WikiLeaks, Assange e la libertà d’informazione

Julian Assange

Julian Assange (biatch0r via Flickr)

In questi ultimi giorni, il nome “WikiLeaks” è sulla bocca di tutti, anche tra le parole di qualcuno che, senza alcuna cognizione di causa, pretende di dare pareri definitivi a riguardo. E non mi riferisco solo a politici, sia chiaro.
Non vorrei dilungarmi troppo neppure su cosa sia WikiLeaks e sulle rivelazioni che ha pubblicato negli ultimi giorni.

Quello su cui invece mi piacerebbe spendere qualche parola è ciò che WikiLeaks rappresenta, ossia l’emblema (attuale) della libera circolazione dell’informazione, potenziata enormemente dal mezzo che internet è.
Vorrei sottolineare come ciò che oggi si cerca di fare con WikiLeaks (ovvero, sostanzialmente, impedire la diffusione di conoscenze non gradite al potente di turno) si è cercato di fare, ed a volte “riuscito”, a rotazione con molti dei “fenomeni” che il web ha proposto: YouTube, Facebook, Wikipedia e via discorrendo. Noi italiani poi abbiamo particolarmente a cuore questo genere di pratiche, visto che a tutt’oggi impediamo l’accesso ai nostri concittadini a tutti quei siti di scommesse che non pagano il pizzo all’AAMS (esattamente come se vi impedissero di andare a Montecarlo perché li c’è un Casinò).

Nella fattispecie, quest’oggi abbiamo assistito al blando ed inefficace tentativo di bloccare l’accesso al sito di WikiLeaks dirottandone e filtrandone le entry DNS. Il sito ha rapidamente consentito un accesso da altri IP, con altri URL e i nostri amici di EveryDNS, che hanno così raccolto, come unico risultato, una ben magra figura. Si era precedentemente tentato (“non si sa” per mano di chi) un DDoS (Distributed Denial of Service), domani si tenterà con l’arresto di Assange grazie al primo mandato internazionale della storia spiccato a seguito di un’accusa di violenza carnale (non voglio difendere Assange, sia ben chiaro da buon principio). Senza per altro considerare il fatto che Julian Assange (che non è certo uno sprovveduto) avrà organizzato tutta una serie di ritorsioni che scatteranno proprio nel momento in cui egli venga messo sotto fermo.

Davvero pensano che, anche cadesse WikiLeaks, riuscirebbero a fermare la diffusione del sapere su Internet? Per questi potenti, abituati a giocare sottobanco le proprie carte, WikiLeaks ed internet sono una sorta di Vaso di Pandora. Per noi internauti, ormai, un qualcosa di irrinunciabile.

Prima i governi del mondo capiranno che internet significa “libertà di scambio” nella sua accezione più pura, prima questo smetterà di essere una minaccia per la società e diventerà invece una fonte di progresso e conoscenza.

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2 pensieri su “WikiLeaks, Assange e la libertà d’informazione

  1. TNEPD

    Ciao,

    per me non ci sono scuse, c’e’ troppa roba inutile. Le edicole non vendono – come presumo ci si aspetti da loro – consapevolezza quotidiana a basso costo, bensi’ spacciano dosi massicce di cellulosa rettificata al solo scopo di ottenebrare le volonta’ dei facenti uso e il taglio e’ pure pessimo.

    Il resto della mia prognosi sulla liberta’ d’informazione e’qui:

    http://tnepd.blogspot.com/2010/12/392-modi-per-dirti-le-morta.html

    Spero di aver contribuito alla discussione. Se cosi’ non fosse… pardon.

    TNEPD

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