La crisi non esiste

da Repubblica.it

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Il PIL a -6% non l’avevo mai visto, in compenso negli ultimi mesi ho visto amici e conoscenti licenziati per problemi economici, io stesso ho cambiato lavoro a causa delle ristrettezze economiche che la “crisi” ha messo in essere. Ci sono problemi di liquidità un po’ ovunque e le banche non concedono prestiti, strangolando letteralmente l’industria. Negli altri stati europei si è investito, tagliato l’IVA, ridotto le tasse, ognuno ha inventato qualcosa per sostenere il mercato, aiutare i cittadini. Il nostro decreto anti-crisi… beh, lasciamo stare.

La cosa che mi fa più impressione non è l’incapacità di chi ci governa di gestire la critica situazione in cui ci troviamo (chi, Tremonti, l’uomo dei condoni??). No. Quello che mi lascia di stucco è che cercando su Google si trovano ancora le dichiarazioni di numerosi esponenti del governo che definiscono “immaginaria” o “inesistente” questa crisi. Si continua a dire (da ormai 8 mesi) che il peggio è passato, che “la crisi non impatterà sull’economia reale”, che la ripresa è iniziata…

Nel frattempo, dopo esserci comprati la parte marcia di Alitalia (tanto i soldi non mancano) e nonostante si paghino le spese di una classe politica che fa volare nani e ballerine a nostre spese sui voli di stato e sulle auto blu, quando anche le compagnie petrolifere alzano (per l’ennesima volta) i prezzi non si riescono a trovare le risorse per calmierare i prezzi ed aiutare coloro che non godono del Lodo Alfano e/o di una poltrona in parlamento…

Ovviamente deve trattarsi di una mia visione parziale del mondo, visto che i nostri edotti connazionali continuano a garantire fiducia incondizionata al Governo… In fin dei conti, quindi, in Italia viviamo bene, e prosperiamo.
E allora viva il Governo, viva l’alta finanza, viva l’estremo libero mercato (Friedman docet)!

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Un pensiero su “La crisi non esiste

  1. Giovanni

    Allora,
    il portatore nano di democrazia ha detto:
    1) la crisi non c’è
    2) la crisi è passata.
    Tanti anni fa c’era un comico triestino (Cecchelin) che faceva, tra le altre cose, un ladro portato in giudizio.
    Orbene, tale ladro diceva:
    Sior giudice, no gò rubà nissun orologio …
    E pò nol iera de oro!
    Ecco, perché ridevamo di quel (ladro) e non de questo (capo di governo) ?
    Giovanni – dalla Svizzera.

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