Plurk o Twitter, è questo il dilemma?

il passero ferito -trilussa-I downtime di Twitter degli ultimi tempi (ad oggi non è ancora tornato disponibile il servizio di messaggistica tramite Jabber) ha cominciato nelle ultime ore a sortire i primi effetti, vale a dire il tentativo di trovare “via alternative” al microblogging. La via che si è maggiormente concretizzata, almeno per quel che riguarda “i vertici” della blogopalla  italica è Plurk.
Il funzionamento del nuovo servizio non è dissimile da quello di Twitter, ma l’interfaccia e l’interazione con l’utente lo sono piuttosto pesantemente: quasi interamente basato su Ajax infatti, Plurk consente il tracking di eventuali “thread”, l’aggiornamento automatico della timeline e via dicendo (anche se non ho trovato, paradossalmente, uno strumento di ricerca comodo dei “friends”).

La mia considerazione su questo “nuovo servizio” non è esattamente positiva, per una paio di ragioni che vado ad elencare.

  1. Mi sfugge (tuttora) l’utilità del nanoblogging. Twitter è stato la bandiera di questo genere di comunicazione per molto tempo (e da questo punto di vista Plurk non è differente) e ben viene sintetizzata la sua utilità dalla battuta che formulò qualcuno non troppo tempo fà: “non sei nessuno se non hai mai scritto su twitter di essere al cesso”. La mia impressione è che il nanoblogging rappresenti l’estrema perversione comunicazionale di una certa categoria di blogger. Twitter genera per sua natura una certa involuzione, in quanto mette in comunicazione costante un (seppur ridottamente) ristretto nucleo di persone, escludendo de facto (anche se non volontariamente) gli altri. Mi è capitato svariate volte che qualcuno mi chiedesse “ma come, non hai letto su Twitter?” e di dover trattenere male parole a bruciapelo.
  2. Secondariamente, mi lascia piuttosto perplessa la scelta di Plurk a livello di interfaccia: Twitter con la sua interfaccia estremamente semplice (un campo di testo ed una timeline), forniva una via d’accesso al nanoblogging sorprendentemente efficace. Centoquaranta caratteri, terza persona, invio e il gioco é fatto.
    La complessità e la quantità di funzioni che invece Plurk offre, che potranno forse divertire qualcuno, allontanano paradossalmente l’utente dalla reale utilità del servizio, l’invio del “nanomessaggio”. Ci si perde tra i thread, il selettore della tipologia del messaggio, gli update, la timeline scorrevole e via dicendo, perdendo (secondo me) di vista il contenuto del messaggio da inviare.

Sintetizzando: se non ero convinto dell’utilità di Twitter se non come gioco perverso dei blogger (del quale non nascondo di far, seppur sporadicamente, uso anche io, intendiamoci), lo sono ancora meno di Plurk, che segue secondo me una via sbagliata che conduce all’eccellenza dell’interfaccia a discapito della reale comunicazione.

Mi sbaglierò…

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3 pensieri su “Plurk o Twitter, è questo il dilemma?

  1. xlthlx

    Twitter puo’ risultare estremamente utile quando si tratta di diffondere informazioni [es: quel tal giorno ci sara’ quell’incontro, chi viene?] oppure per inviare informazioni in breve tempo [es: ieri ho chiesto se qualcuno aveva un proiettore da prestarmi, e l’ho trovato nel giro di mezz’ora].
    Plurk proprio non lo reggo, a dire la verita’. Mi sembra un parco giochi.
    E la stessa richiesta per il proiettore non ha avuto nessuna risposta, probabilmente per il livello di rumore troppo alto.

    Rispondi
  2. Felter Roberto

    sono assolutamente d’accordo sulle osservazioni riguardo Plurk.
    La cosa principale che ho notato che già me lo fa considerare inutile è che visualizzandomi solo il messaggio principale e non quelli del thread, mi costringe ad andare a cercare cosa leggere, invece che rendermelo disponibile in sequenza come fa twitter.
    Io uso twitter perchè mi permette di sapere qualcosa delle persone che mi interessano, senza per questo dovergli rompere le scatole tutte le volte.
    E so quello che loro mi vogliono far sapere… 😀

    Rispondi
  3. alberto

    cancellandomi 17 secondi fa da plurk, mi stupisco di essere daccordo con te.
    non hai antagonato, ma argomentato…sarà per questo? 🙂

    tuttavia il nanoblogging per me ha un senso, anzi due. uno squisitamente giocherellone. leggere che i miei amici sono al cesso, tanto per citarti, piuttosto che sapere se sono tristi o felici, comunque mi fa piacere. è un modo simpatico per non interrompere un filo.
    il secondo è che se chi hai nei contatti, oltre a essere un amico, è una persona che ritieni valida come “risorsa” con cui scambiare non opinioni (argomentare in 140 caratteri è impossibile), ma documenti, link ecc ecc, cioè rientrando in un fluire tipico da social network.

    il problema è sempre uno, a mio modo di vedere. che la rete, come anche tu spesso hai detto, è autoreferenziale e soprattutto un buco di culo rispetto alla grandezza del mondo e alle persone che sulla rete non ci sono (se non per i servizi di ricerca 7 volte l’anno o l’irrinunciabile posta elettronica). questo significa che per essere seguiti su twitter o avere accessi al blog devi avere il culo che “i blogger più in del web” ti seguano su twitter, plurk o sa la madonna che altro servizio, o che, finendo dentro nel loro altoforno di feed, ti linkino. altrimenti, senza spendere soldi, o passi la vita a commentare gli altri e a scrivere qua e la, oppure hai poca opportunità di renderti visibile (torno a dire, senza spendere soldi in advertising o progetti speciali).

    nel mare magnum del web chi è un follower fa fatica a emergere, ma non perchè i propri contenuti siano di scarsa qualità, ma perchè la tendenza di molti, ed è un fattore culturale, è quello di seguire ciò che fa figo o è seguito, per un meccanismo di omologazione/imitazione che si chiama moda. (o se preferisci consumismo, globalizzazione ecc ecc).
    ecco perchè anche io condivido sul web ciò che scrivo sul web, ma francamente non so quali speranze avere se non produco un sufficiente numero di articoli, non mi faccio mille amici twitters oppure se non pago i gran soldi all’advertising.

    meritocrazia is a dream. ma ci si arriverà

    ciao

    Rispondi

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