E venne Windows 7…

Con la presentazione di ieri al CES 2009 è ufficiale: il successore di Windows Vista, nome in codice “Windows 7”, è in dirittura d’arrivo. La prima beta ufficiale, dedicata agli sviluppatori ed ai tester, sarà scaricabile da questo pomeriggio dal sito ufficiale del progetto (forse previa registrazione ai servizi MSDN o TechNet?), sebbene solo in 2.500.000 copie (ovviamente non si faticherà a trovarne ulteriori dai circuiti peer-to-peer…).

Nel frattempo, le prime recensioni ed impressioni cominciano ad essere disponibili qua e la, basate sulla presentazione fatta ieri al CES 2009, su quanto promette Microsoft sul sito ufficiale, o su più concrete prove in vivo, poco importa. A differenza di quanto accadde con Vista, questa volta Microsoft parte sin da buon principio con un approccio maggiormente orientato alla community (addirittura promettendo che “7” sarà “costruito sulla base delle richieste degli utenti“) che potrebbe garantire non solo un software di maggior qualità (cosa che tutti speriamo ma che dipenderà esclusivamente dall’abilità dei programmatori di casa Microsoft e dal tempo che sarà stato dedicato allo sviluppo del nuovo sistema operativo) ma anche una molto maggior visibilità e pubblicità (più o meno positiva lo vedremo).
L’esperienza Vista, nel frattempo, ci insegna che anche investendo in pubblicità non sempre i conti tornano: negli Stati Uniti il battage pubblicitario del successore di Windows XP è stato implacabile, eppure le vendite di Vista continuano a non raggiungere le aspettative (costringendo per altro ad un anticipo piuttosto marcato nei tempi di rilascio di “Windows 7” che potrebbe arrivare nei negozi già entro quest’estate, anche se Microsoft lo annuncia per novembre 2009) e risulta quindi importante (se non fondamentale) accompagnarlo da un prodotto poi serio e di buona qualità.

Certo in Microsoft non avranno mancato di notare che per la prima volta nella storia recente, la leadership dei sistemi operativi “Made in Redmond” non è più totale come lo era fino a poco tempo fà: la quota di mercato dei Windows Like infatti è scesa sotto il 90% (comunque non irrisoria, converrete), essenzialmente a favore di Mac OS X ma anche di tutta una serie di distribuzioni Linux, Ubuntu in testa, che non mancano di fare una concorrenza spietata, sul campo tecnologico ma anche pubblicitario, al leader di mercato.

Per valutare l’aspetto tecnologico e le innovazioni del nuovo venuto in casa “Gates & friends” dovremo attendere di poterlo provare in vivo (e ho come l’impressione che quei 2.500.000 download disponibili ce li fumeremo in qualche ora). Nel frattempo qualche considerazione la possiamo fare, al di là della “fuffa” che il marketing ci propina:

  1. In primis, và notato che tra il rilascio di Vista e il completamento dello sviluppo di “7” saranno passati tra i due ed i tre anni, un tempo assolutamente insufficiente non solo per realizzare un nuovo sistema operativo, ma anche solo per lavorare in modo incisivo alle parti più importanti del sistema. Se le differenze che abbiamo potuto apprezzare tra XP e Vista (e non sono moltissime, in fin dei conti) hanno necessitato di oltre 5 anni di lavoro, non possiamo che attenderci differenze ben inferiori tra Vista e “7”.
    E se le novità “promosse da Microsoft” sono solo quelle della pagina What’s new del sito ufficiale… beh, siamo a cavallo…
  2. Viene poi l’annosa questione dei requisiti hardware e dell’obsolescenza programmata: quanti saranno disposti a cambiare pc dopo soli (al più!) 3 anni dall’acquisto di quello Vista Capable?
    Per far girare il nuovo “Windows 7” Microsoft chiede un sistema con processore da 1 Ghz , 1 Gb di RAM e 16 Gb di disco fisso, oltre ad almeno 128 Mb di memoria video ed il supporto per le librerie grafiche avanzate DirectX 9. Niente di eccezionale, di per sé (stavolta non hanno commesso l’errore di annunciare requisiti hardware da infarto per poi dimezzarli prima dell’uscita, come invece era accaduto con Vista), ma dobbiamo tener presente che si tratta dei requisiti minimi; per far girare Windows 7 in modo minimamente decente, avremo bisogno probabilmente di almeno il doppio delle caratteristiche, il che comincia a non essere necessariamente ovvio…
  3. Fattore importante da considerare è che il lancio di “Windows 7” manderà automaticamente in pensione Windows XP, ad oggi da molti consumatori considerato come una “piattaforma di salvezza” di Windows Vista, al punto che ancora oggi sono molto richiesti di “downgrade” di versione. Se la “piattaforma di salvezza” di “Windows 7” sarà Vista, c’è da sperare (per Microsoft) che il nuovo sistema sia davvero “semplice, affidabile e veloce” come promesso da Ballmer al CES 2009… Il fatto comunque che di “Windows 7” ne esista una versione a 32bit (ancora??) fa venire i brividi freddi…
  4. Come per Vista, le modifiche all’interfaccia grafica sono quelle che indubbiamente appaiono come maggiormente visibili di primo acchito, ma nel “day-by-day” sarà solo e soltanto ciò che sta “sotto il cofano” a fare la differenza. La percezione attuale di Vista è che “sotto il cofano” si nascondano più “magagne” che miglioramenti (al punto che in poco meno di 2 anni sono praticamente usciti ben 2 Service Pack…)

Ciò detto, possiamo solo augurarci (ed augurare a Microsoft, naturalmente) che Windows 7 sia, finalmente, un sistema operativo degno di questa classificazione, anche perché di “innovazioni”, nel panorama dei sistemi operativi, ne vedo davvero poche all’orizzonte…
Cosi non fosse, saranno guai per gli utenti e gioie per chi come il sottoscritto (lavorando con Linux) agli utenti fornisce assistenza

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2 pensieri su “E venne Windows 7…

  1. vik

    “Se le differenze che abbiamo potuto apprezzare tra XP e Vista (e non sono moltissime, in fin dei conti)”
    Mi permetto di dissentire. Di differenze ce ne sono eccome. Basti guardare le feature di sicurezza. Non voglio dire che Vista sia un buon Sistema, dico soltanto che da che la tua affermazione non è vera.

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    1. alt-os Autore articolo

      In effetti l’aspetto della sicurezza è stato tenuto maggiormente in considerazione in Vista che in XP. E’ forse una delle “differenze” tra i due sistemi. Ma se la tanto sbandierata “innovazione” si limita all’introduzione dell’UAC e alla separazione dei processi beh, non mi sembra granché…

      Rispondi

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