L’irresistibile richiamo francese

Air France 747-428 F-GITE

E così, quattro miliardi di euro più tardi, Air France ed Alitalia convolarono a nozze. E vissero tutti felici e contenti, con buona pace dei (pochi) contribuenti italiani, condannati a saldare l’amaro conto dell’operazione “Eleggere Berlusconi”, già in verità parzialmente coperto dalle operazioni “Viva la sicurezza – fuori gli ‘stracomunitari dal Paese” e dalla “Meno tasse per tutti, più tasse agli italiani”, già abbondantemente dichiarate concluse.

Soprattutto, l’operazione “Alitalia vola in Francia” vedrà amichevolmente fregati gli elettori della Lega (in parte gli abitué del carroccio, in maggior parte coloro che hanno scelto di votare il partito dal fazzoletto verde per “salvare” Malpensa dalle orde barbariche in arrivo d’oltralpe): con il voto favorevole del Consiglio d’Amministrazione della compagnia aerea Franco-Olandese, l’accordo con Alitalia Cai Alitalia è praticamente fatto. Manca solo il via libera del CdA della compagnia nostrana, che certo non rifiuterà tanta grazia: (circa) 310 milioni di euro per il 25% della fetta “buona” della compagnia (quella muffita, come sappiamo, la mangeranno gli italiani per Pasqua, 500 grammi a testa).
Interessante la reazione di Lufthansa (preferita dal partito del carroccio), che afferma di “non essere fuori dalla partita nonostante non abbiano fatto un’offerta” (aspettano forse la firma sui contratti per dichiararsi “fuori dai giochi”?).

Gioisce il sindaco di Roma Alemanno, che proprio sulla scelta dell’opzione francese aveva investito tempo e fiato (nel tentativo di dare a Fiumicino un ruolo primario nel panorama volante italico), gioiscono meno il “partito del Nord” e soprattutto la Lega di Umberto Bossi, che ha comunque ottenuto, facendolo passare opportunamente all’interno del DDL “anticrisi”. Peccato che nel frattempo il presidente dell’ENAC, Vito Reggio faccia sapere che:

Gli accordi bilaterali già in vigore prevedono dei diritti reciproci tra Alitalia e le compagnie estere, rinegoziare questi trattati è un procedimento lungo, e non dimentichiamo che noi siamo negoziatori per conto dell’Europa, che è un cielo unico

Contento Bossi, contenti i leghisti, contenti tutti. O meglio, quasi tutti. I pochi italiani ancora dotati della facoltà di computare si saranno certamente accorti che rispetto ai 1.7 miliardi di euro offerti per l’intero asset societario (debiti compresi) di Alitalia solo pochi mesi addietro, i 310 milioni offerti per il 25% della parte “buona” sembrerebbero un po’ pochini, soprattutto sapendo che AirFrance aveva previsto 3500 esuberi contro gli oltre 10.000 che invece resteranno “a terra”, e ancora maggiormente dopo aver letto un’analisi solo leggermente più approfondita di quanto non possa farne un povero cittadino come me…

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