Firmiamo.it, Nòva e gli indirizzi email

ocherdraco via Flickr

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Questa mattina mi sono trovato in posta elettronica un messaggio pubblicitario di Findomestic. Niente di strano, apparentemente (di spam ne arriva parecchio e purtroppo anche i pur potenti filtri di GMail non sono sempre perfetti), finché in calce alla mail mi sono trovato scritto che l’indirizzo era stato consegnato a Findomestic tramite la petizione “Cinque per mille stabile e senza limiti” di Firmiamo.it, promossa nel 2007 (Governo Prodi) da Nòva – Il Sole 24 Ore.

Ora, su questo genere di cose sono piuttosto scrupoloso: se mi viene concessa la possibilità di rifiutare la consegna dei miei dati a terzi per scopi commerciali, lo faccio puntualmente. Eppure gli indirizzi sono stati comunque consegnati a Findomestic, che come prevedibile non si è fatta scappare l’occasione (due anni dopo) per inviare comunicazioni di dubbio gusto (come al solito).

Visto che non sono il solo ad aver ricevuto questo genere di spam messaggi, smaltita la parte peggiore dell’incazzatura ho provveduto ad inviare quanto segue ad Il Sole 24 Ore ed a Firmiamo.it, nella speranza di sollevare almeno qualche scrupolo di coscienza.

Salve

scrivo (e manderò copia a Nòva) per condannare fortemente la consegna di indirizzi email a scopi commerciali. Ho ricevuto questa mattina un messaggio pubblicitario di Findomestic che riportava come fonte dell’indirizzo email la petizione “cinque per mille senza limiti” ospitata da Firmiamo.it (http://www.firmiamo.it/cinquepermillestabileesenzalimiti) e promossa da Nòva – Il Sole 24 Ore.

Sono piuttosto scrupoloso su questo frangente e sono assolutamente SICURO di non aver accettato la consegna del mio indirizzo email a terzi per scopi commerciali. Naturalmente non ho alcuna intenzione di procedere in alcun modo, se non con questa mia comunicazione di condanna.

G.

Update 31/03/2010:

Camisani Calzolari fa presente come l’opzione di “non inviare pubblicità” non è prevista e quindi (deduco), accettando di firmare una petizione di Firmiamo.it, automaticamente si verrà inseriti nelle liste tramite le quali viene inviata. Questo solleva per l’ennesima volta la questione dell’uso delle nostre informazioni personali, che spesso tendono a sfuggirci di mano, anche in modo perfettamente aderente alla legge (le cui tutele, evidentemente, sono troppo lasche)

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14 pensieri su “Firmiamo.it, Nòva e gli indirizzi email

  1. Alberto

    Sei fin troppo buono: io mi sono cancellato al volo da firmiamo.it con la conseguenza che le mie firme su quella piattaforma sono sparite.
    Se questo è il loro modo di gestire i miei dati personali il minimo che potessi fare era cancellarmi!
    Da notare che, come te, pure io non concedo mai la cessione a terzi dei miei dati quindi sono certo che il loro comportamento non è stato corretto.

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    1. Stefano Quintarelli

      tu pensa che io e’ la 5a volta che dico ai call center di Sky di cancellarmi dalle liste..

      servizio in cambio di pubblicità e’ come funziona il 99,99% di internet oggi. what’s the buzz ?

      le regole sulla privacy dicono che il consenso deve essere proporzionale, non posso chiederti il numero di telefono se non mi serve a prestarti il servizio. prestare il servizio significa, a tutto tondo, darti cammello e ricevere danaro.

      le regole dicono anche che devi poter chiedere la rettifica o la cancellazione dei dati.

      io ricevo un centinaio di mail al giorno di spam, mail pubblicitarie non sollecitate, ovvero mandate a fronte di nessuna azione da parte mia, che non mi consentono di disiscrivermi, come invece ho fatto con firmiamo, ogni volta che ho sottoscritto una petizione.

      Rispondi
  2. Marco Camisani Calzolari

    Non vende gli indirizzi a findomestic, ma ha mandato solo la pubblicità.
    Offiramo un servizio gratuito a fronte di pubblicità…
    Gli indirizzi non sono ceduti a nessuno. il mittente è infatti firmiamo.it
    Lo staff di firmiamo ti ha risposto esaustivamente su questo punto. Tuttavia se hai altre domande, siamo a tua disposizione.

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      Ciao Marco,

      non ho ricevuto nessuna mail da Firmiamo.it in risposta alla mia mail. In ogni caso già che non hanno ceduto i dati è un fattore positivo. Dopodiché inviare pubblicità non richiesta per conto terzi è comunque considerato spam e per tanto da condannare.
      Ribadisco: se mi viene data la possibilità di scegliere se ricevere o meno pubblicità, opto sempre per non riceverla. Se non me ne viene data la possibilità, ovviamente, è già una violazione di per se dei termini di legge…

      Rispondi
      1. Marco Camisani Calzolari

        Tu puoi scegliere, se chi offre gratuitamente il servizio ha altre fotni di ricavo per pagare gli stipendi di chi ci lavora. Noi invece non ne abbiamo e l’unico modo e la pubblicità. Così come la TV commerciale non si può guardare senza pubblicità perché ha dei costi, anche noi non abbiamo nessuno che ci regala i soldi per pagare le persone che ogni giorno lavorano duramente per garantire il servizio, sviluppare funzionalità, mantenere i server e pagare gli stessi…

        In termini di legge di permetto di eliminare con un click i tuoi dati. E’ legale, nonchè obbligatorio.
        Se vuoi continuare a utilizzare il servizio senza ricevere pubblicità, puoi contribuire con una donazione a pagare gli stipendi. sei disposto?

    1. alt-os Autore articolo

      Marco, vedi, non ho alcuna difficoltà a comprendere il modello di business che c’è dietro. Ci mancherebbe solo che si cominci a pretendere gratuitamente il lavoro degli altri. Il discorso che facevo io è sostanzialmente legato alla “trasparenza” del tutto: è fondamentale che sia chiaro sin da subito che i dati verranno utilizzati per determinati scopi anche se non ceduti a terzi (ed è il ruolo dell’informativa sulla privacy, tra l’altro). Solo in questo modo l’utente potrà scegliere se acquistare o meno il prodotto. Bada: vale esattamente lo stesso con Gmail, Facebook e compagnia cantante, non parlo solo di Firmiamo.it.

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  3. Daniele

    Dato che lo spam esistente che invade le caselle mail non basta, ci si mettono anche i signori di firmiamo.it (signori è un eufemismo). Dargli degli spammer sarebbe poco in quanto rivendono gli indirizzi mail di chi si iscrive al loro sito (peraltro sempre in ritardo). Deduco quindi che il loro vero scopo sia il business dello spaccio di indirizzi mail.
    Proporrei di floddarli, spuffarli a vita

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  4. Marco Camisani Calzolari

    Ribadisco: niente cessione di email a terzi.sarebbe penale.
    E niente spam, l’informativa accettata dice esplicitamente che insieme al servizio sara mandata la PUBBLICITA’
    invito a rettificare per non incorrere nel reato di diffamazione

    Rispondi
    1. alt-os Autore articolo

      Per quanto riguarda la forma, Marco, le correzioni sono state apportate. In ogni caso, resta il cattivo sapore in bocca: per quanto lo si faccia aderendo alla legge, questo genere di giochi continuano a fare una brutta impressione (almeno a me).

      Rispondi
  5. marco de luigi

    bhe io ritengo plausibile il fatto che un sito possa inserire della pubblcità all’interno delle proprie pagine ma quello che è successo a Giacomo è successo anche a me, stessa pubblicità ma questa è una casualità.
    Io credo che anche il modo di fare pubblicità su un sito può e deve essere etico.
    Internet può essere una grande risorsa per offrire solidarietà a cause importanti ma i siti che forniscono tale servizio devono essere altrettanto etici.
    Il modo di farlo c’è ora sono iscritto a due siti.
    Uno Care2 lo uso per le cause internazionali e il comportamento è assolutamente trasparente.
    L’altro italiano, petizionionline, per le cause in italia e più europee anche se da poco hanno aperto i loro servizi anche all’estero riporta una pagina Codice Etico che ne dimostra la trasparenza.
    La pubblicità, soprattutto quella invasiva, non è la soluzione e non può essere l’unica risposta per poter dire: no pubblicità no servizio.
    Altrimenti a questa si piegherebbero anche i valori, come spesso accade

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  6. Ruggiero

    Ho lanciato una petizione nel 2009, il sito si è subito bloccato, l’assistenza tecnica cadeva dalle nuvole, usavano le mail dei firmatari per inviare spam pubblicitario e si sono rifiutati di fornirle a noi per comunicare con i nostri firmatari.
    Può bastare o devo continuare?

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