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Ancora di Francia, ancora di Sarkozy

banlieues.jpgIn Francia, gli scontri tra polizia ed abitanti delle banlieues non hanno ancora trovato fine. Anzi. A partire da Villiers-le-Bel, dove l’altro giorno due giovani di 15 e 16 anni che avevano rubato una motocicletta sono stati investiti ed uccisi da un’auto della polizia, gli scontri sono divenuti di più in più violenti, fino al punto da richiedere il dispiegamento di quasi mille agenti a presidiare le aree più calde.
Naturalmente non simpatizzo per i violenti che stanno mettendo a ferro e fuoco la periferia di Paris e di altre città francesi, tra cui Toulouse (la violenza non è mai una soluzione ai problemi), ma converrete con me che una situazione così delicata ed esplosiva richieda una certa dose di tatto e di accortezza politica al fine di evitare che una frase (magari mal interpretata) possa suscitare reazioni sproporzionate, violente ed incontrollabili.

Purtroppo il presidente Sarkozy o non è in grado di tenere a freno la sua lingua o non ha nessuna intenzione di farlo, perchè proprio oggi, dopo essere stato in ospedale a visitare alcuni dei poliziotti feriti negli scontri (il cui conteggio è ormai giunto ad oltre 120), ha ben pensato di andare nel cuore della protesta a dire (senza pericolo di essere mal interpretato, tra l’altro) che

Finiranno davanti a un tribunale coloro che si sono presi la responsabilità di sparare contro agenti di polizia

e che

Aprire il fuoco contro i poliziotti è una cosa totalmente inaccettabile. Troveremo i colpevoli. Un comportamento del genere ha un nome ben preciso, si tratta di tentato omicidio.

Tutto giusto, tutto ineccepibile. Ma c’era proprio bisogno di andare in mezzo alle banlieues a dirlo? Non è forse il normale corso della giustizia? Sapendo che i manifestanti ce l’anno prima di tutto con lui, il presidente Sarkozy non avrebbe forse fatto meglio a mantenere un basso profilo, cercando di sedare la rivolta con il buonsenso, invece che nel sangue? Purtroppo queste sono e resteranno solo parole al vento…

Di nuovo scontri nelle banlieues…

parigi-25novembre.jpgMeno di 24 ore dopo un altro post, eccomi nuovamente qui a parlare (purtroppo) di Francia e di Sarkozy.

Due anni fa, quando Sarkozy era ministro degli Interni francese (come accennavo proprio nel post di ieri), la morte di due ragazzi “di periferia”, fulminati da una cabina dell’elettricità dove si erano nascosti per sfuggire ad un controllo di polizia: colpa o meno della polizia, il pretesto fu ottimo per accendere le micce di una polveriera che da anni cova in Francia, quella dei getti delle periferie, in particolare quella parigina. Ciò che aveva riscaldato gli animi era stato proprio il ministro Sarkozy, che non si distinse certo per il suo buonsenso definendo “feccia” i ragazzi delle periferie durante una visita nelle banlieues, aggiungendo che avrebbero dovuto essere spazzati via durante il lavaggio strade. Da allora l’antipatia per l’attuale presidente della repubblica francese non è certo diminuita, e le banlieues sono e restano delle polveriere pronte ad esplodere nuovamente.

Proprio domenica, un episodio simile a quello capitato nell’ottobre del 2005 ha dato vita ad una nuova nottata di violenti scontri tra gli abitanti delle banlieues e le forze dell’ordine: due ragazzi, di 15 e 16 anni, dopo aver rubato una motocicletta fuggono senza casco per le strade di Villiers-le-Bel, ad una ventina di chilometri a nord di Parigi. Nel tentativo di fermarne la corsa, un’auto della polizia taglia loro la strada: i due ragazzi restano sull’asfalto in stato di incoscienza e moriranno di li a poco in ospedale.
Ancora una volta, colpa o meno della polizia, il pretesto è buono: il commissariato di Sarcelles viene attaccato a colpi di bottiglie incendiarie, il commissario aggredito e ferito durante i tentativi di mediazione. Bilancio, dopo una nottata di scontri, 21 feriti tra poliziotti e pompieri intervenuti per domare le fiamme che avvolgevano autovetture e cassonetti.

Certo il metodo del pugno di ferro di Sarkozy sta dando i suoi frutti, in Francia. Dolci o amari che siano, i francesi non hanno da meravigliarsi, visto che quanto sta facendo come presidente lo aveva già proposto “in anteprima” durante il suo mandato di ministro degli interni… Ça va sans dire…