Stop intercettazioni: ma perchè!

Tape and Light, 2nd Effort Sulle intenzioni che spingono Berlusconi all’approvazione dello stop alle intercettazioni, nutrivo pochi dubbi. Sui motivi che spingono il resto del parlamento a sostenere ed appoggiare questa iniziativa, pure. Quando però mi sono trovato a leggere un appello del Presidente Napolitano, al quale non posso non riconoscere una posizione super partes, che chiedendo che si trattasse di un’iniziativa bi-partisan, affermava che “il problema è reale”, ho cominciato a nutrire dubbi sulla mia comprensione del fenomeno.
Ci ho riflettuto, ci ho ripensato, ho provato a cambiare punto di vista, ma continuo a non capire. Non capisco essenzialmente le motivazioni che spingano ad una scelta simile!

  • Si è parlato di “necessità di garantire il rispetto della privacy”. E qui ci sono due considerazioni da fare: in primis, la privacy dei cittadini è già tutelata da apposite leggi, che consentono la violazione della stessa proprio nel solo caso di “indagini giudiziarie”; se questo meccanismo protettivo non funziona, è da modificare la legge a tutela, non “eliminare la fonte del problema”! E’ come se dicessimo che visto che nella sanità lombarda sembrano esserci problemi di controlli, chiudiamo gli ospedali!
    Secondariamente, come sottolineato non troppo tempo fà dal prof. Rodotà (che in materia di privacy è dal sottoscritto considerato persona degna di indubbio valore), questa attenzione “selettiva” per la propria privacy da parte dei cittadini (sempre che ne abbiano) appare quantomeno sospetta. Quando si firmano contratti allucinanti con banche e finanziarie, nessuno dice nulla, quando si parla di intercettazioni telefoniche invece, guarda un po’ secondo i politici sono “tutti molto sensibili”. Non so’ voi, ma io non ho mai avuto problemi legati alle intercettazioni (sarà che cerco sempre di comportarmi onestamente?), mentre continuo ad essere importunato da call center che prendono i miei dati da “non so dove”…
  • Si è poi parlato del problema legato ai costi, che rappresenterebbero quasi un terzo dell’intera spesa della Giustizia. Dovrei far notare forse che gli esponenti delle forze dell’ordine e della magistratura non pagano i caselli autostradali, quando sono in servizio? Esattamente come “Autostrade per l’Italia”, anche Tim, Telecom, Vodafone e compagnia cantante sono “concessionari” dello Stato Italiano, e come tali devono sottostare ad un contratto stipulato con il cortello dalla parte della lama (è lo Stato a decidere, e ci mancherebbe altro). Quindi le intercettazioni si pagano perché lo Stato vuole pagarle. Perché lo Stato non acquista le apparecchiature ma le noleggia. Perché lo Stato decide di dare un rimborso ad aziende private che già si arricchiscono grazie alla concessione ottenuta e in più guadagnano anche nel fornire un servizio al concessore…
    Se il problema sono i costi, si intervenga sui contratti di concessione, non si limitino le intercettazioni.
  • Si è detto che alcuni magistrati hanno “esagerato” nell’usare questo strumento. Onestamente fatico ad immaginare i magistrati che intercettano cittadini per il gusto di sentire le loro conversazioni (anche perché penso che l’interesse medio delle stesse rasenti lo storico interesse di Fantozzi per La corazzata Potëmkin). Trovo più plausibile pensare che se in Italia si fanno un certo numero di intercettazioni telefoniche, è forse perché si delinque in egual misura. Si delinquesse meno (e qui proprio la classe politica avrebbe da fare una profonda analisi di coscienza), ci sarebbero meno intercettazioni.

Le intercettazioni servono alla magistratura. Su questo si, non c’è alcun dubbio. Senza le intercettazioni, numerosissimi reati e scandali che oggi fanno parte della nostra recente storia legale non sarebbero mai emersi. Non sapremmo di Fazio, non sapremmo dei furbetti del quartierino, non sapremmo di calciopoli e di vallettopoli, non sapremmo degli scandali politici legati ai servizi segreti. Non starò a fare il lungo elenco che ho avuto modo di ascoltare nell’ultimo “Passaparola” di Marco Travaglio (che invito tutti a sentire, perché ne vale la pena indipendentemente dalla simpatia che si possa provare per il giornalista), spero che il concetto sia passato ugualmente.

Limitare le intercettazioni ai soli reati indicati dal Presidente del Consiglio equivale a mettere un bastone tra le ruote alla Giustizia Italiana: siamo giunti alla prima legge vergogna del “nuovo corso”? E magari verrà approvata “bi-partisan”?

Presidente Napolitano, non capisco…

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2 pensieri su “Stop intercettazioni: ma perchè!

  1. freesud

    Siamo in presenza di un classico esempio di regime: il governo inventa il problema al fine di risolverlo con una legge salva-casta, il sistema informativo deviato amplifica , le alte cariche dello Stato legittimano. L’opposizione bela (tranne Di Pietro).

    La sottile linea democratica è stata superata. Abbondantemente. E’ arrivata l’ora di mobilitare le piazze. Ma Veltroni dorme. Napolitano legittima. Solo Di Pietro scalpita.

    http://WWW.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

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  2. mirko

    Ciao,
    una volta ero a casa di un ragazzo (ero ancora al liceo, avevo da poco 18 anni) che mi aveva invitato per passare là il pomeriggio. Mentro ero li ho chiamato mia madre per dirle che mi fermavo a cena dato che i genitori di questo mio amico non c’erano e che lui mi aveva invitato. Questa conversazione è stata intercettata da un magistrato che aveva sottoposto il padre di questo mio amico ad indagine ed è stata riportata nel fascicolo dell’indagine per dimostrare che i signori xyxyxy spesso erano via (poi io non conosco l’indagine quindi non saprei a cosa doveva servire questa info, ma tant’è). Insieme a questo sul fascicolo apparivano i miei dati, la mia professione (all’epoca studente, ma sempre un’info in piu’) e il mio indirizzo. Inoltre quelli di mia madre, il suo indirizzo, la sua professione e il suo certificato penale, il nome di mio padre l’indirizzo e il certificato penale. Se il mio amico non mi avesse fatto vedere questi fogli io non lo avrei mai saputo. Quindi non siate così sicuri che a voi non potrebbe capitare, sapete per certo che i padri dei vostri amici sono persone oneste? E in ogni caso anche lo sapeste, sarebbe un motivo valido per non essere amico del figlio? Voi dite che non c’è niente di malato nel fatto che a 18 anni io sia stato sottoposto a indagine insieme ai miei solo perchè conoscevo questo ragazzo e ho accettato un invito a cena?
    Secondo me qualcosa da cambiare c’è, certo non nel modo di Berlusconi.

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