è una delle menti pensanti dell’informatica italiana. Sempre ricco di spunti per riflettere.
  • LastKnight.com: un punto di vista che parte da posizioni differenti, ma che spesso arriva alle stesse conclusioni, sulla sicurezza informatica e non.
  • Roccosicilia.it: pensieri sull’opensource, sempre “up to date” ed acuti. Un buon amico.