Un MotorShow… ibrido!

Quello dei veicoli ibridi e della riduzione dei consumi era stato, fino a pochissimi anni fà, un settore di nicchia: nonostante qualche produttore proponesse, in un angolino, dei veicoli a doppia alimentazione, in genere ai Saloni Internazionali venivano presentati solamente i nuovi modelli diesel e benzina destinati al mercato di massa (e di conseguenza, questa scelta si rifletteva poi sulle offerte sostenute nelle concessionarie). Escludendo la Toyota Prius infatti (che dell’ibrido è stata la bandiera per molti anni), cercate di ricordare un altro modello di auto ibrida che vi sia stato proposto dal produttore, suscitando il vostro interesse…

Al MotorShow di quest’anno, invece, i veicoli ecologici (dagli ibridi ai veicoli interamente elettrici) e gli accessori legati alla riduzione di consumi ed emissioni (filtri anti particolati, il sistema on/off di Bosh, …) hanno avuto una parte davvero importante: tranne alcuni stand anacronistici (come quello della Aston Martin, che mostrava ai pochi a cui veniva concesso di entrare nello stand dopo una lunga fila, la sua DB9, un coupé supersportivo da 470 cavalli, equipaggiato da un motore V12, 6 litri di cilindrata, incapace di sputare fuori dagli scarichi meno di 350g di CO2 al chilometro, un consumo da classe G), in quasi tutti gli altri si trovava lo spezzato di un filtro antiparticolato, la comparazione dei consumi dei propri modelli più ecologici, un ampio spazio alle tecnologie ed alle ricerche in materia di riduzione dei consumi e delle emissioni. Il tutto talmente accentuato da riuscire a colpire l’attenzione dei visitatori (o almeno, la mia).
Persino la campagna pubblicitaria dell’evento, seppur non particolarmente aggressiva, ha avuto nell’ecologia un aspetto piuttosto importante.

Un segno dei tempi, oppure solo un tentativo di rispondere alle pesanti ripercussioni che la crisi economica mondiale sta avendo sul settore dell’auto (ripercussioni che invece sono tenute molto ben celate dagli espositori del MotorShow), proponendo ad un mercato ormai saturo (e reso ancora più saturo dagli incentivi alla rottamazione degli ultimi anni) delle soluzioni diverse dalla norma, in grado di sfruttare lo slancio ecologico che la nostra società comincia a sentire e magari affiancandoci la prospettiva di un risparmio economico in tempi di magra?

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