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Anche Report ogni tanto inciampa

antenne Report è una delle strasmissioni che stimo maggiormente: giornalismo serio, approfondimenti, inchiesta, domande a bruciapelo quando necessario. Periodicamente però incappano nella ritrasmissione di servizi di altre emittenti, magari molto contestati, che non mancano di sollevare pesanti discussioni anche in Italia. Quando poi si rivelano fuorvianti, la figura che Report incassa è di quelle da far tremare le ginocchia.

Accadde così in occasione del video sull’11 settembre (quello dei complottisti), accade ora con la questione wifi sollevata durante la puntata di questa domenica: il (breve) servizio in questione, uno dei vari mandati in onda durante la serata, è stato realizzato dalla BBC e fa riferimento alla situazione inglese.

La messa in onda del servizio ha sollevato pesanti preoccupazioni relativamente all’uso delle tecnologie di trasmissione radio dei dati per mezzo di onde elettromagnetiche, che sotto certi aspetti (e parlo da tecnico) sono ingiustificate e anzi, rischiano di divenire piuttosto pericolose, ingenerando inutili fobie nella popolazione.

I problemi maggiori del “pezzo” in sé sono piuttosto lampanti: innanzi tutto si finisce con il fare molta confusione tra le varie tipologie di radiazioni elettromagnetiche che pervadono costantemente l’etere (la Terra stessa, per intenderci, ha un suo campo elettromagnetico): c’è una notevole differenza tra le radiazioni emesse da un hot-spot Wifi e da un ripetitore gsm, o umts. L’altro problema è quello legato alla parzialità con cui nel servizio vengono presentati gli “esperti” (uno dei quali vanta il titolo di “disinformatore dell’anno“), che ha costretto la BBC a rivedere le proprie posizioni e fare una puntata correttiva.
Già il tono un po’ troppo allarmistico del servizio avrebbe dovuto far drizzare le orecchie e mettere sull’attenti i telespettatori più pronti, soprattutto se comparato agli altri “pezzi” della giornata, decisamente più pacati e coerenti: il fatto che “non si escludano possibili problemi” si trasforma rapidamente in un “ci sono problemi”, con un passaggio semplicistico che non mi sarei aspettato venisse ripreso in modo così forte da una trasmissione come Report.

Nel merito della questione “onde elettromagnetiche”, un paio di dati oggettivi dovrebbero essere sufficienti a “sminare” il terreno. L’articolo di Paolo Attivissimo, da questo punto di vista, ha la solita lampante chiarezza.

Le conseguenze di un video come questo, purtroppo, rischiano di essere gravi: in preda al panico, i telespettatori sono andati in giro chiedendo la rimozione degli hot-spot wifi (ad esempio è capitato in alcune biblioteche comunali in tutta Italia), generando tra l’altro un danno economico: non che i soldi siano più importanti della salute, ovviamente, ma le posizioni “radicali” di questo genere non giovano certo alla già precaria situazione della nostra economia e del nostro tenore di vita…

ps: scopro ora che il video della parte di puntata dedicata al wifi è stato tolto dal sito di Report. Dobbiamo aspettarci un chiarimento in diretta dalla Gabanelli, questa domenica?

Ignoranza ed allarmismo

How to Take Lightning Shots

Non troppo tempo fà avevo scritto un post di fuoco contro un articolo del Corriere Online che (s)parlava di virus ed antivirus. Purtroppo, oggi, è ancora il Corriere a destare scalpore, con un video allarmistico sui fulmini che colpiscono gli aerei.

Pare non conoscano neppure l’elementare principio della “gabbia di faraday“, che viene solitamente insegnato alle medie, e nonostante citino “parole tranquillizzanti degli esperti”, calcano l’accento su “fortunatamente tutti salvi” (ma almeno fidarsi degli esperti? Si eviterebbero figuracce come queste…)

Abbiate pazienza, ma almeno le basi… :/

Ma che scoperta è?

Binary flow Qualche giorno fa, mi sono trovato di fronte all’allarmistico post di DownloadBlog che annuncia l’ennesimo “millenium bug”, annunciando che anche lo Unix Time prevede una scadenza, e questa è il 19 gennaio 2038.

Ora, sono un assiduo lettore di molti dei blog di Blogo.it, e anche di DownloadBlog, in genere. Però questa volta non posso resistere, da informatico, ad una breve, fulminante, replica (oltretutto sembra che quelli di DB non siano nuovi a questo genere di sparate).

Misurare il tempo, nel mondo dell’informatica, prevede il doverlo dimensionare, essendo una variabile. Cosi come accadde con Y2K, data una sufficiente quantità di tempo, si raggiungerà il limite numerico della rappresentazione scelta (quale che sia) e potremo parlare di “un nuovo millenium bug”. Basta aggiungere una cifra decimale per raddoppiare il tempo? Beh, basta attendere ancora, e ritroveremo quel limite, immancabilmente.

Peccato che mentre con Y2K il problema era reso “serio” dal fatto che coinvolgeva (pochi) sistemi ancora in uso, possiamo ragionevolmente sperare che da qui al 2038, visti i progressi dell’informatica negli ultimi 10 anni, non esisteranno più sistemi che si poggiano sullo Unix Time (cosa che tra l’altro dice pure l’articolo, il che lo rende ancora più inutile). Calcoli a lungo termine? Se chi esegue questi “calcoli” non è sufficientemente formato da sapere che la rappresentazione di un dato, nel mondo dell’informatica, ha un limite, è colpa sua, non del computer…
Vogliamo lanciare una crociata contro gli interi rappresentati a 32 bit??

Non vedo (davvero) la ragione per cui di tanto in tanto si cerca di fare allarmismo su questioni del genere: bisogno di notorietà? Di click? Di vendere? Non capisco…