Legge e sicurezza in moto

Biker

Robie Ventre via Flickr

Fino ad oggi, le richieste di legge relativamente alla sicurezza dei conduttori di veicoli motorizzati a due ruote si è sostanzialmente fermata all”indossare un casco omologato.
In questi 18 anni (la legge sopra citata data del 1992), il mondo delle due ruote è cambiato moltissimo. Di conseguenza sono cambiati i sistemi di sicurezza (attiva e passiva) e finalmente, con il disegno di legge 1720 (attualmente all’analisi dell’apposita commissione) il Governo cerca di aggiornare le disposizioni di legge (anche) su questo frangente, inserendo una serie di importanti novità:

  • innanzi tutto diventerà obbligatorio il casco integrale su quasi tutti i mezzi (unica eccezione i ciclomotori). Bisognerà vedere nel dettaglio se sarà prevista una distinzione tra i caschi integrali ed i caschi apribili (che comunque, a rigor di logica, non potranno essere usati in modalità “jet” su motociclette in movimento).
  • altra importante novità riguarda l’abbigliamento per moto: su tutti i mezzi sotto i 25Kw sarà obbligatorio indossare giacca omologata e guanti da moto; non però il paraschiena, che sarà invece obbligatorio su tutte le moto tra i 25 ed i 52Kw. Oltre i 52Kw, infine, sarà obbligatorio indossare anche pantaloni protettivi appositamente omologati.

Si tratta di novità importanti e positive (soprattutto per quel che riguarda l’obbligo dell’uso del paraschiena), ma l’occasione sarebbe stata importante per qualche misura aggiuntiva:

  • sicuramente andrebbe esteso l’uso del paraschiena anche ai 125, magari differenziando le omologazioni L1 dagli L2, imponendo poi l’uso di questi ultimi solamente sulle moto di grossa cilindrata. La giacca con le protezioni ma senza il paraschiena serve davvero a pochino…
  • sulle moto oltre una certa cilindrata (ed un certo peso) renderei obbligatorio l’ABS. Il costo aggiuntivo è ormai estremamente ridotto (oggi “ballano” 500 euro, che si ridurrebbero certamente con l’adozione massiccia di questa tecnologia), la tecnologia consente il “disinserimento in pista” (e per la questione peso, si può prevedere un modello “smontabile”), ma renderebbe sicuramente più sicure le moto stradali nell’uso quotidiano. L’ABS è obbligatorio di fatto sulle automobili, che pure possono vantare l’appoggio di quattro ruote: perché dovrebbe essere meno importante sulle due ruote?

Infine, ci sono un paio di questioni aperte che riguardano il tema della sicurezza stradale (soprattutto per le due ruote, ma non solo), la cui soluzione spetterebbe alla Pubblica Amministrazione e che rappresentano problemi gravissimi, al punto da rendere sostanzialmente futili le misure previste nel decreto legge 1720:

  • la manutenzione stradale, soprattutto nel periodo invernale, espone i motociclisti a pericoli davvero importanti: buche (anche molto profonde) ovunque e sporcizia che si accumula ai bordi di strade e rotonde rendono una vera giungla qualsiasi tragitto.
  • l’omologazione dei guard-rail non prevede particolari normative per la protezione degli utilizzatori “a due ruote” della strada: di fatto, la dove un comune guard-rail protegge adeguatamente un automobilista dalla possibilità di finire “al di là” della struttura metallica, costituisce una vera “ghigliottina” per tutti coloro che si trovano a scivolarvi al di sotto. In molti paesi europei, l’omologazione dei nuovi guard-rail prevede già un’attenzione a questa tematica, sulla quale l’Italia è purtroppo piuttosto indietro.
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28 pensieri su “Legge e sicurezza in moto

  1. Elena

    Da ex motociclista (ma tuttora grande appassionata), suggerirei anche l’adozione dell’airbag da moto (assolutamente non limita la libertà in sella).
    Da ciclista “praticante” aggiungerei anche l’invito a rendere obbligatorio il caschetto (omologato) anche in sella alle bici; per una caduta da bici (ero senza casco), ho rischiato quanto non ho mai rischiato in 10 anni di moto.

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      Sono assolutamente, Elena: considera però che il decreto legge 1720 prevede molto altro, oltre alla parte legata alla sicurezza in moto. Sulla questione dell’airbag, tentenno: è una tecnologia utile, ma ancora non completamente matura (a mio avviso) per l’introduzione in massa (e soprattutto obbligatoria). Sicuramente però, in prospettiva, è un accessorio irrinunciabile…

      Rispondi
      1. Elena

        Personalmente sono molto convinta dall’airbag da moto (intendo quello che si mette come ultimo capo sopra la giacca), penso che possa incrementare di molto la sicurezza offerta dal paraschiena e, soprattutto, limitare i danni a collo e bacino; fortunatamente non l’ho provato in caduta, ma ci si dimentica veramente di averlo addosso (se non in fase di salita/discesa, ma dopo un pò l’aggancio/sgancio diventa routinario quanto le cinture di sicurezza in macchina).
        Hai comunque ragione quando dici che per l’introduzione obbligatoria è presto, bisognerebbe però cominciare seriamente a parlarne.

      2. matteo

        sinceramente l’airbag da moto la vedo una cosa utile ma inutilizzabile non so che moto tu abbia ma con la mia nuda gia con la tuta da pioggia(tucano) rischio di prendere il volo senza contare il fatto che la visibilita dagli specchietti retrovisori(originali) e praticamente nulla non oso immaginare con un airbag che e ancora piu spesso!!!per quanto riguarda l’abs lo trovo inutile se poi a monte non mettiamo una frizione anti saltellamento con una gestione elettronica. visto che in piu di un caso, con la mia piccola 2 cilindri, mi sono trovato con il posteriore che sballonzolava in giro senza toccare neanche il freno!!! e a questo punto facendo sti ragionamenti dovremmo eliminare anche moto come la mia con forcelle che si impacchettano manco fossero di plastica telai che vanno in crisi per le eccessive sollecitazioni in frenata e vari problemi tecnici dati dalla postura stessa…se aggiungiamo tutta questa roba alla mia moto io invece di pagarla 5000e come e stato la pagerei 10000 se non piu per una moto che non vale neanche i 5000e pagati!!! alla fine secondo il mio punto di vista ognuno fa la sua esperienza con la sua di moto e quindi impara a gestire la stessa gli accorgimenti tecnici sono piu che positivi ma la prima cosa da cambiare e la mentalita e quella solo noi possiamo farlo non di certo lo stato!!!io sinceramente non vedo la necessita di questa legge per il semplice motivo che per la mia esperienza ho sempre indossato casco integrale e guanti anche sul 50ino giubbotto tecnico e paraschiena con scooter 125 e spero prima o poi di avere i soldi per permettermi anche gli stivali(da sempre sottovalutati ma molto utili) e completo in pelle!!!poi sembrero un pagliaccio in giro cosi ma almeno non ci lascio la pelle o rischio di rovinarmi la vita per una cagata!!!

        aggiungo una piccola nota “non riescono neanche a far rispettare l’uso del casco dopo 18 mi sembra una idiozzia fare una nuova legge quando ancora non si rispetta quella vecchia!!!”

        saluti

  2. luca

    ….io tutti questi obblighi li farei solo per gli”stradisti” o meglio per le moto da strada.le suddette moto raggiungono e oltrepassano i 300 km orari…..e pesano meno di 150 kg.Differenti dalle moto “custom” ,in quanto con i suddetti mezzi si va a “passeggio” per strada.Sono un motociclista “custom” e,se avete fatto caso nel 90% degli incidenti in moto sono coinvolte moto da strada.Purtroppo una buona parte degli “stradisti” considerano le strade e AUTOSTRADE come circuiti in qui “scaricare i cavalli”.

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      Purtroppo descrivi una realtà; d’altra parte il comportamento del singolo non può influenzare il legislatore… Se facessimo lo stesso ragionamento, potremmo eliminare l’obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza in auto su automobili che non superano i 130 km/h?

      Rispondi
    2. Elena

      Luca, scusa, ma anche con le custom si può cadere e farsi male (spero che assolutamente non sarà mai il tuo caso).
      Non sempre gli incidenti in moto sono causati dal centauro, anzi; è per questo che un motociclista deve essere protetto al massimo a prescindere dalla moto che utilizza ed è giusto rendere obbligatori i sistemi di sicurezza tramite legge (possibilmente facendola anche applicare, per quanto sarebbe idiota da parte del cittadino non proteggersi adeguatamente, visto che a smenarci sarebbe lui).

      Rispondi
  3. Kappo

    E chi ha una vecchia vespa 180cc. del 1968?

    A “manetta” tocca a malapena i 100 km/h….. io la uso moltissimo per andarci a passeggio, ma mi ci vedete circolarci indossando casco integrale e guscio sulla schiena? magari sotto il sole d’agosto?…..

    Ma dai!!!

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      È proprio contro atteggiamenti come questo, credo, che ci si debba confrontare, Kappo. Se ti viene addosso un’auto, c’entra che tu abbia una Vespa che a malapena fa i 100km/h oppure c’entra avere casco e paraschiena (anche ad agosto, si; è meno fastidioso di quanto pensi)?

      Rispondi
      1. nicola

        Inoltre una vespa 180cc del 1968 non penso abbia freni gomme e in generala l’avanzamento tecnologico di una vespa (e di qualsiasi altro mezzo) dei giorni nostri eheh.
        E’ un po’ come andare in giro con una cinquecento vecchia.. fara’ figo quanto vuoi ma se capiti dentro un incidenti sei nei guai (grossi)

  4. Wolface

    Premetto che sono motociclista da 18 anni, uso quotidianamente una moto da 75kw sia per svago che per il tragitto casa lavoro. Uso sempre giacca con protezioni e guanti ma questa legge mi costringerebbe ad indossare anche stivali e pantaloni con protezione. Sono indumenti che possiedo e che uso quando faccio giri in moto per diletto.. ma di fatto non li potrei assolutamente usare per andare a lavorare (un giubbotto lo posso togliere.. ma i pantaloni… =:O ), perdendo l’uso utilitario della moto.

    Inoltre si parla di “capi omologati”, il che costringerebbe me e tutti i motociclisti che si sono già dotati di capi protettivi a buttare “guardaroba” da centinaia (migliaia?) di €.

    Il tutto mentre mezza Italia continua a non utilizzare neanche il casco senza neanche l’idea di venir sanzionata per questo..

    Rispondi
  5. MAU

    Penso sia opportuno inserire nel codice stradale una regola per abbigliamento da moto, troppo spesso vedo scutteristi sconsiderati in autostrada che vanno al mare o al lago in canottiera e ciabatte infradito imbottiti di zaini male allacciati.
    Vado in moto da 30 anni vi posso garantire che basta un urto alla velocita’ di 40-50 km orari per disintegrarsi. Ho assistito ad incidenti seri e solo l’ottimo equipaggiamento del motociclista gli ha salvato la vita o fortemente ridotto l’infortunio. Una semplice scivolata senza l’abbigliamento giusto puo costare molto ma molto cara, una abrasione sull’asfalto puo’ portare all’amputamento di un arto.
    Sono d’accordo che la legge cosi’ impostata ha molte lacune, ma una regola dell’abbigliamento serve assolutamente. Mi auguro sia portato avanti e seriamente questo progetto di legge.
    Pero’ oltre alla legge si cominci fare una campagna di sensibilizzazione seria nelle scuole per promuovere la sicurezza sulle strade. Lo stato inoltre deve impegnarsi a tenere perfette le strade e mettere protezioni non solo pensate per le auto, spesso poi diventano mortali per il motociclista.
    Una legge serve assolutamente equa ma serve spero arrivi presto.

    Rispondi
  6. Enrico

    Io penso che, giacca tecnica, guanti, e tuta possono andar bene in autostrada, non in ambito
    cittadino. Va anche detto che una moto da 20 KW viaggia a 130 Kmh come una da 100 KW;
    inoltre d’estate in città con guanti e giacca chissa quanti collassi per il caldo. Se il limite è 50Kmh
    cadere con un motorino è come cadere con una 1000cc. Questa è un’altra legge assurda fatta
    per far vendere qualcosa a qualcuno, punto e basta. Per la sicurezza, non sarebbe meglio,
    invece, che vigili urbani e forze dell’ordine in genere, anzichè erogare multe per divieto di sosta
    sanzionassero quelli che saltano di corsia senza segnalare e ti buttano a terra, quelli che escono
    dallo stop senza fermarsi venendoti addosso, quelli che non tengono rigorosamente la destra e
    ti costringono a sorpassi azzardati? Dico io, i vigili ce l’hanno ancora il fischietto? Un’altra cosa,
    perchè a Trieste, per esempio, tutti viaggiano con il casco mentre, altrove, se ne fregano perchè,
    tanto, nessuno li ferma. Dico io, perchè tutti coloro che tengono comportamenti consoni alla guida
    devono pagare indistintamente per l’andazzo menefreghista di altri lidi della Repubblica dove la
    mentalità è più vicina a qulla borbonica che quella asburgica? Un’ultima riflessione rivolta ai
    politici: ricordate, anche i motociclisti votano. Enrico da Trieste.

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      Non sono d’accordo, Enrico: io uso giacca tecnica e guanti ogni giorno, in città. E aggiungo il paraschiena. Il caldo è un problema a parte, e non è così impossibile da gestire, finché non stai fermo ai semafori.
      Ed è altrettanto sbagliato e semplicistico fare generalizzazioni sul fatto che in certe zone d’Italia ci sia un rispetto maggiore delle regole rispetto ad altre: ci sono regole e regole, rispettate in modo diverso.
      Non credo neppure che questa legge trovi il suo fondamento nella necessità di far vendere pochi euro di abbigliamento tecnico a qualche negoziante, non mi pare siano una lobby così forte.

      Ciò detto, concordo sul fatto che lo Stato (nella figura della polizia, indubbiamente) abbia un ruolo chiave nel far rispettare le regole; agli automobilisti tanto quanti ai motociclisti (superare sulla riga di mezzeria, lo sai, per quanto “usanza” non è corretto), ed intervenire sulle infrastrutture per rendere più sicura la guida anche ai motociclisti.
      Non concorderei, in linea di massima, sulla necessità dell’uso di pantaloni tecnici e stivali in città, ma probabilmente solo perché non sono abituato a portarli.

      Rispondi
      1. Andrea

        L’abbilgimento tecnico costa e non poco. Solo il paraschiena ha un prezzo ragionevole.
        Per non parlare del casco integrale, qui minimo ce ne vogliono 200 di euro per un prodotto decente. Se pernsiamo a qunti motociclisti e scooteristi ci sono, mi sembra proprio la clessica situazione in cui si vuole far guadagnare le case costruttrici di questi articoli.
        Comunque la sicurezza principale è nella testa delle persone, se sei uno sqilibrato ad andare in moto puoi usare tutte le protezioni che vuoi ma alla fine …

      2. alt-os Autore articolo

        Perché credi davvero di poter comprare un casco per meno di 200 euro?? Cosa compri, la scodella in ceramica? Posso capire la questione dell’imposizione del casco integrale o meno (che per altro condivido, in questo frangente), ma non credo proprio che si possa dire che questa legge è fatta per fare un favore alle case produttrici di abbigliamento tecnico (che per altro stanno contestando la legge)…

        Sulla questione “testa”, sono assolutamente d’accordo, molto fa _come_ si va in moto. Ma quando ti vengono addosso, c’è poca testa che tenga, cadi e devi essere protetto…

  7. massimo

    Circolo su due ruote da quando avevo 14 anni, cioè 38 anni fa. Mai fatto incidenti neppure con le moto di grossa cilindrata che ho avuto, a dimostrazione che più che di protezioni estreme c’è bisogno di “sapere andare” in moto. Ciascuno sia LIBERO di acquistarle oppure no.
    Sono veramente stufo di tutte queste imposizioni che riducono ogni giorno di più la libertà individuale per ragioni di mercato mascherate da tutela verso gli utenti.
    Pensassero piuttosto alla condizione delle strade e dello stato psicofisico di chi le percorre invece di dirmi come mi devo vestire.
    Già mi ci vedo a spingere il carrello al supermercato bardato da guerriero medievale. Ma per piacere, finiamola!

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      Sulla questione libertà, ricordiamo Kant: “la tua libertà finisce dove comincia la mia”. Sono libero di non pagarti le spese mediche e la pensione d’invalidità quando non ti sei protetto, ti sono venuti addosso e la tua “abilità di pilota professionista” non ti ha salvato la pellaccia…

      Rispondi
      1. massimo

        Infatti, non voglio limitare la libertà di nessuno. Chi vuole si protegga come crede. Paghiamo molto, sanitarmente, anche per l’inquinamento causato da tutti i veicoli in circolazione e in genere per i rifiuti che allegramente e senza tanti problemi produciamo con i nostri spesso immotivati consumi. Infinite morti e malattie che nessuno si impegna a diminuire sempre per le famose leggi di mercato. E ci sono anche sport molto rischiosi come ciclismo, alpinismo, sci, paracadutismo, volo, potenzialmente invalidanti. Evidentemente non contano. E con questo chiudo. Grazie dell’ospitalità.

  8. Matteo "slamps"

    Io sono motociclista dal 2003, ho una moto da 93 kw, ho sempre usato casco integrale, guanti e giacca tecnica di pelle e quando la praticità lo rendeva possibile anche para schiena e stivali. Vado in moto tutto l’anno con ogni tempo. Io sarei quindi nella categoria di dover indossare tutto sempre e cmq. Premetto che sono d’accordo con l’usare il maggior numero di protezioni possibili( con la vita non si scherza, infatti sono in procinto di comprarmi pantaloni e pettorina. Però bisogna essere anche pratici.
    Con le protezioni esistenti in commerci non si può fare un legge del genere.

    Faccio un esempio: ho lezione all’uni ho voglia di andare in moto come faccio a stare seduto comodo a seguire una lezione e dove lascio tutte le protezioni che mi sono tolto??????

    lo stesso può succedere per uno che deve andare al lavoro come fa????????

    Oppure esco la sera per andare a giro a fare un passeggiata in città come faccio con tutta l’attrezzatura che ad occhio e croce e fatta di almeno da 8 -10 pezzi (casco, sotto-casco, guanti giacca, airbag, para-schiena, pettorina, pantaloni, stivali)?????????

    Se in commercio si fossero abbigliamenti come giacche che comprendono schienale, protezioni spalle e gomiti,airbag e pettorina (in modo che mi possa togliere tutto con il solo gesto dell’abbassare la zip) e come pantaloni da indossare sopra un vestito (comodi, pratici e con le protezioni necessarie) in modo che si possano togliere rapidamente, allora sarei d’accordo con questa legge, perché mi levo tutto in un lampo e la infilo nella borsa rigida che qualunque moto può montare.

    Purtroppo non è così.

    Quando ci sarà un abbigliamento del genere allora sarò d’accordo.

    slamp a tutti Matteo.

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      Matteo, è esattamente ciò che faccio ogni mattina andando al lavoro… Anch io ho una moto che fa più di 75kw, e ogni mattina mi infilo casco integrale, sottocasco, guanti tecnici, paraschiena L2, giacca tecnica con protezioni. Avrei anche gli stivali, nemmeno troppo scomodi. Pantaloni (e qui finiscono le prescrizioni di legge, niente airbag o altro) dovrei trovare un compromesso adatto a poterli eventualmente tenere addosso sfilando le protezioni (ma non dubitare che nel momento in cui tutto ciò divenisse effettivamente obbligtorio, avremmo un fiorire di soluzioni). E lo stesso facevo andando in università, per inciso. Ci si attrezza ed organizza, tutto qui…

      Ciò che (sigh) sto notando, è tutto questo appellarsi alla “libertà”: suona tutto troppo simile a quando venne reso obbligatorio l’uso del casco, del quale oggi nessuna persona sensata farebbe a meno… Molto più sensati (e condivido, non preoccupatevi) sono i paragoni con le altre problematiche della strada: guard rail, buche (proprio di questi giorni è il nuovo “scandalo” sulla manutenzione stradale) e via dicendo.

      Rispondi
      1. Saverio

        Si cerca sempre la soluzione più rapida, scaricare sugli altri quello che invece dovrebbero fare gli “onorevoli”!
        Secondo me e a quanto leggo, un pò tutti (motociclisti e non) sono d’accordo sulla necessità di normative per la sicurezza dei centauri, ma questa proposta di legge sembra più un “sottrarsi alle proprie responsabilità” sulla gestione della viabilità su strada, scaricando ogni colpa sugli altri (che poi, saremmo noi motociclisti).
        Ma perchè mirare così energicamente a questa categoria, si potrebbe solamente vietare l’uso di un abbigliamento inadatto invece di obbligare su qualcosa su cui sono ignoranti gli stessi redattori della proposta?
        Anche i pedoni rischiano, non poco, attraversando sulle strisce (figuriamoci fuori da queste), allora perchè non imbottire anche loro di protezioni, magari un mega airbag a palla, così da farli rimbalazare senza danni!
        Ci sarebbero poi i passeggini, io gli installerei sistemi di frenata con ABS e pilota automatico con GPS (per madri distratte/imbecilli)… oppure, visto che siamo vicini alla stagione balnare, obbligare i fabbricanti di costumi a inserire mini canotti nei boxer o nei top dei bikini con relativi razzi segnalatori… che spettacolo!
        Sono motociclista da 10 anni e tutti gli “inconvenienti” che ho avuto si sono sempre risolti con solo qualche graffio (che portassi o no tutte le protezioni necessarie), forse sono stato solo fortunato, ma la prudenza e conoscere bene il proprio mezzo vale molto più di 500 o 1000€ in abbigliamento.

  9. Umberto

    ma stiamo scherzando!!la moto è da sempre un simbolo di libertà!!che mi multino pure questi stronzi continuerò ad andare in giro con il casco però senza altra protezione!!
    e finiamola con questa falsa ipocrisia sulla salute del cittadino!!costruiscono inceneritori ad ogni angolo, tutti sporcano ed inquinano facendomi ammalare di tumore e poi fanno tutto questo per prevenire i costi della salute pubblica…ma per favore!
    dovrebbero semplicemente educare tutti a rispettare sia il codice della strada che le persone che sono con te sulla strada, aggiungendo poi un po’ di manutenzione extra per sistemare le varie buche!!!!
    …ma si sa, i nostri soldi pubblici, che tanto vi stanno a cuore perchè spesi per la salute dei motociclisti, non sono gli stessi (noooo ci mancherebbe altro) che vanno a gonfiare gli stipendi di politici già strapagati che pensano solo a fare favori ai poveri industriali che stanno fallendo con questa bella crisi economica (causata da loro) facendo leggi che obbligano il cittadino a comperare oggetti omologati e costosi!
    gli idioti però non pensano che questa cosa tornerà indietro come un boomerang, obbligati ad andare in giro come cavalieri del medioevo, presto i motociclisti si estingueranno e il mercato della moto fallirà ma qualcuno intanto ci avrà guadagnato sopra…
    italia, bel paese del cazzo!

    Rispondi
  10. Claudio

    E’ una legge delirante, fatta da inesperti e inetti, come al solito, del resto!!
    Si obbliga a indossare casco integrale, guanti tecnici, giacca tecnica, e paraschiena per andare a comprare il pane a 100mt da casa con uno scooterone, ma a sentire loro, si può andare con una supersportiva con le infradito in autostrada ( le calzature non sono mensionate).
    Invece di creare una cultura della sicurezza stradale, in modo tale da far decidere autonomamente, quale siano gli accorgimenti idonei a proteggersi, a seconda dell’utilizzo che se ne fà del motoveicolo, si fà di tutta l’erba un fascio, e ci ritroviamo l’impiegato che nella grande città causa traffico è obbligato a muoversi in moto e per andare in ufficio si deve vestire come Valentino Rossi quando corre un motoGP!!
    Ricordo inoltre che lo Stato che tiene “tanto” alla salute dei motociclisti, nonostante gli infiniti appelli da parte di associazioni, gruppi, campioni,giornali, continua indisturbatamente a istallare guard rail senza protezioni basse, in modo che quando uno cade e scivola, viene tranciato dai pali di sostegno degli stessi taglienti come rasoi.

    Rispondi
  11. Francesco 21

    Purtroppo se passa questa proposta di legge venderò la moto, perchè non ho nessuna intenzione di imbardarmi come un’astronauta ogni volta che la prendo anche per pochi minuti.

    E poi penso che ognuno sia libero di aumentare la propria sicurezza oppure no.
    In Italia si cercano questi cambiamenti solo ed esclusivamente per far entrare un po di soldi nelle tasche dei produttori del settore che saranno ben lieti di staccarci le teste con prezzi esagerati, dettati dall’esigenza del motociclista a mettersi in regola.
    Io personalmente penso che bastino già le regole esistenti e che non ci sia bisogno di introdurne di nuove perchè saranno introdotte solo per questioni economiche.
    Ciao a tutti

    Rispondi
  12. Enrico

    Io ci sto…sempre che i possessori di autosportive, per esempio una ferrari, indossino tuta, casco, protezioni da F1, non si sa mai, se scappa il piede sull’acceleratore son guai!
    Scusate ma non mi vedo a fare i 4 Km che mi separano dal mare della mia citta’, in agosto, bardato come un cavaliere medioevale, o come ha gia’ detto qualcuno, fare un giro in citta’ la sera (qua i Km sono due) e dovermi portare dietro una roulotte per deporre protezioni ed armamentario.
    Se pensano alla salute dei cittadini non dovrebbero permettere che per strade normali circolino bolidi da 150 e passa cavalli e da oltre 300Km/h, se lo permettono allora lascino che ciascuno pensi alla propria pellaccia.
    Diverso e’ il discorso per neopatentati o ragazzi giovani, fino per esempio 25 anni, che con la loro inesperienza e soprattutto irruenza rischiano di farsi male. Ma anche qui non constringerei i poveracci a bardarsi come per andare in battaglia, piuttosto limiterei di molto la cavalleria a loro disposizione.
    Poi e’ vero…ci si puo’ fare male anche a 50 all’ora, anche in solo 2Km di strada per andare in citta’, ma sta nel buon senso di ciascuno cercare di evitare che cio’ accada, e se uno decide di uscire con abbigliamento non adeguato a motoGP sta nella sua intelligenza essere molto, molto prudente. Come sta sempre nol bon senso di chi viaggia a velocita’ elevate o striscia le pedane sui tornanti di qualche passo di montagna di proteggersi adeguatamente!
    Le limitazioni iniziano ad essere un po’ troppe, la liberta’ un po’ troppo poca, e gli incidenti mi pare continuino ad accadere…e i mezzi in circolazione sono sempre piu’ potenti…mah!

    Rispondi
  13. Corrado

    Ma alla fine di questa legge che ne è stato……………niente mi pare vero?!?

    Stavo già fantasticando di andare in ufficio con il mio Transalp, tutto imbardato, e avere un’ottimo pretesto per farmi vedere così dalle signorine in reception eppoi ri-trasformarmi in stile supereroe in un abbigliamento più consono all’attività di ufficio…

    …ehehehehe.

    C’è andata bene stavolta…datemi retta.

    Per andare in moto serve testa e le protezioni sono importanti, ma vanno usate con criterio: è vero quanto sosteneva qualcuno di voi che già successe per il casco, ma dove vogliamo arrivare?

    Certo spesso sono gli altri a procurarci il danno anche se non ce lo procuriamo da noi…ma diciamo la verità: a volte un po’ ce le cerchiamo…

    Penso che un approccio alla guida più sicuro senza affidarci prioritariamente a protezioni individuali, ma all’attenzione rispetto a se e anche agli altri in moto sia prioritario.

    I mei personali complimenti a Massimo: un motociclista che da 38 anni va in moto senza incidenti sarebbe sicuramente un buon maestro per noi tutti, qualunque suggerimento sarebbe sicuramente ben accetto da me.

    Rispondi

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