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Fallito mica troppo…

Drewski2112 via Flickr (cc: by-nc)

A cavallo di Natale ha dominato l’attenzione della stampa: un attentatore apparentemente affiliato ad Al-Quida avrebbe tentato di far esplodere il volo 253 della Delta-Northwest tra Amsterdam e Detroit nei pressi della città americana. Essendo il volo poi atterrato senza problemi allo scalo di Detroit, i giornali parlano di “attentato fallito”, ma ci sono un paio di considerazioni (che nascono dalla lettura dell’interessante post di Zen sull’argomento) che ritengo importanti, sotto questo profilo:

  1. Umar Faruk Abdul Mutallab ha passato con successo i controlli di sicurezza, per di più in un importante scalo europeo come Amsterdam dimostrando non solo l’inefficacia dei controlli attualmente in essere (ridicolamente potenziati in seguito proprio alla tentata strage, come si evince dalla lettura del post di Zen), ma sottolineando la sostanziale impossibilità di garantire una reale sicurezza (anche in un luogo circoscritto come un aeroplano) tramite l’applicazione di controlli minimamente sottostanti criteri di “usabilità”: a meno di spogliare e controllare sistematicamente ogni singolo passeggero su tutto lo spettro di minacce note, qualcosa può sempre sfuggire; e anche a fronte di controlli metodici e puntuali, ci si troverebbe comunque esposti alla “creatività” degli eventuali attentatori (“chi difende deve controllare tutto il perimetro, a chi attacca basta un varco”).
  2. L’attentato ha riportato violentemente l’attenzione sui voli aerei, rinnovando la paura che andava un po’ scemando dopo gli attentati dell’11 settembre. Proprio in questi giorni si è parlato del caso Ryanair, che intende sospendere i voli interni italiani proprio per una eccessiva riduzione dei controlli da parte delle autorità italiane (in particolare in tema di identificazione).

Ciò detto, esiterei a parlare di “fallimento” dell’attentato terroristico. Sicuramente non si è trattato di un attentato pienamente riuscito (250 morti avrebbero sicuramente dato ben altro risalto alla faccenda, purtroppo), ma se l’obiettivo primario era quello di creare paura, disagi e scompiglio, direi che i mandanti non possono ritenersi insoddisfatti

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L’irresistibile richiamo francese

Air France 747-428 F-GITE

E così, quattro miliardi di euro più tardi, Air France ed Alitalia convolarono a nozze. E vissero tutti felici e contenti, con buona pace dei (pochi) contribuenti italiani, condannati a saldare l’amaro conto dell’operazione “Eleggere Berlusconi”, già in verità parzialmente coperto dalle operazioni “Viva la sicurezza – fuori gli ‘stracomunitari dal Paese” e dalla “Meno tasse per tutti, più tasse agli italiani”, già abbondantemente dichiarate concluse.

Soprattutto, l’operazione “Alitalia vola in Francia” vedrà amichevolmente fregati gli elettori della Lega (in parte gli abitué del carroccio, in maggior parte coloro che hanno scelto di votare il partito dal fazzoletto verde per “salvare” Malpensa dalle orde barbariche in arrivo d’oltralpe): con il voto favorevole del Consiglio d’Amministrazione della compagnia aerea Franco-Olandese, l’accordo con Alitalia Cai Alitalia è praticamente fatto. Manca solo il via libera del CdA della compagnia nostrana, che certo non rifiuterà tanta grazia: (circa) 310 milioni di euro per il 25% della fetta “buona” della compagnia (quella muffita, come sappiamo, la mangeranno gli italiani per Pasqua, 500 grammi a testa).
Interessante la reazione di Lufthansa (preferita dal partito del carroccio), che afferma di “non essere fuori dalla partita nonostante non abbiano fatto un’offerta” (aspettano forse la firma sui contratti per dichiararsi “fuori dai giochi”?).

Gioisce il sindaco di Roma Alemanno, che proprio sulla scelta dell’opzione francese aveva investito tempo e fiato (nel tentativo di dare a Fiumicino un ruolo primario nel panorama volante italico), gioiscono meno il “partito del Nord” e soprattutto la Lega di Umberto Bossi, che ha comunque ottenuto, facendolo passare opportunamente all’interno del DDL “anticrisi”. Peccato che nel frattempo il presidente dell’ENAC, Vito Reggio faccia sapere che:

Gli accordi bilaterali già in vigore prevedono dei diritti reciproci tra Alitalia e le compagnie estere, rinegoziare questi trattati è un procedimento lungo, e non dimentichiamo che noi siamo negoziatori per conto dell’Europa, che è un cielo unico

Contento Bossi, contenti i leghisti, contenti tutti. O meglio, quasi tutti. I pochi italiani ancora dotati della facoltà di computare si saranno certamente accorti che rispetto ai 1.7 miliardi di euro offerti per l’intero asset societario (debiti compresi) di Alitalia solo pochi mesi addietro, i 310 milioni offerti per il 25% della parte “buona” sembrerebbero un po’ pochini, soprattutto sapendo che AirFrance aveva previsto 3500 esuberi contro gli oltre 10.000 che invece resteranno “a terra”, e ancora maggiormente dopo aver letto un’analisi solo leggermente più approfondita di quanto non possa farne un povero cittadino come me…

Ignoranza ed allarmismo

How to Take Lightning Shots

Non troppo tempo fà avevo scritto un post di fuoco contro un articolo del Corriere Online che (s)parlava di virus ed antivirus. Purtroppo, oggi, è ancora il Corriere a destare scalpore, con un video allarmistico sui fulmini che colpiscono gli aerei.

Pare non conoscano neppure l’elementare principio della “gabbia di faraday“, che viene solitamente insegnato alle medie, e nonostante citino “parole tranquillizzanti degli esperti”, calcano l’accento su “fortunatamente tutti salvi” (ma almeno fidarsi degli esperti? Si eviterebbero figuracce come queste…)

Abbiate pazienza, ma almeno le basi… :/

In aereo con il telefonino

Nokia n95 Ha destato tanto scalpore la notizia che tre passeggeri di un volo Milano – Bari siano stati denunciati (e rischino una condanna fino a tre mesi di carcere) per non aver voluto spegnere il telefonino a bordo del velivolo in partenza, che ha poi accumulato un rit    ardo di due ore a causa di questo “incidente di percorso”.
Probabilmente il fatto ha avuto risalto soprattutto per l’entità delle condanne (i cittadini hanno sempre paura quando sentono parlare di pene che potrebbero realisticamente vederli coinvolti) che non per l’avvenuto in se per se: se esiste infatti una regola (in aereo viene richiesto di spegnere i cellulari), è giusto che questa venga rispettata. Ne più ne meno che al cinema.

Fin qui la notizia non sarebbe secondo me degna nemmeno di essere ripresa,  se non fosse per le dichiarazioni che esperti di tutti i tipi (ovviamente ripresi dai giornalisti) hanno fatto relativamente alla pericolosità dell’uso di telefoni cellulari in aereo: ho sentito parlare (telegiornale) di “problemi all’altimetro” e “disturbi alla radio”, mentre l’articolo del Corriere parla addirittura di “problemi alla strumentazione motori”.

Ma siamo fuori di testa? Viviamo nell’epoca della “lotta al terrorismo” e basta un gsm dimenticato acceso per causare “problemi” ad un volo di linea? Mi impedite di portare in aereo una boccetta da 120ml di profumo, e mi basta accendere il cellulare in volo, di nascosto, per ingannare il pilota e mettere in pericolo il volo? No, pare di no, almeno stando alle dichiarazioni (riportate dall’articolo stesso) di un pilota dell’Alitalia:

“Non è che se parte una telefonata oppure viene spedito un messaggio sms l’aereo rischia di capovolgersi, ma i computer della cabina di pilotaggio utilizzano le onde radio per una serie di operazioni, e anche se non viene utilizzato, un cellulare acceso emette un flusso di dati che può disturbare i segnali. Addirittura in un’occasione un jet regionale è stato costretto a un atterraggio di emergenza perché era scattato l’allarme antincendio. A farlo partire era stato un cellulare chiuso nel vano bagagli che si era messo a squillare”

Ora, al di la di “frequenze diverse” queste sconosciute,  com’è possibile un “problema alla strumentazione motori” per un disturbo sulle onde radio? Volete dirmi che i dati di controllo dei motori sono tutti controllati via radio? Per la serie “i cavi” cosa sono? Il fatto che poi alcune compagnie offrano la possibilità di effettuare chiamate dall’aereo, è un dato che non c’entra nulla, vero? In quel caso sostituiscono il cellulare con uno che “non emette interferenze” immagino, giusto?

Gente, se questa è la sicurezza in aereo…

Mastella, aerei e televisione

Adesso si inalberano. Lui, Clemente Mastella (Ministro italiano della Giustizia), il suo partito (l’Udeur), esponenti del Governo (tra cui uno particolarmente stimato dal sottoscritto, il presidente del consiglio Romano Prodi), tutti contro l’agguato di Ballarò, l’attentato, l’omicidio, il terrorismo messo in scena l’altra sera da Rai Tre (comunisti!!). Ebbene si. Perchè fare domande è un agguato, è immorale, è assolutamente disdicevole. Domande pertinenti poi, a proposito di fatti di cui il buon Clemente Mastella si è reso autore, ma che erano ovviamente del tutto legittimi, in quanto fatti da lui. Fosse stato un altro (ad esempio il funzionario della Presidenza del Consiglio Riccardo Capecchi che era in volo con lui, Rutelli, forse il figlio di Mastella ed una serie di collaboratori, ci sarebbe chiesto (ed ottenuto, se non si fosse prestato di sua spontanea volontà, presentando pochi giorni dopo “irrevocabili dimissioni”) la sua testa, macchiata di cotanto disonore.Clemente Mastella

Ma lui no, perchè lui (o meglio, Lui) è il portatore del verbo, la giustizia incarnata, colui che sà e può, colui che porta la pace in terra agli uomini di buona volontà. E nessuno si azzardi a chiedere, ad attentare alla sua immacolatezza! Perchè lasciargli minuti interi, senza dibattito, a sua completa disposizione, per spiegare come mai abbia approfittato di un volo di stato per fini “personali”, è chiaramente un tentativo di criminalizzazione!

E naturalmente, questo lo legittima a non presentarsi al vertice di maggioranza, visto che Floris vi era sicuramente presente (non è Ministro del Terrorismo?), e questo fa automaticamente decadere (temporaneamente si intende, mai si pensi che voglia lasciare la poltrona incustodita) la sua carica di Ministro. Non potrà mica confrontarsi con la plebe politica, no? Che poi li c’era anche la “sinistra radicale”, quella che vuole il rispetto del “programma”. E che diamine, ancora con questo programma? Ma Mastella il Programma non l’ha nemmeno firmato (non la parte che riguarda le Unioni di Fatto, almeno, ma tanto un pezzo più un pezzo meno…)! E l’unico programma che ora Mastella vuole portare a fondo, è quello di Rai Tre, Ballarò, che si arroga il diritto di sollevare domande… in televisione poi… senza nemmeno una velina a mostrare culo e tette… e che diamine!

Li lasciassero a me, un po’ di minuti in televisione, in prima serata, da Ballarò. Vedete poi che scandalo viene fuori…
Onorevole Mastella: condivido pienamente l’idea che l’odio sia pericoloso (e proprio su questo argomento, la inviterei a pensare due volte alle parole che usa, in alcune occasioni), ma non le pare corretto pensare che qualcuno (soprattutto uno dei pochi programmi televisivi che ancora fanno informazione, in Italia) possa porre delle domande su un suo gesto quantomeno dubbio? Oltretutto garantendole uno spazio piuttosto notevole, in prima serata, senza praticamente dibattito (eppure c’era La Russa in studio, a cui non sarebbe sicuramente dispiaciuta la possibilità di darle un po’ addosso…)?