La Lega: pro e contro il referendum

Join Our Watches In questi giorni è in corso, a Pontida, l’ennesimo ritrovo dei Razzisti Verdi, che quest’anno raccoglierebbe (a sentire gli organizzatori) 50.000 persone.
I temi sono sostanzialmente sempre gli stessi, quindi tralascerò una trattazione già abbondantemente coperta in altri contesti (vi invito comunque a leggere l’articolo per intero, perché è significativo del clima italiano). Mi voglio invece soffermare su una dichiarazione di Calderoli, citando l’articolo di Repubblica.it:

Calderoli ha chiarito che il federalismo fiscale sarà incluso nella prossima legge finanziaria e quindi approvato entro dicembre 2008. Un percorso, ha precisato ricordando il precedente della Devolution, che non potrà però non tener conto della necessità del dialogo con l’opposizione perché “non succeda di nuovo che una riforma approvata dal Parlamento ci venga fregata dal referendum“.

Una riforma che viene “fregata dal referendum”? Il referendum è la massima rappresentazione della democrazia, dopo il voto elettorale, è il pronunciamento del sovrano volere del popolo italiano su quanto deciso dal Parlamento. Se il Popolo boccia una legge che piace ai padani, dobbiamo sospendere la democrazia per consentire a lor signori di giocare a “costruisci la nazione”? Ed a dirlo è un Ministro del governo in carica?

Ma la cosa più divertente è che pochi minuti prima, all’interno dello stesso discorso, riferendosi all’opposizione del partito leghista al recepimento delle direttive comunitarie di Lisbona, lo stesso Calderoli aveva detto:

Noi vogliamo solo che sia il popolo a decidere. Il referendum si fa in Irlanda, non vedo perché non si possa fare da noi. Il trattato toglie sovranità al popolo e allora su questo deve decidere il popolo. Questa è la democrazia.

Mi sfugge qualcosa?

Dopo i fucili imbracciati e le bandiere bruciate, possibile che non ci sia modo per fermare questi pazzi scatenati?

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2 pensieri su “La Lega: pro e contro il referendum

  1. giovanni

    Buone notizie da Massagno:
    qui le risposte ai referendum di lega e udc sono stati tre netti no.
    Quindi niente iniziative sulle (contro le) ntauralizzazioni, tagli alle tasse, …
    Del 30% che ha votato i 2/3 hanno detto no.
    Quindi, almeno qui, il populismo non paga.
    Poi, in Italia, le regole valgono solo quendo sono a proprio favore: in questo i Lumbard sono italianissimi 😛

    Ciao

    Giovanni – che va a ritirare la moto targata TI

    Rispondi

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